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  1. #1
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    Predefinito elettricita dall acqua..forse..

    Salve, di solito non giro su questa sezione, vorrei un chiarimento su una cosa.. vi riporto cosa mi ha scritto un mio amico, e normale?
    *
    Dopo aver fatto vari esperimenti col carburo di silicio ho constatato che se si immergono un elettrodo di silicio monocristallino ed uno di grafite in acqua sia demineralizzata deionizzata che satura di sale da cucina o bicarbonato di sodio si genera in entrambi i casi elettricità senza il consumo di alcun materiale, nemmeno dell'acqua stessa.

    La grandezza degli elettrodi non è rilevante così come non è rilevante la quantità di acqua. Ogni sequenza SILICIO-ACQUA-GRAFITE genera circa 0.5 volt e 0.01 milliampere. Per connettere più sequenze è utile lo stagno comune da saldatura che è stagno e piombo in lega. é la miglior soluzione per ora oltre l'argento che da gli stessi risultati. Altri metalli quali oro , rame , ferro ecc conducono meno o addirittura invertono il senso della corrente.La totale sequenza è quindi SILICIO-ACQUA-GRAFITE-STAGNO . Per avere più elettricità è necessario collegare più sequenze o per meglio dire "celle".

    Il carbonio è la parte attiva che genera l'elettricità tramite l'acqua mentre il silicio è usato solo come altro conduttore inossidabile a temperatura e pressione ambiente . Usando due pezzi di grafite opportunamente posizionati si genera lo stesso elettricità ma il risultato è più scarso rispetto alla combinazione silicio-grafite. Per avere una conferma basta utilizzare due mine di matita diverse, cioè una più dura e una più morbida oppure una mina e un pezzo di grafite tolto dalle pile zinco-carbone, o meglio ancora mina di matita e ferrite , cioè una comune calamita .*

    e normale che abbia misurato o,01 milliampere?
    qualcuno puo provare se funziona?
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  2. #2
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    Adesso non sò se i valori da te scritti siano giusti ma se è così
    vuol dire che per accendere un misero led ci vogliono circa 2000
    celle, fate vobis.
    leo48
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  3. #3
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    magari con un po di nanotecnologia... ma vorrei una conferma a prova fatta, di replicabilita..
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  4. #4
    Wattos
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    ciao, in teoria 2 mine di matita identiche messe in acqua non dovrebbero generare nulla, se ne metti 1 diversa dall'altra potrebbe generarsi qualcosa per via della differenza dei materiali ma non è altro che 1 pila a concentrazione e vale l'equazione di nerst, inoltre con queste pile si tirano fuori dei voltaggi basissimi, tu invece dici che arrivi a mezzo volt con l'altro sistema, m....

    mi viene da pensare che il carburo di silicio che normalmente si impiega nei led blu faccia da cella fotovoltaica in qualche modo mischiato all'effetto pila in acqua che può essere(dipende dai materiali) anche molto rilevante invertendo così la polarità in alcuni casi.
    Prova a fare 1 prova al buio, almeno per scartare qualche ipotesi, ciau

  5. #5
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    Quote Originariamente inviata da Wattos Visualizza il messaggio
    Prova a fare 1 prova al buio, almeno per scartare qualche ipotesi, ciau
    ciawo watts, è un dubbio che mi sono già tolto,v e funziona al buio pesto lo stesso. ti invito a fare una prova, per vedere se le tue misurazioni sono corrispondentio a quelle che ho scritto sopra-
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  6. #6
    steblizz
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    Ciao ragazzi, sono l'amico di cui si parla , lavoro alla Brembo e da li ho preso i materiali con cui ho iniziato a fare i primi esperimenti, vi invito tutti oltre che a supporre tante idee a provare qualcosa di persona, semmai avete la possibilità di prendere un pezzo di silicio, nel mio caso monocristallino , provateci. Altroieri ho fatto delle piccole "celle" con un tubicino di plastica tagliato a pezzetti, ogni pezzetto ha come tappi una goccia piu o meno tonda di silicio metallurgico, cioè non puro al 100% e un pezzo di grafite dalle pile zincocarbone, che suppongo non sia purissimo ma funziona bene. In questo modo ho ottenuto la sequenza silicio-acqua-grafite. Lo scopo di questa ultima prova è vedere quanto tempo ci mette l'acqua a scaricarsi o a non generare più, scegliete il verbo che vi piace di più. Non c'è reazione chimica per quanto ne so, ditemi la vostra. Grafite , cioè carbonio , e acqua in teoria a temperatura e pressione ambiente non reagiscono, nemmeno il silicio. Consideriamo l'acqua purissima demineralizzata deionizzata come un idrossido, lo so che la parola è bruttissima ma rende. Quindi l'ossigeno e l'idrogeno non si separano per legarsi con il carbonio o con il silicio. Dalle varie prove ho capito che ci sono delle differenze ma ancora non capisco in cosa e come. Se scegliessi dei pezzetti di silicio piu grossi non è detto che genera di più, la grafite invece è importante, ogni tipo è diverso ma funziona lo stesso, quale più quale meno. Vorrei invitarvi a fare delle prove per capire, magari qualcuno potrebbe darmi delle idee o trovare qualcosa che io stesso non ho capito ancora. Vi ringrazio dell'interesse!

    PS , qualcuno ha detto che per accendere il led ci vogliono 2000 sequenze, beh, magari ho fatto male i calcoli o non sono capace di leggere il tester, ma l'ho acceso con il minimo di 4 sequenze, fiacchissimo, poi ho aggiunto più sequenze arrivando a 13 e si è acceso più forte. La prova l'avevo fatta dentro ad un contenitore per i cubetti di ghiaccio usando pezzetti più grossi di silicio e grafite sempre dalle pile zincocarbone.Il led è stato acceso per 2 mesi senza cambiare di intensità, poi ho smontato il tutto perchè mi ero rotto di aspettare che si scaricasse. Ho fatto anche delle prove con dei condensatori in serie e se li scarico con il led potrei bruciarlo, li scarica troppo velocemente forse, o forse 3 condensatori da 250 volts 470 microfarad sono troppo per quel led, ma non si caricano più di 2-3 volt con poche sequenze. In pratica il voltaggio non sale più di quanto riesce a generare il sistema, solo aumenta l'amperaggio.
    Ultima modifica di steblizz; 04-09-2009 a 07:06

  7. #7
    steblizz
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    Aggiungo altro , l'amperaggio del mio tester è sempre diverso e ho paura che non sono in grado di leggerlo adeguatamente, non sono ne un tecnico elettronico ne un elettricista, sono un operaio e come hobby suono la chitarra, a prescindere dalle mie intenzioni di salvare il mondo dai petrolieri e banchieri infami(vedete Genius Seculi su google video). Sono in contatto con persone che svilupperanno prestissimo il primo prototipo ma non so quando di preciso, ultimamente hanno avuto delle difficoltà diciamo. Quello che volevo dire dell'amperaggio è che quando sono venuti a casa mia per mostrarmi i loro esperimenti e vedere i miei hanno misurato e a loro dava dai 30 ai 50 MICROAMPERE per sequenza !!! quindi teniamo questa misura come buona fino a prova contraria da qualcuno di voi. Il tester e la persona che hanno misurato erano uno più professionale dell'altro, fidatevi!

  8. #8
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    qualcuno ha detto che per accendere il led ci vogliono 2000 sequenze
    Mi interessa sapere il voltaggio e la corrente generata da ogni cella
    certo se bastano quattro sequenze allora significa che ogni cella eroga
    almeno 2 o 3 milliampere e non 0.01 come era scritto nel primo post.
    leo48
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  9. #9
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    Interessanti queste batterie, mai sentito parlare prima.
    Sembra che qualcuno abbia aggiornato wikipedia sulla realizzazione di queste batterie Pila di Volta - Wikipedia)


    Pochi sanno però che usando materiali inossidabili a temperatura e pressione ambiente al posto del rame e lo zinco, come il silicio monocristallino e grafite (o carbonio in fibra) o ferrite(semplice calamita in magnetite) e acqua pura deionizzata demineralizzata, si ha una generazione di corrente elettrica a bassissimo amperaggio ma ad alto voltaggio non dovuta alle forze elettrochimiche, bensì a forze idrodinamiche che ancora non sono del tutto comprese.Tale generatore non avrebbe un consumo di materiale nel tempo a differenza della pila su descritta, pur non essendo altrettanto potente. Ogni sequenza di silicio-acqua-carbonio da circa 0.5-1.0 volts e circa 20-50 microampere.
    In Giappone vendono gia' le batteri Nopopo basate ,penso, su quel tipo di tecnologia (NoPoPo Battery: Power from water -- are you taking the piss? - Crave at CNET UK )
    La ditta Giapponese e' la aqua power system ( Business Summary - Aqua Power System Japan ).
    I Giapponesi sono sempre piu' avanti di noi per quanto riguarda l'innovazione.
    Ultima modifica di sandro-meg; 04-09-2009 a 12:39 Motivo: Link errato

  10. #10
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    dal sito di sopra
    "Foreseeing the backdrop of the times, Aqua Power System Japan concluded an exclusive contract with a developer’s group for selling all products using patented main technology in the world market. The developer’s group has been researching and developing the technology since 15 years ago."

    c'è da ggiungere alla storia che c'era un brevetto molto simile degli anni 60', avranno preso spunto e poi migliorato il sistema apportando qualcosa di nuovo .

    e "Unfortunately they're only being sold in Japan at the moment, but expect to see them hit the West in early 2008"

    siamo nel 2009,su ebay ci sono delle offerte?
    "Secrecy, once accepted, becomes an addiction "Edward Teller

  11. #11
    steblizz
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    Predefinito Ciao

    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    Interessanti queste batterie.....

    Note di Moderazione:
    Sandro-meg: Non si cita per intero un msg. Hai violato la regola 3 (http://www.energeticambiente.it/misc.php?do=cfrules) e dire che dovresti averle appena lette .




    Indovina un pò chi è che l'ha aggiornata!!!

    Si , ribadisco che ogni materiale da valori diversi ma simili, quindi da 0.2 a 1 volt, pertanto metto la media di 0.6 circa, e da 30 a 50 microampere. Ancora non ho capito le condizioni ideali per poter generare più elettricità. Posso garantirvi però che funziona. Se qualcuno di voi si trova dalle parti di Bergamo-Milano attualmente posso incontrarlo e fargli vedere di persona, posso anche regalargli qualche pezzo di silicio che per molti è impossibile da trovare. Tanto in fabbrica li scartano e non so che ci fanno. Il costo al chilo del silicio di grado metallurgico , cioè puro dal 95 al 98 % circa , è di circa 10 euro al chilo da come ho potuto leggere sul web, potrei sbagliare però. é ovvia la conclusione che un pannello fotovoltaico dovrebbe costare un niente e che ci marciano sopra, ma questo è un'altro discorso.

    Ho provato tempo fa con delle calamite in ferrite a sostituire il silicio negli esperimenti solo per la sua conduttività elettrica e per essere inossidabile in acqua, non per le proprietà magnetiche e ho constatato che un risultato esce lo stesso anche se meno del silicio. Ieri però sono andato in ferramenta a prendere delle calamite sempre in ferrite e ho visto che non funzionavano per niente.Anche la conduttività era praticamente nulla, molto strano, chissà che roba ho preso. Quindi non so che dire, c'è da scoprire qual'è la condizione più adatta. Vi consiglio in caso di esperimenti di pensare a due conduttori che non si ossidano in acqua e comprare acqua demineralizzata deionizzata dalla farmacia, costa pochissimo al litro. Con l'acqua salata finziona un pochino meglio , ma proprio poco, voglio evitare comunque di usare sali per non entrare in dubbi che sto facendo reazioni chimiche e anche per dimostrare che l'acqua comunque genera a prescindere dall'essere un isolante.
    Ultima modifica di sandro-meg; 06-09-2009 a 18:17

  12. #12
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    Ciao a tutti.
    Ho cercato di replicare questa "pila" con quello che avevo in casa...un paio di barattolini per rullini, delle mine per disegno tecnico (quelle grosse) e due lamierini per trasformatori (si non è silicio, è acciaio...ma è acciaio al silicio eh eh eh è quanto di più vicino al silicio avevo a portata di mano! eh eh eh) e acqua distillata.
    Ne ho collegate due in serie e misuro circa 1.2 volt e 80 microamper su una resistenza da... un megahom...scusate non avevo altro a portata di mano...
    Ma non si tratta di una normale cella galvanica? L'acqua per quanto possa essere distillata a contatto con l'aria perde la sua totale purezza, ed inoltre "misurare" ad occhio il deperimento degli elettrodi mi sembra un tantino difficle, visto che si parla di correnti così piccole.
    Vorrei provare a metterne un pò in serie e in parallelo sigillandole con del silicone, per vedere per quanto tempo possono alimentare un piccolo carico. Ma prima di assemblare il tutto vorrei un vostro parere sul fatto che si tratti o meno di una "normale" cella galvanica.
    Spero che nessuno se la prenda se sembro scettico, visto che tra l'altro ho anche provato a verificare la cosa con le mie mani.

  13. #13
    steblizz
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    Fai pure, l'importante è sperimentare. Nel caso mio sto utilizzando il silicio, ma come ho intuito qualsiasi conduttore è buono ,più o meno. Se fosse una cella galvanica ovvero una cella voltaica (che sia Galvani o Volta coinvolto nel nome non ha proprio la minima importanza, tanto la cella non si offende e nemmeno loro che sono crepati da un bel pò) significa che gli elettrodi prima o poi si consumano. Ovvio che se usi acciaio è plausibile che prima o poi si consuma, ma non è detto che la corrente che generi è frutto solo del consumo, non credi? Infatti come dicevo precedentemente , la pila di Volta nasconde questo segreto. Vorrei che mi dicesse qualcuno allora , nel caso mio , qual'è il risultato dell'azione galvanica, ovvero dell'ossidazione degli elettrodi. Nel tuo caso è grafite da una parte che rimane tale e dall'altra presumibilmente ossido di ferro . Nel caso mio è grafite ch rimane tale altrimenti diventerebbe con l'ossigeno CO oppure CO2 e il silicio che rimane li dov'è oppure che diventa vetro?? ma dai! Questo è quello che succederebbe se considerassimo l'ossigeno presente in acqua. Se consideriamo l'idrogeno invece avremmo qualche idrocarburo se combinato con la grafite oppure silicone ... ipotesi tutte scartate!

    Vai avanti a fare le prove tue che secondo me stai sulla buona strada!

    La cosa brutta verrebbe se qualcuno ti convincesse con un commento che è solo una cella voltaica/galvanica e che non c'è nient'altro.

    Quote Originariamente inviata da Zefram Cochran Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti....

    Note di Moderazione:
    sandro-meg: secondo avviso....non citare i msg completi.



    A me in serie si sommano i risultati, in parallelo no, dimmi a te che succede.
    Ultima modifica di sandro-meg; 06-09-2009 a 18:40

  14. #14
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    Indovina un pò chi è che l'ha aggiornata!!!
    Purtroppo immaginavo ... sorvoliamo,ma ti consiglio di cancellare.

    Non sono esperto di batterie ma penso che non hai scoperto niente di tale.
    L'unica cosa anomala sembrerebbe che la tua pila non si scaricherebbe (ma d'altronde con quei valori....) e sembra che non si ossidi (ma anche li...).
    Comunque il discorso interessante e' che ho scoperto l'esistenza di queste belle batterie ad acqua (http://www.youtube.com/watch?v=B601a...eature=related ) totalmente 'green' (rispetto alle tradizionali) che ignoravo completamente.
    Le nopopo, invece, sono gia' in vendita ,se vi interessava saperlo.
    Buona sperimentazione

  15. #15
    steblizz
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    Purtroppo immaginavo ... sorvoliamo,ma ti consiglio di cancellare.

    Sorvola pure, io preferisco non cancellare, se dovesse essere sbagliato al limite ho sbagliato io e allora poco male, se dovesse essere giusto invece devo cancellarlo lo stesso? Però se proprio da fastidio a qualcuno può cancellarlo lui stesso.

    Ma la cosa che non mi viene spiegata è quale è il risultato dell'ossidazione della grafite e del silicio.

    Inoltre mi piacerebbe sapere anche perchè se metto in serie la sequenza silicio-acqua-grafite , in serie per parecchie volte, come mai l'acqua pura ad un certo punto conduce un sacco di volt per essere un isolante? A tal proposito consiglio di fare la seguente prova:

    Prendete un vetro pulitissimo e fateci una bella striscia d'acqua più lunga che potete , anche un paio di metri o più , poi testate le estremità , se potete con silicio e grafite, altrimenti con quello che vi capita.Anche con zinco e rame... pur ossidandosi gli elettrodi ci dovrebbe essere un pò di difficoltà a condurre l'elettricità in un paio di metri d'acqua . Se siete capaci replicate la cosa su un'altro vetro e collegate in serie, sorprendentemente succederà che i risultati si sommano.

    Ora non è importante la mia o la vostra opinione, è importante sperimentare prima di tutto e vedere i vari risultati.

    Poi fammi capire una cosa, se lo dico io è una sciocchezza e se lo trovi su youtube è buono?

  16. #16
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da sandro-meg Visualizza il messaggio
    discorso interessante e' l'esistenza di queste belle batterie ad acqua (http://www.youtube.com/watch?v=B601aMfBirw&feature=related ) totalmente 'green' .
    Le nopopo, invece, sono gia' in vendita ,se vi interessava saperlo.
    Buona sperimentazione
    grazie dell'interessante video Sandro, a proposito delle nopopo.. le ho cercate ma non sono riuscito a trovarle in rete.. puoi darmi un indirizzo dove si possono acquistare? Grazie
    "Secrecy, once accepted, becomes an addiction "Edward Teller

  17. #17
    steblizz
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    Quote Originariamente inviata da greeenmind Visualizza il messaggio
    .. puoi darmi un indirizzo dove si possono acquistare? Grazie
    a quanto pare non riesco a trovarlo nemmeno io l'indirizzo per acquistarle. Un paio di anni fa dicevano che sarebbero state disponibili in europa per quest'anno e invece indovinate com'è andata a finire.

    Ho trovato un link però che dice che si possono caricare solo 4-5 volte.Nelle prove mie vedo risultati che cambiano, a volte salgono e poi scendono per poi risalire ma anche se a lunghi termini dovessi cambiare l'acqua non è che posso farlo solo 4-5 volte. Per adesso ho preso un tubicino e ci ho fatto delle celle tagliandolo e mettendo grafite e silicio come tappi, dentro c'è acqua ovviamente. Alcune le tengo così senza che siano collegate e invece alcine le ho messo in cortocircuito per vedere che succede. Per ora non cambiano di valori ne le une ne le altre.

    Quote Originariamente inviata da greeenmind Visualizza il messaggio
    puoi darmi un indirizzo dove si possono acquistare? Grazie

    non sono sicuro che te le spediscono in Europa, ma questo è un link per comprarle:

    HimeyaShop.com: NoPoPo (Aqua Powered Battery)
    Ultima modifica di sandro-meg; 06-09-2009 a 21:26 Motivo: unione post

  18. #18
    steblizz
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    Predefinito Ciao Zefram

    Quote Originariamente inviata da Zefram Cochran Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti.
    Ho cercato di replicare questa "pila" con quello che avevo in casa...un paio di barattolini per rullini, delle mine per disegno tecnico (quelle grosse) e due lamierini per trasformatori (si non è silicio, è acciaio...ma è acciaio al silicio eh eh eh è quanto di più vicino al silicio avevo a portata di mano! eh eh eh...

    Ciao , vorrei chiederti dove posso prendere i lamierini che hai utilizzato tu, io ho del silicio ma vorrei fare delle prove anche con altri materiali, sinceramente voglio vedere se davvero si ossidano in acqua pura. So che l'acciaio inossidabile si ossida solo sulla superficie facendo una patina di ossido ma poi non viene degradato all'interno. Grazie in ogni caso.

  19. #19
    steblizz
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    vi copio il messaggio che ho scritto sul gruppo facebook, forse a qualcuno può dare delle idee e scusate la lunghezza del messaggio:

    A fine mese scorso mi sono messo a fare delle cellette con un semplice tubicino di plastica trasparente. Ho tagliato dei pezzetti lunghi circa un paio di centimetri al massimo e per ogni pezzetto ci ho messo un tappo di grafite tagliato dalla grafite(scusate la ripetizione) delle pile zincocarbone e una pallina di silicio monocristallino presa dagli scarti al lavoro. Ovviamente dentro c'è acqua pura, o lo era almeno finchè non si è mischiata coi residui del taglio della grafite e ciò che poteva esalare la colla con la quale ho sigillato. Le cellette mi davano voltaggi diversi, ne ho fatte 8 e alcune mi davano 0.1 volt mentre altre 0.5 volt. L'amperaggio non riesco a misurarlo bene ed evito di tentare finchè non acquisto un tester adeguato in modo da poter dare misure certe, ma si tratta sempre dai 30 ai 50 microampere. Ho provato a metterle in serie dentro ad un tubo più largo , tanto per comodità, e come ovviamente mi aspettavo si sono sommati i valori arrivando a superare di poco i due volt. Non so quale sia il motivo per il quale le celle davano voltaggi diversi ma suppongo che essendo tanto rudimentali e la pochissima acqua sporca dentro abbia alterato il funzionamento. Lo scopo di tutto ciò era verificare quanto tempo ci avrebbero messo a scaricarsi. Tempo fa avevo già fatto esperimenti con lo stesso scopo, ma il contenitore non era chiuso nella stessa maniera, sebbene ermeticamente, c'era aria che univa i vari scompartimenti. Praticamente era avvolto nel celofan ed ha funzionato per 2 mesi finchè non l'ho smontato per essermi stufato di aspettare. Negli scompartimenti o celle c'era molta più acqua rispetto a quella che ho usato ora, adesso ci sono 3-4 gocce per cella.

    Sapevo che si sarebbero scaricate prima o poi ma non credevo così in fretta, ovvero, 4 funzionano benissimo come all'inizio, 3 si sono scaricate ma non del tutto ed una ha perso l'acqua perchè evidentemente l'ho chiusa male.

    Qui viene il bello !

    Da alcune fonti , e non mi vergogno di affermare ciò che sto per dire, come scienziati e sperimentatori tipo Stanley Meyers e altre come i crop circles alieni, ho dedotto e immaginato che l'acqua può essere "caricata" o "ravvivata". Stan Meyers in particolare dopo aver fatto la sua macchina ad acqua diceva che l'acqua dopo essere stata usata come combustibile (e comburente nello stesso tempo se preferite) è espulsa "scarica" nell'ambiente e dopo aver fatto il suo naturale ciclo di evaporazione e condensazione , poi pioggia ecc. si sarebbe "ricaricata". In alcuni crop circles alieni si fa chiaro riferimento alla molecola dell'acqua e alla forza elettromagnetica. Mi sono chiesto se per caso l'elettromagnetismo potesse "caricare" l'acqua e l'immaginazione e l'intuito mi hanno sempre detto di si. Spesso ho provato a testare acqua nella quale ho immerso una pila e vedevo che la caricavo elettricamente, mentre se mettevo un bicchiere d'acqua nel forno a microonde, cioè se usassi l'elettromagnetismo la scaldo semplicemente senza riuscire a caricarla elettricamente. Siccome però i tappi delle celle sono dei NON metalli conduttivi allora ho deciso di provare a metterle nel microonde per tentare di riattivarle. Ovviamente se ci fossi riuscito avrei comunque speso molta più energia di quella che mi avrebbero dato all'istante, ma avrei capito che il metodo funziona e che si può migliorare, d'altra parte il forno a microonde non è stato costruito per quello scopo. Quindi ho preso una cella sola e l'ho messa dentro per 30 secondi. Ho un fornelletto debole preso alla LIDL , fa veramente pena e non potevo fondere la plastica ne far bollire l'acqua dentro. L'unica paura era della grafite e del silicio che non avevo mai provato in un forno a microonde. Sono conduttivi e si sconsiglia di mettere metalli in genere per le scariche elettriche che emettono, anche se questi sono dei NON metalli. Sinceramente la prova è stata deludente in quanto la celletta si è appena scaldata ma per niente ricaricata, meglio dire "riattivata". Ci sono rimaso veramente male, ma tanto!!!!!!!!!!!!!... Non sapevo come fare per trasformare quella forza elettromagnetica, anzichè in azione scaldante, in azione "riattivante". Ho pensato a quel punto che avrei dovuto trasformarla anzichè in "calore" ... in ELETTRICITà!!!!! ..... e allora ho fatto una cosa che non si deve proprio fare:

    Ho preso una molletta di acciaio di quelle che tengono le chiavi e l'ho aperta, l'ho storta in pratica. Ho stretto tra le estremita la celletta in modo da metterla in cortocircuito e l'ho rimessa nel microonde. In questo modo avrei trasformato l'elettromagnetismo in scariche elettriche che dalla molletta sarebbero entrate tramite il silicio e il carbonio nell'acqua. Ho impostato sempre 30 secondi e indovinate un pò !!!!!


    FUONZIONA!


    HO RIATTIVATO LE CELLETTE SPENTE!

    Ora ho messo le celle che ancora funzionano in cortocircuito per tentare di farle scaricare il più possibile, sono un paio di giorni che stanno li e magari ce ne vorrà ancora qualcuno prima che quasi non generino più, aspetterò pazientemente mentre cercherò di inventarmi un modo per usare l'energia delle celle stesse per autoricaricarle. Certamente non con il forno, ma ora che ho confermato la mia teoria, almeno a me stesso, sono più consapevole e più convinto di ciò che sto facendo!

  20. #20
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    Complimenti per lo spirito di ricerca
    Ma un fenomeno simile lo si ha con le batterie normali..
    Mi ricordo che d'inverno arrivavo a scuola con le batterie del walkmann completamente scariche (non si sentiva neanche la radio) e dopo 6 ore di termosifone potevo anche ascoltare le cassette (al tempo i lettori CD portatili erano troppo costosi e l'mp3 ancora da inventare)... evidentemente il calore agevola la reazione chimica o rende disponibili ulteriori "ricombinazioni" nella reazione che a temperatura ambiente non avvengono. per fugare i dubbi prenditi un buon tester digitale, collega un carico elettrico adeguato alla tua batteria e misura a intervalli regolari la scarica e fatti un grafico per verificare l'andamento della tensione nel tempo, tensioni così basse potrebbero essere anche fenomeni di tensione da contatto o effetto "termolettrico"...
    Ciao Alessio
    Qualche video dei miei esperimenti li trovate su:
    http://it.youtube.com/user/alessiof76
    aggiornato 10/10/2011

  21. #21
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    Quote Originariamente inviata da AlessioF76 Visualizza il messaggio
    Complimenti per lo spirito di ricerca
    Ma un fenomeno simile lo si ha con le batterie normali..o

    Grazie dell'incoraggiamento, quindi anche tu come tutti gli altri ti stai soffermando sugli elettrodi piuttosto che sull'acqua. ok, .. avevo già in mente di fare le prove che dici, e lo farò !

    Vorrei fare una domanda però alla quale ancora non mi è arrivata una risposta logica, solo citazioni di equazioni improbabili. Anzi, le domande sono due:

    1. Nel cao in cui c'è sta benedetta reazione chimica tra gli elementi , QUAL'è IL RISULTATO DELL'OSSIDAZIONE DEL SILICIO E DELLA GRAFITE?

    2. Dal momento che l'acqua pura è un isolante(mi riferisco ad altre prove in cui non ho sporcato l'acqua e non mi venite a dire che l'acqua a contatto con l'aria diventa conduttore) , COME MAI UNA SEQUENZA GENERA UN VOLTAGGIO MEDIO DI 0.5 VOLT E AMPERAGGIO MEDIO DI 40 MICROAMPERE E DUE O PIù SEQUENZE SOMMANO IL RISULTATO ? SE L'ACQUA è DAVVERO ISOLANTE ANCORA NON TROVATE NIENTE DI STRANO?


    davvero non so più che fare per stimolarvi l'intelletto, ci sto rinunciando... se non trovo nemmeno qui su sto sito qualcuno che ci arriva da solo con l'immaginazione lascio stare... non c'è più niente da fare , aspetteremo la prossima era quando saremo tutti più intelligenti.
    Ultima modifica di steblizz; 14-09-2009 a 01:32 Motivo: errore grammaticale

  22. #22
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    Ci puoi dare le dimensioni della cella (acqua contenuta), distanza degli elettrodi, dimensioni degli elettrodi,...
    Inoltre hai provato a misurare il ph dell'acqua dopo i due mesi ? Se non dopo i due mesi almeno dopo un paio di giorni di funzionamento della cella ?
    Ciao

  23. #23
    steblizz
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    Ciao Sandro, intanto prima che arrivi qualcuno a correggermi mi correggo da solo :

    l'acqua ultrapura ha una conduttività elettrica pari a 0,054 uS/cm

    e l'acqua demineralizzata deionizzata dalla farmacia come quella che uso io dovrebbe esserlo o quasi, visto che la compro in bottiglia di plastica che col tempo si degrada. L'acqua demineralizzata ma non deionizzata ha una conduttività elettrica pari a 10 uS/cm circa . Se non sbaglio , non avendo abbastanza nozioni , sono misure insignificanti paragonate con i risultati che ottengo.

    Dalle prove che ho fatto non vedo la minima differenza se uso elettrodi piccoli o grandi in un bicchiere pieno d'acqua o in una goccia appena visibile. Piuttosto sono i materiali che uso ,ma non la loro grandezza, che danno la differenza, per la precisione ho provato con grafite da diverse fonti: matite, spazzole per motori elettrici, pila zincocarbone ecc. Purtroppo il silicio lo trovo solo in fabbrica e ha forme non regolari in quanto sono pezzettini scarto che rompo io da pezzi sciolti più grossi. Ci vorrebbe una piastrella da un pannello fotovoltaico che è anche più puro e ha misure certe, ma ancora non ho provveduto a rimediarlo.

    Non ho provato a verificare il ph dell'acqua ma visto che è qualche volta che mi viene chiesto vado ora stesso in farmacia a prendere il necessario per testare. Farò le prove immediate e dopo qualche giorno cercando di utilizzare sia silicio che grafite ben pulite in modo da non sciogliere niente in acqua.Se mi riesce la pazienza lascio una cella per altri 2 mesi in cortocircuito e vediamo che Ph mi darà.

  24. #24
    steblizz
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    vi riporto il messaggio che ho mandato ai membri del gruppo su Facebook, per coerenza:


    Sono stato invitato parecchie volte a controllare il ph dell'acqua che uso per vedere se si dissolve qualcosa, ovviamente lo so già che per principio in temperatura e pressione ambiente ne la grafite ne il silicio si ossidano o decompongono e di conseguenza immagino i risultati ma vi riporto lo stesso la prova che farò per almeno una settimana tutti i giorni, se mi regge la pazienza vado avanti anche per un mesetto:

    Ho preso un contenitore sterile per le urine nel quale ho messo pezzi di grafite da una matita medio dura e un pezzo di silicio non più grande del dito mignolo , il tutto accuratamente lavato con acqua demineralizzata deionizzata. Ho aggiunto acqua pura per le iniezioni endovena fino ad arrivare esattamente a 40 ml e ho misurato il ph all'istante che dal colore che mi da sta tra 5 e 6 , quindi facciamo una media di 5.5 . Non so se è neutro o meno ma è quello che mi da l'acqua pura prima e dopo averla messa nel contenitore , partiamo pertanto da questo valore. So già che le estremità dei pezzi di grafite potrebbero dissolvere un pò ma sarà poca roba, quasi impercettibile . Per ora è tutto, domani vi riporto il ph di nuovo e così finchè non mi romperò di riportare lo stesso valore che già so in partenza, ma visto che ci vogliamo togliere sto sfizio...

    .. a domani!

  25. #25
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    Qualsiasi materiale che userai avra' delle impurezze. Logicamente se compri dei campioni puri il problema e' minimo, ma se usi scarti di lavorazione e mine di matite o altro materiale di recupero, e' difficile dire il suo grado di purezza.
    Comunque prova a misurare l'andamento del pH per vedere come si comporta.
    Ma la distanza tra gli elettrodi ti modifica la tensione e corrente ?
    La tensione si presenta subito o bisogna aspettare un po di tempo ?
    Ci fai vedere qualche foto ?
    Inoltre dammi la conferma che non e' importante l'uso del silicio ma l'elettrodo di grafite.
    Inoltre mi confermi che parli di 40 uA e cioe' 0,000040 A ? Che tester usi per misurare quella piccola corrente ?
    Gia' che ci sono, la grafite fa da catodo (positivo) e il silicio da anodo (negativo) ? Hai provato ad usare l'argento al posto del silicio ? Ti si sono invertite le polarita' ?
    La cosa interessante e' che usi acqua pura deionizzata (non l'avevo colto nei primi post).
    Fammi sapere se riesci a fare queste prove e poi vediamo di fare qualche considerazione.
    Ciao
    Ultima modifica di sandro-meg; 14-09-2009 a 20:36


 
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