CITAZIONE (nll @ 14/2/2008, 08:40)
Se il nucleare attuale è così sicuro, ci sarebbe da chiedersi come mai un paese energivoro, democratico e tecnologicamente avanzato come la Germania, che non è reduce da un referendum antinucleare come in Italia, se ne stia tirando fuori e stia puntando decisamente all'integrazione tra risparmio energetico e sfruttamento combinato delle varie fonti energetiche rinnovabili e guida l'Europa su questo versante.
Dopo l'ultimo post di capper88, mi domando: ma se le scorie possono essere riprocessate, riutilizzate e sfruttate al punto da farle divenire innocue, perché esiste ancora il problema di dove stoccarle in sicurezza?
Non sono uno che dice no per principio e sarei pure disposto ad accettare una minima percentuale di energia prodotta con fonti diverse dalle rinnovabili, se questo costituisse il male minore, se non possono esservi alternative meno invasive per l'ambiente e la salute umana. Allo stato attuale non mi pare che sia ancora dimostrato che il nucleare a fissione sia il male minore, ma solo una scorciatoia per evitare l'impegno che comporta il combinare un miglior utilizzo dell'energia, l'attenzione all'ambiente e la ricerca di alternative alle fonti energetiche non rinnovabili.
E' inesatto, sono figlio di un imprediotre (quasi) del campo, e la Germania sta puntando molto sui reattori di quarta generazione e sulla fusione, semplicemente non lo sbandiera ai quattro venti.
La storia insegna che gli incidenti/disastri sono avvenuti o in circostanze grottesche e in presenza di impianti vecchissimi (fattore di vuoto positivo più innumerevoli falle incolmabili) o per imbecillità umana.
Oggi, con l'avanzamento dei sistemi di monitoraggio e della gestione del combustibile, queste problematiche sono ridicole.
Un reattore autofertilizzante*, per dirne una, ha un portata decine di volte maggiore rispetto alla norma (a pieno regime, un m^2 della detta centrale equivarrebbe a 1'000 m^2 di solare + eolico combinati assumendo un fattore di recupero ottimale, inseguitori solari, il tutto nel mese di Luglio/90% di giornate ventose nelle quali il vento si attesti a 60-70 km/h con picchi di massimo 110 orari e torri alte più di 200 metri), ma renderebbe poco conveniente il mercato dell'uranio.
*Se vuoi sapere cosa è VERAMENTE un reattore autofertilizzante senza inutili e ridondanti paroloni, accomodati pure : D
P.s. Per le scorie, il discorso è molto più complesso di come lo abbozzi tu, le lobbies hanno tutto l'interesse a ritardare l'avanzamento della ricerca e l'affermazione degli ultimi sistemi di smaltimento, altrimenti andrebbero a perdere cospiscue fette di mercato e denaro contante (prima bisogna sfruttare il petrolio + gas naturale, successivamente le riserve minerarie di uranio tenute spudoratamente nascoste dai governi e poi, forse, l'indipendenza energetica sarà un traguardo in vista).
P.p.s. Quando si parla di "nucleare" non si può dire "non rinnovabile", è assurdo, il "nucleare" è il FUTURO, anche se la fusione elettrica nucleare (fredda o calda che sia) presenta ancora un certo numero di limitazioni fisiche, temporali e logistiche.
A titolo comparativo, si ottengono al massimo 2,5 neutroni per fissione, solo con i reattori veloci, e di quelli, 1 serve alla successiva fissione, altri sono di troppo e vengono "persi" volutamente, nelle barre di controllo. Quelli persi per fughe all'esterno o per assorbimento parassita sono pochi.
A meno che non escano all'esterno, contribuiscono alla generazione di potenza, poichè la loro energia cinetica rimane, anche se assorbiti. Stesso vale per quel neutrone che darà la nuova fissione: nei reattori termici la sua energia iniziale va tutta in calore, prima dell'assorbimento; nulla è perso quindi.
Nella fusione, invece, i neutroni sono emessi più energetici e non servono direttamente, però hanno effetti collaterali seri: distruggono i pannelli per via dei danni da radiazione che causano, inoltre convertono il litio che è attorno in trizio, che è un prodotto di scarto, anche se a bassissimo livello radioattivo e con ciclo vitale misero......