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Discussione: Sicurezza sul lavoro

  1. #1
    Pietra Miliare
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    Ho appena visto di sfuggita una notizia che scorreva nei sottotitoli del TG2 e riportava una notizia del tipo: "morta una persona caduta da un tetto mentre montava pannelli solari".
    Ho cercato nel televideo ma non ho trovato nulla.... non vorrei avere preso un abbaglio, ma se è una notizia vera, oltre a dispiacermi per la persona che ha perso la vita e per la sua famiglia a cui posso solo fare le condoglianze, sarebbe il primo caso di morte sul lavoro per un impianto solare di cui io ho sentito parlare.
    L'aumento del lavoro per gli installatori può indurre qualcuno a risparmiare sulle sicurezze: è meglio spendere un pò di più che rischiare fatti come questo.... è anche un tema molto di attualità.

    Qualcuno ha notizie in più su questo incidente?

    saluti
    carest

  2. #2
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    Non ho notizie dirette sull'incidente, ma avendo grande esperienza nel sttore della sicurezza dei luoghi di lavoro ti dirò che non è ne il primo ne l'ultimo purtroppo....
    L'accesso a tetti e luoghi rialzati per l'installazione di pannelli, vista la relativa velocità del lavoro viene spesso fatta senza alcuna precauzione ne misura di sicurezza...
    Se vi fate installare i pannelli a casa PRETENDETE dagli installatori l'uso come minimo di cinture anticaduta...non risparmiate 500 euro su decine di migliaia per la sicurezza, eviterete molti molti problemi oltre ad avere la coscienza più tranquilla.
    Tengo anche a precisare che spesso le ditte che non rispettano le norma sulla sicurezza, secondo il mio personale parere, sono meno affidabili anche sotto altri aspetti; chi sa fare il lavoro e lo fa da tempo senza improvvisazione è organizzato di tutto punto e si vede!

  3. #3
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    chiedo a chi è più esperto di mè nel tema della sicurezza, ma dove ti puoi attaccare con la cintura anticaduta su di un tetto?

  4. #4
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    CITAZIONE (massimo p @ 28/3/2008, 08:53)
    chiedo a chi è più esperto di mè nel tema della sicurezza, ma dove ti puoi attaccare con la cintura anticaduta su di un tetto?

    Il modo si trova sempre.
    1) sul tetto ci sono spesso strutture fisse: comignoli, pali, ecc, ecc
    2) se non ci sono o sono insicuri si prende una corda lunga e la si attacca (ad esempio su una ringhiera) sulla facciata del fabbricato opposta alla facciata di caduta
    3) Se non si può risolvere in nessun modo si realizza un punto fermo temporaneo sicuro e in posizione comoda per lavorare, che andrà rimosso a lavoro finito

  5. #5
    Pietra Miliare
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    Sull'incidente di cui sopra occorso in Emilia Romagna, da quello che ho sentito dai telegiornali è occorso ad un ingegnere in fase di sopralluogo sul tetto di un capannone industriale per cedimento della copertura.
    Io ritengo che sia molto presumibilmente da attribuirsi al cedimento per calpestamento di un "lucernaio" in vetroresina realizzato in materiale trasparente ondulato che dall'esterno con tetto sporco è pochissimo visibile, poichè piano ed integrato con le lastre di "eternit" che normalmente hanno sotto il solaio in cemento armato.
    I tetti di questo tipo con fasce trasparenti sono un ulteriore pericolo gravissimo e sottovalutato.
    Per il punto di attacco cinture la norma UNI prevede determinate caratteristiche meccaniche.
    Ogni tetto dovrebbe avere la predisposizione dei punti di attacco (Ci sono modelli commercializzati) sulla base di un piano di sicurezza che dovrebbe esistere in ogni costruzione, per consentire l'accesso sicuro per ispezioni e manutenzioni.
    Io credo che, almeno per il futuro, sarà nostra responsabilità richiedere ed imporre se non già esistente un punto di ancoraggio fisso da usare in fase di montaggio, e da lasciare per i successivi accessi di controllo periodico che noi necessariamente prevediamo nel progetto.

  6. #6
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    quoto pienemente....

    Se non trovate punti di aggancio...ecco la soluzione che adotto io...
    una volta finito ill gancio si svita e si rimette il coppo.....poi si riavvita quando si deve fare qualche manutenzione.. :shifty:

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  7. #7
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    la notizia è vera purtroppo
    è successo a cascine di buti in prov di pisa nella z.i. , conosco bene quella zona è qui vicino a me
    la notizia è su tutti i giornali come il Tirreno e la Nazione

    da quello che ho letto sembra che ha ceduto il tetto in eternit di un capannone ed è volato di sotto per 7 mt
    era un giovane ing. di modena di 34 anni

    potrei scannarvi l'articolo del giornale ma penso che fra poco si trovi online

    per i commenti aspetto di saperne di più non dai giornali

    saluti


    Mario
    minieolico.it

  8. #8
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    La prima cosa che controllo quando devo fare un sopralluogo su un tetto ,
    e' visionare la copertura anche da sotto in modo da farmi un'idea piu' completa su dove posso camminare .

    Vorrei un'informazione:
    uso un'imbragatura con attacco post , ieri parlando con un architetto , mi ha detto che le imbragature devono essere cambiate ogni 5 anni ,
    sapete qualche cosa in merito?

  9. #9
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    CITAZIONE (snowstorm @ 28/3/2008, 11:13)
    La prima cosa che controllo quando devo fare un sopralluogo su un tetto ,
    e' visionare la copertura anche da sotto in modo da farmi un'idea piu' completa su dove posso camminare .

    Vorrei un'informazione:
    uso un'imbragatura con attacco post , ieri parlando con un architetto , mi ha detto che le imbragature devono essere cambiate ogni 5 anni ,
    sapete qualche cosa in merito?

    L'accesso sui tetti anche piani (e su tutte le strutture poste in altezza non dotate di adeguate protezioni), a meno che non siano previsti appostite passerelle o siano espressamente realizzati per essere calpetsati (tipo terrazzi), deve essere fatto con sitemi anticaduta....non è possibile dire che una struttura in eternit o altro materiale possa resistere perchè non è fatta per essere calpestata! Anche sui tetti di coppi, basta che si rompe un coppo, inciampate e venite giù dal tetto rompendovi il collo!
    Per quanto riguarda la sostituzione delle attrezzature, visto che affidiamo loro la vita, è consigliabile verificarle sempre prima di indssarle, e periodicamente. Vanno conservate con cura, lontano dal sole e da fonti di calore, senza subire abrasioni (sono particolarmente delicate per questo) e sostituite ogni volta che si cade (si spera mai ma meglio con l'imbracatura che senza ;)), la sostituzione perdiodica non so se sia obbligatoria ogni 5 anni ma io non aspetterei così tanto, se lavori e te lo auguro, si logorerà molto prima.

  10. #10
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    CITAZIONE
    da quello che ho letto sembra che ha ceduto il tetto in eternit di un capannone ed è volato di sotto per 7 mt
    era un giovane ing. di modena di 34 anni

    Ecco perche nessuna delle soluzioni dette è in regola con la 626.

    Bisogna che il punto di appoggio sia indioendente dalla struttura.
    Io uso le cinte attaccate alla gru, con l'imbracatura a norma, dopo, stasera metto qualche foto delle imbracatura da usare.

    Questo è il modo giusto.


    Nel caso di tetto in cemento, è accettabile l'ancoraggio al cemento. (comunque obbligatorio).

    Nel caso di coperture industriali, io mi fido della mia gru, del tetto, specialmente in eternit, nun mi fido mai.


    Quanto mi fanno arrabbiare certe aziende, io vorrei strozzarne i titolari.
    Un grande lavoro mi è stato portato via da un'azienda che ha mandato tre Rumeni raccattati per strada sul tetto in eternit per togliere l'etrnit e mettere i pannelli in poliuretano.

    se l'avessi avuto sotto mano l'avrei strozzato. Quando servono gli ispettori sul lavoro non ci sono mai.

  11. #11
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    La mia imbragatura me la regalo' un amico ,
    mai usata ma la teneva in magazzino (quindi al buio e al chiuso) da un bel po' di tempo e attualmente i 5 anni sono scaduti,
    ma e' praticamente nuova

  12. #12
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    Il problema sta che se succede qualcosa, inail non paga la famiglia dell'infortunato!!!

    non andiamo a risparmiare sulla sicurezza!

  13. #13
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    Quello che non capisco è perchè questa morte non ha provocato lo stesso scalpore che hanno suscitato altre morti tipo gli operai della Thyessen?


  14. #14
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    CITAZIONE (nhio83 @ 28/3/2008, 13:41)
    Il problema sta che se succede qualcosa, inail non paga la famiglia dell'infortunato!!!

    non andiamo a risparmiare sulla sicurezza!

    Scusami Nhio ma non devi scrivere cose inesatte....il forum serve per discutere e dare informazioni, una di queste è che l'Inail paga TUTTI gli infortuni sul lavoro a prescindere che ci sia l'assicurazione...se il lavoratore, magari in nero, viene mandato a lavorare su un tetto senza protezioni e muore poi neppure gli danno un'indennità alla famiglia??? Ma che scherzi!?! L'indennità gliela danno eccome ma come si dice....meglio la salute dei soldi no? ;)

    La 626/94 non individua tecnicamente alcuna soluzione ma impone comunque il rispetto di requisiti di sicurezza degli operatori.
    Tenete presente che i proprietari delle case su cui si va ad operare, in quanto committenti, posso essere ritenuti responsabili in caso di incidente e condannati a pesanti pene detentive e pecuniarie...

    Di seguito un estratto chiarificatore (tratto dal sito della Mistral azienda che produce sistemi anticaduta):

    PUNTI DI ANCORAGGIO
    norma di riferimento UNI-EN 795

    Definizione: elemento a cui un DPI componente di un sistema anticaduta può essere applicato.
    Tutti gli ancoraggi fissi o mobili usati con lo scopo specifico di proteggere dai rischi di caduta devono essere conformi alla norma UNI-EN 795 .
    ·Non è richiesta la marcatura CE per gli ancoraggi fissi facenti parte della struttura originale o installati su essa (travi, ponteggi, tasselli) di cui però deve essere accertata l'adeguata resistenza ai carichi dinamici derivanti da una caduta (R = 1000 daN).

    Esempio: un tripode, essendo mobile e portatile è considerato un DPI, mentre un tassello installato nel muro, essendo fisso nella sua sede, non è un DPI. (in ogni caso ne deve essere garantita la resistenza al carico dinamico = 1000 daN).
    Solamente dopo aver individuato un adeguato punto d'ancoraggio, si potranno definire le tipologie dei connettori e dei collegamenti tra ancoraggio ed operatore, anche tenendo presente le dimensioni del suo campo di lavoro.

    SUDDIVISIONE DEGLI ANCORAGGI IN CLASSI
    Tenendo presente le diverse strutture cui un punto d'ancoraggio andrà fissato e la necessità di fornire all'operatore la possibilità di movimento, i punti d'ancoraggio si dividono in diverse tipologie o classi :(vedi norma EN 795)

    Classe A1:ancoraggi destinati ad essere fissati a strutture verticali , orizzontali o inclinate (pareti colonne, putrelle, architravi) per esempio un tassello con golfare installato nel muro.
    Classe A2: ancoraggi destinati ad essere fissati sulle travi portanti dei tetti inclinati (rimuovendo la copertura di tegole) per esempio staffa con anello fissata ad una trave del tetto.
    Classe B: ancoraggi portatili (per esempio treppiede).
    Classe E: ancoraggi a corpo morto (per esempio blocco di cemento).

    Tali classi di ancoraggi vengono definiti fissi in quanto costituiscono un punto singolo d'aggancio ed il campo di lavoro consentito all'operatore è definito dalla lunghezza del cordino di collegamento (fisso, guidato o retrattile).

    ANCORAGGI MOBILI SCORREVOLI

    Classe C: dispositivi d'ancoraggio costituiti da una linea flessibile (in cavo, fune metallica o cinghia) orizzontale (si intende per orizzontale una linea con pendenze inf. a 15°)
    Classe D:dispositivi d'ancoraggio costituiti da una linea rigida (canalina/rotaia metallica) orizzontale.
    Queste due ultime classi d'ancoraggi permettono all'operatore di muoversi lungo la linea d'ancoraggio rimanendo sempre collegati ad essa. Collegando alle linee orizzontali un adeguato dispositivo di tipo retrattile si aumenta in maniera significativa l'area del campo di lavoro in cui l'operatore si può muovere in sicurezza. I dispositivi d'ancoraggio appartenenti alle classi A-B-E sono di semplice ed immediata installazione mentre i dispositivi appartenenti alle classi C e D necessitano di attenta progettazione e maggiori tempi per l'installazione.

    Nel Fascicolo di sicurezza previsto dal DL494 (DL528) andrebbero previsti tali tipi di ancoraggi da installare durante la costruzione del sito (civile od industriale) in modo da permettere di effettuare le future opere di manutenzione già disponendo di un sicuro punto d'ancoraggio.


    Edited by iloche - 28/3/2008, 15:01

  15. #15
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    Percè in italia ce ne talmente tanto che no fa + notizia.

    Perchè in italia nun c'è + informazione.

    Siamo in coma farmacologico, ci tengono sotto sedativi per ste cose è meglio nun saerle.

    La tissen all'inizio fu passata come quarta-qunta notizia, solo dopo si so accorti che la gente si è infervorata lo stesso.

    Quanto odio l'informazione italliana.

  16. #16
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    CITAZIONE
    Quello che non capisco è perchè questa morte non ha provocato lo stesso scalpore che hanno suscitato altre morti tipo gli operai della Thyessen?

    Perchè in quel caso erano morti degli operai, vittime del lavoro.
    Se invece muore un artigiano, un ingegnere, un perito che cade dal tetto, non fa notizia.
    Si pensa sempre che "sia colpa sua" l'operaio invece "è sempre colpa del datore di lavoro"

    Ovviamente con tutto il rispetto e per i morti. :(

    Tornando al discorso principale: quante volte andiamo a fare un sopralluogo, ci portano sul tetto e un pò a spintoni un pò coi denti ci arrampichiamo per vedere il sito.
    Ho provato a dire che "non mi sentivo sicuro", ma il cliente e anche l'installatore che mi accompagnava, mi hanno guardato con aria di sufficienza.
    Quindi non rimane che sperare che anche questa volta vada bene!!! :wacko:

    Io ho cinquant'anni, un fisico poco "tonico", due figli e moglie a carico. Già solo rompermi una gamba sarebbe un grosso problema.
    Che faccio, mi rifiuto di fare il sopralluogo?
    Giuliano

  17. #17
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    io personalmente "consiglio caldmente "il cliente finale di istallare una lina vita insieme all'impianto FV

  18. #18
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    Brutta brutta roba quella che è successa. ragazzi dovremo veramente imporre a tutti i livelli massima sicurezza.
    sinceramente sarei potuto essere io, giusto ieri sono salito su tetto di 10gradi in rame per ispezione e misure. poi è inizato a piovere e sono subito sceso, i ragazzi dell'impresa sono rimasti su a lavorare.

    Riflettiamo un attimo!!!!

  19. #19
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    ecco il link ad un articolo di un quotidiano...
    http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/mo...ingegnere.shtml

  20. #20
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    ciao a tutti,

    mio fratello è un architetto e qualche settimana fa si trovava su un tetto un pò malconcio ad effettuare un sopralluogo quando all' improvviso ha ceduto una lastra ed è caduto da un' altezza di circa 4 metri! Non so quale santo sia stato, fatto sta che si, si è rotto un bel pò di cose, ma è vivo e si sta riprendendo! Questo solo per dire che a volte la passione per il lavoro e lo spirito di dedizione, come pure portare il pane a casa, ti portano a, diciamo così, trascurare le misure di sicurezza. Poi, a mio modo di vedere, c'è sempre una vocina dentro che ti dice: tanto a me non mi capita!! Insomma, i rischi non possono mai essere eliminati, però sul luogo di lavoro, bisogna essere davvero molto attenti e tenere gli occhi e le orecchie aperti.

  21. #21
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    CITAZIONE (recoplan @ 28/3/2008, 18:52)
    ecco il link ad un articolo di un quotidiano...
    http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/mo...ingegnere.shtml

    grazie per il link recoplan

    rinnovo le condoglianze alla famiglia di Massimo, alla moglie e ai figli piccoli che non rivedranno più il padre.
    Lunedi, in occasione del funerale, propongo una sorta di "minuto di raccoglimento"; anche se non so come poterlo attuare praticamente.

    e a tutti ricordo di fare attenzione sui tetti

    carest

  22. #22
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    Quote Originariamente inviata da ingsamba Visualizza il messaggio

    Il modo si trova sempre.
    1) sul tetto ci sono spesso strutture fisse: comignoli, pali, ecc, ecc
    2) se non ci sono o sono insicuri si prende una corda lunga e la si attacca (ad esempio su una ringhiera) sulla facciata del fabbricato opposta alla facciata di caduta
    Quote Originariamente inviata da nhio83 Visualizza il messaggio
    Io uso le cinte attaccate alla gru, con l'imbracatura a norma, dopo, stasera metto qualche foto delle imbracatura da usare.

    Questo è il modo giusto.
    Salve a tutti, vorrei riprendere l'argomento...
    I sistemi proposti da Ingsamba sono davvero sicuri?
    Le gru hanno dei punti certificati per potersi agganciare?

    Immagino quindi che per installare l'impianto fotovoltaico sia necessaria anche l'installazione di una linea di vita certificata dove ancorarsi. (con conseguente aumento dei costi dell'impianto).

    Ma in pratica... quanti installatori rispettano veramente tutte le regole di sicurezza?

    Visto che questo è il mio prima messaggio ci tengo a precisare che non voglio fare polemica, anzi, capire meglio come stanno le cose.

    Un saluto, Stefano

  23. #23
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    caro Stefano benvenuto
    Tanto per fare charezza tu che ambito svolgi nel settore FV ?
    -----
    L'istallazione e l'utilizzo di una "linea di ancoraggio" provvisoria o no è indispensabile durante i lavori di istallazione e di manutenzione di un qualsiasi manufatto in quota (oltre i 2 mt di altezza ) .

    Ciao da Recoplan

  24. #24
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    adesso sono curioso di vedere tutti i fenomeni che parlano di prezzi chiavi in mano senza nemmeo aver fatto una visita al sito proponendo prezzi "sbalorditivi" ..............e la sicurezza?

  25. #25
    Pietra Miliare
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    per la mia esperienza in cantiere purtroppo spesso la sicurezza non è un costo in più, ma solo un atteggiamento mentale! per non perdere 10 minuti o per lavorare più "liberamente" spesso si tralasciano le più elementari misure di sicurezza, e purtroppo devo dire che gli artigiani sono quelli che più spesso non le osservano, e parlo di lattonieri, antennisti, ecc., in particolare quando non vi è un vero e prorpio cantiere, e quindi un responsabile della sicurezza


 
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