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  1. #1
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    Predefinito Galan mette un freno allo sviluppo del fotovoltaico italiano

    Critici d'arte che si occupano di energia rinnovabile, medici che si occuperanno di energia nucleare, politici in odore di collusione mafiosa che si sono resi firmatari di una mozione ostativa allo sviluppo del solare termodinamico italiano, altri politici che dopo aver condotto una campagna elettorale incentrata sullo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, tradiscono i loro elettori rendendo nella pratica sempre più complessa la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra anche di potenza non rilevante.

    Ci mancava solo Galan.

    Sono totalmente allineato con il pensiero del Presidente di Assosolare Gianni Chianetta, riguardo le conseguenze della grave limitazione per lo sviluppo del fotovoltaico italiano a seguito dell'introduzione dello schema di decreto legge rinnovabili 2020.

    Il testo approvato ieri dal cdm, dovrà passare all'esame della Conferenza Unificata Stato Regioni e poi al parere delle due commissioni parlamentari competenti in materia, prima di essere approvato definitivamente dal cdm per poi essere pubblicato in GU (stimo aprile 2011).

    Per vostra informazione:
    Decreto rinnovabili 2020, Chianetta: "Gravi limiti per fv su aree agricole" - zeroEmisssion News

    AC
    Ultima modifica di alessandro74; 01-12-2010 a 12:59

  2. #2
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    Secondo me per una volta Galan ne fa una giusta, in parte, i terreni agricoli vanno usati per l'agricoltura, non per l'industria.
    Che poi bocci le serre fotovoltaiche, boh, controsenso del ministro
    Poi in Italia ci sono moltissimi terreni non agricoli dove si possono fare impianti.

  3. #3
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    Buonasera a tutti,
    personalmente sono soddisfatto. Da molto tempo insisto nel limitare l'uso del territorio per scopi diversi da quello "naturale".
    Ci sono milioni di mq di tetti da sfruttare, si facciano quelli e poi, se serve, si pensa ad altro.
    Sulle serre, credo, si stia muovendo un'altra speculazione e nn passera' molto tempo per vedere i primi effetti. Prima del CE le serre venivano abbandonate e lasciate marcire. Ora si sono tutti convertiti al "pollice verde" ? Nn ci credo. Le colture promesse nn verranno mai fatte, se nn in casi rari, ma quelli sono persone che, indipendentemente dal FV, le serre le usano da sempre.
    Il coltivatore che vuol fare 50 kWp sulla serra ha un senso, tutto il resto, no.
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.

  4. #4
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    Quote Originariamente inviata da car.boni Visualizza il messaggio
    Buonasera a tutti,
    personalmente sono soddisfatto. Da molto tempo insisto nel limitare l'uso del territorio per scopi diversi da quello "naturale".
    Non capisco l'astio di alcuni, come te, verso chi cerca una nuova fonte di guadagno vista l'attuale e duratura mancaza di redditività dei terreni agricoli. Inoltre una percentuale molto bassa di tali terreni verrebbe utilizzata per la produzione di energia, come spiegato nel link postato da alessandro74 ("In realtà, spiega Fontana, "persino nel caso si arrivasse a sfruttare tutte le potenzialità offerte dal conto energia, i terreni agricoli destinati a impianti fv a terra sarebbero lo 0,02% dei terreni agricoli a livello nazionale. Non vi sono rischi per l’agricoltura, ma al contrario opportunità: i proprietari dei terreni che scelgono il fv, che in nessun caso è imposto, grandi o piccoli che siano, hanno la possibilità di diversificare il loro reddito, legandolo a fonti più certe quali l'irraggiamento e la cessione dell'energia elettrica”".).
    . Ti invito a leggere le dichiarazioni di molti esperti del settore che bocciano integralmente questa uscita di Galan, pessimo come del resto tutto il governicchio che ci ritroviamo (comunque non spererei molto di meglio dalle sinistre...).
    Fortunatamente noi italiani siamo maestri nel girare intorno alle leggi, ed anche in questo caso vedrai che "fatta la legge, trovato l'inganno". Almeno al Sud, dove molti terreni magicamente passerano nei piani regolatori da agricoli a turistico/industriali...

  5. #5
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    Siamo alle solite commedie all'italiana................
    il terreno è agricolo per decreto o perchè è coltivato?
    Se poi svendo il terreno perchè infruttuoso, un paio di mesi e diventa "edificabile,industriale,inculcabile(scusate la c ditroppo),terrazzabile,antisismico,antistaminico,a ntitumorale,antiprostatite................

  6. #6
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    Quote Originariamente inviata da Rev Visualizza il messaggio
    Non capisco l'astio di alcuni, come te, verso chi cerca una nuova fonte di guadagno vista l'attuale e duratura mancaza di redditività dei terreni agricoli. ..................


    Buongiorno Rev,
    intanto benvenuto nel forum.
    Vedi, nn si tratta di astio o d'invidia ma di buon senso. L'agricoltura, come tanti altri settori produttivi del nostro Paese, soffre, ormai da diversi decenni, la mancanza di una vera politica di sviluppo e sostentamento che porta molti operatori a cercare soluzioni alternative alla propria attivita' per produrre reddito. Cosi si trasformano terreni fertili in industriali per costruire capannoni (mentre se ne abbandonano altri ancora validi), si costruiscono nuovi insediamenti residenziali (quando esistono una "valanga" di case vuote), si realizzano enormi centri commerciali con infrastrutture a corredo faraoniche (mentre decine di migliaia di attivita' soffrono e muoiono) ecc ecc. Questa e' pura speculazione.
    Venendo all'agricoltore, le mie radici sono contadine, questi avra' sicuramente tetti di stalle, ricoveo attrezzi, tettoie su cui realizzare un impianto senza dover piantare pannelli a terra, o no? Discorso diverso e' rappresentato da ex cave, discariche ecc dove nn essendo possibile una riconversione agricola ben vengano gl'impianti FV.
    Concludo con una nota personale : come amministratore di una societa' energetica abbiamo fatto una scelta di campo fondamentale, rifiutando la costruzione d'impianti a terra (meno costosi e piu' remunerativi) a vantaggio di grossi impianti a tetto.
    Cio' che manca in Italia ed ai suoi Cittadini e' "la cultura del bene comune", presente in molti Paesi nordici, mentre da noi e' ben radicato "l'ora pro me".
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.

  7. #7
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    Buongiorno,
    ringrazio tutti voi, a partire da car.boni e Korba e da quelli che non la pensano come il sottoscritto, per i toni moderati con cui avete deciso di intervenire.
    Avremo modo di discuterne a lungo nei prossimi mesi con la speranza che la cosa possa essere costruttiva.
    Mantieniamo questa linea, niente offese personali tra forumisti, idee, numeri, confronto moderato e costruttivo.
    Non importa sinistra, centro o destra. Occorre valutare l'uomo politico e le conseguenze delle sue azioni nel contesto in cui ci stiamo muovendo. Non conosco personalmente il ministro Galan, non mi sono interessato di quello che ha fatto fino ad ora, dunque non posso giudicarlo.
    Giudico altresi pessimo, se non devastante, il suo contributo allo sviluppo del nostro settore e cercherò di spiegarlo con calma prossimamente.
    Ovviamente, se possibile, sintesi nei commenti a cominciare dallo scrivente.
    Grazie a presto
    AC
    Ultima modifica di alessandro74; 02-12-2010 a 06:33

  8. #8
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    Alessandro ti faccio notare questa frase estratta dalla relazione dell'AEEG per il terzo trimestre 2010:
    La diminuzione dei prezzi dal 1° ottobre avrebbe potuto essere maggiore senza il crescente impatto dei sussidi alle fonti rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico ed i certificati verdi (1,8 miliardi di euro per il 2010), interamente a carico della bolletta elettrica.
    Estratta da quà:
    http://www.autorita.energia.it/alleg...giorn_2010.pdf

    Per chi non lo sapesse le tariffe incentivanti vengono pagate grazie ad una componente di costo che pesa su tutti i kWh fatturati, componente A3, qui i dettagli:
    Autorità per l'energia elettrica e il gas - I costi del servizio
    Per me discorso chiuso.
    Quando autoconsumiamo 1 kWh di energia del nostro impianto FV stiamo "evitando" di far produrre in Italia 2,43 kWh di energia primaria.

  9. #9
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    Mi associo al pensiero di Car.boni

    La penso esattamente come te, anzi, aggiungo che installare sui tetti vuol dire anche produrre energia in modo proporzionato e per forza di cose vicino al consumatore o centri abitati, ciò comporta anche un minore adeguamento delle infrastrutture da parte di Enel.

    Ad es. l'impianto dell'azienda Lamborghini è un'esempio esemplare
    http://www.ecoblog.it/galleria/limpi...-lamborghini/6
    Ultima modifica di Yari86; 02-12-2010 a 17:49

  10. #10
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    Il problema maggiore dei politici che prendono queste decisioni, secondo me, è che non hanno competenze tecniche tali da comprendere a pieno la questione.
    Io concordo con Alessandro, e sono a favore degli impianti a terra ma ben fatti, nel pieno rispetto ambientale e la giusta mitigazione peaseggistica diventano invisibili, puliti, silenziosi.
    Oltretutto tolgono una percentuale ridottissima di superficie agricola coltivabile.
    Ci sono anche alternative, forse avete visto quel sistema che sospende i pannelli a vari metri sopra al terreno su un sistema ad inseguimento, mantenendo i campi coltivabili e un design che ritengo molto riuscito.
    Sarà un pò piu costoso ma questa è "integrazione agricola".
    Oltretutto nessuno dice nulla alle centrali a biomassa, sapete quanto terreno agricolo si pappa una centrale da 1MW per essere alimentata?
    Si certo, i terreni restano coltivati, ma che senso ha coltivare per coltivare se il prodotto non viene usato a scopi alimentari?
    A parità di ettari sfruttati da una centrale a biomassa si può ottenere, col fotovoltaico, la stessa quantità di energia e, in più, un sacco di prodotto agricolo utile.
    Per me non ha senso.

  11. #11
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    Credo che la verità stia nel mezzo.
    Sappiamo tutti che in Italia si stanno allacciando o sono allacciati dei 40-80MWp (Rovigo 45 e 70, se non sbaglio, Montalto di Castro 80, etc). Dalle parti di Livorno Ferraris si parla di 70, oggi sono venuto a conoscenza del fatto che vi sono in itinere progetti da 100 e 200MWp, non chiedetemi dove che non lo so, ma la fonte è attendibile. Pensate anche alla rete che deve accogliere questa potenza fluttuante a seconda del passaggio delle nuvole e dispacciarla.

    Chi fa queste operazioni non sono investitori come si intendevano pochi mesi fa, è un'altra scala, un'altra classifica, un altro campionato.

    Sapete dai miei post che con la nostra società abbiamo realizzato circa 4MWp su parcheggi, tetti, cave e discariche (gran casino, lasciatemelo dire) e vorremmo continuare cosi, rinunciando a qualche impianto piuttosto di utilizzare suolo agricolo anche non di pregio.

    Peraltro so per certo che se riesco a realizzare ad un certo prezzo e l'iniziativa è remunerativa (anche al nord, abbastanza) lo devo anche ai grandi impianti su suolo agricolo che altri hanno realizzato, iniziative che hanno creato volumi, filiera, competitività, etc.

    Anche la frazione di terreno agricolo utilizzato sarebbe ridotta rispetto al totale, cose risapute.

    Rimango comunque perplesso da questi ultra mega impianti (oltre 5MWp, poniamo), più adatti ad un deserto Californiano o Libico che non al nostro territorio.

    Perchè nn sono stati premiati ulteriormente gli impianti su tetto, tipo interporti? Ormai cmq a III CE chiuso però i giochi sono fatti, ciò che è deciso è deciso.
    Meglio forse era allargare ulteriormente la forchetta tra impianti a terra e impianti su tetto, magari non incentivando gli interventi oltre una certa taglia, che non risolvere tutto d'imperio con questo decreto, che ora sa di beffa. Ormai 1MWp è una taglia tuttosommato sostenibile e territorialmente integrabile, ma dover avere necessariamente 20ha per farlo sposta di molto il discorso.

    Tora
    Colui che salva una sola vita salva il mondo intero

  12. #12
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    Quote Originariamente inviata da alessandro74 Visualizza il messaggio

    Ci mancava solo Galan.
    Premesso che Galan farà il ministro per altri 10 giorni o poco piu e che quindi ci sarà tutto il tempo per dei cambiamenti, io penso che il buon senso stia nel mezzo.
    Preferisco che siano utilizzati i tetti rispetto al terreno, per l'installazione di impianti fotovoltaici. E le nuove tariffe del conto energia vanno in questo senso.
    Naturalmente anche un terreno se pur considerato agricolo ma non utilizzato non vedo perchè il proprietario (che decide di non coltivarlo) non possa farci sopra un impianto.
    Sono contrario ai mega impianti a terra, tipo quello di Rovigo per intenderci.
    Questa voluta da Galan mi sembra cmq una limitazione eccessiva.
    Ciao

  13. #13
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    Su questo concordo pienamente anch'io, impianti troppo grandi no, secondo me 1MW è già un bell'impianto come grandezza, son sempre 3 ettari che non è poco.

  14. #14
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    o qui nel forum sono pochi quelli che si danno da fare con i campi a terra o sono di fronte a tutti ambientalisti convinti ! Senza offesa...per me è una gran boiata! Il controllo deve stare su come si fanno gli impianti e sul loro impatto ambientale, eviterei distese di MW e MW poichè in pieno contrasto con la distribuzione diffusa ecc...ma, limitare un povero proprietario terriero con solo qualche ettaro a non poter far più di 100 200 300 kWp....è una gran boiata!

    In questo modo si da per l'ennesima volta, l'occasione ai già ricchi di diventare più ricchi, niente di più di questo!!!

    La terra rende poco o niente purtroppo! Mi sono girato campagne, vallate e tutti mi dicono che se non ci fossero i fondi dello stato, della comunità europea, ci sarebbe poco da fare! Quindi, perchè levare l'occasione ad un proprietario di investire i suoi risparmi in un impianto fotovoltaico a rendita sicura?!
    Perchè togliere a professionisti come me che hanno un pezzetto di terra inutilizzato, incolto ecc...la possibilità di fare un impiantino fotovoltaico?!?!

    Se danno fastidio questi incentivi, se devono dare un freno a tutto, se osannano il rinnovabile e poi dietro le quinte costa troppo farlo.....lasciassero perdere direttamente che fanno prima! La Germania sta avanti a noi di GW e GW pur avendo un 20 30% di sole in meno....significa che c'è qualcosa che non va nel sistema e basta!

    Comunque sia....questo decreto, è da seguirlo subito o no?!

    Se io faccio partire 5 impianti da 200 kWp su poveri cristi che hanno poca terra....lo posso fare o giò sto fuori i tempi massimi?!?!

    Non bastava la regione marche a limitare il tutto, max 200 kWp su crinali e versanti (il territorio marchigiano è quasi tutto crinale e versante) ci voleva anche questa!

    Ma andassero a quel paese tutti....ci vorrebbe la meritocrazia anche per occupare un ruolo politico e attinenza al piano di studi che si è fatto....ma poi...perchè parlare ancora...in tv vedo ancora Sgarbi che urla pecora pecora pecora ecc....bah....

  15. #15
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    x ieioo ,tale decreto é uno schema di decreto, quindi viene inviato alle commissioni x discussione. Esso é il recepimento di direttiva europea che obbliga i paesi comunitari a limitare l'utilizzo di terreno agricolo entro il 2013. quindi, premettendo che non c'é nulla di sicuro, non vedo ad oggi limitazioni certe ed improvvise.
    Chiaro per un investitore é un mettersi in pausa.

    Per il discorso dei FV a terra, é chiaro che sono "brutti", ma non vedo questa occupazione di terreno agricolo a discapito dei contadini.

    E' un mezzo di investimento e guadagno, oltre che per lo speculatore eventuale (non sono tutti speculatori ma é vero che cmq lo sono la buona parte), ma lo é per il "contadino" che prende un affitto ventennale (o si vende il terreno), che comunque non coltiva (solitamente é così).
    Lo é, ultimamente, per i comuni, che inguaiati nei conti, metteno a disposizione terreni ed affidano la costruzione/investimento e gestione ventennale dell'impianto a privato, a fronte di un tot all'anno (se il richiedente é il comune l'incentivo é quello massimo anche se a terra).

    N'somma sti impianti sono na chiavica, ma se almeno limitati nell'impatto ambientale, sono una fonte di guadagno per un sacco di gente. Che vogliamo fare? abbiamo tutte queste possibilità di investimento, e lavoro in cascata per un sacco di gente oppure no?

    E tra qualche anno, quando finiranno gli incentivi, a che prezzo saranno arrivati i materiali? Penso molto più bassi da quando é iniziata la corsa al FV, e forse, dico forse, allora ne beneficieranno un sacco di persone che si potranno permettere l'impiantino su casa spendendo una cifra umana a fronte anche , in futuro, della sola vendita di energia.

    nb. L'impianto da 120 MW che si accennava, é forse quello della puglia? ove stanno espletando ora la gara di appalto.
    Gli impianti di Montalto sono di sunray (ora acquisita da sunpower che poi é anche l'installatore e fornitore di moduli), e vi pare giusto che mentre ancora ci sono discussioni sul fotovoltaico si o no, arriva inglesi ed americani a prendere incentivi dai soldi che mettiamo noi tutti pagando le bollette? Cavolo cerchiamo di tenerli almeno in italia.
    Ed i cinesi con il loro famoso fondo che da pochi mesi girano per l'italia a discutere con vari personaggi e qualche istituzione locale per mettere soldoni in tale business?
    Alternative economiche in grande scala serie?

  16. #16
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    Ok per la pacatezza, sempre ben accetta, ma se il decreto passa così com'è trattasi di tipica legiferazione italiana da parte di politici incompetenti e poco intelligenti, e non faccio distinzioni fra destra e sinistra.
    Posso capire che si vogliano evitare i megaimpianti, ma 1mwp è troppo poco come limite, a parte che sembra il massimo fattibile. Ma chi ha solo 5 o 6 ettari di terra agricola piuò arrivare massimo a 5-6000 m2 e mi sembra francamente una boiata. E tale è il parere della stragrande maggioranza, con buona pace del (comunque apprezzabilmente pacato) car.boni... Io direi che 1mwp di limite senza altri vincoli, quindi anche se hai soli due ettari, ad esempio, potrebbe andar bene. O magari un sistema con un limite a 1mwp ogni cinque ettari, che si fanno in due ettari lasciandone tre alle coltivazioni, ma non certo com'è ora...

  17. #17
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    Premessa: Un coltivatore agricolo recupera poco margine dalle sue produzioni, gli viene fatta la proposta di affittare il terreno per un importo annuale che forse potrebbe recuperare in due o tre anni di ottime poduzioni ed il tutto senza nessuno sforzo e/o rischio, il tutto per 20 anni, con obbligo di smantellamento a fine contratto per il ripristino dello statu quo, accetta di buon grado convinto di avere fatto un ottimo investimento.

    Parte centrale: La ditta che affitta il terreno è una società estera agganciata ad un fondo comune di investimento, la sede è posta in un paese della così detta Black List, i componenti dell'impianto vengono acquistati direttamente presso i paesi emergenti e la posa affidata ad una ditta associata al fondo comune.

    Epilogo: Il coltivatore ha fatto un ottimo affare, la società estera ha fatto un ottimo affare, io e lo stato Italiano abbiamo fatto un pessimo affare perchè si è consentito quanto segue.
    Il coltivatore molto probabilmente non sarà più interessato ad occuparsi del terreno agricolo perchè dopo 20 anni o è andato in pensione oppure ha trovato un altro lavoro, il terreno resterà inutilizzato perchè probabilmente renderlo nuovamente produttivo dopo tutto questo tempo sarà una operazione che non conviene, al più, continuerà a produrre energia che dopo 20 anni non verrà più pagata al coltivatore ma rappresenterà solo una eccedenza rispetto ai consumi.
    Non ho creato occupazione perchè il lavoro è stato affidato ad una ditta estera.
    Ho incrementato il deficit sull'importazione perchè l'impianto è stato acquistato all'estero.
    Personalmente ho pagato tramite la mia bolletta a questa società estera la tariffa incentivante per 20 anni con un costo spropositato.
    Lo stato non ha incassato nulla di tasse sul reddito poichè la ditta essendo estera come sede non vuole pagare le tasse in Italia ed entra in contenzioso con l'agenzia delle entrate accordandosi alla fine per una minima quota di quanto dovuto.

    Il mio esempio è basato su di un caso di possibile realizzazione prossima
    Scusate la mia visione pessimistica, ma chi ci ha guadagnato alla fine ?

    Inoltre, vorrei suggerire; non si possono modificare le regole del gioco da un giorno all'altro in maniera drastica sia in positivo che in negativo con degli squilibri di mercato che creano solo malumori, scontenti o possibili truffe ed inganni.
    Se regole o leggi sono, esse devono dimostrasi tali, e ad esse consento una rivisitazione annuale pari ad una piccola quota percentuale 2-3-4 %, diciamo il doppio dell'Istat, ma non puoi aumentare o diminuire tariffe da un'anno all'altro del 10% o più, tutto questo crea volani inflazionistici e speculativi, sicuramente a vantaggio di qualcuno.
    Chiedo scusa per essere stata così prolissa

  18. #18
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    Quote Originariamente inviata da Mirach Visualizza il messaggio
    .........
    Oltretutto tolgono una percentuale ridottissima di superficie agricola coltivabile.
    ...................
    Oltretutto nessuno dice nulla alle centrali a biomassa, sapete quanto terreno agricolo si pappa una centrale da 1MW per essere alimentata?
    .............


    Buongiorno Mirach,
    solo una domanda : ma se tutti gli agricoltori facessero o lasciassero fare a terzi degli impianti, sei proprio sicuro che la percentuale tolta all'agricoltura rimarrebbe "ridottisima" ?
    Sulle centrali a biomasse, con me, sfondi una porta aperta.
    Sono contrario a tutto cio' che si deve bruciare per produrre energia ed in modo particolare le biomasse agricole, una vera assurdita'.
    Abbiamo l'acqua, il sole ed il vento. Sfruttiamo adeguatamente e con criterio tutte le opportunita di queste risorse, veramente rinnovabili, e poi iniziamo ad eliminare qualche "stortura" ed a togliere i privilegi "ai soliti noti".
    Ma questa e' un'utopia ..........
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.

  19. #19
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    Ciao car.boni, ti parlo della mia esperienza qua in Friuli dove trovare i terreni non è difficile, il difficile è farsi dare le autorizzazioni, e parlo anche di impianti molto piccoli, anche da soli 100kW, non fanno distinzione.
    Al contrario stanno sorgendo parecchie centrali da biomassa da 1MW, in un comune ce ne sono addirittura 2 in costruzione. mah

  20. #20
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    Non penso che qui stiamo parlando di distese di MW e non leggendo nessuno ha detto, per colpa di galan non potrò far più la mia centrale da 10 MW, ma ci lamentiamo solo per impianti da 1 MW che se passa questa norma, saranno quasi impossibile da fare!

    Concordo con Elisabetta riguardo il regalo che si fa agli investitori esteri...sono in disaccordo con il fatto che il contadino non ricoltivi il campo...se uno ha 5-6 ettari e fa il contadino, dopo 20 anni si presume che qualcun'altro abbia preso la sua attività e tu stai dicendo che questo qualcun'altro se ne strafregherà di un terreno bello pronto riposato e pieno di tante qualità (i nostri campi da 1 MW sono fatti solo con viti e non vengono neanche battute le strade tra un filare e l'altro, solo tagliaerba in movimento !!!)

    Parlo che questa norma è un'assurdità, un modo per dire no agli impianti in generale...punto e basta!

    e poi..per chi parla di impianti sopra i tetti, io sono il primo a volerli, ma andate ora come ora con la crisi che c'è, con le banche che non cacciano una lira a proporre ad una industriola di fare 10 50 100 kWp sul proprio capannone, beati chi li trova! Su 10 MW che abbiamo fatto, 3-4 sono campi, 2 MW sono capannoni (2 soli impianti) i restanti....privati, privati, privati ecc....! Avoglia allora a raggiungere gli obiettivi di kyoto o di shangai o del polo nord

    DICO NO a questa norma, spero che venga riguardata!

  21. #21
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    Quote Originariamente inviata da Elisabetta Meli Visualizza il messaggio

    Parte centrale: La ditta che affitta il terreno è una società estera agganciata ad un fondo comune di investimento, la sede è posta in un paese della così detta Black List, i componenti dell'impianto vengono acquistati direttamente presso i paesi emergenti e la posa affidata ad una ditta associata al fondo comune.

    Epilogo: Il coltivatore ha fatto un ottimo affare, la società estera ha fatto un ottimo affare, io e lo stato Italiano abbiamo fatto un pessimo affare perchè si è consentito quanto segue.
    Concordo in parte con te sul ragionamento ma vorrei aggiungere alcune riflessioni.
    Tutto vero quello che dici ma l'obiettivo primario del finanziamento alle energie rinnovabili è di incentivare l'uso dell'energia pulita creando allo stesso tempo un indotto e uno sviluppo che possa generare ricchezza per tutti.
    Che cosa ci guadagno io o lo stato se un imprenditore o un cittadino ci fa un impianto sul tetto? Io che non ho fatto l'impianto continuo a pagare la mia quota in bolletta e non ne ho ricavato nulla. Ne guadagno forse che una parte dell'energia prodotta e consumata è pulita. Punto. E lo stato? Ci guadagna che raggiunge gli obiettivi fissati da Kyoto etc..
    Quanto alla ricchezza che va all'estero, la maggior parte dei moduli installati ora sia a tetto che a terra sono di provenienza far est per cui sotto questo aspetto cambia poco. Per il resto la manodopera sarà italiana spero. Non importeremo anche i bulgari per fare il lavori (notizie che ho sentito e mi ha allibito).
    Naturalmente non mi piace l'idea che qualche investitore trasferisca i suoi guadagni in qualche paradisco fiscale ma almeno quelli derivanti dal conto energia sono ben evidenti. Spero.
    In definitiva penso che se si evitassero i mega impianti che sono sicuramente finanziati da fondi esteri non ci sarebbero tutte queste critiche.
    Un'ultima riflessione. Come mai nessuno protesta per i miliardi che versiamo ai petrolieri nostrani per bruciare i loro residui di petrolio spacciati come energie rinnovabili? O quelli che diamo ai termovalorizzatori per bruciare immondizie?

  22. #22
    Pietra Miliare
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    Tutti d'accordo che il Fv è meglio sui tetti o su terreni non fertili piuttosto che su suoli agricoli. Però io credo che dopo cinque anni di conto energia di diversi tipi, preceduti da altri 5 di incentivi in conto capitale, avremmo dovuto tutti capire una cosa: non è con limitazioni di tipo procedurale che fai funzionare il sistema! Se vuoi disincentivare un certo tipo di impianto, agisci sulla tariffa! La tariffa sugli impianti a terra DOVEVA essere tagliata significativamente ancora un anno fa, specie per gli impianti di una certa taglia! Ragazzi rendiamoci conto che attualmente la triffa è la stessa per impianti da 20 kW e da 5000!! Su questo ci sono gravi responsabilità politiche perché non ha senso che ci sia gente che riesce a fare impianti con tempi di ritorno di 5 anni, che dobbiamo pagare noi tutti!
    Io, che tendo a pensar male, penso che se non si è intervenuti, ma anzi si è prolungato l'accesso all'incentivo, sia stato per fare l'interesse di qualcuno che sta investendo esantemente in impianti dal MW in su, ovviamente principalmente a terra. Ovviamente non ho elementi e spero di sbagliarmi.
    Basterebbe allacciare le tariffe nelle varie fasce all'installato: se gli impianti di una certa categoria aumentano troppo, zac, un bel taglione e vedi che gli impianti su suolo agricolo non spuntano più come funghi, ed hai già risolto il problema!
    Io temo che introdurre limiti autorizzativi tipo "suolo agricolo" avrà più che altro l'effetto di far proliferare i cosidetti "facilitatori", o faccendieri, con agricoltori onesti che non potranno mettere i loro pannellini e altri meno onesti che con l'aiutino ci riusciranno lo stesso.
    Per Car.boni: hai notato che il CE III mette gli impianti su tetto piano alla stegua di quelli a terra, a meno che i pannelli non siano praticamente in orizzontale o il tetto abbia una alta balaustra (a me sembrano limitazioni demenziali)
    per Alessandro74: quale sarebbe, se esiste, un installato annuo ottimale del FV: 1 GW/anno? Non mi sorprenderei se alla fine nel 2010 risultassero installati 2 GW: ci serve nel lungo periodo correre così tanto?
    Ecco, son stato lunghissimo, chiedo venia!

  23. #23
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    Buongiorno a tutti,
    sapete quante situazioni ci sono come quelle della foto?.
    Questo per rispondere a Sergio che, giustamente, mi fa notare delle cose che, probabilmente nn sono corrette. Mi riferisco al fatto che se un impianto nn e' complanare al tetto (come il mio della foto) diventa come uno a terra con il nuovo CE 2011.
    Nn e' vero. La legge distingue impianti a terra da impianti a tetto ma soprattutto per quelli a tetto elimina le tre tipologie che erano prima presenti.
    Sbaglio?
    Ancora una cosa, fare impresa vuol dire cercare di avere un ritorno con il massimo del profitto ma si puo' rinunciare ad una piccola parte di esso (nel mio caso con la complanarita' si ha una minor produzione rispetto all'inclinato ed all'orientamento ottimale di un -10%) nel farlo nel rispetto della natura e degli altri.
    ciao car.boni
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  24. #24
    Pietra Miliare
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    Ciao Car.boni, ti ribgrazio per avermi dato occasione di chiarire meglio ciò che ho scritto.

    Nel 2011 le tariffe saranno due: impianti su edifici e non. Se un impianto "su edificio" non rispetta quanto descritto nell'Allegato 2, allora ai fini tariffari viene considerato alla stregua di quelli a terra.

    Inoltre la tariffa "su edificio" viene assegnata a quegli impianti che oggi sono considerati "semi-integrati" ed alla maggiorparte di quelli considerati "integrati". E fin qui per me tutto bene. Sono molto perplesso per quel che riguarda i tetti piani (inclunazione <5°): i moduli devono essere tenuti molto bassi, e questo limiterà significavamente prevedo le possibilità di installare pannelli su tetti piani di edifici residenziali, in molti casi ben oltre quel che effettivamente serve per celare la vista dei moduli.

    Il tuo impianto rientra nella tipologia di impianti con installazione complanare al tetto, non so se nel caso specifico l'inlclinazione della falda sia > o < di 5°, ma in entrambi i casi oggi è un semi integrato e nel nuovo CE sarà "impianto su edificio".

  25. #25
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    Quote Originariamente inviata da car.boni Visualizza il messaggio
    ..... fare impresa vuol dire cercare di avere un ritorno con il massimo del profitto ma si puo' rinunciare ad una piccola parte di esso (nel mio caso con la complanarita' si ha una minor produzione rispetto all'inclinato ed all'orientamento ottimale di un -10%) nel farlo nel rispetto della natura e degli altri....
    Lasciando da parte un ripasso del CE11, sbaglio o si sta dicendo che per rispetto verso la natura e gli altri devo tenere i moduli nel mio tetto bassi, guadagnando di meno, penalizzando una tecnologia facendola lavorare un 10-15% in meno (infatti è alto il rendimento dei moduli!!!), come se comprassi una pala eolica e la farei girare col freno a mano tirato, o usassi una Pelton per un salto geodetico di 1 m....bah...e ari bah....!

    Apriamo gli occhi....lo stato non ha i soldi e non vuole tirarli fuori, inutile osannare il fotovoltaico sui tetti se poi non ci da un minimo di libertà nel posizionarli! Invece di incentivare il massimo rendimento, incentiva quello che gli costa di meno a loro e costa di più a noi, poichè l'investimento di 100 kWp a 10° rientra meno velocemente di un investimento di 50 kWp a 30°...in questo modo a perderci siamo in 3, lo stato paga comunque l'incentivo per 100 kWp, io pago l'impianto per 100 kWp che mi rende come un impianto da 70 kWp ecc....stato mio dolce stato....quanto ti voglio bene!


 
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