CITAZIONE (gattmes @ 31/10/2006, 18:02)
La soluzione SEMPLICE sta nell'uso di una piccola resistenza e magari nell'uso di una alimentazione lievemente più alta..per esempio la massima di 5,3 del caso precedente o magari qualche cosa in più (esempio 5,5-6V).
Da questa tensione si calcola la resistenza per avere sul led il nominale "Vf" (2,5 nell'esempio e con la corrente nominale cioè 2,5 x 2 led=5V; caduta su R =6V-5,5=0,5V; valore R=0,5/10mA=50ohm (47 vanno benissimo...) Cosa succede se il led è 2,65 a If=10mA...bene tenderà a passare meno corrente, sulla R cadrà un po meno e quindi "compenserà" in parte rendendo a disposizione una maggiore tensione che tende a far salire un po la corrente.
Cosa succede se i leds sono 2,35? Tenderà a passare più corrente, ma allora su R cade di più e si avrà a disposizione una tensione minore che tende a far diminuire un po questa corrente.
Quindi la resistenza è un ottimo e semplice sistema per compensare la dispersione di caratteristiche e la variazione delle stesse durante il funzionamento.
Quanto è la compensazione dipende dalla resistenza. Si può velocemente calcolare che tanto più è alta la tensione iniziale rispetto alla serie dei led, tanto più insensibile è il circuito alle variazioni. Tuttavia sulla resistenza c'è uno spreco maggiore.
Da notare che l'uso della resistenza di un certo valore protegge anche da variazioni della sorgente per esempio come sulla batteria auto: metto 3 (o max 4) led bianchi in serie e calcolo la resistenza per 12V (motore spento e bat un po scarica)...sono sicuro che a motore acceso (14V) non si fuma niente
Molto chiaro !
Grazie