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fusione nucleare sul soleL'aumento di una qualsiasi di queste tre quantità porta all'aumento della frequenza delle reazioni di fusione. Inoltre la sezione d'urto è a sua volta funzione dell'energia termica dei nuclei. La sezione d'urto passa da circa zero a temperatura ambiente fino a valori significativi quando l'energia termica è pari a
10-100 keV, ovvero a temperature superiori a 100.000.000 K. Essendo queste energie ben al di sopra dell'energia di ionizzazione, le reazioni di fusione avvengono in uno stato fisico di plasma.
Per una qualsiasi data quantità di combustibile (ovvero i reagenti), il tasso di fusione, f, è costante. Così la misura dell'energia netta reale che è liberata è una funzione della f (e, in alternativa, della temperatura), del numero di particelle presenti in un'area particolare (la sua densità) e del tempo che rimangono insieme (il tempo di confinamento). Questo fatto può essere ben quantificato utilizzando quello che è comunemente noto come prodotto triplo di fusione, nTτ o pτ dove p=nT.
Il rilascio di energia utile da una reazione può così avvenire ad un valore basso della f, e quindi a temperature più basse di
100 keV. Ad esempio, le condizioni affinché all'interno del Sole avvenga una fusione
sono effettivamente povere e i nuclei danno luogo ad una reazione di fusione solo una volta ogni
10^29 secondi. Comunque, il fatto che il Sole contenga al suo interno 10^59 nuclei indica che il numero di reazioni è molto alto e quindi il Sole continuerà ancora a vivere per alcuni miliardi di anni, fino a che, giunto alla fine del proprio combustibile, non rilascerà una enorme quantità di energia.
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Anche nel sole c'è una sezione d'urto che fa schifo ma questo non significa che possa splendere lostesso.