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  1. #26
    metodico
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    ciao a tutti
    il mio intervento era "provocatorio" è il risultato la ottenuto.
    Nessuno è contrario ai profitti delle aziende. Ma tra profitto spregiudicato e "giusto profitto" ci sono
    margini d'intervento notevoli. Certo sperare che ci possano essere interventi regolatori sul commercio
    internazionale dettate da governi oggi è difficile anche perchè le multinazionali hanno ormai un potere
    economico e giuridico extra nazionale. Quindi la vedo dura a una "riformazione di parametri economici"
    più etici e sociali. Per non andare fuori tema non voglio insistere su una discussione politico-economica
    che in questo contesto non è idonea.
    Credo comunque che se effettivamente i certificati verdi costeranno sempre più allora questo potrà portare ad una attenzione generale all'efficienza energetica e riduzione gas serra.

  2. #27
    Seguace
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    CITAZIONE (BrightingEyes @ 19/4/2007, 01:59)
    Basta agire a livello di regole, di tariffe, di fisco per annullare il gap economico che ora favorisce la produzione non rinnovabile, basta togliere ai grandi gruppi energetici il controllo (palese o occulto) dei meccanismi di accesso alla produzione, basta dare regole certe e chiare su diritti e doveri di chi decide di investire nelle FER senza lasciarli in balia dell'assessore del paesello con smanie di protagonismo clientelare.

    La fai troppo facile BE, ricordati che siamo in Italia :D
    La politica non vuole le rinnovabili, vogliono fare il meno possibile col minimo sforzo.
    Già nello stesso shieramento, se c' è un Pecoraro che qualcosina (ma ina-ina :D )vorrebbe fare, c'è sempre un "Di Pietro" che queste rinnovabili le ostacola....

  3. #28
    metodico
    Ospite

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    ciao a tutti
    condivido il parere di sssuper
    non è una questione di politica internazionale o dei padroni del petrolio.
    Perchè allora non si spiega come la Svezia sia riuscita a ridurre la dipendenza dal petrolio
    dal 75% del 1970 al solo 30 % di oggi e sarà sempre meno visto la determinazione politica
    dei ministri ambientali di quel Paese. La Germania è diventata leader europeo dell'eolico.
    leggevo oggi sul Panorama ( 12 aprile 2007) che nella regione spagnola, in Navarra,
    la regione di Pamplona, la produzione da solare/eolico copre il 70% del fabbisogno energetico
    e contano di arrivare al 100% di rinnovabile entro il 2010.
    Il segreto? la lungimiranza e la volontà sia politica sia popolare.

  4. #29
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    CITAZIONE (sssuper @ 19/4/2007, 11:15)
    La fai troppo facile BE, ricordati che siamo in Italia :D
    La politica non vuole le rinnovabili, vogliono fare il meno possibile col minimo sforzo.

    Non intendevo dire che sia facile. Specie in Italia, certo. Intendo dire che esistono strade concrete e fattibili che portano al risultato senza per forza inventarsi nuove improbabili economie. La Svezia ne è un esempio, appunto.
    Poi è sempre la volonta politica (ma in Italia direi sopratutto la capacità cerebrale politica :D ) che regola il tutto, è vero. E bisogna arrangiarsi con quello che passa il convento... <_<

  5. #30
    Ospite

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    (piccolo OT... ma non troppo... oggi sotto il mio ufficio la benzina e' arrivata a 3,71$/gallone)

  6. #31
    metodico
    Ospite

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    Mi risulta che l'America sta per attivare una serie di "minicentrali" nucleari che sono più piccole e meno potenti delle tradizionali, molto meno invasive del territorio, come l'ultima in costruzione in Francia, molto sicure, meno costose e meno produzione di scorie radioattive.
    Lo riporta un articolo del Corriere della Sera Economia. Ne sai qualcosa marco.

  7. #32
    Ospite

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    Ammetto che non mi intendo assolutamente dei vari modelli di reattori, quindi non posso risponderti che "per sentito dire".

    Su LA Time un po di tempo fa avevo letto appunto un articolo che parlava di reattori molto piu' piccoli, piu' sicuri e meno impattanti che permettessero una specie di autonomia delle varie contee (quindi molto diffusi). Qualche anno fa era successo che in tutta la california era aumentato vertiginosamente e nell'arco di pochi mesi il costo dell'energia elettrica (la california dipendeva parecchio dal texas). A los angeles i costi sono aumentati molto meno perche' la contea aveva investito in "piccole" centrali che rendessero semiautonoma la rete.

    Purtroppo non so assolutamente dirti se i reattori di cui parli tu siano gli stessi di cui ho letto io. Se ti interessa provo ad informarmi, dammi magari il nome di questi reattori, o qualche riferimento.

    (visto che questo mio post lo dedico al "per sentito dire" :)) oggi alla radio ho sentito un sondaggio che riportava i seguenti risultati:
    dall'anno scorso la percentuale di persone sensibili al problema del riscaldamento globale e' aumentata del 50% ma l'80% degli americani non sarebbe favorevole a aumenti delle tariffe finalizzati alla produzione con energie rinnovabili

  8. #33
    metodico
    Ospite

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    ciao marco non importa perchè noi abbiamo pubblicato già un articolo su Alagoas.it che ne parla dal titolo "italia..poco energetica" ti metto un estrapolato che parla di queste centrali:

    General Electric ha 2.500 dipendenti impegnati sull'atomo, con un giro d'affari da un miliardo di dollari. Le nozze con Hitachi (fatturato 1,4 miliardi di dollari), darà origine a due joint ventures: la prima, controllata al 80% da Hitachi, punta solo sul mercato giapponese; la seconda copre il resto del mondo e sarà dominata al 60% da GE.
    Protagonista di questa svolta è il nuovo reattore di terza generazione che gli americani stanno mettendo a punto nel loro centro di ricerca sulle rive del Mohawk River nello Stato di New York: un <<mini-impianto>> da 4-500 megawatt, che punta molto sulla sicurezza passiva, ottenuta innescando un rallentamento automatico della reazione nucleare in alcuni casi di emergenza e quindi sul contenimento estremo dei costi.
    "Un reattore di questo tipo, spiega Beccalli, costerà molto meno dei suoi predecessori, sia per le dimensioni ridotte, che per la semplificazione delle tecnologie di sicurezza".
    L'Economic simplified boiling water reactor (Esbwr), che sarà costruito a Port Gibson in Mississippi in collaborazione con la grande utility Entergy, si candida dunque a superare il grande scoglio dell'investimento iniziale, che nell'energia nucleare è molto alto, attorno a un miliardo e mezzo di dollari contro i 50 milioni di una centrale a ciclo combinato a gas, e quindi fa da deterrente alla costruzione di nuovi impianti nucleari. Mentre i francesi lavorano a Flamanville per mettere a punto un bestione da 1.600 Megawatt, l'European Pressurized Water Rector (Epr) di terza generazione, quello americano, l'Esbwr, più semplice e flessibile, potrebbe diventare così il nuovo standart americano, con un occhio al mercato cinese, dove è già pianificata la costruzione

  9. #34
    Ospite

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    grazie dell'articolo. Interessante

  10. #35
    metodico
    Ospite

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    ok la collaborazione è alla base di ogni buona iniziativa !!

  11. #36
    demonbl@ck
    Ospite

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    Ma non l'ha detto nessuno a quel tipo che esistono le batterie?

  12. #37
    metodico
    Ospite

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    per suonare ?


 
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