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  1. #1
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  2. #2
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  3. #3
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    :o:
    Li diamo per scontati... forse proprio per questo pochi sanno quali sono.

    Alcuni addirittura immaginano impianti orientati a est, altri si chiedono come fare una pensilina impermeabile, altri se l'impianto va collegato a terra.

    Ecco, questi sono gli argomenti fondamentali già trattati ampiamente in molti POST del forum. Ve lo chiedo per favore; se vogliamo VERAMENTE far fiorire le ALTERNATIVE è necessario applicare uno STANDARD minimo di QUALITA.

    Facciamo di questo POST quello da cui far partire una sorta di fiammata capace di togliere dal campo il pressapochismo e l'incompetenza. Chiedo a SNAP e ad altri di fare uno sforzo comune per poter avere finalmente in Italia un minimo di professionalità tra tutti quelli che si vorrebbero proporre più precisi e preparati dal punto di vista della tecnica ;) di base ai loro clienti.

    Mi spiace ma non basta immaginarsi di esser bravi, bisogna diventarlo...

  4. #4
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    Mai piu sagge furon le tue parole caro Fernando, concordo pienamente in cio che hai scritto, pure nel mio settore che è la geotermia spesso e volentieri mi trovo difronte a queste situazioni, capibile 4/5 anni fà , ma ora è tempo per , appunto Fiorire, Ave Cesare

  5. #5
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    - PROTEZIONE DA CONTATTI INDIRETTI -
    A valle di gruppi di conversione che andranno collegati a un sistema trifase, è corretto inserire interruttori automatici magnetotermici con relè differenziale ( Id 0,03 A )?
    Se si, quale tipologia di differenziale potrebbe adottarsi ?

    - QUADRO SOTTOCAMPI - PARALLELO STRINGHE -Se i gruppi di conversione vanno installati lontani dal campo fotovoltaico (ad esempio per consentire l'installazione del gruppo di misura energia prodotta), i quadri in corrente continua vanno posti subito vicino al campo fotovoltaico per proteggere la linea che va dal quadro fino agli inverter?

    - MESSA A TERRA -
    Appurato che i moduli fotovoltaici di classe II non vanno collegati a impianto di terra, come bisogna comportarsi con la struttura di sostegno (che nel 99% dei casi è in metallo)? Va collegata all'impianto di terra?

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:40

  6. #6
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    CITAZIONE (palozzo @ 10/9/2007, 14:36)
    - PROTEZIONE DA CONTATTI INDIRETTI -

    - QUADRO SOTTOCAMPI - PARALLELO STRINGHE -

    - MESSA A TERRA -

    Ti pregherei di inserire delle ipotesi di STANDARD MINIMI e non delle domande in questo post.

    Grazie

  7. #7
    snapdozierxxxxxxxxxxxxxxxx
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    Credo che sia un obiettivo molto importante da raggiungere sia per affermare uno standard che dia risultati certi e lanci finalmente il Fotovoltaico in Italia. Gli impianti stano concludendo il primo anno di produzione e, vedo dall'importantissimo 3D di Mansoldo, che le produzioni sono superiori alle attese in moltissime realizzazioni. Questo è consolante perché significa che gli impianti sono stati realizzati correttamente.
    Per quanto riguarda l'impiantistica si stanno definendo i criteri realizzativi anche se c'è spesso molta confusione sui prodotti da usare.
    Faccio un esempio. Cosa serve il magnetotermico dal lato continua?

    Quando mai potrà avvenire che il campo fotovoltaico faccia scattare un magnetotermico?

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:42

  8. #8
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    Sul lato continua le protezioni sono minime (sovraccarico e cortocircuito abbondantemente sopportabili dai cavi sovradimensionati per caduta tensione) :
    Quadro parallelo sottocampi stringhe installato vicino al campo fotovoltaico (su struttura di sostegno)
    Componenti :
    SEZIONATORI CON FUSIBILI
    SCARICATORE SOVRATENSIONI
    DIODI DI BLOCCO

    Quadro generale campo fotovoltaico installato vicino a inverter (quindi lontano dal campo)
    Componenti
    INTERRUTTORI SEZIONATORI (protetti a monte da fusibili del rispettivo quadro sottocampo) DI TUTTI I SOTTOCAMPI PER INTERRUZIONE CARICO SUL CAMPO

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:42

  9. #9
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    CITAZIONE (snapdozier @ 14/9/2007, 08:42)
    ....
    Per quanto riguarda l'impiantistica si stanno definendo i criteri realizzativi anche se c'è spesso molta confusione sui prodotti da usare.
    ....

    Per fare una lista di cose da mettere sotto controllo nel caso di realizzazione di un impianto fotovoltaico vi segnalo un documento semplice (in inglese <_< ) che riporta in generale alcune cose importanti che credo ESSENZIALI alla riuscita di un buon campo fotovoltaico.

    Sistemi Fotovoltaici

    Il sito da cui è tratto il documento fa un ampio escursus sulle rinnovabili e la Home Page è raggiungibile da questo LINK

    Un documento invece più corposo è questo della solita NREL che tratta il solare (anche termico e passivo) dal punto di vista della progettazione (anche l'orientamento); del montaggio dei pannelli; dei sistemi e della sicurezza sui cantieri; alla fine del documento ci sono anche degli esempi applicati delle diverse soluzioni. Direi molto interessante (2007)LINK PDF 9Mb

    Ecco poi la solita IspectorGuidelines

    Edited by FernandoFast - 14/9/2007, 16:02

  10. #10
    snapdozierxxxxxxxxxxxxxxxx
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    Io comincerei dall'orientamento. Sembra una banalità, ma ne ho visti più d'uno a nordest o a nord ovest. Il limite massimo perché l'impianto sia economicamente compatibile al nord sta circa a +- 45° di Azimuth e 12°-15° di tilt. Al di la di questi valori, al nord, l'impianto non è compatibile con il CE dal punto di vista economico e va quindi va valutata attentamente la fattibilità.

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:43

  11. #11
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    Altra cosa che mi permetto di porre all'attenzione di tutti... e quindi da cosiderare con la massima attenzione è l'ombreggiamento. Credo sia più professionale per un tecnico dire che l'impianto è meglio non farlo piuttosto che dare delle false speranze ad installazioni che avranno con buona probabilità una perdita di rendimento superiore al 20%.
    Per questo consiglio a tutti di utilizzare clinometro e curva di irraggiamento disponibile oltre che nei software originali anche in diversi software free.
    E occhio a fare il sopralluogo in estate e a dare per scontato che il fabbricato davanti o l'albero a 5 metri non coprirà l'impianto. Ricordate sempre che in inverno il sole "gira"molto molto basso....
    Ciao Fabio

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:44

  12. #12
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    Il mismatch di corrente tra moduli è molto importante: bisogna suddividere anche nei piccoli impianti i moduli in almeno 2 stringhe utilizzando la Impp come discriminante. Tutti i migliori su una, tutti i peggiori sull'altra. E i peggiori metterli più in alto dove il maggior calore può aiutarli leggermente.

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:46

  13. #13
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    CITAZIONE (nic___ @ 19/9/2007, 14:13)
    Il mismatch di corrente tra moduli è molto importante: bisogna suddividere anche nei piccoli impianti i moduli in almeno 2 stringhe utilizzando la Impp come discriminante. Tutti i migliori su una, tutti i peggiori sull'altra. E i peggiori metterli più in alto dove il maggior calore può aiutarli leggermente.

    Sul MisMatch, vista l'importanza, qualche volontario può fare un approfondimento, GRAZIE.

  14. #14
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    Per proseguire nella formazione di qualità nel settore fotovoltaico in Italia, è necessario conformarsi a standard minimi.

    Questo è assodato! :o:

    Ma quali sono i riferimenti da cui trarre spunti di miglioramento continuo?

    PV QUALITY This web site informs you about all quality issues which has been conducted by the project PV Certification. The project is co-financed by the European Commission and the Swiss Government.


    Dallo stesso sito è utile: Given basic instructions, major components, schematics, and drawings, the PV installer is required to specify, configure, install, inspect, and maintain a grid-connected PV

    e ancora...
    PHOTOVOLTAIC SYSTEMS: Syllabus

    Come al solito in Italiano non si approda a molto se ci fosse qualche magnanimo traduttore.... :shifty: io con l'inglese vado a naso... :o:

  15. #15
    sabrinas
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    MIsmatch=

    riduzione della potenza all'uscita di una stringa causata dal rendimento inferiore di un modulo (per esempio ombreggiato) che crea l'effetto collo di bottiglia diminuendo così la potenza di tutta la stringa-

    detto questo ritengo importante dire che il posizionamento dei moduli specie sui tetti è preferibile nel senso orizzontale cosi che nel caso l'ultima serie di celle del modulo resta coperta dalla neve ciò non va a compromettere l'intero modulo,
    oppure che in caso di ombreggiamenti presenti sulla zona di installazione del campo FV , far si che l'ombra vada a coprire non tutte le celle a fine serie del modulo, ma una serie di celle e basta .

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:47

  16. #16
    sabrinas
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    CITAZIONE (mary1972mary @ 2/10/2007, 12:40)
    ciao,
    io sono un pò inesperta, ma mi era stato detto dal consulente a cui mi sono rivolta per installare il mio impianto fotovoltaico che se un pannello viene ombreggiato (anche in parte) l'intero impianto non produce più energia. Mi hanno detto una cavolata?
    Grazie Mary

    Benvenuta Mary

    Il presupposto è che il campo fv si installa dove non viene investito dall' ombra sempre

    Mettiamola così: è quasi una cavolata a fin di bene
    Provo a semplificare la questione:

    intanto il campo FV è composto da celle--modulo o pannello--stringa--- campo fv

    60 celle compongono un pannello---10 pannelli collegati in serie compongono una stringa-

    2,3,4,5, stringhe formano il campo fv.

    nel pannello dimensione cm. 80x160. hai 5 ministringhe da 12 celle cadauna.

    Chiaramente lungo gli 80 cm. hai 5 celle inizio stringa, lungo i 160 cm. hai le 12 celle che compongono la ministringa.

    Se l'ombra cade lungo gli 80 cm il pannello è morto, poichè interrompi tutte e cinque le stringhe.

    Viceversa se cade lungo i 160 cm il pannello produce di meno ma non è completamente morto.

    Detto ciò rimane imperativo installare i pannelli fuori da zone d'ombra pena il decadimento del pannello
    che potrebbe letteralmente cuocere.

    Installandolo in senso orizzontale hai meno possibilità di cuocerlo rispetto ad un istallazione in senso verticale.

    se ancora non ho chiarito il punto chiedi pure


  17. #17
    tomlovin
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    CITAZIONE (sabrinas @ 10/10/2007, 08:28)
    Se quando dici manca la corrente ti riferisci ad un black-out allora la risposta è no.
    L'inverter ha bisogno di sentire la frequenza di rete enel, se questa non c'è a causa di un black out sei a piedi.

    Non ho capito questa risposta.
    Se c'é black out enel e l'impianto é grid-connected (senza parti in isola, ovviamente) allora il problema non é tanto nella mancanza di frequenza di rete enel quanto nel fatto che l'energia, in casa, ti arriva sempre dall'enel e non dal fv!
    Quindi, se c'é black out, sei al buio come tutti quanti gli altri che non hanno impianto fv.

    Se invece c'é blackout e l'impianto fv é isolato allora avrai corrente finchè c'é carica negli accumulatori, poi stop. E questo vale anche per le eventuali parti in isola di un impianto grid-connected.

    O ho capito male la domanda?

    -----------------------------------------------

    Sui fondamentali di un impianto FV: sarà una banalità ma occhio all' accoppiamento moduli-inverter!

    Vanno considerati sempre almeno tre fattori:

    1) potenza di picco dell'inverter e relativa potenza massima in uscita: é inutile "impiccare" un inverter fino al massimo della potenza in entrata per poi vedere che, in uscita, non si supera l'85% di rendimento perchè la Wmax in uscita é più bassa.

    2) finestra d'ingresso della tensione: si dovrebbe cercare sempre di arrivare vicini alla tensione per la quale l'inverter offre il rendimento maggiore, lasciando sempre un certo margine (che dipende dalle variazioni di V che il modulo subisce in base alla temperatura) per permettere al mppt di lavorare.

    3) un inverter multicampo (diverso da multistringa) può facilitare di parecchio la vita nel caso di siti di installazione un po' particolari, in cui non é possibile disporre le stringhe in modo "razionale" (cioè tutte parallele e tutte equidistanti).

    Ovviamente ognuno può apportare correzioni, se é il caso :P !

    Edited by tomlovin - 12/10/2007, 09:35

  18. #18
    Elektron
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    CITAZIONE
    1) potenza di picco dell'inverter e relativa potenza massima in uscita: é inutile "impiccare" un inverter fino al massimo della potenza in entrata per poi vedere che, in uscita, non si supera l'85% di rendimento perchè la Wmax in uscita é più bassa.

    ACCOPPIAMENTO MODULI INVERTER
    MMMmmm detta cosi' non e' corretta ...
    Di solito il rendimento decresce all'aumentare della W-out, la W-in segue W-out divisa per il rendimento (o moltiplicata per l'inverso) Quindi n e' funzione della stessa W-out, da cui "perche' W-max in uscita e' piu' bassa" andrebbe cambiato come "dato che W-max in uscita sara' piu' bassa" ...

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:54

  19. #19
    tomlovin
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    CITAZIONE (Elektron @ 10/10/2007, 11:59)
    CITAZIONE
    1) potenza di picco dell'inverter e relativa potenza massima in uscita: é inutile "impiccare" un inverter fino al massimo della potenza in entrata per poi vedere che, in uscita, non si supera l'85% di rendimento perchè la Wmax in uscita é più bassa.

    MMMmmm detta cosi' non e' corretta ...
    Di solito il rendimento decresce all'aumentare della Wout, la Win segue Wout divisa per il rendimento (o moltiplicata per l'inverso) Quindi n e' funzione della stessa Wout, da cui "perche' Wmax in uscita e' piu' bassa" andrebbe cambiato come "dato che Wmax in uscita sara' piu' bassa" ...

    Eh?
    ACCOPPIAMENTO MODULI INVERTER

    La Win é un dato di progetto, il rendimento eta (sarebbe la n, immagino) é pari a Wout/Win e quindi, dato che la Wout massima é un dato dell'inverter, se si invia una Win troppo vicina alla Win massima (che é un altro dato dell'inverter) si avrà un rendimento più basso di quello massimo ottenibile (indicato dal produttore dell'inverter).

    In poche parole se su un inverter che ha una Win massima di 2000 e una Wout massima di 1700 (sparo numeri a caso, é solo un esempio) si invia una Win di 2000 il rendimento non supererà mai l'85% perchè la Wout non supererà mai i 1700. Se invece si applica una Win di 1800 si hanno più possibilità di sfruttare al massimo l'inverter dato che il suo rendimento massimo (ipotizziamo 94%) porterebbe ad una Wout di 1694, inferiore alla Wout massima prevista.

    Non ho capito cosa volevi dire tu, invece.

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:55

  20. #20
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    CITAZIONE (tomlovin @ 10/10/2007, 11:40)
    si dovrebbe cercare sempre di non rimanere nè troppo bassi nè troppo alti, all'interno di questa finestra, per dare modo al mppt di lavorare liberamente (e quindi all'inverter di funzionare al massimo delle sue potenzialità). Se un inverter ha una finestra (ad es.) 200V - 500V é sconsigliabile sia entrare a 215V che a 485V.

    ACCOPPIAMENTO MODULI INVERTER

    Una precisazione la devo proprio fare ! :woot:
    in funzione dello schema costruttivo dell'inverter si ha il massimo rendimento dello stesso verso la massima tensione ammissibile in ingresso (esempio sma SB2100tl) oppure verso la minima tensione in ingresso (esempio sma SB2500)

    Ciao da Recoplan

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:55

  21. #21
    tomlovin
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    ACCOPPIAMENTO MODULI INVERTER

    Ma in quel caso come fa l'mppt a muoversi?
    Voglio dire, dovrebbe inseguire sempre il miglior valore (inteso come il valore per il quale si ha la potenza più alta) sul grafico I-V, no? Ma non potrà certo andare oltre la tensione massima d'ingresso, a quanto avevo capito.

    Quello che dici l'hai trovato sulle istruzioni dell'inverter? Perchè se é così allora sono io che non ho capito come funziona (e andrò subito a modificare il mio post) :blink: ...

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:56

  22. #22
    Elektron
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    CITAZIONE (tomlovin @ 10/10/2007, 12:49)
    CITAZIONE (Elektron @ 10/10/2007, 11:59)
    MMMmmm detta cosi' non e' corretta ...
    Di solito il rendimento decresce all'aumentare della Wout, la Win segue Wout divisa per il rendimento (o moltiplicata per l'inverso) Quindi n e' funzione della stessa Wout, da cui "perche' Wmax in uscita e' piu' bassa" andrebbe cambiato come "dato che Wmax in uscita sara' piu' bassa" ...

    Eh?

    La Win é un dato di progetto, il rendimento eta (sarebbe la n, immagino) é pari a Wout/Win e quindi, dato che la Wout massima é un dato dell'inverter, se si invia una Win troppo vicina alla Win massima (che é un altro dato dell'inverter) si avrà un rendimento più basso di quello massimo ottenibile (indicato dal produttore dell'inverter).

    In poche parole se su un inverter che ha una Win massima di 2000 e una Wout massima di 1700 (sparo numeri a caso, é solo un esempio) si invia una Win di 2000 il rendimento non supererà mai l'85% perchè la Wout non supererà mai i 1700. Se invece si applica una Win di 1800 si hanno più possibilità di sfruttare al massimo l'inverter dato che il suo rendimento massimo (ipotizziamo 94%) porterebbe ad una Wout di 1694, inferiore alla Wout massima prevista.

    Non ho capito cosa volevi dire tu, invece.

    ACCOPPIAMENTO MODULI INVERTER

    Voglio dire che quello che dici e' teoricamente corretto se usi dei numeri a caso .... molto distanti fra loro.
    La realta' invece e' diversa, la differenza e' microscopica ... per cui quello che guida e' sempre Wout e Vin (potenza uscita e tensione ingresso) li' si' si vedono delle differenze significative.

    Dati reali sono visibili nei test di accettazione, eccone uno sotto di un vero inverter. Purtroppo solo Tedesco, in Inglese non ho trovato che pubblicita' per vendere ...
    ...http://labs.hti.bfh.ch/fileadmin/user_uplo...new_MPP_www.pdf

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:56

  23. #23
    x x
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    ACCOPPIAMENTO MODULI INVERTER

    CITAZIONE (tomlovin @ 10/10/2007, 17:35)
    Ma in quel caso come fa l'mppt a muoversi?
    Voglio dire, dovrebbe inseguire sempre il miglior valore (inteso come il valore per il quale si ha la potenza più alta) sul grafico I-V, no? Ma non potrà certo andare oltre la tensione massima d'ingresso, a quanto avevo capito.
    Quello che dici l'hai trovato sulle istruzioni dell'inverter?

    scusa ti riferisci questo mi intervento ?
    CITAZIONE (recoplan @ 10/10/2007, 13:07)
    in funzione dello schema costruttivo dell'inverter si ha il massimo rendimento dello stesso verso la massima tensione ammissibile in ingresso (esempio sma SB2100tl) oppure verso la minima tensione in ingresso (esempio sma SB2500)

    se si fammi sapere che ... spiego

    ciao da Recoplan

    Edited by FernandoFast - 11/10/2007, 15:57

  24. #24
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    ATTENZIONE: questo è un forum tecnico. Come tale le richieste di aiuto fuori tema saranno cancellate. Invito tutti i partecipanti a vigilare e ad informarmi se c'è necessità di una cancellazione di un post OT. Vi pregherei di dare anche un ordine specificando l'ARGOMENTO a cui si riferisce il post mettendoci all'inizio un TITOLO in grassetto (possibilmente). Tutti i post simili e sullo stesso argomento poi dovrebbero riportare lo stesso titolo.
    Grazie

  25. #25
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    ACCOPPIAMENTO MODULI - INVERTER
    CITAZIONE (tomlovin @ 10/10/2007, 17:35)
    Ma in quel caso come fa l'mppt a muoversi?
    Voglio dire, dovrebbe inseguire sempre il miglior valore (inteso come il valore per il quale si ha la potenza più alta) sul grafico I-V, no? Ma non potrà certo andare oltre la tensione massima d'ingresso, a quanto avevo capito.
    Quello che dici l'hai trovato sulle istruzioni dell'inverter?

    Ad esempio con (sma sb2100tl) l'mppt ha un range di funzionamento da da 125 a 600 Vcc per cui si dimensionano le stringhe per avere una tensione massiama a -10C° di 530-570 V .
    Ad esempio con (sma sb2500) l'mppt ha un range di funzionamento da da 224 a 600 Vcc per cui si dimensionano le stringhe per avere una tensione minima a 75C° di 300 V

    Queste informazioni si trovano tra i dati tecnici che accompagnano tutti gli l'inverter .
    ad esempio clicca qui e
    http://download.sma.de/smaprosa/dateien/13...0-22-BI3307.pdf
    vai nel grafico a pagina 2 in basso a sx

    Ciao da Recoplan


    ciao da Recoplan

    Edited by FernandoFast - 27/10/2007, 17:17


 
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