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Discussione: Fase di ingegnerizzazione

  1. #61
    Seguace

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    La config. elettronica dell'idrogeno è 1s1, cioè l'unico elettrone risente della carica positiva del nucleo (composto da un solo protone) e l'energia necessaria a strappare questo elettrone è pari a 13.6 eV.

    La config. elettronica del litio invece è 1s2-2s1.
    L'energia di ionizzazione in questo caso è di 5.4 eV, molto più bassa dell'H.
    Come mai?
    Perchè l'elettrone della shell più esterna (il 2s1) risente di una "carica netta" pari a quella dell'elettrone dell'idrogeno ma si trova ad una distanza maggiore dal nucleo.
    Quindi è più facile strapparlo.

    Il concetto di screening lo devi associare a quello di "carica netta".

    Analogamente, due protoni nel vuoto non si avvicineranno mai al di sotto di una certa distanza per via della repulsione coulombiana, che puoi immaginare come una montagna alta e larga.
    La presenza di elettroni nelle vicinanze scherma la repulsione coulombiana nel senso che i due protoni risentiranno di una "repulsione netta" minore: la montagna si abbassa e si assottiglia.

    Se il numero di elettroni nella vicinanze aumenta la repulsione tra i protoni diminuisce ulteriormente, la montagna si assottiglia sempre di più fino a permettere il passaggio di un protone per effetto tunnel e a farlo fondere col compagno.

    Nei superconduttori la corrente è composta da un flusso di coppie di elettroni.
    Come è possibile che due elettroni si trovino in uno stato legato pur essendo cariche dello stesso segno?

    Accade perchè l'interazione tra le vibrazioni degli ioni del reticolo (fononi) e gli elettroni risulta tale da "schermare" la repulsione elettronica (sia chiaro che qui non si attraversa la barriera coulombiana, cioè non c'è fusione tra due elettroni) e quindi i due elettroni risentono di un potenziale "leggermente" attrattivo.

    ciao

  2. #62
    Pietra Miliare

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    Esatto!
    L'elettrone è un ottimo schermo contro la forza coulombiana del nucleo di idrogeno (o deuterio o trizio).
    Questo singifica che in un plasma, (dove gli elettroni sono assenti o dispersi chi sa dove), la forza coulombiana dei nuclei è fortissima... e per superare questa grandissima forza occorrono almeno 280 Kev di temperatura oppure bastano anche soltanto 10 kev se esiste l'effetto tunnel.

    Nel nucleo del sole la temperatura è di 10 kev (che è meno di 280 kev), quindi il sole non dovrebbe neanche accendersi mai, ma c'è l'effetto tunnel che permette al sole di brillare.

    Alla temperatura di 289 gradi centigradi sotto zero (14 K), è più facile fare reazioni nucleari di fusione perchè ogni eletttrone sta al suo posto e fa da schermo contro la repulsione dei nuclei.
    Grazie a questo schermo, è teoricamente facile avvicinare i nuclei fra di loro, in altre parole: l'idrogeno deve essere allo stato liquido e la temperatura dovrebbe essere di 14 K.

    Essendo liquido, esso possiede la stessa densità del nucleo del sole.

    Ovviamente quando avviene qualche reazione nucleare, subito la temperatura diventa maggiore di 14 K e quindi lo stato liquido andrebbe a farsi friggere, ma per sfruttare gli eccessi di calore interessa soprattutto la differenza di temperatura tra 2 luoghi, quindi se in un luogo la temperatura è solo 14 K e in un altro è di più, la differenza è comunque notevole e cosi pure la produzione di energia.
    A 100 milioni di Kelvin la materia è sottoforma di plasma è la forza coulombiana del nucleo è fortissima, praticamente insuperabile.
    In ultima analisi, (per fare la fusione nucleare), non dovrebbe tanto interessare i 100 milioni di Kelvin... ma dovrebbe invece interessare il super freddo dei 14 Kelvin.

    Perciò: tutti quei milioni di euro spesi per fare l'ITER, sono tutti soldi spesi male, spesi male perchè l'ITER si proponeva di fare circa 100 milioni di kelvin.

  3. #63
    Seguace

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    > Caro F,
    > >
    > > ti giro una domanda che mi è stata fatta e alla quale non ho saputo dare
    > > risposta:
    > >
    > > La concentrazione di He4 all'uscita è maggiore di quella in entrata
    > > (quella del gas in entrata non è zero).
    > > Se la matrice di PdZr agisce da filtro intrappolando D e lasciando
    > > passare l'He4 già presente in tracce nel gas di partenza, all'uscita
    > > avrò sicuramente una concentrazione maggiore di He4.
    > > Non trovi?
    > >
    > > Ciao
    > > G
    **********
    ****************

    Caro G,

    Riguardo l'esperimento di Arata, il Deuterio gassoso, PRIMA di entrare
    dentro la camera di reazione, viene PURIFICATO dall'eventuale He, o altri
    inquinanti (in genere idrocarburi) con un CATODO CAVO di Palladio a parete
    spessa.
    L'operazione di purificazione è intrinsecamente lenta poiché per essere
    efficiente la temperatura del catodo cavo NON deve essere elevata: al
    massimo circa 100°C. Per quel pò che ho capito: il sistema di purificazione,
    modificato rispetto a quelli standard che operano a circa 320°C, è oggetto
    di un recente brevetto di Arata.
    In altre parole, il D2 ultrapuro PRIMA viene purificato ed immagazzinato in
    una opportuna bombola di acciaio, DOPO viene immesso nel reattore.

    Inoltre, per maggiore sicurezza, il Deuterio purificato viene, di routine,
    controllato preventivamente con il HR-QMS (Quadrupolo di Massa ad Alta
    Risoluzione) in dotazione ad Arata dal 1994 (circa).
    Inoltre, la camera e le polveri vengono degassati, a circa 200°C, per oltre
    48 ore sotto vuoto di pompa turbo-molecolare (P<10E-6 mbar) con pre-stadio
    "oil-free".

    * Per ulteriore sicurezza, NON viene identificato He4 quando l'esperimento è
    condotto con L'Idrogeno (anche questo ultra-purificato).
    Come conseguenza, NON vi era He4 immagazzinato nelle nano-polveri durante il
    processo di fabbricazione.


    * Desidero specificare che il Deuterio NON viene flussato ma la camera di
    reazione viene riempita UNA SOLA VOLTA all'inizio dell'esperimento.

    ** Come mio commento, l'Accademico Yoshiaki Arata è un ECCELLENTE
    SPERIMENTALE con oltre 60 (dicasi sessanta) anni di esperienza DENTRO i
    Laboratori: NON è una persona che sta dietro una scrivania né pigia i tasti
    di un computer. Per tale ultimo lavoro "usa" i suoi giovani
    Collaboratori....


    * Se non ricordo male, ho già ricevuto una domanda simile alcuni mesi fà a
    cui (spero) di aver già risposto.

    * Desidero comunque ringraziarTi per la domanda effettuata cosicchè ho avuto
    il modo, ancora una volta, per sgombrare il campo dai soliti "veleni" che
    escono dalla bocca dei, sempre troppi, nullafacenti/sputasentenze.
    Ti prego di ridiffondere il mio mail anche ad altri ambiti/mailing-list in
    cui sei coinvolto.

    *Il problema, VERO, della metodologia delle attuali nano-polveri è il loro
    basso rendimento (pochi W/g). Gli sforzi vanno diretti per superare tale
    ostacolo.


    A presto,

    F.C.

  4. #64
    Seguace

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    AVVISO SEMINARIO

    Cari Colleghi,

    Pur con tempi molto stretti (non dipendenti dalla mia volontà), desidero informarVi di un interessante seminario che si terrà presso l’ENEA di Frascati ed organizzato dalla nostra Collega A.D.N.

    L’argomento trattato, nano deposizioni di Palladio, è di estrema attualità, visti anche i più che lusinghieri risultati mostrati, durante il recente (10-16 Agosto 2008) ICCF14 tenutosi a Washington D.C., da numerosi ricercatori che, con varie metodologie, hanno usato la via “nanometrica” per gli studi di CMNS.

    Grazie per la Vostra attenzione,

    F.C.






    Oggetto: Seminario Jan Marwan 17 settembre 2008 ore 15 ENEA Frascati


    AVVISO DI SEMINARIO FIM
    17 settembre 2008 ore 15.00
    Aula Bruno Brunelli Edificio Tokamak

    Jan Marwan (Dr. Marwan Chemie)

    Dr Marwan Chemie, Research & Development, Rudower Chaussee 29, 12489 Berlin, Germany

    Electrochemical deposition of metals from hexagonal lyotropic liquid crystalline phases produces metal films with a unique ordered nanostructure in which the cylindrical pores of 1.7 to 3.5 nm running through the film are arranged in hexagonal arrays. 1, 2 Nanostructured Pd films were deposited electrochemically from the template mixture of either C16EO8 or Brij Ò 56. Electrochemical studies showed that the metal films have a high electroactive surface area with the specific surface area of the order of 91 m2/g. These values together with the TEM and X-ray data are consistent with the expected H1 nanostructure3.

    The hydrogen region of nanostructured Pd in the cyclic voltammetry in 1 M H2SO4 was more resolved than that of plain Pd because of the thin walls of the nanostructure and the high surface area. We could distinguish the hydrogen adsorption and absorption processes. The permeation of hydrogen into the Pd metal lattice occurs with fast kinetics when the Pd surface is blocked by either crystal violet or Pt. We believe that the hydrogen absorption process takes place without passing through the adsorbed state so that hydrogen diffuses directly into the Pd bulk. This process speeds up when the formation of adsorbed hydrogen is suppressed by the coverage of poisons4. These results were compared to those obtained in a heavy water solution to which the Pd electrode was exposed. Adsorption characteristics of deuterium on the Pd metal surface are slightly different to those obtained for hydrogen in previous studies. Diffusion of deuterium into the Pd metal lattice works with fast kinetics under appropriate surface modification.

    This paper highlights the research on the nanostructured palladium hydride system outlining the kinetic behaviour of hydrogen and deuterium diffusing into the pores of the nanostructure. To our understanding, this kinetic aspect is believed to be the key issue to achieve nuclear reactions within metals of any choice 5 6.

    References

    1. Attard, G. S.; Bartlett, P. N.; Coleman, R. B.; Elliott, J. M.; Owen, J. R., Lyotropic liquid crystalline properties of nonionic surfactant/water/Hexachloroplatinic acid ternary mixtures used for the production of nanostructured platinum. Langmuir 1998, 14, 7340-7342.

    2. Attard, G. S.; Goeltner, C. G.; Corker, J. M.; Henke, S.; Templer, R. H., Liquid-crystal templates for nanostructured metals. Angew. Chem. Int. Ed. Engl. 1997, 36, 1315-1317.

    3. Bartlett, P. N.; Gollas, B.; Guerin, S.; Marwan, J., Phys. Chem. Chem. Phys. 2002, 4, 3835.

    4. Bartlett, P. N.; Marwan, J., Phys. Chem. Chem. Phys. 2004, 6, 2895-2898.

    5. Marwan, J., Study of the nanostructured palladium hydride system. American Chemical Society, Chicago 2007, New Energy Technology, Environmental Division.

    6. Marwan, J., Re-evaluation of the Pons-Fleischmann experiment in light of cold fusion reactions. American Chemical Society, Washington D.C. 2005, Colloid and Surface science.





    ------ Fine del messaggio inoltrato


    L'articolo lo potete trovare qui: http://mio.discoremoto.alice.it/genni


    il file si chiama Marwan

    Ciao

  5. #65
    Pietra Miliare

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    Ciao a tutti
    sono nuovo del forum e ho cominciato adesso a interessarmi della FF ma leggendo mi è
    sorta una domanda se si ha bisogno di tanta precisione nelle misurazioni, il rendimento non dovrebbe essere tanto alto, altrimenti i risultati sarebbero palesi considerato il potenziale energetico del H. qualcuno sa spiegrarmi il perchè?

    Ciao e grazie.

  6. #66
    Seguace

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    Ciao Gabri,

    la precisione nelle misure è una questione di vita o di morte.
    Devi essere sicuro di ciò che affermi, quantomeno essere confidente almeno al 68% dei tuoi risultati.
    Se vuoi capirne di più leggi questo libro: "Introduzione all'analisi degli errori" di J. Taylor.

    Se vuoi distinguere tra D2 ed 4He hai inevitabilmente bisogno di uno strumento molto preciso: che discrimini inconfutabilmente i due spettri.

    Per quanto riguarda il rendimento (inteso come rapporto della potenza in uscita e quella in ingresso) invece le cose sono un pò più semplici.

    Ad es. se il sistema ha un rendimento del 200 % ma in input do 1 mW di potenza, all'uscita dovrò avere uno strumento capace di misurare 200 mW (con un buon rapporto segnale/rumore).

    Uno strumento che riesce ad apprezzare al minimo 1 watt o che abbia un rumore di 150 mW non sarebbe in grado di trarre informazioni utili dal sistema

    Comunque, alla faccia dei bassi rendimenti, tra un po vi allego il talk che terrà F. Celani stamattina al congresso della Società Italiana di Fisica all'Università di Genova.

    Ora vado a vedermelo insieme ad Elettrorik

    Ciao

  7. #67
    Seguace

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    Ecco qui il documento di Celani a cui mi riferivo qui sopra:

    Alice Mail e Servizi

    username: genni.rom
    password: martina

    Che ne pensate ?

    Ciao

  8. #68
    Pietra Miliare

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    Ciao mgb2 mille grazie per la risposta, e anche l'allegato è molto interessante.

    Concordo pienamente sul fatto che la strumentazione debba essere molto precisa per le
    misurazioni, ma in realtà quello che chiedevo era perchè non dimensionare gli esperimeti in modo che la cella assorba 1W e se funziona me ne restituisce 2W,20w,200w..ecc.???
    Li si si vede che funziona.

    Ti pongo un'altra domanda non sei obligato a rispondermi...
    stò facendo qualche prova con una cella del tipo elettrolitico e la mia domanda e
    questa: Come rilevare se ci sono degli eccessi di calore sapendo :
    La corrente (I), la tensione (V), il tempo (t) e il delta della temperatura (Dt) e più presisamente quanta potenza perdo in "bollicine", idrogeno e ossigeno?
    Quanto calore sviluppa la rezione?

    Grazie ancora GabriChan

    PS. 1mA per 200% da 2mA prova con la calcolatrice 1 x 200 % = 2

  9. #69
    Seguace

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    Ciao Gabri,

    scusa per l'errore...

    dimensionare il sistema come dici tu implicherebbe una spesa maggiore per il deuterio e il Pd, ecco perchè forse anche chi sperimenta in un lab governativo si tiene basso.

    Per la seconda domanda , nella sezione "test sperimentali" troverai tutte le informazioni che chiedi, e i Quantum ed Ennio potranno indirizzarti meglio, loro avevano redatto un protocollo di misura molto valido.

    Ciao

  10. #70
    Pietra Miliare

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    Ciao mgb2 grazie per l'informazione cercherò....

    Be è vero se hai i milioni di € è meglio spenderli in strumentazione e fare esperimenti con
    quantità minime, ma se non li hai, forse è meglio fare esperimenti più spartani con strumentazioni con un errore più alto ma meno costose...

    Ciao Ciao

  11. #71
    Novizio/a

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    Predefinito fusione fredda

    Quote Originariamente inviata da mgb2 Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti,

    vi riporto altre notizie interessantissime:

    Cari Colleghi,

    Ho il grande piacere di ritrasmettterVi un gran bel risultato scientifico
    ottenuto dal, a Noi tutti ben noto, gruppo Tedesco che si occupa, da oltre 8
    anni, degli studi di CMNS usando un "convenzionale" fascio prodotto da
    acceleratori di particelle.
    Il lavoro è stato appena pubblicato da Physical Review C.

    Buona lettura,

    F.C.

    ************************************************** **********************
    ------Messaggio inoltrato
    Da:
    Risposta:
    Data: Wed, 23 Jul 2008 18:21:07 +0200
    A:
    Oggetto: CMNS: New results from German deuteron beam exp's


    Dear all,

    the German LENR group Huke/Czerski/Ruprecht et al.) has just published
    a longer paper in Physical Review C:
    Cookies Required

    As you may know they are bombarding deuterated metal targets with
    deuteron beams of "medium" energy. Fusion reactions are expected
    there, but they measure more than expected. They attribute increased
    fusion rates to electron screening.

    Kasagi et al. and Rolfs et al. have found out that electron screening
    is high for low deuteron densities, contradicting experimental
    experience by LENR researchers that fusion only occurs for high
    deuteron densities.

    In the new paper Huke et al. present new experimental results. They
    show that results of Kasagi et al. and Rolfs et al. are most probably
    due to measurement error and that their results show high screening
    for high deuteron densities.

    Their theory allows to explain LENR using orthodox physics theory. The
    energy produced in a fusion event can be transferred to a 3rd deuteron
    which is then very energetic to participate in further nuclear
    reactions, inclusing transmutations.

    This is my understanding of the work, I hope I didn't get anything
    wrong. To make sure, better check and read the paper. A preprint is
    here: [0805.4538] Enhancement of the Deuteron-Fusion Reactions in Metals and its Experimental Implications

    Best

    Il link su arxiv è leggibile da tutti.
    Se volete l'articolo pubblicato su Physica C lo trovate qui:

    http://mio.discoremoto.alice.it/genni

    si chiama Huke

    Ciao
    Egregio Moderatore, vedo, da molti interventi, che qualcuno pensa , con quattro barilotti, di fare ricerche in casa sulla fusione fredda.
    Sarebbe bene che lei facesse un punto della situazione per chiarire sopratutto alcune cose :
    Pons e Fleischman hanno aperto una nuova porta della fisica delle particelle.
    Dopo qualche anno di ricerche serie è stata superata la prima importante critica : la riprducibilità dell'esperimento.
    Ora però ci si trova davanti ad un grande interrogativo: perchè tutto ciò avviene ?
    Il defunto , nonchè compianto Preparata aveva appena accennato ad una sua ipotesi , ma nel mondo scientifico ne girano all'incirca una decina.
    Randell-Mills ha delineato addirittura uno strumento matematico che, espandendo la Relatività Generale e la Teoria dei Quanti permetterebbe di fare un ulteriore passo avanti.
    Detto strumento è tuttora oggetto di dibattito.
    Dal quadro introduttivo che la invito a fare dovrebbero evidenziarsi :
    -La fusione fredda è una cosa terribilmente seria.
    -Le ricerche sulla FF. sono campo di laboratori iperattrezzati e possono essere fatte solo da scienziati MOLTO ADDENTRO nella fisica delle particelle.
    -Questa nuova svolta è suggestiva , ma il vedere girare gli alternatori di qui a qualche anno è cosa da ingenui, illusi.
    Basti solo ricordare che le ricerche sulla Fusione Calda hanno per obbiettivo, peraltro lontano dall'essere raggiunto, la FATTIBILITA' della FC.
    La saluto.


  12. #72
    Moderatore

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    Quote Originariamente inviata da lucyrrus Visualizza il messaggio
    Egregio Moderatore, ..
    Grazie per l' "egregio",
    Quote Originariamente inviata da lucyrrus Visualizza il messaggio
    Dal quadro introduttivo che la invito a fare dovrebbero evidenziarsi :
    -La fusione fredda è una cosa terribilmente seria.
    -Le ricerche sulla FF. sono campo di laboratori iperattrezzati e possono essere fatte solo da scienziati MOLTO ADDENTRO nella fisica delle particelle.
    -Questa nuova svolta è suggestiva , ma il vedere girare gli alternatori di qui a qualche anno è cosa da ingenui, illusi.
    Basti solo ricordare che le ricerche sulla Fusione Calda hanno per obbiettivo, peraltro lontano dall'essere raggiunto, la FATTIBILITA' della FC.
    La saluto.
    Sono completamente d'accordo con te, soprattutto riguardo i punti che ho riportato. Ci sono alcuni appunti però.
    Se sei un buon sperimentatore, hai a disposizione un buon laboratorio e la ricetta è dettata in modo giusto puoi perfettamente essere in grado di replicare e migliorare risultati sperimentali forniti dai 'più esperti'.
    In fondo, facndo un paragone in campo motoristico, i migliori meccanici non hanno idea dei cicli termodinamici che maneggiano o delle variabili fisiche in gioco, tuttavia, meglio di chiunque altro, sono in grado di far partire un motore.
    Lo stesso è con gli orefici quando eseguono bagni galvanici: non penso che nessuno di loro sia a cono scenza delle leggi che sottendono all'elettrochimica, eppure, grazie alla pratica e a ottime ricette, sono in grado di ottenere risultati comunque.

    Diciamo che questo è il senso del forum e del perchè si trattino questi temi . C'è chi pensa e chi sperimenta... e c'è ci fa entrambe le coe.

    Ci sono anche degenerazioni però. E negli anni ne ho viste tante: teorici della domenica, sperimentatori scriteriati, gente che azzarda teorie su anomaie inesistenti, gente che si fa male perchè incauta.
    Di contro però ci sno anche tante persone serie che sperimentano con sistemi di tutto rispetto,nonostante la mancanza di fondi e di attenzioni e che ottengono anche tanti risultati interessanti.

    Il forum è anche questo caro amico lucyrrus.

    Ed è bello.


  13. #73
    Seguace

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    Caro lucyrrus,

    ti do del tu solo per comodità.
    Hai ragione quando dici che c'è un pò di confusione in quello che leggi, anch'io certe volte ho avuto la stessa impressione.

    Continuo a ripetere che bisogna distinguere nettamente tra fusione fredda e plasma elettrolitico.
    Supponendo che la persona che voglia fare questi due esperimenti sia un "buon sperimentatore" (condizione assolutamente necessaria) possiamo fare un paio di conti e capire in questo forum come ci si muove.

    Per studiare cosa accade al plasma elettrolitico dal punto di vista calorimetrico bastano un migliaio di euro, per fare le cose con criterio.
    Per determinare l'esistenza o meno delle eventuali trasmutazioni te ne servono 300.000 per un XPS oppure paghi un lab chimico che sia capace di risolvere il ppm.

    Ergo, "quasi tutti" (i buoni sperimentatori) qui dentro possono permettersi di studiare la calorimetria della cella al plasma e nessuno (smentitemi se sbaglio) si può permettere lo studio delle trasmutazioni.

    Per quanto riguarda la ff più o meno ci vogliono 5-6000 euro (elettrolitica, gas loading, Huke) per studiare la calorimetria (deuterio e palladio escluso) e 300.000 euro per uno spettrometro di massa se vuoi dimostrare che l'eccesso di energia sia di origine nucleare.

    Non so qui dentro chi abbia mai allestito un tale esperimento, credo nessuno (ma smentitemi se sbaglio).

    Per quanto riguarda la tua domanda sul come avviene il fenomeno invece, "tutti" (senza spese) si possono sbizarrire e speculare all'infinito, solo il tempo (e la comunità scientifica) deciderà.

    Ma bisogna andarci sempre e comunque con i piedi di piombo.
    Ad es. tu mi citi Mills e il suo "strumento matematico" descritto nel libro "The Grand Unified Theory of Classical Quantum Mechanics" dove la formula iniziale di tutto il libro viene commentata con "special relativity applies" mentre e' evidente che l'equazione non e' invariante relativistica.
    Inoltre la teoria è incapace di riprodurre i livelli energetici degli stati eccitati dell'atomo di idrogeno.
    E soprattutto non predice l'esistenza degli stati di idrino!

    Per un approfondimento puoi scaricare il pdf delle critiche alla teoria di Mills qui:

    http://babbage.sissa.it/PS_cache/qua.../0505150v1.pdf

    Ciao
    Ultima modifica di mgb2; 12-11-2008 a 10:27

  14. #74
    Seguace

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    Ciao,

    ho caricato il file di Takahashi2009.pdf del talk che ha tenuto qualche giorno fa alla conferenza di Salt Lake City ACS-2009.

    In pratica è una replica (riuscita) dell'esperimento di Arata.

    Ciao
    I miei file li trovate qui: http://file.webalice.it
    username: genni.rom
    password: martina

  15. #75
    Pietra Miliare

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    Secondo me c'è qualcosa di non perfetto per ciò che rigurda l'elettrolisi di Fleischmann e Pons.
    Se è vero che per schermare la forza coulombiana dei nuclei necessita di tanti elettroni, allora questo significa che il palladio dovrebbe avere un eccesso di elettroni molto elevato; ma eccesso di elettroni elevato significa alta tensione elettrica e di certo io non posso applicare l'alta tensione nell'acqua; se lo facessi otterrei un corto circuito.
    Quindi sono costretto a pensare che l'acqua non va bene e invece va bene un gas.
    i peggiori nemici del fotovoltaico sono gli speculatori edilizi perché costruiscono alveari di 15 piani anziché case di zero piani.

  16. #76
    Amministratore

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    Uforobot... non è vero che si necessita di elettroni "in eccesso" ma semplicemente gli elettroni vengono "raggruppati" e diretti grazie alla coerenza quantistica e dei debolissimi campi EM che consentono un "lavoro di gruppo".

    Si creano cluster di elettroni che abbassano la barriera repulsiva elettronica e consentono ai nuclei di avvicinarsi tanto da fondere anche con le basse energie in gioco.

    Dopo gli elettroni ritornano in stato caotico nel palladio.
    Per cui nessun eccesso e nessuna "consumazione" di elettroni.

    Roy
    Comprogreen.it: soluzioni di alta ecologia che supportano il forum. Acquista in piena sicurezza!
    Essere realisti e fare l'impossibile

  17. #77
    Seguace

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    Quote Originariamente inviata da eroyka Visualizza il messaggio
    e diretti grazie alla coerenza quantistica e dei debolissimi campi EM che consentono un "lavoro di gruppo".

    Si creano cluster di elettroni che abbassano la barriera repulsiva elettronica e consentono ai nuclei di avvicinarsi tanto da fondere anche con le basse energie in gioco.

    si ma non dimenticare che ci sono altre teorie (es. quella di arata che usa la quasiparticella); il mio dubbio è che la CQED e concepita per dominii dell'ordine del micron e nel caso delle nanoparticelle (arata e altri) come la mettiamo??( mgb2 se hai la rispo. sarà felicissimo di leggere) chissa forse ci sono vari metodi per ottenere lo stesso risultato...

  18. #78
    Pietra Miliare

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    Ciao francescoG1,la rezione di fusione avviene anche in lamine o fili, e avviene solo in punti random, come hanno rivelato le telecamere ad infrarossi, con la formazione di hotSpot. Quindi non è necessario andare cosi in piccolo basta che in alcuni punti si verifichino le condizioni giuste.Quindi anche in nanoparticelle. Ciao.

  19. #79
    Monumento

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    Quote Originariamente inviata da eroyka Visualizza il messaggio
    Uforobot... non è vero che si necessita di elettroni "in eccesso" ma semplicemente gli elettroni vengono "raggruppati" e diretti grazie alla coerenza quantistica e dei debolissimi campi EM che consentono un "lavoro di gruppo".

    Si creano cluster di elettroni che abbassano la barriera repulsiva elettronica e consentono ai nuclei di avvicinarsi tanto da fondere anche con le basse energie in gioco.

    Dopo gli elettroni ritornano in stato caotico nel palladio.
    Per cui nessun eccesso e nessuna "consumazione" di elettroni.

    Roy
    Ciao Roy, ogni tanto ritorno...

    In realtà la questione è ancora diversa. Intanto l'elettrolisi è un fenomeno esterno alla reazione, è solo UN modo per produrre deuterio nascente (atomico) e l'equivalente elettrostatico di una elevatissima pressione esterna al palladio, per consentire l'adsorbimento degli ioni deuterio all'interno.
    Pertanto, elettrolisi o gas loading è uguale

    Una volta che 'tutti' gli spazi interstiziali sono riempiti in una certa regione, la CQED di Preparata dice che essi, per spontanea tendenza a disporsi in uno stato energicamente minimo (in natura l'acqua scorre sempre in discesa ), iniziano a 'vibrare' all'unisono, e ad innescare una 'risonanza' vibrazionale anche con il reticolo del Palladio.

    Questo, essendo costituito da un reticolo di atomi legati dotato di elettroni in banda di valenza (come ogni metallo), possiede una certa quantità di elettroni (quelli di valenza appunto) che sono sostanzialmente liberi di muoversi al punto che vengono modellizzati come un plasma (di Fermi).
    Sono questi che, disponendosi in orbitali geometricamente 'favorevoli', generano lo 'schermo coulombiano' utile ad abbassare la barriera. Poi, la quantità di carica degli elettroni 'in gioco' per attivare una efficace schermatura è bassissima (in teoria la carica elementare), ma richiede un certo numero di elettroni perchè questi hanno effetti quantistici, non sono una 'pallina' messa lì in una certa posizione, ergo occorre un certo numero minimo di elementi del cominio di coerenza, che però non necessariamente deve raggiungere le dimensioni indicate da Preparata.

    P.S. un metallo NON HA eccessi di elettroni, altrimenti è uno plasma di ioni e non un metallo
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck

  20. #80
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    Ciao Rik!!
    Bello rileggerti.
    Hai spiegato con parole e metodo molto migliore esattamente quello che volevo dire io.

    Nei prossimi giorni ci dobbiamo sentire per un paio di cose tra cui quel vecchio progetto che mi dicesti via telefono.

    Un saluto.
    Roy
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    Essere realisti e fare l'impossibile

  21. RAD
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