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Discussione: Come rilevare l'elio?

  1. #21
    Pietra Miliare

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    Ciao un pò di domande :

    1) Quando saturo il palladio con l'idrogeno la sua resistenza diminuisce vero ?
    2) Quando la reazione ha inizio ho emissione di raggi X ? e se si come li rilevo?
    3) L'andamento che ho rilevato dell'elettrolisi e di questo tipo: all'inizio la corrente circolante diminuisce e la produzione di bolle è di più quella di ossigeno che quella di
    idrogeno poi dopo un pò di tempo la corrente comincia ad aumentare di molto e
    la temperatura sale molto velocemente. poi la fermo.
    Dovrebbe essere qualcosa del genere?

    Ciao e grazier a tutti.

  2. #22
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Carissimo Amico,
    per quanto riguarda il primo quesito, la cosa è un tantino più complessa. Le Variazioni di resistività del palladio sono regolate dalla nota condizione di Baranowsky. A tal proposito ti ho allegato un protocollo in pdf molto importante che può aiutarti nei tuoi esperimenti. Leggilo attentamente è in italiano.

    Non mi risulta che vengono prodotti raggi X (per fortuna,…he,…he…).

    Da quello che leggo nel tuo scritto, la corrente aumenta unicamente per l’abbassamento della resistività della soluzione a causa del suo riscaldamento. Questo è un fenomeno che avviene normalmente in questi casi.
    Buon lavoro e se hai dubbi siamo sempre qui….
    Un abbraccio
    File Allegati File Allegati

  3. #23
    Pietra Miliare

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    Grazie Ennio molto gentile come sempre...

    L'allegato E' molto interessante, un po di cose ora sono un po più chiare....

    La configurazione che sto provando adesso (Stamattina) è : Una barrettina di grafite (una mina per matite) lunga circa 4 Cm, collegata alle estremita con il + tramite un filo e al centro al - sempre con un filo, ho smaltato i punti di contatto dei fili in modo che non si ossidino.
    Immersa in acqua di rubinetto (pH <= 7) e ho tarato la tensione in modo da fargli passare 200 mA, Si vedono chiaramente le due zone dove si forma l'ossigeno e l'idrogeno. Poi la corrente comincia a diminuire (L'alimentatore è a tensione costante) e quindi aumenta la resistenza fino a un certo punto e poi ricomincia a diminuire e a fare molte più bollicine.
    grafico di Baranowsky ?
    Poi ho fatto l'errore di estrarla dall'acqua e si e fusa all'istante (+4000°C !?)
    Da notare che allinizio l'avevo alimentata senza immergerla nell'acqua e si scaldave un pochino ma si teneva tranquillamente in mano..
    Ho ancora un sacco da studiare.... e prove da fare......

    Ciao e Grazie

  4. #24
    Pietra Miliare

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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    Ciao amico e benvenuto,

    per la misura di elio4, strumenti da hobbisti o autocostruiti non ne esistono. All'ENEA di Frascati, il gruppo di Del Giudice (DE Ninno, Frattolillo, Rizzo) impiegò uno spettromero di massa progettato ad hoc, in grado di discriminare l'elio4 già presente nel fondo atmosferico da quello generato dalla cella attraverso un complesso sistema di elettrovalvole.

    L'unica modalità attraverso la quale puoi percepire il fenomeno senza dover ricorrere a strumentazione costosa è quello di deviare la tua analisi più che sulla misura dell' Elio4 a misure calorimetriche degli eccessi relativamente alla valutazione delle energie in ingresso e in uscita dalla cella.

    Ciao e benvenuto.
    Non metto dubbio che misurare gli eccessi di calore sia più facile ed economico rispetto al fatto di misurare l'eccesso di elio, (e mi dispiace molto essere consapevole di questa cosa).
    Ma il fatto è... che l'ecceso di calore potrebbe essere falsato da qualche reazione chimica che nulla ha a che vedere con le reazioni nucleari.
    Quindi la prova schiacciante è rilevare l'eccesso di elio e non l'eccesso di calore, poi il fatto che sia fantascienza discriminare l'elio questo mi dispiace ma io al momento non posso farci niente per aiutare (perchè non sono milionario).

  5. #25
    Pietra Miliare

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    (perchè non sono ancora milionario )

    Per rilevare l'elio ....
    Qualcuno saprebbe dirmi la frequenza dell'elio in amgstrom o il colore l'idea sarebbe :
    Led alla frequenza giusta.. fotorivelatore dallaltra parte e secondo quanta luce passa
    si misura la quantità di elio...

    Divrebbe funzionare..
    Ciao

  6. #26
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Caro Amico,
    Ti allego lo spettro dell'Elio, ma ti invito a desistere su questa strada.
    E non ti dimenticare che piccole percentuali di Elio sono sempre presenti nell'ambiente.

    Un abbraccio
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  7. #27
    Monumento

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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    (perchè non sono ancora milionario )

    Per rilevare l'elio ....
    Qualcuno saprebbe dirmi la frequenza dell'elio in amgstrom o il colore l'idea sarebbe :
    Led alla frequenza giusta.. fotorivelatore dallaltra parte e secondo quanta luce passa
    si misura la quantità di elio...

    Divrebbe funzionare..
    Ciao
    Ciao, guarda che non puoi affidarti all'intensità luminosa, dato che la soluzione non ha trasparenza costante. Dovresti lavorare sullo spettro, con tutto quel che comporta.

    Altra considerazione. L'aumento di corrente che rilevi può dipendere dalla conducibilità della soluzione, che sicuramente si arricchisce di ioni carbonato, mentre l'aumento di temperatura della mina è funzione dell'aumento di resistenza della stessa per effetto termico, una deriva termica positiva, insomma.

    Per essere certo che non dipenda da questi fattori, devi misurare contemporaneamente la temperatura e conducibilità della soluzione, e idem per temp e 'mu' della mina di grafite. Meglio se sono misure continue che tracciano un grafico. Solo così potrai attribuire l'effetto all'idrurazione del carbonio (ma... esistono idruri intersiziali con la grafite? Non valeva solo per C60 e nanotubi?).

    Ciao a tutti.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  8. #28
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Caro ElettroriK,
    In effetti e' proprio come tu dici. Fino ad ora assorbimenti di idrogeno nel carbonio sono stati osservati unicamente per strutture a nanotubi. Se la grafite riesce ad assorbure qualche poco di idrogeno si dovra' ringraziare ad un cluster di atomi o ad una casuale struttura cristallina assorbente che potrebbe formarsi a causa di dinamismi non ben identificati.

    Non mi sono sentito di spegnere completamente gli entusiasmi di GabriChan, anche perche' trovo che sia comunque interessante studiare la grafite.

    In ogni caso i documenti che abbiamo fatto visionare a GabriChan sono certo che gli hanno chiarito esattamente il problema e quindi lui adesso, e' certamente consapevole della strada che sta percorrendo.

    Un Abbraccione a tutti

  9. #29
    Pietra Miliare

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    ciao Ennio, Ciao ElettroRik.

    Ringrazio sempre per la gentilezza.

    Purtroppo non riesco più a trovare il link ma ho letto che una ricercatrice ha usato del carbone 'Antracite' (92 - 99% di C )come crogiolo per l'elettrolisi si è verificato un eccesso di calore e l'analisi al microscopio del carbone ha rilevato la formazione di nano diamanti che proma non cerano.... quindi spot di temperature molto alte...

    Io come lavoro faccio il programmatore di PC in ambito industriale e ho gia fatto sistemi di rilevamento dati e trend su variabili... il problema è come sempre il costo non sempre abbordabile per un appasionato.

    Comunque ti posso garantire che la grafite assorbe l'idrogeno. Facendo la semplice prova di tognliere il catodo e immergerlo in acqua rilascia l'idrogeno assorbito sotto forma di bollicine.

    Sempre nel file che mi hai gentilmente allegato ho letto che il palladio nella seconda e successive ricariche il tempo di queste diminuisce drasticabente Perche?
    Fore la struttura cristallina si deforma diventando più ricettiva?

    Ciao.

  10. #30
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Caro GabriChan,
    Ho letto quell'articoletto,....veramente straordinario.

    Se ci si sofferma a riflettere era quello che effettuava il Conte di San German

    Un abbraccio

  11. #31
    Pietra Miliare

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    Dunque...
    esce del gas che è un miscuglio di idrogeno ed elio, (oppure deuterio ed elio dipende dal tipo di acqua rispettivamente se acqua leggera o pesante).

    Da questo miscuglio misterioso di gas si vorrebbe estrarre l'elio che è un gas la quale non reagisce praticamente con nessuno perchè nobile, come si fa ?

    E' ovvio che bisogna mescolare il misterioso miscuglio con un altro gas molto reattivo.
    Quale gas ?
    Ma è ovvio...l'ossigeno, lo stesso ossigeno che viene generato dalla cella.

    Mescolando TUTTO l'ossigeno che viene prodotto dalla cella, con TUTTO l'idrogeno che viene prodotto dalla cella, quello che rimane è niente oppure rimane un pò di ossigeno e un pò di elio.
    Mescolando il rimanente con polvere di ferro succede che l'ossigeno si combina col ferro per diventare ossido di ferro e quello che rimane è soltanto l'elio.

    L'elio non si combina con nessuno e facendolo passare nelle vicinanze di materiali chimicamente reattivi, alla fine rimane SOLO e SOLTANTO lui.

    Non esiste niente di facile che estrapolare un gas nobile che non vuole reagire con nessuno, basta metterlo nelle vicinanze di materiali chimicamente reattivi e alla fine rimane SOLO e SOLTANTO lui.

    Per sapere quali sono i materiali fortemente reattivi (chimicamente) basta guardare l'elenco degli elementi.
    Elementi per numero atomico - Wikipedia

    Quelli di colore rosso sono fortemente reattivi quindi prima, (quando parlai del ferro), sbagliai perchè il ferro reagisce poco e quindi necessita troppo tempo.
    Sono fortemente reattivi quegli elementi che vengono subito dopo i gas nobili, i metalli alcalini vanno benissimo per estrapolare l'elio.
    Metalli alcalini - Wikipedia

    Se invece non rimane niente, allora l'elio non esiste (cioè l'elio non è stato prodotto).

  12. #32
    Pietra Miliare

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    Ciao
    Si a fare una celle chiusa e recuperare l'idrogeno e l'ossigeno ritrasformandoli in acqua ci avevo gia pensato in più l'energia recuperata riimmetterla nel sitema.
    Anche se le celle chiuse piene di idrogeno hanno la tendenza a scoppiare
    gia fatto
    Alla fine dovrebbero rimanere come gas l'azzoto(Quello dell'aria contenuta nella cella), l'elio se si forma e un pò di ossigeno.....

    Qualche domanda:

    1) quali altri materiali oltre al palladio possono caricarsi di idrogeno?
    2) Perche il palladio non lo si placca con un materiale che non lascia passare l'idrogeno
    lasciando libere le estremità e il contatto negativo non lo si porta in centro al filo in
    modo che l'idrogeno si concentri tutto li?
    3) Come funziona il sensore del rivelatore di perdite di elio?

    Ciao

  13. #33
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Carissimo Amico, sono appena entrato nel forum, le risposte che vorrei formularti meritano una certa cura e dovrei quindi a tal punto rovistare un po’ fra le mie cose e leggere attentamente. Comunque ti rispondo velocemente, poi successivamente possiamo provare a snocciolare meglio il problema.

    Alla domanda n.1 ti rispondo subito,…oltre al palladio c’è il nichel, il titanio, il cobalto e soprattutto l’uranio. Non mi dire niente ma, certamente sto dimenticando qualche altro elemento, ripeto dovrei consultare qualche mio fascicolo.

    Per quanto riguarda il secondo quesito, ti rispondo dicendoti che hai centrato una cosa molto interessante. Anche se l’hai descritta molto confusamente. Su questo punto ti faccio i miei complimenti. Sappi che qualcuno ha cercato di realizzare un catodo costituito da un sandwitch di metalli che differivano fra loro da alcuni parametri cristallografici. Secondo questi studi ci poteva essere la possibilità di far intrappolare meglio gli ioni di deuterio all’interno della matrice.

    Per il punto n.3 ti dico che dovrei rovistare meglio fra i miei appunti. Comunque il detector si basa sulla misura dell’energia di ionizzazione dell’Elio che risulta essere 19 – 20 eV.

    Un abbraccione amico mio
    Ultima modifica di Ennio Vocirzio; 21-09-2008 a 20:03

  14. #34
    Pietra Miliare

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    Ciao Grazie Ennio Sempre chiaro e gentilissimo...
    Per la seconda domanda Descrivo meglio quello che stò provando a fare:
    Con una mina in grafite, ma ho provato anche con un comunissimo pezzo di ferro,
    1) Avvolto con un filo di rame al centro
    2) Verniciando co più mani sia barrettina che filo in modo che rimanga isolato
    3) Smerigliato solo le estremità.
    4) Messo come catodo in elettrolisi.

    L'idea è quella di sfruttare l'effertto Cohen quindi cercare di far migrare gli atomi di idrigeno verso il centro della barrettina. Dalle prime prove che ho fatto qualcosa succede
    considerato che la corrente che facevo passare era molto bassa circa 50mA all'inizio poi è cominciata a diminuire segno che si stava caricando dopo circa mezzora la barrettina in ferro si è scaldata sopprattutto verso il centro.... non so se è per l'effetto degli atomi di idrogeno o per la resistenza dei due metalli rame e ferro però si è scaldata devo fare
    altre prove... i metallii che assorbono l'idrogeno in effetti gli ho trovati.. e in fatti sabato ero in giro per negozzi di ricambi per moto a cercare viti in titanio anche se costano una
    cifra....
    Ciao ti faro sapere come vanno le mie prove ....

  15. #35
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Cari GabriChan,
    Ho trovato la tabella che avevo conservato fra le mie cose che riporta i metalli che hanno la capacità di assorbire idrogeno. Ho allegato tale tabella a questo post.

    Strano perchè manca il Titanio e l'Uranio.

    Può darsi anche che il titanio sia una mia svista (chiedo conforto a qualche altro amico). Per l'uranio invece ne sono certo anche se non ho i dati di capacità d'accumulo.

    devo chiudere purtroppo, ci risentiamo a presto
    File Allegati File Allegati

  16. #36
    Ennio Vocirzio
    Ospite

    Predefinito

    Ti confermo che anche il titanio è un buon assorbitore (vedi esperienza di Scaramuzzi).
    Quando ho scritto l'ultimo post, non pensavo a questo fatto.

    Devo trovare una tabella più aggiornata.

    Ti farò sapere

  17. #37
    Novizio/a

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    Predefinito Rilevare eccessi di calore

    Ciao a tutti.
    Credo sia possibile rilevare eccessi di calore durante una ipotetica fusione fredda immergendo totalmente il reattore in una vaschetta piena di acqua distillata, della quale sono ben note, in maniera abbastanza precisa, la massa iniziale e la temperatura iniziale. Dopo si può procedere all'accensione del reattore per qualche minuto, in modo che le condizioni al contorno siano stazionarie (senza muovere gli elettrodi, ecc...). Di certo l'acqua della vasca subirà un aumento di temperatura apprezzabile e misurabile con accuratezza.
    Alla fine del processo, se la temperatura non è stata così elevata da far evaporare alcuna molecola dell'acqua della vaschetta (T < 98°C), avendo quindi mantenuta costante la massa dell'acqua della vaschetta, può essere stimata la variazione della temperatura dell'acqua della vaschetta, dall'inizio dell'esperimento fino alla fine dello stesso. Con semplici equazioni calorimetriche è infine possibile calcolare l'energia dissipata dal reattore per compiere il salto di temperatura dell'acqua dell vaschetta.
    DE = 4186 J/(kg*°C) * massa H2O * DT
    Ovviamente lo stesso andrebbe fatto per l'acqua contenuta nel reattore e per il catodo stesso che raggiunge temperature elevatissime.
    Come si fa a misurare invece l'energia assorbita dal sistema elettrico che comanda il reattore?
    Sono in vendita (io l'ho comprato su eBay) alcuni misuratori di energia elettrica a scopo domestico (quelli per monitorare i consumi). Ho visto che sono abbastanza precisi; credo che uno di questi istallato a monte possa andar bene.
    Se si trova un sostanziale pareggio tra energia in ingresso e energia dissipata nella vaschetta per innalzare la temperatura dell'acqua siamo sulla buona strada, considerando che non terremo nemmeno conto dell'energia dissipata per l'acqua del reattore e per rendere incandescente l'elettrodo.
    Io mi sto attrezzando per questo tipo di misurazione. Proprio per questo sto costruendo un reattore particolare, non di quelli soliti che si vedono nei video. Poi ve ne darò conto. Per fine 2008 o inizi del 2009 dovrei completare tutto.
    Altro modo per valutare l'eccesso di energia è di contare, con un semplice contatore geiger per sole particelle beta e gamma, la presenza di neutroni.
    Ovviamente io consiglio di fare tre misurazioni in tre momenti diversi. Prima basta misurare per qualche minuto col reattore spento. Poi misuriamo col reattore acceso ma con all'interno della semplice acqua della fontana. Poi misuriamo col reattore a pieno regime. In questo modo ci si dovrebbe rendere conto della differenza dei conteggi, ricordando che nella reazione di fusione, la creazione di elio4 è legata all'emisiione di neutroni; un metodo indiretto per valutare la formazione di elio4.
    Grazie per l'attenzione e a presto.
    ciao ciao

  18. #38
    Pietra Miliare

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    Grazie mille Ennio.
    Dalla tabella si vede che anche il ferro assorbe l'H non l'ho solo sparata....che fortuna.
    Purtroppo la vernice non tiene abbastanza a lungo...dovrò provare con qualche resina...
    Comunque ho trovato qualche valore: Palladio 0,75. Titanio 4.85. Vanadio 4,45.
    Ti allegherò il file.... al momento non lo trovo.
    Grazie ancora continuero a lavorarci.

    Per Valerio 1976. Da quello che ho capito stai costruendo una cella Iorio,Cirillo. Molto interessante, ma da quello che ho letton non ha un grande rendimento energetico circa 1:1,4 é più interessante dal punto di vista delle trasmutazioni di materia.
    Io la vaschetta la uso per mantenere la temperatura della cella il più possibile costante,
    per valutare le variazioni di resistenza del materiale che stò caricando con l'idrogeno.

    Ciao Ciao

  19. #39
    Pietra Miliare

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    Ciao Ennio ti allego il file con i valori parag. 3d,3e......

    In effetti li ho canati a memoria, comunque il titanio ne assorbe di più del
    palladio ?????

    Ciao Ciao
    File Allegati File Allegati

  20. #40
    Novizio/a

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    Smile

    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio

    Per Valerio 1976. Da quello che ho capito stai costruendo una cella Iorio,Cirillo. Molto interessante, ma da quello che ho letton non ha un grande rendimento energetico circa 1:1,4 é più interessante dal punto di vista delle trasmutazioni di materia.
    Io la vaschetta la uso per mantenere la temperatura della cella il più possibile costante,
    per valutare le variazioni di resistenza del materiale che stò caricando con l'idrogeno.

    Ciao Ciao
    Ciao GabriChan.
    Scusa se ti rispondo solo ora ma in questi giorni mi resta troppo poco tempo per dedicarmi alle corrispondenze. Comunque, anche se in ritardo, l'importante è rispondere.
    In riferimento alla mia cella, nessun Iorio e Cirillo: è una cella progettata e testata da me, senza ispirarmi a nessuno.
    Tant'è che nella mia cella il plasma si attiva istantaneamente e anche con l'intero catodo immerso. Ho visto infatti il video di un signore di cui, spero mi perdoni, non ricordo il nome. In questo video si metteva in risalto il fatto che il plasma si accendeva solo se il catodo era leggermente immerso nella soluzione. Nella mia cella, come già detto, il plasma si attiva anche a catodo completamente immerso, e con una d.d.p. raddrizzata (ma anche a pulsazione da 100Hz) a 290 V efficace.
    E' evidente che il fatto che in alcune celle il plasma si accenda solo se il catodo è leggermente immerso è legato a motivi puramente strutturali (com'è fatta la cella), in quanto la grandezza in gioco non può che essere la densità di corrente sulla superficie del catodo immersa: minore superficie esposta, maggiore densità di corrente.
    Non credo che il rendimento sia in rapporto 1:1.4 - appena avrò dati non mancherò di informarti. La modifica al reattore procede a rilento causa poco tempo, ma per l'inizio del 2009 dovrei terminare il tutto.
    Buonanotte a todos.
    ciao ciao

  21. RAD
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