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  1. #26
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    pppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp ppppppppppppppp

  2. #27
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    Quote Originariamente inviata da dedo66 Visualizza il messaggio
    Avete detto a Susi che l'impianto che intende fare è realizzabile ma a me pur non essendo competante nella materia mi salta agli occhi un lato fino ad ora inesplorato e precisamente.
    Il problema secondo me è che prima di collegare l'impianto e poi gli impianti al contatore trifase (contatore di scambio) l'energia dovrà essere misurata dal contatore di produzione che nel caso di Susi verrà montato dall' enel o chi per esso sicuramente monofase collegando un impianto FV 3 kWp monofase in fornitura trifase. (almeno in un caso analogo di FV 3kWp su fornitura trifase è stato fatto fatto così da Enel)
    Pertanto non è possibile secondo me fare tale collegamento a meno che il parallelo tra inverter non si possa fare prima del contatore monofase di produzione.
    Ciao a tutti che ne dite dei dubbi avanzati da Dedo66 circa la fattibilità del collegamento di due impianti ad unico contatore enel.
    Fino ad ora nessuno si era preoccupato del contatore di produzione che effettivamente è posto prima dei collegamneti che mi avete prospettato.
    Grazie Susi

  3. #28
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    Quote Originariamente inviata da susi Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti che ne dite dei dubbi avanzati da Dedo66 circa la fattibilità del collegamento di due impianti ad unico contatore enel.
    Fino ad ora nessuno si era preoccupato del contatore di produzione che effettivamente è posto prima dei collegamneti che mi avete prospettato.
    Grazie Susi
    Ciao, il problema è semplice.

    Per legge si può collegare un solo impianto fotovoltaico per ogni fornitura ENEL.
    Giustamente, a valle dell'inverter e a monte del parallelo tra l'impianto fotovoltaico e l'impianto di casa, devi inserire il contatore che contabilizza l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico. E fin qui, penso che non ci sia discussioni.
    Quando vai a fare l'altro impianto, hai due strade: o fai l'estensione e allora ti colleghi in parallelo al primo impianto a monte (nel senso dell'impianto fotovoltaico) del contatore che contabilizza la produzione e quindi il contatore contabilizza (scusa la ripetizione) l'energia prodotta da entrambi gli impianti o, se vuoi fare un altro impianto distinto dal primo, per quanto detto sopra, ti devi collegare ad un altra fornitura ENEL e quindi il problema non si pone proprio. Detto per inciso, se pensi di fare ora 3 kWp per prendere il massimo dell'incentivo (per la dimensione dell'impianto) e poi altri 3kW per fare la stessa cosa, collegati alla stessa fornitura ENEL, ebbene: NON SI PUO' FARE. Ti viene considerato come estensione e prendi la tariffa prevista per gli impianti tra 3 e 20 kWp. Altrimenti sarebbe un continuo moltiplicarsi di impianti.
    Torno un po' indietro e cerco di chiarirti i quesiti tecnici che hai posto.
    Più inverter in parallelo, attaccati sulla stessa fase, non costituiscono assolutamente un problema tecnico, ne ho visti anche 5 o 6 in impianti di medie dimensioni.
    L'inverter rileva i parametri di rete (tensione e fase, frequenza), genera una forma d'onda uguale e si "aggangia" alla tensione di rete con lo sfasamento necessario ad immettere l'energia prodotta in rete. Questo vale per, uno, due, tre e al limite per "n" inverters. Essendo tutti collegati in parallelo, la tensione sarà sempre la stessa (quella di rete, solitamente 230 V in monofase) e ognuno inietterà la propria corrente nell'impianto. Quindi se hai due inverter, uno che inietta 10 A e l'altro 7 A (per ipotesi), nessun problema: avrai 17 A iniettati nell'impianto di casa. Ricordati che la normativa prevede che non ci sia uno sbilanciamento di più di 6 kW tra le fasi, quindi due impianti da 3 kW su una fase vanno bene, tre no. Anche se onestamente, anche per non caricare troppo una fase, in un caso del genere, metterei più volentieri un contatore trifase e collegherei un inverter su una fase e l'altro su un'altra fase.
    Ovviamente ho semplificato la cosa, ma il succo è questo.
    Spero di esserti stato utile.

    Saluti.

    Federico

  4. #29
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    Quote Originariamente inviata da Fede1975 Visualizza il messaggio
    Ciao, il problema è semplice.

    Per legge si può collegare un solo impianto fotovoltaico per ogni fornitura ENEL.

    Quando vai a fare l'altro impianto, hai due strade: o fai l'estensione e allora ti colleghi in parallelo al primo impianto a monte (nel senso dell'impianto fotovoltaico) del contatore che contabilizza la produzione e quindi il contatore contabilizza (scusa la ripetizione) l'energia prodotta da entrambi gli impianti o, se vuoi fare un altro impianto distinto dal primo, per quanto detto sopra, ti devi collegare ad un altra fornitura ENEL e quindi il problema non si pone proprio. Detto per inciso, se pensi di fare ora 3 kWp per prendere il massimo dell'incentivo (per la dimensione dell'impianto) no era semplicemente per farne uno subito e laltro con azimut diverso in seguito sia per problemi di soldini sia per azimut diversi tra le due falde sia per la non ristrutturazione al momento di una delle due falde ma tra tre anni circa quindi per ipotesi facessi ora l'impianto completo la parte posta sopra la seconda falda sarebbe da smontare tra tre anni per rifare il tetto e poi altri 3kW per fare la stessa cosa, collegati alla stessa fornitura ENEL, ebbene: NON SI PUO' FARE. Ti viene considerato come estensione e prendi la tariffa prevista per gli impianti tra 3 e 20 kWp. Ok mi pare logico che al momento dell'ampliamento mi venga riconsiderata la tariffa ma per tre-quattro anni la tariffa sarà maggiore Altrimenti sarebbe un continuo moltiplicarsi di impianti.
    Torno un po' indietro e cerco di chiarirti i quesiti tecnici che hai posto.
    Più inverter in parallelo, attaccati sulla stessa fase, non costituiscono assolutamente un problema tecnico, ne ho visti anche 5 o 6 in impianti di medie dimensioni.
    L'inverter rileva i parametri di rete (tensione e fase, frequenza), genera una forma d'onda uguale e si "aggangia" alla tensione di rete con lo sfasamento necessario ad immettere l'energia prodotta in rete. Questo vale per, uno, due, tre e al limite per "n" inverters. Essendo tutti collegati in parallelo, la tensione sarà sempre la stessa (quella di rete, solitamente 230 V in monofase) e ognuno inietterà la propria corrente nell'impianto. Quindi se hai due inverter, uno che inietta 10 A e l'altro 7 A (per ipotesi), nessun problema: avrai 17 A iniettati nell'impianto di casa. Ricordati che la normativa prevede che non ci sia uno sbilanciamento di più di 6 kW tra le fasi, quindi due impianti da 3 kW su una fase vanno bene, tre no. Anche se onestamente, anche per non caricare troppo una fase, in un caso del genere, metterei più volentieri un contatore trifase Se non sbaglio l'enel mi mette un contatore bidirezionale monofase per contabilizzare la misura mentre solo quello di scambio è messo subito bidirezionele trifase (contratto attuale trifase) e collegherei un inverter su una fase e l'altro su un'altra fase. Al limite non si potrà chiedere ad enel al momento dell'ampliamento dell'impianto la sostituzione anche del contatore di misura con uno trifase ?
    Ovviamente ho semplificato la cosa, ma il succo è questo.
    Spero di esserti stato utile.

    Saluti.

    Federico
    Grazie per la tua risposta da cui mi pare aver capito che se ho un impianto su due falde con due inverter per poterli collegare alla rete devo:
    1) con contatore di misura monofase e scambio trifase fare obbligatoriamente il parallelo tra i due inverter prima del contatore di misura monofase collegando tra loro le due fasi degli inverter e poi alla fase del contatore ed allo stesso modo per il neutro
    2) con contatore di misura trifase e scambio trifase si può scegliere di fare sempre il collegamneto come al punto 1 usando una sola fase del contatore trifase che però sarebbe sconsigliato mentre il collegamento più corretto sarebbe fase di un inverter alla fase del contatore, fase dell'altro inverter alla seconda fase del contatore mentre parallelo tra neutri ossia tutti e due i neutri degli inverter assieme e poi al neutro del contatore.
    E' esatto ?
    Come avrete capito ho la testa dura e finchè non ho capito insisto (brutto vizio)
    Salutoni a tutti
    Susy

  5. #30
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    Quote Originariamente inviata da susi Visualizza il messaggio
    Grazie per la tua risposta da cui mi pare aver capito che se ho un impianto su due falde con due inverter per poterli collegare alla rete devo:
    1) con contatore di misura monofase e scambio trifase fare obbligatoriamente il parallelo tra i due inverter prima del contatore di misura monofase collegando tra loro le due fasi degli inverter e poi alla fase del contatore ed allo stesso modo per il neutro
    Si, colleghi in parallelo le fasi e i neutri dei due inverter a monte del contatore di misura (che in linea di principio può anche non essere bidirezionale, visto che l'impianto fotovoltaico produce e basta)

    Quote Originariamente inviata da susi Visualizza il messaggio
    2) con contatore di misura trifase e scambio trifase si può scegliere di fare sempre il collegamneto come al punto 1 usando una sola fase del contatore trifase che però sarebbe sconsigliato mentre il collegamento più corretto sarebbe fase di un inverter alla fase del contatore, fase dell'altro inverter alla seconda fase del contatore mentre parallelo tra neutri ossia tutti e due i neutri degli inverter assieme e poi al neutro del contatore.
    E' esatto ?
    Si. Il collegamento di tutte e due gli inverter su un'unica fase è sconsigliato perchè, tieni conto che potresti avere al limite, 6 kW di potenza, cioè circa 27 A che circolano su una sola fase e molto probabilmente (non so che impianto tu abbia in casa) ti toccherebbe cambiare i cavi (per quelle correnti minimo ti ci vuole probabilmente un 6mmq, dipende dalla posa e dalla lunghezza) dell'impianto elettrico di casa e le protezioni. Senza contare le perdite per effetto Joule.
    I neutri, come correttamente hai detto, vanno in ogni caso collegati tutti assieme.


    Ho un unico dubbio e riguarda il punto 1 (contatore della casa trifase e dell'impianto monofase). Come ho detto dal punto di vista tecnico non ci sono assolutamente problemi. Però non so se l'ENEL, avendo il contatore di casa trifase, pretende che anche quello per contabilizzare l'energia prodotta sia trifase. Non mi è mai capitato un caso simile. Comunque, anche se fosse, dal punto di vista impiantistico non ti cambia niente. Se ti obbligano a mettere un trifase, colleghi l'impianto ad una sola fase e quando fai l'altro lo colleghi ad una delle altre due fasi.

    Quote Originariamente inviata da susi Visualizza il messaggio
    Come avrete capito ho la testa dura e finchè non ho capito insisto (brutto vizio)
    Non è un brutto vizio. Spesso è l'unico sistema per capire le cose, invece di impararle a pappagallo e poi trovarsi in difficoltà quando cambia una virgola.

    Saluti.

    Federico
    Ultima modifica di Fede1975; 26-09-2008 a 21:55

  6. #31
    Seguace
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    Predefinito E la tariffa?

    Mi inserisco per chiedere:

    considerando che se l'impianto da 3 kW parte entro il 2008 la tariffa incentivante è quella che è,
    che succede se gli altri 3 kW partono nel 2009 quando le tariffe saranno scese del 2%?
    A prescindere che la tariffa sarà quella per impianti da 3 a 20 kW, sarà ridotta tutta del 2%, cioè anche se metà impianto entra in esercizio nel 2008 con la tariffa più alta?

    So che esula dalla discussione ma il discorso si fa generale.
    Es. impianto da 1 MW costruito su due lotti/capannoni diversi. Nel 2008 entra in esercizio solo la prima metà, ossia 500 kW alla tariffa di 36 centesimi.
    nel 2009 si aggiungono gli altri 500 kW e si fa la pratica per potenziamento del primo impianto. ebbene quale sarà la tariffa dell'intero impianto da 1 MW?

    Chi mi sa rispondere? Avete avuto già esperienze in merito?
    Ovviamente chiederò anche al GSE ma se qualcuno sa anticiparmi la risposta...
    Grazie

  7. #32
    Utente NON confermato
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    Quote Originariamente inviata da ricjet Visualizza il messaggio
    Mi inserisco per chiedere:

    considerando che se l'impianto da 3 kW parte entro il 2008 la tariffa incentivante è quella che è,
    che succede se gli altri 3 kW partono nel 2009 quando le tariffe saranno scese del 2%?
    A prescindere che la tariffa sarà quella per impianti da 3 a 20 kW, sarà ridotta tutta del 2%, cioè anche se metà impianto entra in esercizio nel 2008 con la tariffa più alta?

    So che esula dalla discussione ma il discorso si fa generale.
    Es. impianto da 1 MW costruito su due lotti/capannoni diversi. Nel 2008 entra in esercizio solo la prima metà, ossia 500 kW alla tariffa di 36 centesimi.
    nel 2009 si aggiungono gli altri 500 kW e si fa la pratica per potenziamento del primo impianto. ebbene quale sarà la tariffa dell'intero impianto da 1 MW?

    Chi mi sa rispondere? Avete avuto già esperienze in merito?
    Ovviamente chiederò anche al GSE ma se qualcuno sa anticiparmi la risposta...
    Grazie
    Onestamente a questo aspetto non ci avevo mai pensato.
    Comunque ci viene in soccorso un altro utente che ha aperto una discussione per chiarire gli aspetti legati ad un caso simile

    Ampliamento impianto - Vecchio conto energia

    probabilmente il criterio da utilizzare sarà analogo.

    Comunque conviene chiedere lumi al GSE per sicurezza.

    Saluti.

    Federico


 
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