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  1. #1
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    Predefinito Distanze di rispetto e ombre abusive

    Salve a tutti, ho un piccolo quesito da porre:
    Inseguitori solari da 50 mq, posti sul terreno a distanza consentita dal confine del terreno di proprietà. (almeno 5 metri).
    Alberi a distanza 0 dal confine, in crescita.
    Se non vengono abbattuti o ridimensionati quelli all' interno della fascia di rispetto, (5m) è possibile richiedere al giudice un compenso per mancata produzione, in attesa che venga ripristinata una situazione in linea col regolamento comunale/codice civile? In altri termini, se dopo aver installato un impianto fotovoltaico il confinante ti piazza una fila di piante ad alto fusto infischiandosene del codice civile, tanto prima che si arrivi ad una sentenza gli alberi sono a 25 metri di altezza, secondo voi potrebbe un giudice condannare al pagamento della perdita di produzione causata dal "bosco" abusivo??

    Grazie

  2. #2
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    non lo so romeo, a questo proposito se non hai gia fatto l'impianto, ti consiglio di ridimensionarlo (magari tenendolo a 10m dal confine dalla parte dove potrebbero sorgere gli alberi), di passare ad un inseguitore di tipo monoassiale (est/ovest) con tilt variabile a mano, e magari posizionarlo ad una altezza di 1.5m nel punto più basso..
    costa qualcosa in meno, e come produzione non è male..
    questo è il mio consiglio..
    forse in questo modo riesci ad evitare la burocrazia legislativa...

  3. #3
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    L' impianto esiste...da prima degli alberi, ed è composto da 2 vele. La valutazione delle ombre era stata fatta considerando la presenza di alberi a distanza >5 m, anche se all' epoca li c'era un frutteto (vecchio di almeno 50 anni) con piante max 3m di altezza e non piante d'alto fusto. Il problema non è di carattere tecnico, ma "squisitamente legale". Fortunatamente il calo probabile si avrà tra qualche anno, nelle zona ovest, ma penso sia meglio agire in anticipo.
    Per la burocrazia...OT

  4. #4
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    Quote Originariamente inviata da RomeoII Visualizza il messaggio
    Salve a tutti, ho un piccolo quesito da porre:
    Inseguitori solari da 50 mq, posti sul terreno a distanza consentita dal confine del terreno di proprietà. (almeno 5 metri).
    Alberi a distanza 0 dal confine, in crescita.
    Se non vengono abbattuti o ridimensionati quelli all' interno della fascia di rispetto, (5m) è possibile richiedere al giudice un compenso per mancata produzione, in attesa che venga ripristinata una situazione in linea col regolamento comunale/codice civile? In altri termini, se dopo aver installato un impianto fotovoltaico il confinante ti piazza una fila di piante ad alto fusto infischiandosene del codice civile, tanto prima che si arrivi ad una sentenza gli alberi sono a 25 metri di altezza, secondo voi potrebbe un giudice condannare al pagamento della perdita di produzione causata dal "bosco" abusivo??
    Guarda che sentenze del genere le ottieni dal giudice di pace in tre mesi o poco più...

    Inoltre: al confinante spetta tagliare le piante e potare i rami sporgenti sulla tua proprietà, ma a te spetta tagliare le radici che si introducono nella tua proprietà... a buon intenditor...

  5. #5
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    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    Guarda che sentenze del genere le ottieni dal giudice di pace in tre mesi o poco più...
    infatti questo è quello che vorrei sapere, se esistono casi precedenti a cui fare riferimento, o se qualcuno di voi, a livello professionale o no, ha gia avuto problemi simili

    Inoltre: al confinante spetta tagliare le piante e potare i rami sporgenti sulla tua proprietà, ma a te spetta tagliare le radici che si introducono nella tua proprietà... a buon intenditor...

    So che esistono anche sentenze dei giudici Monsanto o Bayer, ma vorrei attenermi al rispetto delle leggi, visto che di gente che se ne infischia ...

  6. #6
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    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    Guarda che sentenze del genere le ottieni dal giudice di pace in tre mesi o poco più...
    La tutela delle distanze è materia del giudice ordinario e non del giudice di pace.

  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da aston Visualizza il messaggio
    La tutela delle distanze è materia del giudice ordinario e non del giudice di pace.
    No.
    Il giudice ordinario è competente per le distanze minime di EDIFICI, ma per siepi ed alberi ad esser competente è il GDP:

    Giudice di Pace: competenza per valore e materia Regio Decreto 28/10/1940 n.1443 art 7 c.p.c.

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da RomeoII Visualizza il messaggio
    So che esistono anche sentenze dei giudici Monsanto o Bayer, ma vorrei attenermi al rispetto delle leggi, visto che di gente che se ne infischia ...
    Guarda che il consiglio che ti ho dato, relativamente al taglio delle radici, è PERFETTAMENTE LEGALE.

    Chiedi ad un contadino con trattore adeguato di dare una bella fresata profonda a filo del tuo confine...

  9. #9
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    Purtroppo non è fattibile, siamo in collina su un terrapieno, gli alberi stanno crescendo al di là del muro di contenimento, e comunque una soluzione simile non sarebbe definitiva (per tagliare le radici serve un ripper, una fresa non basta, poi le piante non smettono di crescere solo tagliando le radici..) Il vero problema non sono le piante, non dimentichiamoci che chi fa il nostro lavoro deve avere un profondo rispetto per l'ambiente, se vuole essere coerente con se stesso, ma l'inciviltà di certi individui...

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da Archimede2007 Visualizza il messaggio
    No.
    Il giudice ordinario è competente per le distanze minime di EDIFICI, ma per siepi ed alberi ad esser competente è il GDP:

    Giudice di Pace: competenza per valore e materia Regio Decreto 28/10/1940 n.1443 art 7 c.p.c.

    Questo è un ottimo consiglio! GRAZIE

  11. #11
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    La distanza per alberi ad alto fusto è tre metri e non cinque, almeno che non ci siano regolamenti od usi locali che dispongono diversamente.
    La materia ricade sotto la giurisdizione del giudice di pace, ma se il vicino ha deciso di romperti l'anima, può ricorrere fino in Cassazione, con conseguenti tempi biblici.
    Per quanto riguarda un eventuale risarcimento, secondo me in linea generale (premetto che non sono esperto in materia) direi che sussistono i presupposti, in quanto la mancata produzione è conseguenza diretta della violazione di una legge da parte del vicino. Tieni presente però che negli anni '40 gli impianti fotovoltaici non esistevano e le distanze di rispetto avevano altri scopi. La materia è nuova e non essendo normata, è ad interpretazione del giudice finché non verrà emanata una legge o una sentenza della Cassazione su un caso analogo non faccia giurisprudenza.

    Saluti.

    Federico

  12. #12
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    Hai ragione, per il codice civile è 3 metri, i 5 dervano da un vecchio regolamento di polizia rurale, peraltro non confermato, quindi è meglio attenersi al dato certo del cc. Per la cassazione, se il ricorso è a costo zero ci si andrà, ma visto che la cosa sarà sicuramente onerosa per il ricorrente... A me interessa raccogliere opinioni in merito, visto che col diffondersi degli impianti prima o poi in alcuni casi si avranno problematiche simili. Nel mio caso vorrei prevenire "casini" futuri, e la leva "rimborso mancata produzione", in prospettiva, mi pare la più efficace.

  13. #13
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    Ti segnalo un'ottima "guida legale" relativa proprio alle distanze degli alberi nei confini:

    earmi.it - Alberi e siepi, distanze legali

  14. #14
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    Grazie...interessante il sito

  15. #15
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    Predefinito come è andata a finire?

    volevo sapere come hai risolto perchè ho un problema simile
    solo che al posto degli alberi ci sono edifici.

    grazie moiafra


 

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