Buongiorno,
seguo da tempo il forum dal quale ho rilevato molte informazioni utili e soprattutto quel geniale dell’Ing Alessandro, autore del simulatore per impianti fotovoltaici e soprattutto apprezzo molto la filosofia di rendere free software e conoscenze.
Vorrei sottoporre al forum una questione che da un po’ di giorni preme nella testa. Ho in mente un nuovo modo di valutazione della convenienza dell’impianto FV.
Cerco di spiegarmi nel miglior modo possibile. E mi scuso da adesso per il tempo che vi faccio perdere.
Nessuno, almeno credo, a pensato a considerare la convenienza dell’investimento FV valutando l’attualizzazione dei potenziali costi (bolletta elettrica per intenderci) che verrebbero sostenuti se l’investimento non venisse fatto.
(Se il cliente non effettua l’investimento arriverà a spendere un totale, quel totale se investito su un impianto FV gli garantisce un ritorno economico con il conto energia)
Capisco che adesso avrete fatte la facce più straneperò il succo della questione è proprio la quantificazione del tasso di attualizzazione da applicare ai costi futuri.
Ho provato a cercare in internet ed applicare il WACC ad un flusso di costi ma sto rilevando delle incongruenza concettuali di fondo. Ad esempio:
Trattasi di impianto FV da installare su un capannone industriale dove l’energia prodotta verrà totalmente assorbita dai macchinari.
Il flusso di costi in euro è destinato a crescere per due fattori, l’inefficienza crescente dei macchinari che necessitano di maggiore energia con il tempo ed il crescente costo dell’energia.
Per il calcolo del tasso di attualizzazione (formula rilevata su internet per un corso di matematica finanziaria) utilizzo il WACC:
costo attuale n = costo anno n X (1 / (1+ A)n )
A = B + β * ( C – B ) dove
A tasso di attualizzazione
B tasso di rendimento per titoli privo di rischio (esempio BTP trentennali esempio 4%)
C tasso di rendimento titoli con rischio (titoli azionari esempio 6%)
β è il tasso di rischio dell’impresa (per semplicità 0,75%):
- beta >1 il titolo si muove nella stessa direzione del mercato e con oscillazioni maggiori del mercato stesso
- 0 < beta <1 il titolo si muove nella stessa direzione del mercato, ma con oscillazioni minori di quelle di mercato
- 0 > beta >-1 il titolo si muove in direzione opposta al mercato, anche se in maniera contenuta
- beta <-1 il titolo si muove in senso opposto al mercato ed oscilla maggiormente rispetto al mercato stesso
Non considero la parte del calcolo relativo ai debiti finanziari.
Risultato Tasso di attualizzazione = 5,5% che applicato al flusso dei costi (crescente per i fattori sopradetti) mi restituisce un totale.
Adesso la fatidica domanda:
Vi sembra corretto?
Il tasso di inflazione dove lo metto?
Di seguito il risultato ottenuto:
X = consumo inflazionato (inefficienza macchinari + costo energia) (4,5%)
Y = coefficiente di attualizzazione
Z = consumo attualizzato
anno X Y Z
0 € 3.384 1,00000 € 3.384
1 € 3.536 0,94787 € 3.352
2 € 3.696 0,89845 € 3.320
3 € 3.862 0,85161 € 3.289
4 € 4.036 0,80722 € 3.258
5 € 4.217 0,76513 € 3.227
6 € 4.407 0,72525 € 3.196
7 € 4.605 0,68744 € 3.166
8 € 4.813 0,65160 € 3.136
9 € 5.029 0,61763 € 3.106
10 € 5.256 0,58543 € 3.077
11 € 5.492 0,55491 € 3.048
12 € 5.739 0,52598 € 3.019
13 € 5.997 0,49856 € 2.990
14 € 6.267 0,47257 € 2.962
15 € 6.549 0,44793 € 2.934
16 € 6.844 0,42458 € 2.906
17 € 7.152 0,40245 € 2.878
18 € 7.474 0,38147 € 2.851
19 € 7.810 0,36158 € 2.824
20 € 8.162 0,34273 € 2.797
€ 114.328,55 € 64.719,37
Certo della Vostra collaborazione per valutare consigli .
Giancarlo


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però il succo della questione è proprio la quantificazione del tasso di attualizzazione da applicare ai costi futuri.



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