CITAZIONE (Furio57 @ 26/4/2005, 20:22)
Il marchio di qualità
Mi accingo a fare questa digressione sulla qualità per poter condividere con voi degli assunti che credo basilari per una corretta espansione di una qualsiasi azienda che intenda consegnare prodotti di qualità, anche nello specifico settore fotovoltaico.
Il mio obiettivo è quello di rendere la QUALITA' in modo tangibile. Mi piace pensare di promuovere l'argomento come spunto per l'emancipazione, di miglioramento continuo di caratteristiche di prodotto, e perchè no, di operatività umana.
Ma in cosa consiste la qualità?
Il
GARZANTI LINGUISTICA indica che la QUALITA' è qualsiasi caratteristica, proprietà o condizione di una persona o di una cosa che serva a determinarne la natura e a distinguerla dalle altre...
Quindi in se la qualità è una distinzione tra le caratteristiche di una cosa. La qualità viene realizzata attraverso una elencazione delle parti, una catalogazione, sempre più dettagliata.
Questi sono i requisiti: punto di partenza della qualità! (REQUISITO=s. m. qualità, dote o condizione necessaria per poter accedere o aspirare a una carica, sostenere un esame e sim.: possiede tutti i requisiti per diventare un bravo medico;...)
Ma nella pratica in cosa consiste la qualità? Sono gli uomini a fare la differenza?
Tempo fa parlavo con un produttore di pannelli fotovoltaici che aveva macchine importanti e mi ha detto che per ottimizzare una macchina operatrice ci vuole un anno di lavoro; e per ottenere un operatore in grado di essere autonomo nella creazione di qualità su quella macchina ci vogliono almeno sei mesi.
Io sono convinto che in questo ci sia molto da fare. Ad esempio come è possibile far passare la "conoscenza tacita" dell'operatore della macchina in un protocollo operativo che chiunque possa utilizzare? Oppure: è stata scritta la storia evolutiva con cui la macchina operatrice è stata ottimizzata? Se "domani" il proprietario della conoscenza empirica su cui è fondato quel processo produttivo SPARISCE, cosa succede a quella parte dell'azienda?
Ed ora vi ripeto la domanda:
"ma in cosa consiste la qualità?"
Ciao Fernando

RIFLESSIONE.......................
Caro Fernando...la qualità tangibile secondo me ha significato solo se:
-diventa riconoscibile facilmente
-se è supportata da un rigore scientifico e statistico
-se lo studio condotto ha valore universale
- se il modello adottato per lo studio nn è statico ma dinamico e flessibile ,in grado comunque di essere modificato ed adeguato secondo un protocollo di facile accesso in funzione del risultato topico che si vuole ottenere.
Alla qualità del prodotto deve essere necessariamente quindi abbinata la qualità del protocollo per definire la qualità stessa. Naturalmente è indispensabile scrivere la "storia della qualità" perchè è parte essenziale di un processo evolutivo della qualità del prodotto; è tuttavia difficile che la qualità possa essere compresa totalmente nei suoi molteplici aspetti che concorrono per determinarla e giustamente in conclusione concordo nel dire che il massimo risultato di un processo qualitativo per lo sviluppo del prodotto ,sia quello che il prodotto stesso riesca in piccoli particolari, a manifestare il percorso qualitativo ccon cui esso stesso è stato realizzato. La diretta conseguenza del processo qualitativo risulterà quindi la fiducia del consumatore sull' adffidabilità del prodotto.
SALVATORE