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  1. #1
    Pietra Miliare
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    Un ingegnere elettronico mi ha raccontato che i pannelli solari utilizzati in applicazioni aerospaziali avrebbero un rendimento dell'80% contro, correggetemi se sbaglio, un misero 15% di quelli tradizionali.
    Fin qui non ci sarebbe niente di strano.... ma mi ha anche detto che avrebbero anche costi simili a quelli tradizionali, solo che i petrolieri ne vietano la vendita al pubblico per ovvi motivi economici.

    C'e' modo di verificare la veridicità di questa informazione? Prima di gridare "al complotto", vorrei essere sicuro. magari ha ragione. <_<

  2. #2
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    Al momento, e correggetmi se sbaglio, le celle migliori sono prodotte dalla SolarLab per usi aereospaziali.

    Le celle costano al pubblico 5000 euro per un pacchetto da 50.
    La dimensione è di 1 cm2 ognuna.
    Credo che siano molto care perchè sono difficili da produrre e il processo è complesso. Peró non lo so con certezza.

    L'efficienza penso che sia 26% in condizioni standard e può arrivare a 41% quando esposta a 500 soli di concentrazione.

    Quindi, a 500 soli di concentrazione, una cella solarlab produce 17W al cm2.

    Sono talmente care che nei nostri sstemi a concentrazione ad due o più soli non sono economiche. Dobbiamo spingerle sopra i 300 soli, e al momento non è un prodotto commercializabile (e non ci arriveremo prima del 2010 - 2012).

    Esistono altri produttori eccellenti come il Fraunofer con celle MJ3 ed efficienza superiore al 30%.
    Non conosco nulla che passi questi limiti ....

    saluti

  3. #3
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    In laboratorio ci sono celle con rendimenti dell'80% ma non sono quelle aerospaziali che tra l'altro non sono commercializzabili come dice EnMaker.

    Sul fatto che i "petrolieri" ostacolino il mercato del silicio è una bufala perchè per sostituire le centrali termiche a olio con un fotovoltaico... ce ne vuole... tra l'altro qui in Italia si sta indirizzando tutto verso il gas...

  4. #4
    furion3000
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    SALVE ANCHE SE SONO NUOVO, MI STO INFORMANDO PER DIVENTARE UN ESPERTO NEL FOTOVOLTAICO ANCHE SE INGEGNERE INFORMATICO, per il rendimento dell'80% e facile capire che in reparto nasa , il rendimendo si riferisce all'uso dei moduli fotovoltaici aldifuori della nostra atmosfera, quindi l'effetto di rifrazione della luce è quasi inesistente senza contare il fatto , che il panello è esposto a radiazioni gamma beta ultravioletti infrarossi e altro che ne aumentano l efficenza, e che nella terra non arrivano perche filtrate dal nostro campo magnetico, al contrario un panello sulla terra rendera il 70 % in meno di un panello posizionato in spazio aperto cioe fuori dalla nostra atmosfera o per lo meno negli stratti + alti, per cui un onda di luce che ad esempio vale 100 partendo dal sole, quando arriva sulla superficie terrestre vale 29 circa , per cui i panelli attuali lavorano con questo 29 % e tutt' ora non riescono a sfruttare il 100% di questo 29 . questo e una spiegazione in linea generale

  5. #5
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    per ACIMITAN

    perché dici che non sono commercializzabili. Se vuoi le compri. Non capisco.

    saluti

  6. #6
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    dici su larga scala? e poi quando è che le ammortizzi?

    comunque mi sono accorto che ho scritto sbagliato... ho detto "non aerospaziali" anzichè il contrario...

  7. #7
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    ah ok

    difatti li ammortizzi con concentrazione solo sopra i 300 soli. In Italia non puoi usarli ma negli altri posti sí.

    Oggi ho trovato un articolo molto interessante sul limite delle celle multigiunzione non monilitici.
    Il limite di efficienza è molto alto, superiore all'86%.
    Ma è un limite teorico, proprio come quello di Carnot.

    Basicamente si tratta di usare tutto lo spettro. Al momento il limite è della Solarlab: 41,9%.

    saluti

  8. #8
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    Per fare il pignolo c'è il 42,8% della Spectrolab (assieme a NREL) con cella a materiali metaorfici (concentratori + celle solari). Si parla di 2020 anche se si sta investendo (13milioni di dollari) per raggiungere risultati entro il 2010.

    Al dire il vero ci sono progetti con le nanoparticelle di silicio (60% di rendimento) ma ci sono molti problemi per estrarre energia.

  9. #9
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    ecco la tabellla con le efficienze massime



    non so se vi interessa

    qui potete vedere la struttura delle celle multigiunzione di diversa tipologia ad altissima efficienza ..




  10. #10
    Seguace
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    ....interessante....stanno spingendo bene nella ricerca...chissa' se queste tecnologie arriveranno alla portata di tutti....vi faccio una domanda visto che siete informati......nella tecnologia a concentrazione fino a che percentuale di guadagno sull'efficenza di radiazione diretta si ha'?.....mi spiego....la parte di radiazione diffusa e riflessa e' persa....resta da diretta ....l'aumento dell'efficenza di questa è superiore a quella persa?...se si ,quanto?....grazie...ciao
    Stefano

  11. #11
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    Ciao

    sí, i sistemi a concentrazione avorano solo sula luce diretta. Per questo quelli a bassa concentrazione si posono usare quasi ovunue mentre queli ad alta ed altissima concentrazione si possono usare solo in zone con un cielo molto chiaro.

    In generale, se consideriamo per esempio una zona del sud la percentuale di luce diretta è del 60%. Poi gli specchi avranno una efficienza del 90%. La luce diretta sarà solo un 90% di quella riflessa. Il modulo ne riflette una percentuale, che in generale è però compensata dalla maggiore efficienza del modulo.

    Se usiamo le celle della solarlab ad alta concentrazione di ultima generazione l'efficienza è del 40%. Se la media dei moduli è del 15% abbiamo un guadagno di spazio di un fattore 2,66. Se consideriamo però che questo agisce solo sul 60% della radiazione continuiamo ad avere che il guadagno di spazio È di 1,6 volte.

    In poche parole, ci vanno 100 m2 di moduli per produrre la stessa energia di 63 metri quadrati di specchi.

    Poi quello che conta è il costo. Gli specchi costano molto di meno del silicio quindi....


  12. #12
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    ma i costi? Sarebbe fattibile un impianto domestico con concentratore?


 

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