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  1. #26
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    Sapete se l'articolo è disponibile online? un annetto fa, durante una conferenza pensavo che ormai la fase di ingegnerizzazione fosse alle porte e invece...lunghi silenzi. Speriamo che questa sia la volta buona.

  2. #27
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    Grazie mgb2 per la segnalazione straordinaria.

    Tra l'altro stiamo partendo proprio in questi giorni con la tanto attesa raccolta fondi per continuare qui in Italia l'ingegnerizzazione della FF. Abbiamo creato un'associazione, semplice, niente Onlus o similari, per permettere anche un certo rientro economico e in tecnologia a chi parteciparà al progetto. Si parte con "Albedo Uno"

    Prestissimo posto tutto.

    Roy

  3. #28
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    Articoli sul Sole 24 Ore:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/05/fusione-fredda-soluzione-vicina.shtml?uuid=ffa45366-229b-11dd-a2c2-00000e25108c&DocRulesView=Libero
    Ultima modifica di energeticambiente; 16-05-2008 a 12:15
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
    www.overunity.it - <Fusione Fredda> - <Wiki:FF> - <L'idea comune>

  4. #29
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    Attentione Attenzione,

    "Cari Colleghi,

    Sono felice di informarVi che il previsto esperimento pubblico di Condensed
    Matter Nuclear Sciece è stato effettuato presso L'Università di Osaka
    dall'Accademico, e Premio Imperiale, Yoshiaki Arata.

    L'esperimento ha avuto

    P I E N O S U C C E S S O


    * Oltre al corpo accademico "tecnico" (Ingegneria, Fisica, Chimica)
    dell'Università di Osaka erano presenti giornalisti della NHK (la
    Televisione di Stato giapponese) e dei 3 maggiori giornali pubblicati in
    Giappone (Asahi, Mainichi, Nikkei (equivalente all'italiano Il Sole 24
    Ore)).

    * Erano presenti anche ricercatori provenienti dagli USA ed Europa che
    conoscevano la lingua giapponese (tutta la presentazione, e successive
    domande, è avvenuta in lingua giapponese, come da espresso desiderio
    dell'Accademico Arata).

    * Per la dimostrazione pubblica sono stati utilizzati i "soliti" 7 grammi di
    nanoparticelle (Pd_35%-ZrO2_65%) e non i 50g come precedentemente
    programmato.
    La prova con 50g, la prima nel suo genere, è stata rinviata per motivi di
    prudenza.
    *Con 7 grammi erano state effettuate precedentemente numerosi esperimenti,
    tutti con esito positivo.

    * In breve:

    A) Il motore, azionato dalla reazione di CMNS (cioè interazione intima tra
    nanoparticelle di Palladio e Deuterio gas pressurizzato), si è messo in
    moto;

    B) Dopo un certo tempo la reazione è stata volutamente fermata e le
    nanoparticelle sono state degassate in situ ad alta temperatura, senza
    aprire l'apparato: è stato trovato (tramite un quadrupolo di massa ad alta
    risoluzione), chiaramente, 4He, cioè la firma nucleare dell'avvenuta
    reazione.

    C) NON sono state evidenziate emissioni di origine nucleare pericolose (lo
    4He, come è ben noto, è un gas inerte ed addirittura utile dal punto di
    vista tecnologico).

    ** I numerosi spettatori presenti hanno convenuto di denominare tale effetto

    ARATA PHENOMENA

    * L'accademico Arata si è dichiarato lusingato di tale proposta e la ha
    fatta sua.



    Nei prossimi giorni Vi invierò un resoconto più dettagliato di tale pubblica
    dimostrazione.


    Grazie per la Vostra attenzione,"

    Gli articoli li trovate sul sole24ore "adesso"

    Ciao

  5. #30
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    Altra mail

    "Cari Colleghi,

    Vi trasmetto un breve resoconto su alcune domande <-->risposte TECNICHE
    poste dal mio collega dell'Università di Cagliari
    riguardo l'esperimento di Arata.

    * Desiderio inoltre informarVi che il seminario previsto per la MATTINA del
    27 Maggio ai LNF è stato rinviato a causa di imprevisti impegni del Prof.
    Srivastava.

    NB. Il seminario del 27 Maggio nel POMERIGGIO, che verrà tenuto dal Premio
    Nobel Brian Josepshon, è

    C O N F E R M A T O


    Grazie per l'attenzione,"

    Ecco le domande:

    "Ma siamo proprio sicuri ?
    Per dovere istituzionale devo fare le pulci a F e indirettamente ai
    suoi amici giapponesi.
    Il gas compresso possiede una notevole quantita' di energia interna, per
    fare 100 000 Joule basta
    un delta P di 1 atm (100 000 Pa) su un m^3 oppure 10 atm su 100 litri ...
    occorrono dettagli
    sul volume dell'apparato. La presenza di Elio4 rivelata da uno spettrometro
    di massa potrebbe
    essere stata confusa con molecole di D2, che hanno poco piu' della massa
    dell'He4; che strumento e'
    stato usato per la analisi ? e' abbastanza preciso da valutare il difetto di
    massa dell'He4 ?"

    Ecco le risposte

    "Caro,


    Le tue sono critiche/dubbi COSTRUTTIVI a cui rispondo volentieri.

    1) Il volume della camera di reazione, secondo i vari volumi del crogiuolo
    dove sono allocate le nanopolveri, è compresa tra circa 30 e 100cc.

    2) La pressione massima del deuterio è di circa 50 Atm.

    3) Sono stato fatti numerosi blank, dal punto di vista dell'energia immessa
    nel sistema, usando l'Idrogeno.
    Ovviamente l'Idrogeno tiene anche conto dell'energia di idrurazione (circa
    40kJ/mole di Pd che diventano 50kJ nel caso del Deuterio).

    4) Il quadrupolo di massa usato dall'Accademico Yoshiaki Arata è il
    migliore, in assoluto, attualmente in commercio. E' cioè, ad ALTA
    RISOLUZIONE. Il suo nome completo è: HR-QMS (High Resolution-Quadropole Mass
    Spectrometer). La ditta costruttrice è la ULVAC, costo, con vari accessori,
    oltre 300000€.
    Tale strumento è nato per poter distinguere, tra l'altro, D2 da 4He.
    Ha effettuato numerose misure al riguardo e pubblicato tali risultati,
    nell'ambito di vari articoli.

    5) Aggiungo un punto che non mi hai chiesto: è presente 4He nel D2 immesso
    all'inizio?
    La risposta è rigorosamente NO poiché il D2 è prodotto tramite l'apparato di
    compressione elettrochimica, da lui utilizzato fin dal 1955.
    Tale apparato è stato da me riprodotto, e migliorato, anche nei LNF a
    seguito delle cocenti polemiche provocate dal Professore ...

    Ovviamente il Professore (vero) Yoshiaki Arata ha MISURATO i gas prima
    dell'immissione nel reattore: saggiamente (come me....) NON SI FIDA MAI."

    A presto,

  6. #31
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    Un articolo interessante su Arata e l'inclusione di Palladio

    http://mio.discoremoto.alice.it/genni

    ciao

  7. #32
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    Un po di informazioni su Arata, per quelli che non sopportano le riviste "non accreditate"

    Il link si riferisce al brevetto relativo al materiale nanostrutturato
    utilizzato nell¹esperimento.


    esp@cenet document view
    &DOC=deb46d24db964d07c27d34f1b97118e88f&QPN=WO2004034406

    <esp@cenet Error
    =WO2004034406&DOC=deb46d24db964d07c27d34f1b97118e8 8f&QPN=WO2004034406>


    Altri lavori di Arata

    References
    1. Y. C. ZHANG and Y. ARATA : J. Mater. Res., 17 (2002) 1329.
    > 1. INOUE, H. KIMURA and Y. ARATA : Patent, 2002-105609.
    2. Y. ARATA and Y. C. ZHANG : J. High Temp. Soc. Jpn. 23 (Special
    Vol.)(1997) 1-56.
    3. Y. ARATA and Y. C. ZHANG : Proc. Jpn. Acad. B, 70 (1994)106; 71 (1995)
    304; Jpn. J. Appl. Phys., 37 (1998) L1274; 38 (1999) L774.
    4. Y. ARATA and Y. C. ZHANG : Proc. Jpn Acad. B, 78 (2002) 57.
    5. Y. ARATA and Y. C. ZHANG : J. High Temp. Soc. Jpn. 29 (Special Vol.)
    (2003), 1-44;
    6. Y. ARATA and Y. C. ZHANG : Proc. Jpn Acad. B, 71 (1995) 98; B, 78 (2002)
    63; Appl. Phys. Lett., 76 (2000) 2472; 80 (2002) 2416; Prog. Theor. Phys.
    Suppl. (Fusion 03), 154 (2001) 43.
    7. Y. ARATA and Y. C. ZHANG : Proc. Jpn. Acad. B., 74(1998) 201; 77 (2001)
    43; 78 (2002) 201.

  8. #33
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    Ciao a tutti,

    qui potete trovare la bozza dell'articolo che sta scrivendo Arata.

    http://mio.discoremoto.alice.it/genni

    Se qualcuno riesce a trasformalo in immagini e a postare tutte le pagine del pdf sarebbe meglio cosi posso svuotare il mio spazio.

    Grazie

  9. #34
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    Grazie mgb2!
    bel documento. Se Sei sicuro che lo posso pubblicare questa sera lo caricherei su progettomeg nella sezione dei documenti sulla fusione fredda.
    Che dici?

    Grazie mille per i tuoi importanti aggiornamenti.
    Roy

  10. #35
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    credo che si possa fare.
    in ogni caso me ne assumo tutta la responsabilità.
    piuttosto che badare al copyright (=non diffondere la conoscenza) preferisco beccarmi una denuncia e pagare le spese.

    ciao

  11. #36
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    Ok, non penso che ci sarà bisogno di avvocati

    Questa sera lo metto su progettomeg e segnalo qui il link diretto per il download.
    Roy

  12. #37
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    Ho dato un'occhiata al Paper... Scusate se non sono sufficientemente informato, ma è sufficiente che il getto deuterio gassoso investa la matrice Palladio-Ossido di Zirconio per avere la reazione? Ci vuole anche un potenziale elettrico, o no?

    Lo sto chiedendo solo per mia informazione.
    Piero 'Alex Svoboda'

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  13. #38
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    No, la matrice deve assorbire (per effetto della pressione) il deuterio nel proprio reticolo fino a quando il "sovraffollamento" non diventa tale da far avvicinare i due nuclei che fondono.

    Ciò non significa che la pressione deve essere tale da permettere il superamento della barriera coulombiana (vedi sezione QED coerente per una possibile spiegazione).

    L'effetto è lo stesso che si ottiene per via elettrolitica, cioè applicando un potenziale, ma richiede molto meno tempo perchè il caricamento è praticamente istantaneo, credo proprio per la particolare struttura del materiale che permette, anzi quasi favorisce, l'assorbimento di D.

    ciao

  14. #39
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    Buona sera a tutti,
    Come promesso ho messo on line su progettomeg il documento fornito da mgb2.
    Lo trovate al primo posto nell'elenco dei documenti presenti alla pagina Progettomeg - Sezione Fusione Fredda -

    Vi prego di divulgare quanto più possibile questa pagina poichè raccoglie i documenti di diverse prove a dimostrazione della realtà della fusione fredda e delle trasmutazioni nucleari a bassa energia.

    Grazie a tutti!
    Roy
    Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
    -
    Essere realisti e fare l'impossibile - http://www.progettomeg.it

  15. #40
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    Quote Originariamente inviata da mgb2 Visualizza il messaggio
    No, la matrice deve assorbire (per effetto della pressione) il deuterio nel proprio reticolo fino a quando il "sovraffollamento" non diventa tale da far avvicinare i due nuclei che fondono.
    Ti ringrazio. Interessante, pensavo che questo processo di 'deuterizzazione' per essere sufficientemente veloce avesse bisogno di un potenziale elettrico.
    Evidentemente è la stessa caratteristica del reticolo della matrice ad essere 'affamata'...

    Certo gioca anche la pressione in questo che principalmente è un processo diffusivo di un gas in un solido, ma non credo sia quello il fattore principale. Del resto 50 atmosfere per chi mastica d'impianti di produzione di energia sono poca roba (in un impianto a ciclo Rankine si viaggia sulle centinaia di atmosfere), per giunta io faccio pure subaquea e chi la fa sa che a 50 atmosfere nella bombola l'aria è finita (riserva).


    Ma secondo voi, al di là del prezzo profumato del Palladio e dei materiali, sarebbe possibile realizzare questa matrice 'nanotecnologica' con i mezzi di noi comuni mortali?
    Certo, il fatto che Arata si sia limitato a pochi grammi non incoraggia...
    Ultima modifica di Alex Svoboda; 06-06-2008 a 08:34
    Piero 'Alex Svoboda'

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  16. #41
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    Ciao Alex,

    pensare di ricreare più economicamente ciò che ha fatto Arata è impensabile.
    La tecnica del melt spinning richiede apparechhiature molto sofisticate.
    Ma la cosa più importante è che quel tipo di matrice ZrO2/Pd avvelena la reazione.
    Quindi è stata usata per dimostrare che il principio funziona ma non può essere impiegata, cosi come è ora, per una futura ingegnerizzazione.

    Il problema di base quindi è che proprio il materiale che catalizza la reazione poi ammazza la reazione stessa.
    Ecco perchè la dimostrazione pubblica non è durata a lungo.

    Qui: http://mio.discoremoto.alice.it/genni (e se Roy fa lo stesso lavoro col precedente pdf sarebbe una bella cosa) ho inserito un altro pdf: è la relazione finale di F.C. alla ICCF13.

    F.C. proprio per ovviare al problema di Arata, segue una strada diversa: usa la gamma-allumina (la si trova in vendita normalmente su Aldrich) al posto del ZrO2.
    Ma non conosco nè gli sviluppi nè le eventuali controindicazioni.

    Qui: Copyright ISCMNS 2007
    c'è parecchia roba da scaricare.

    ciao

  17. #42
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    Ma qual'è il vantaggio di queste tecniche 'a secco', utilizzando getti di gas in pressione, piuttosto che il bagno elettrolitico?

    Hanno più ripetibilità?
    Piero 'Alex Svoboda'

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  18. #43
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    riproducibilità e caricamento con tempi ridottissimi.

    soprattutto la riproducibilità, col caricamento elettrolitico il gruppo del rapporto41 otteneva solo il 60-65% e con una configurazione del catodo ("film" di Pd su substrato di allumina in configurazione bustrofedica) che si ditruggeva dopo l'innesco della reazione a causa di hot-spot.
    Nella maggior parte delle volte il film si criccava anche durante il caricamento oppure dopo vari cicli di degasaggio.

    Preferisco di più un sistema che si accende ogni volta al mio comando (anche se si autoavvelena col tempo) che uno che si accende 6 volte su 10 e senza capire perchè.

  19. #44
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    che nè dite si può usare questo? http://gcep.stanford.edu/pdfs/QeJ5ma...clemens_06.pdf

    da notare i valori nella tabella a pagina 9 , visto che la ricerca è della SRI una soffiata a Mckubre per provare con il deuterio? (magari usando lo stesso metodo di arata)

    da notare nel caso del sputter-deposited Pd sul SWNT si hanno 0,69-0,82 %wt (dipende dalla forma e dalle dimensione dei grani Pd) con 30 bar all'incirca 29,6 atm.

  20. #45
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    In ogni caso la pressione non è un problema, anzi, se ho una pressione alta, anche oltre 50 bar, posso pensare di lasciar scaldare il deuterio gassoso nel contenitore di fusione per poi spillarlo bello caldo e mandarlo in una turbinetta collegata al generatore ed ad un compressore che poi mi reinvia il deuterio nel contenitore, dopo averlo raffreddato in un radiatore (tra l'uscita dalla turbina e l'ingresso nel compressore). Realizzo così un ciclo chiuso da turbina a gas (ciclo Joule). L'aria con cui ho raffreddato il gas posso usarla per riscaldare gli ambienti domestici, facendo di fatto una cogenerazione.

    Se comunque sono sufficienti 30 bar per la reazione, potrei pensare di non lasciare deuterio puro, ma di mescolarlo ad un gas che non entri nel meccanismo di caricamento del palladio (potrebbe essere l'Azoto? Non so), quindi avere una pressione alta utile per il ciclo termodinamico, con una pressione parziale del Deuterio di soli 30 bar, giocando con la percentuale dei gas nella miscela.
    Ultima modifica di Alex Svoboda; 06-06-2008 a 16:25
    Piero 'Alex Svoboda'

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  21. #46
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    Quote Originariamente inviata da mgb2 Visualizza il messaggio
    Preferisco di più un sistema che si accende ogni volta al mio comando (anche se si autoavvelena col tempo) che uno che si accende 6 volte su 10 e senza capire perchè.
    Ciao, scusa l'ignoranza ... cosa intendi esattamente per avvelenamento?

  22. #47
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    anch'io sono ignorante,
    ho riportato solo quello che mi ha detto un ricercatore che ha collaborato e collabora ancora con Arata.
    credo che l'effetto sia dovuto a qualche modifica locale della matrice nanostrutturata in seguito alla fusione.
    ma è solo una mia idea...
    se riuscirò a sapere qualcosa di più preciso ne riparleremo.
    ma credo che sia comunque un problema secondario e risolvibile.
    il vero problema, prima di voler fare le pulci è quello di dimostrare che l'esperimento è stato eseguito a regola d'arte e che le misure sono inequivocabili.
    aspettiamo la seconda dimostrazione , la replica di terzi e la pubblicazione su riviste che "piacciono alla gente che piace" (ndr. lucasala).
    cioè, prima di tutto, facciamo si che il mondo "debba accettare" il FATTO che LA FUSIONE NUCLEARE FREDDA NELLA MATERIA CONDENSATA E' UNA REALTÀ .

  23. #48
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    non può essere elio che rimane nella matrici di ZrO2 e ostruisce il pasaggio al deuterio?

    si sà già quando inizierà la revisione del lavoro di Arata? quanto tempo ci vorrà?

  24. #49
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    Quote Originariamente inviata da francescoG1 Visualizza il messaggio
    si sà già quando inizierà la revisione del lavoro di Arata? quanto tempo ci vorrà?
    Dipenderà da quanta pressione farà l'opinione pubblica sull'ambiente scientifico accademico, che per ora si presenta ancora come un solido muro di gomma.

    Speriamo che il secondo test, in versione 'scaldabagno a fusione fredda' riesca a convincere l'opinione comune... Se accadrà, il resto verrà da solo.
    Ultima modifica di ElettroRik; 08-06-2008 a 02:25
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  25. #50
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    Ciao a tutti, mi sembra che manchi il dato del tempo di avvelenamento.
    Per quanto tempo può funzionare la matrice di palladio ossido di zirconio?
    Grazie Camillo


 

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