CITAZIONE (Fede1975 @ 17/1/2008, 17:18)
Ho letto l'articolo che hai proposto e, anche se questa è una mia personale convinzione che può rivelarsi alla prova dei fatti anche totalmente errata, sono convinto che nel medio periodo, una volta che la produzione bilancerà la richiesta, il prezzo tornerà a scendere.
Il prezzo di produzione del kWh è composto (volendo semplificare il concetto) dal costo di costruzione della centrale, dai costi di esercizio durante il periodo di vita, dal costo del combustibile (sia esso carbone, petrolio, gas o uranio) e dai costi di smantellamento della centrale a fine vita, chiaramente rapportati all'energia che la centrale produce o che si suppone produrrà nell'arco della sua vita utile.
La grande differenza tra il nucleare e le altre fonti è il peso con cui il combustibile incide sui costi totali. Infatti, a causa degli alti costi di costruzione, gestione (per ovvi motivi di sicurezza) e smantellamento (con gestione delle scorie e materiali contaminati), i costi (in percentuale sul totale) del combustibile sono assai minori. Ciò porta a far si che un aumento del prezzo dell'uranio si rifletta in modo molto minore sul costo del kWh, rispetto ad un corrispondente aumento del prezzo del combustibile in una centrale a carbone, a gas od ad olio combustibile.
Saluti.
Federico
Sempre che ci sia Uranio sufficiente. Se la domanda sul mercato supera l'offerta i termini del problema si complicano in modo sostanziale.
La finitezza delle risorse è un dato da tenere in considerazione.