Replica? L'apparato costa parecchio per un comune mortale o comunque serve una conoscenza abbastanza approfondita nelle seguenti discipline:
Dunque,
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per concentrare in un solo punto il plasma è sufficiente dare queso grande impulso o è necessario utilizzare dei campi magnetici generati da qualche magnete o manualmente?
intanto sono sicuro che serva un campo magnetico oltre alla corrente, perchè altrimenti non abbiamo le condizioni per ottenere riconnessione e quindi il gettito di plasma improvviso, che causa anche lo stress nello stesso. Il campo si aggirerà sul Tesla credo...ci vorrebbe in effetti della documentazione tecnica, se trovo qualcosa la posto.
Io di solito quando necessito di magneti preferisco usare degli elettromagneti per poter regolare meglio l'apparato su cui lavoro. Certo per campi di una certa intensità sono preferibili i normali magneti, ma comunque ci sono molti fattori da analizzare. Ad esempio l'uso di un magnete comporta un certo isolamento termico dello stesso e quindi serve qualcosa che non lo faccia scaldare troppo...un sistema di raffreddamento?
Sicuramente un campo elettrico è in grado di interagire con il plasma e forse è proprio il campo elettrico che genera il plasma stesso ionizzando il gas. Quindi direi che questi due elementi sono indispensabili.
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Ma quindi, volendo ipotizzare una replica, quale tensione servirebbe per innescare la reazione e quanta corrente? e in seguito per mantenerla attiva?
Il sistema dovrebbe lavorare ad impulsi essendo geometricamente e funzionalmente diverso rispetto ad un Tokamak. Infatti non c'e' modo di confinare il plasma se non per qualche istante, giusto il tempo di creare quel getto di plasma. A quel punto il generatore deve essere impulsato, penso dunque si tratti di un banco MARX con scarica molto rapida. Mantenerla attiva quindi è impossibile mentre è diverso il discorso legato all'energia ottenuta, che sembra essere in eccesso. In questo caso si può pensare di ricaricare i banchi con l'energia ottenuta. Il sistema emette se non sbaglio anche raggi x.
Tensione e corrente sono parametri che dipendono sicuramente anche dalla geometria del sistema e dal tipo di gas usato. Si dovrebbero calcolare in base alle specifiche.
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I condensatori che fanno: si caricano ad un certo livello di tensione accumulando una certa quantità di corrente che dipende dalla loro capacità, nel momento in cui la tensione ai capi del condensatore supera la soglia necessaria per far innescare il plasma nel vuoto, il sistema si attiva.
La cosa piu' semplice a cui penso è un banco MARX.
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Essendo che si tratta di un piccolo reattore, presumo che questo impulso iniziale non debba essere di un gran voltaggio, anche perchè altrimenti ti servirebbero generatori di parecchi kilovolt, una caterba di condensatori in serie e una serie di protezioni contro l'alta tensione che metà basta......... e quindi si avrebbe un piccolo reattore ma un grosso generatore di corrente.
Si deve ragionare in termini di elettronvolt e non di volt. La domanda in realtà credo che sia: quanta energia serve a ionizzare quella quantità di gas fra quegli elettrodi di superficie s disposti a distanza l? Il campo elettrico deve anche accelerare il plasma? Il campo elettrico come deve interagire con quello magnetico e con il plasma?
E molte altre 
Insomma il sistema in questione non è certo riproducibile per tentativi ma prima serve una buona base di conoscenze legate alla magnetoidrodinamica ed alla fisica dei plasmi. Questo come minimo...
Quindi se vuoi avvicinarti ad una cosa simile devi iniziare a leggere almeno un paio di libri riguardo l'argomento. In rete trovi anche molta documentazione, come appunti delle lezioni nelle università. Ci sono un pò di integrali, rotori e calcolo vettoriale ma non sono cose troppo complesse se non ci si spinge troppo in avanti.
Dai un'occhiata qui...ci vedi anche tu l'analogia fra i due apparati' (Focus Fusion e Spheromak, per me sono la stessa cosa o quasi).

http://www.llnl.gov/str/September05/Hill.html