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  1. #51
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    Ciao.
    Se intendi un'analisi che ne descriva le dipendenze da altri parametri, manca perchè per definirlo occorre fare ricerca, usando altri ossidi, per esempio, e capire in che modo si può far defluire l'elio in eccesso.

    Comunque, ci sono report di esperimenti in cui il processo, in pochi grammi di materiale, dura per migliaia di ore.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
    www.overunity.it - <Fusione Fredda> - <Wiki:FF> - <L'idea comune>

  2. #52
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    Quote Originariamente inviata da ElettroRik Visualizza il messaggio
    Dipenderà da quanta pressione farà l'opinione pubblica sull'ambiente scientifico accademico, che per ora si presenta ancora come un solido muro di gomma.

    .
    non mi è chiaro perchè dovrebbe essere la gente a chiedere la revisione (se così è non ci vedo nulla di buono) non lo può fare Arata? come dovrebbe essere; se non ci sono problemi il risultato sarà certo e inconfutabile nessuno potra continuare a dire che è una ca..ata..

  3. #53
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    Quote Originariamente inviata da francescoG1 Visualizza il messaggio
    non mi è chiaro perchè dovrebbe essere la gente a chiedere la revisione (se così è non ci vedo nulla di buono) non lo può fare Arata? come dovrebbe essere; se non ci sono problemi il risultato sarà certo e inconfutabile nessuno potra continuare a dire che è una ca..ata..
    Sono 10 anni che la chiede, dal 1998, anno del brevetto. Ma pare che non interessi a nessuno. Ogni volta che trovi le parole 'fusione fredda' nell'ambiente scientifico s'innesca un fuggi-fuggi generale.
    Inoltre non è semplice trovare la figura adatta di un referee... In cosa si configura la Solid State Fusion? Fisica nucleare? Chimica? Scienza dei materiali? Nessuno intende giocarcisi la faccia.

    Ma basterebbe che qualcuno dicesse: "andateci a fondo", non fosse altro con la scusa di smascherare un presunto impostore, ed già il pretesto sarebbe ottimo per partire. A me starebbe più che bene, l'importante è indagare a fondo.
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  4. #54
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    che nè dite?: http://www.aboutnuclear.org/docs/space/stirling.pdf

    tecnologia che può tornare utile...

    non ho capito da dove escono quei 650 gradi se 600 g di ossido di plutonio sviluppano 250 watt (tramite isolamento?o non so).

    un problema della FF è la bassa differenza di temperatura, come lo si può risolvere? (se l'aumento del rateo di fusione risultasse molto complicato anche perchè il metallo tende a degassarsi e devo aumentare la pressione per mantenere l'indice di caricamento).

  5. #55
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    Quote Originariamente inviata da francescoG1 Visualizza il messaggio
    non ho capito da dove escono quei 650 gradi se 600 g di ossido di plutonio sviluppano 250 watt (tramite isolamento?o non so).
    La tecnologia degli RTG potrebbe tornare utile, si.

    I 650°C saranno la temperatura di regime a cui si fissa l'equilibrio termico tra il calore generato dalla pastiglia di PtO2 e l'ambiente esterno, attraverso il corpo dello stirling.
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  6. #56
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    Scambi per approfondire il draft di Arata:

    > Caro F,
    > > ho cercato di capire qualcosa nel draft di Arata che ci hai mandato. Gli
    > > elementi non sono sufficienti per un accordo o un rigetto totale a livello
    > > "°scientifcoi", cioe' è come siaituatimo ab nelle riviste con referee
    > > internazionali. Tuttavia tento alcune osservazioni con quello che ho:
    > >
    > > 1) La fig. 4 (paragonata con la fig. 3) mostra un aumento di temperatura
    > > parecchio piu' alto in un tempo molto piu' breve; anche la differenza di
    > > temperatura tra interno ed esterno e' parecchio piu' alta. Conclusione
    > > del povero lettore: con H2 il fenomeno è di gran lunga piu' intenso che
    > > con D2 (tanto che e' stato interrotto dopo 16 min, mentre con il D2 e'
    > > stato interrotto dopo 140 min.)
    > > Conclusione di Arata : esattamente contraria. Forse gli
    > > accademici giapponesi vedono cose diverse.
    > >
    > > 2) La Fig. 7 mostra una spettrometria di massa (senza scala in massa),
    > > presumibilmente ripetuta periodicamente (manca anche la scala in minuti).
    > > Nella fig. 7D si vede un contenuto quasi costante di cosiddetto He4,
    > > molto piu' abbondante di un cosidetto D2. Cio' non e' possibile per
    > > ragioni probabilistiche: il D2 iniettato puo' produrre (se mai) qualche
    > > rarissimo He4. Anche filtrando con trappole ad azoto liquido il gas
    > > prima della spettrometria, il D2 dovrebbe rimanere relativamente
    > > abbondante. Ma non ho elementi per valutare.
    > > La quantità di cosiddetto He4 (v. ordinate) e' comunque compatibile con
    > > quello che puo' essere presente nell'aria (in alcuni laboratori ce n'e' di
    > > piu'...) Come si fa ad affermare che ne e' stato prodotto altro?
    > > Non posso sapere se la calibrazione in massa sia corretta. Magari quello
    > > che e' etichettato come He4 sarà D2 e il picchetto dopo potrebbe essere
    > > la molecola DT. Questo quindi sarebbe il gas della bombola, penetrato
    > > in piccola parte nelle polveri.
    > > Ma come mai non c'e' niente nel caso dell'idrogeno? Nell'ultima ipotesi
    > > puo' non esserci niente.
    > >
    > > Veniamo a considerazioni piu' qualitative. Il prof. Arata, di veneranda
    > > età , riporta 52 + 22 lavor, che iniziano nel 1989, appena andato in
    > > pensione. Molti sono ripetuti presumo per far numero.
    > > (Per es., i numeri 1+2+5, 10+12, 11 + 14, 34 + 38, 43 + 46 + 51 sono la
    > > stessa cosa.) La totalita' dei lavori e' quasi esclusivamente su
    > > letteratura giapponese e, credo, senza referee. Non è improbabile che
    > > egli stesso, come accademico, ne sia direttore onorario. (Ciò non vale
    > > ovviamente per Il Nuovo Saggiatore, che sfortunatamente compare in questo
    > > elenco)
    > > Il tono del testo e' stucchevolmente autoelogiativo. Le affermazioni non
    > > sono spesso dimostrate (se non è dimostrato il contrario...) Avevo giÃ
    > > avuto modo di osservare personalmente che il prof. Arata era...
    > > comicamente "gasato".
    > > Come detto, la mancanza di elementi precisi e importanti rende impossibile
    > > un referaggio se non negativo. Tenuto conto anche del tono, nessuna
    > > rivista scientifica occidentale potrebbe accettare questo lavoro. Non mi
    > > meraviglia quindi che non abbia mai pubblicato su riviste con referee
    > > internazionali. Non e' questione di ombelico del mondo: la scienza si
    > > basa sul consenso degli altri che la fanno. Inoltre, non basta il
    > > "provando e riprovando" galileiano, è necessaria una relazione dimostrata
    > > ed accettata tra causa ed effetto (anche se scritta in arabo, come il
    > > lavoro sulla velocità della luce di Al Hazen nell'anno mille).
    > >
    > > Scusa se nelle due ultime righe sono troppo saccente. Ciao.
    > >
    > > .
    *************
    ***********************

    Caro B,

    Mi duole informarti che hai effettuato una

    LETTURA FRETTOLOSA

    del testo di Arata.



    In breve,

    a) nella Fig. 4, oggetto del contendere, è stato effettuata la misura
    della temperatura per il sistema Pd(35%)ZrO2(65%) con l'Idrogeno.
    Da tale figura risulta una temperatura massima del sistema di circa 60°C.

    B) Nella Fig. 3, da te analizzata, il composto è

    Pd-Zr-Ni con Deuterio

    NON il composto standard Pd(35%)ZrO2(65%)!

    In tale caso si ha una temperatura massima di circa 47°C ed una evoluzione
    temporale COMPLETAMENTE DIFFERENTE da quella del composto Pd-Zr.

    C) La Figura giusta per il confronto isotopico Deuterio-Idrogeno, con lo
    stesso materiale di partenza, è la Fig.2.


    Riassumo: FIG.2, composto Pd-Zr e Deuterio. Temperatura massima di circa
    71°C, cioè di OLTRE 10°C superiore rispetto all'esperimento con l'Idrogeno.



    ** Non desidero polemizzare con Te, o chichessia altro, riguardo
    l'eccellenza scientifico/tecnologica del Giappone in generale e
    dell'Accademico (Japan Academy) Prof. Yoshiaki Arata in particolare.

    Ricorda che il Prof. Yoshiaki Arata, grazie alle sue INVENZIONI, è stato uno
    degli artefici della rinascita del Giappone nonostante i bombardamenti
    atomici subiti ad Hiroshima e Nagasaki.
    Tanto per ricordarTi, il perfetto funzionamento della serie di treni
    superveloci noti come "Shin-Kan-Sen", la più grande nave commerciale del
    mondo, la serie di missili H1 (per mettere in orbita satelliti), il caccia
    intercettore tutto "made in Japan", la stazione di saldatura laser più
    potente del mondo etc etc...sono REALTA' (e non chiacchiere...) grazie al
    fondamentale contributo dell'Accademico Yoshiaki Arata.
    A causa di suddette realizzazioni, UTILI al POPOLO GIAPPONESE, l'Imperatore
    lo ha insignito (il 4 Novembre 2006) della più alta onorificenza prevista in
    Giappone.


    *** Ti chiedo, quindi, di NON IRONIZZARE sull'eccellente lavoro scientifico
    di tale insigne Scienziato che nonostante non sia più giovanissimo (85 anni
    di età), OGNI GIORNO va a lavorare in Laboratorio (gratis) e vi permane fino
    a tarda ora.

    L'unica sua "colpa" se così si può chiamare, è quella di scrivere gli
    articoli in modo eccessivamente "ermetico" e soprattutto, ama parlare e
    scrivere in Giapponese e non in Inglese.

  7. #57
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    icomiciamo bene con i malitesi, manco io ho delle sviste di tale portata....

    che nè dite di questo chip? Untitled Document

    da notare che con 20 gradi C parte fredda e 400 gradi C parte calda si ha un rendimento del circa 28% Directory:Eneco power chip - PESWiki

    magari con dei nano chip (o vicino) è possibile avvicinarsi molto al limite del ciclo carnot.

  8. #58
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    il veleno sembra essere proprio l'4He.

    Quando Arata tenta di eleminarlo (degassing ad ALTA temperatura sotto
    vuoto), purtroppo il materiale base si deteriora.

    ciao

  9. #59
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    Ciao a tutti,

    vi riporto altre notizie interessantissime:

    Cari Colleghi,

    Ho il grande piacere di ritrasmettterVi un gran bel risultato scientifico
    ottenuto dal, a Noi tutti ben noto, gruppo Tedesco che si occupa, da oltre 8
    anni, degli studi di CMNS usando un "convenzionale" fascio prodotto da
    acceleratori di particelle.
    Il lavoro è stato appena pubblicato da Physical Review C.

    Buona lettura,

    F.C.

    ************************************************** **********************
    ------Messaggio inoltrato
    Da:
    Risposta:
    Data: Wed, 23 Jul 2008 18:21:07 +0200
    A:
    Oggetto: CMNS: New results from German deuteron beam exp's


    Dear all,

    the German LENR group Huke/Czerski/Ruprecht et al.) has just published
    a longer paper in Physical Review C:
    Cookies Required

    As you may know they are bombarding deuterated metal targets with
    deuteron beams of "medium" energy. Fusion reactions are expected
    there, but they measure more than expected. They attribute increased
    fusion rates to electron screening.

    Kasagi et al. and Rolfs et al. have found out that electron screening
    is high for low deuteron densities, contradicting experimental
    experience by LENR researchers that fusion only occurs for high
    deuteron densities.

    In the new paper Huke et al. present new experimental results. They
    show that results of Kasagi et al. and Rolfs et al. are most probably
    due to measurement error and that their results show high screening
    for high deuteron densities.

    Their theory allows to explain LENR using orthodox physics theory. The
    energy produced in a fusion event can be transferred to a 3rd deuteron
    which is then very energetic to participate in further nuclear
    reactions, inclusing transmutations.

    This is my understanding of the work, I hope I didn't get anything
    wrong. To make sure, better check and read the paper. A preprint is
    here: [0805.4538] Enhancement of the Deuteron-Fusion Reactions in Metals and its Experimental Implications

    Best

    Il link su arxiv è leggibile da tutti.
    Se volete l'articolo pubblicato su Physica C lo trovate qui:

    http://mio.discoremoto.alice.it/genni

    si chiama Huke

    Ciao
    Ultima modifica di mgb2; 25-07-2008 a 10:49

  10. #60
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    Quote Originariamente inviata da mgb2 Visualizza il messaggio
    They attribute increased
    fusion rates to electron screening.
    se ho capito bene dipende dagli elettroni (ma anche dal numero?? se è cosi è possibile aumentare ancora il rateo di fusione "caricando" anche gli elettroni, non so come), ciò avvalora la teoria della quasiparticella applicata da Arata.

    se così gentile mgb2 da spiegarmi (nulla di dettagliato solo per avere un'idea) cosa è lo screening?

  11. #61
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    La config. elettronica dell'idrogeno è 1s1, cioè l'unico elettrone risente della carica positiva del nucleo (composto da un solo protone) e l'energia necessaria a strappare questo elettrone è pari a 13.6 eV.

    La config. elettronica del litio invece è 1s2-2s1.
    L'energia di ionizzazione in questo caso è di 5.4 eV, molto più bassa dell'H.
    Come mai?
    Perchè l'elettrone della shell più esterna (il 2s1) risente di una "carica netta" pari a quella dell'elettrone dell'idrogeno ma si trova ad una distanza maggiore dal nucleo.
    Quindi è più facile strapparlo.

    Il concetto di screening lo devi associare a quello di "carica netta".

    Analogamente, due protoni nel vuoto non si avvicineranno mai al di sotto di una certa distanza per via della repulsione coulombiana, che puoi immaginare come una montagna alta e larga.
    La presenza di elettroni nelle vicinanze scherma la repulsione coulombiana nel senso che i due protoni risentiranno di una "repulsione netta" minore: la montagna si abbassa e si assottiglia.

    Se il numero di elettroni nella vicinanze aumenta la repulsione tra i protoni diminuisce ulteriormente, la montagna si assottiglia sempre di più fino a permettere il passaggio di un protone per effetto tunnel e a farlo fondere col compagno.

    Nei superconduttori la corrente è composta da un flusso di coppie di elettroni.
    Come è possibile che due elettroni si trovino in uno stato legato pur essendo cariche dello stesso segno?

    Accade perchè l'interazione tra le vibrazioni degli ioni del reticolo (fononi) e gli elettroni risulta tale da "schermare" la repulsione elettronica (sia chiaro che qui non si attraversa la barriera coulombiana, cioè non c'è fusione tra due elettroni) e quindi i due elettroni risentono di un potenziale "leggermente" attrattivo.

    ciao

  12. #62
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    Esatto!
    L'elettrone è un ottimo schermo contro la forza coulombiana del nucleo di idrogeno (o deuterio o trizio).
    Questo singifica che in un plasma, (dove gli elettroni sono assenti o dispersi chi sa dove), la forza coulombiana dei nuclei è fortissima... e per superare questa grandissima forza occorrono almeno 280 Kev di temperatura oppure bastano anche soltanto 10 kev se esiste l'effetto tunnel.

    Nel nucleo del sole la temperatura è di 10 kev (che è meno di 280 kev), quindi il sole non dovrebbe neanche accendersi mai, ma c'è l'effetto tunnel che permette al sole di brillare.

    Alla temperatura di 289 gradi centigradi sotto zero (14 K), è più facile fare reazioni nucleari di fusione perchè ogni eletttrone sta al suo posto e fa da schermo contro la repulsione dei nuclei.
    Grazie a questo schermo, è teoricamente facile avvicinare i nuclei fra di loro, in altre parole: l'idrogeno deve essere allo stato liquido e la temperatura dovrebbe essere di 14 K.

    Essendo liquido, esso possiede la stessa densità del nucleo del sole.

    Ovviamente quando avviene qualche reazione nucleare, subito la temperatura diventa maggiore di 14 K e quindi lo stato liquido andrebbe a farsi friggere, ma per sfruttare gli eccessi di calore interessa soprattutto la differenza di temperatura tra 2 luoghi, quindi se in un luogo la temperatura è solo 14 K e in un altro è di più, la differenza è comunque notevole e cosi pure la produzione di energia.
    A 100 milioni di Kelvin la materia è sottoforma di plasma è la forza coulombiana del nucleo è fortissima, praticamente insuperabile.
    In ultima analisi, (per fare la fusione nucleare), non dovrebbe tanto interessare i 100 milioni di Kelvin... ma dovrebbe invece interessare il super freddo dei 14 Kelvin.

    Perciò: tutti quei milioni di euro spesi per fare l'ITER, sono tutti soldi spesi male, spesi male perchè l'ITER si proponeva di fare circa 100 milioni di kelvin.

  13. #63
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    > Caro F,
    > >
    > > ti giro una domanda che mi è stata fatta e alla quale non ho saputo dare
    > > risposta:
    > >
    > > La concentrazione di He4 all'uscita è maggiore di quella in entrata
    > > (quella del gas in entrata non è zero).
    > > Se la matrice di PdZr agisce da filtro intrappolando D e lasciando
    > > passare l'He4 già presente in tracce nel gas di partenza, all'uscita
    > > avrò sicuramente una concentrazione maggiore di He4.
    > > Non trovi?
    > >
    > > Ciao
    > > G
    **********
    ****************

    Caro G,

    Riguardo l'esperimento di Arata, il Deuterio gassoso, PRIMA di entrare
    dentro la camera di reazione, viene PURIFICATO dall'eventuale He, o altri
    inquinanti (in genere idrocarburi) con un CATODO CAVO di Palladio a parete
    spessa.
    L'operazione di purificazione è intrinsecamente lenta poiché per essere
    efficiente la temperatura del catodo cavo NON deve essere elevata: al
    massimo circa 100°C. Per quel pò che ho capito: il sistema di purificazione,
    modificato rispetto a quelli standard che operano a circa 320°C, è oggetto
    di un recente brevetto di Arata.
    In altre parole, il D2 ultrapuro PRIMA viene purificato ed immagazzinato in
    una opportuna bombola di acciaio, DOPO viene immesso nel reattore.

    Inoltre, per maggiore sicurezza, il Deuterio purificato viene, di routine,
    controllato preventivamente con il HR-QMS (Quadrupolo di Massa ad Alta
    Risoluzione) in dotazione ad Arata dal 1994 (circa).
    Inoltre, la camera e le polveri vengono degassati, a circa 200°C, per oltre
    48 ore sotto vuoto di pompa turbo-molecolare (P<10E-6 mbar) con pre-stadio
    "oil-free".

    * Per ulteriore sicurezza, NON viene identificato He4 quando l'esperimento è
    condotto con L'Idrogeno (anche questo ultra-purificato).
    Come conseguenza, NON vi era He4 immagazzinato nelle nano-polveri durante il
    processo di fabbricazione.


    * Desidero specificare che il Deuterio NON viene flussato ma la camera di
    reazione viene riempita UNA SOLA VOLTA all'inizio dell'esperimento.

    ** Come mio commento, l'Accademico Yoshiaki Arata è un ECCELLENTE
    SPERIMENTALE con oltre 60 (dicasi sessanta) anni di esperienza DENTRO i
    Laboratori: NON è una persona che sta dietro una scrivania né pigia i tasti
    di un computer. Per tale ultimo lavoro "usa" i suoi giovani
    Collaboratori....


    * Se non ricordo male, ho già ricevuto una domanda simile alcuni mesi fà a
    cui (spero) di aver già risposto.

    * Desidero comunque ringraziarTi per la domanda effettuata cosicchè ho avuto
    il modo, ancora una volta, per sgombrare il campo dai soliti "veleni" che
    escono dalla bocca dei, sempre troppi, nullafacenti/sputasentenze.
    Ti prego di ridiffondere il mio mail anche ad altri ambiti/mailing-list in
    cui sei coinvolto.

    *Il problema, VERO, della metodologia delle attuali nano-polveri è il loro
    basso rendimento (pochi W/g). Gli sforzi vanno diretti per superare tale
    ostacolo.


    A presto,

    F.C.

  14. #64
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    AVVISO SEMINARIO

    Cari Colleghi,

    Pur con tempi molto stretti (non dipendenti dalla mia volontà), desidero informarVi di un interessante seminario che si terrà presso l’ENEA di Frascati ed organizzato dalla nostra Collega A.D.N.

    L’argomento trattato, nano deposizioni di Palladio, è di estrema attualità, visti anche i più che lusinghieri risultati mostrati, durante il recente (10-16 Agosto 2008) ICCF14 tenutosi a Washington D.C., da numerosi ricercatori che, con varie metodologie, hanno usato la via “nanometrica” per gli studi di CMNS.

    Grazie per la Vostra attenzione,

    F.C.






    Oggetto: Seminario Jan Marwan 17 settembre 2008 ore 15 ENEA Frascati


    AVVISO DI SEMINARIO FIM
    17 settembre 2008 ore 15.00
    Aula Bruno Brunelli Edificio Tokamak

    Jan Marwan (Dr. Marwan Chemie)

    Dr Marwan Chemie, Research & Development, Rudower Chaussee 29, 12489 Berlin, Germany

    Electrochemical deposition of metals from hexagonal lyotropic liquid crystalline phases produces metal films with a unique ordered nanostructure in which the cylindrical pores of 1.7 to 3.5 nm running through the film are arranged in hexagonal arrays. 1, 2 Nanostructured Pd films were deposited electrochemically from the template mixture of either C16EO8 or Brij Ò 56. Electrochemical studies showed that the metal films have a high electroactive surface area with the specific surface area of the order of 91 m2/g. These values together with the TEM and X-ray data are consistent with the expected H1 nanostructure3.

    The hydrogen region of nanostructured Pd in the cyclic voltammetry in 1 M H2SO4 was more resolved than that of plain Pd because of the thin walls of the nanostructure and the high surface area. We could distinguish the hydrogen adsorption and absorption processes. The permeation of hydrogen into the Pd metal lattice occurs with fast kinetics when the Pd surface is blocked by either crystal violet or Pt. We believe that the hydrogen absorption process takes place without passing through the adsorbed state so that hydrogen diffuses directly into the Pd bulk. This process speeds up when the formation of adsorbed hydrogen is suppressed by the coverage of poisons4. These results were compared to those obtained in a heavy water solution to which the Pd electrode was exposed. Adsorption characteristics of deuterium on the Pd metal surface are slightly different to those obtained for hydrogen in previous studies. Diffusion of deuterium into the Pd metal lattice works with fast kinetics under appropriate surface modification.

    This paper highlights the research on the nanostructured palladium hydride system outlining the kinetic behaviour of hydrogen and deuterium diffusing into the pores of the nanostructure. To our understanding, this kinetic aspect is believed to be the key issue to achieve nuclear reactions within metals of any choice 5 6.

    References

    1. Attard, G. S.; Bartlett, P. N.; Coleman, R. B.; Elliott, J. M.; Owen, J. R., Lyotropic liquid crystalline properties of nonionic surfactant/water/Hexachloroplatinic acid ternary mixtures used for the production of nanostructured platinum. Langmuir 1998, 14, 7340-7342.

    2. Attard, G. S.; Goeltner, C. G.; Corker, J. M.; Henke, S.; Templer, R. H., Liquid-crystal templates for nanostructured metals. Angew. Chem. Int. Ed. Engl. 1997, 36, 1315-1317.

    3. Bartlett, P. N.; Gollas, B.; Guerin, S.; Marwan, J., Phys. Chem. Chem. Phys. 2002, 4, 3835.

    4. Bartlett, P. N.; Marwan, J., Phys. Chem. Chem. Phys. 2004, 6, 2895-2898.

    5. Marwan, J., Study of the nanostructured palladium hydride system. American Chemical Society, Chicago 2007, New Energy Technology, Environmental Division.

    6. Marwan, J., Re-evaluation of the Pons-Fleischmann experiment in light of cold fusion reactions. American Chemical Society, Washington D.C. 2005, Colloid and Surface science.





    ------ Fine del messaggio inoltrato


    L'articolo lo potete trovare qui: http://mio.discoremoto.alice.it/genni


    il file si chiama Marwan

    Ciao

  15. #65
    Pietra Miliare
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    Ciao a tutti
    sono nuovo del forum e ho cominciato adesso a interessarmi della FF ma leggendo mi è
    sorta una domanda se si ha bisogno di tanta precisione nelle misurazioni, il rendimento non dovrebbe essere tanto alto, altrimenti i risultati sarebbero palesi considerato il potenziale energetico del H. qualcuno sa spiegrarmi il perchè?

    Ciao e grazie.

  16. #66
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    Ciao Gabri,

    la precisione nelle misure è una questione di vita o di morte.
    Devi essere sicuro di ciò che affermi, quantomeno essere confidente almeno al 68% dei tuoi risultati.
    Se vuoi capirne di più leggi questo libro: "Introduzione all'analisi degli errori" di J. Taylor.

    Se vuoi distinguere tra D2 ed 4He hai inevitabilmente bisogno di uno strumento molto preciso: che discrimini inconfutabilmente i due spettri.

    Per quanto riguarda il rendimento (inteso come rapporto della potenza in uscita e quella in ingresso) invece le cose sono un pò più semplici.

    Ad es. se il sistema ha un rendimento del 200 % ma in input do 1 mW di potenza, all'uscita dovrò avere uno strumento capace di misurare 200 mW (con un buon rapporto segnale/rumore).

    Uno strumento che riesce ad apprezzare al minimo 1 watt o che abbia un rumore di 150 mW non sarebbe in grado di trarre informazioni utili dal sistema

    Comunque, alla faccia dei bassi rendimenti, tra un po vi allego il talk che terrà F. Celani stamattina al congresso della Società Italiana di Fisica all'Università di Genova.

    Ora vado a vedermelo insieme ad Elettrorik

    Ciao

  17. #67
    Seguace
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    Ecco qui il documento di Celani a cui mi riferivo qui sopra:

    Alice Mail e Servizi

    username: genni.rom
    password: martina

    Che ne pensate ?

    Ciao

  18. #68
    Pietra Miliare
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    Ciao mgb2 mille grazie per la risposta, e anche l'allegato è molto interessante.

    Concordo pienamente sul fatto che la strumentazione debba essere molto precisa per le
    misurazioni, ma in realtà quello che chiedevo era perchè non dimensionare gli esperimeti in modo che la cella assorba 1W e se funziona me ne restituisce 2W,20w,200w..ecc.???
    Li si si vede che funziona.

    Ti pongo un'altra domanda non sei obligato a rispondermi...
    stò facendo qualche prova con una cella del tipo elettrolitico e la mia domanda e
    questa: Come rilevare se ci sono degli eccessi di calore sapendo :
    La corrente (I), la tensione (V), il tempo (t) e il delta della temperatura (Dt) e più presisamente quanta potenza perdo in "bollicine", idrogeno e ossigeno?
    Quanto calore sviluppa la rezione?

    Grazie ancora GabriChan

    PS. 1mA per 200% da 2mA prova con la calcolatrice 1 x 200 % = 2

  19. #69
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    Ciao Gabri,

    scusa per l'errore...

    dimensionare il sistema come dici tu implicherebbe una spesa maggiore per il deuterio e il Pd, ecco perchè forse anche chi sperimenta in un lab governativo si tiene basso.

    Per la seconda domanda , nella sezione "test sperimentali" troverai tutte le informazioni che chiedi, e i Quantum ed Ennio potranno indirizzarti meglio, loro avevano redatto un protocollo di misura molto valido.

    Ciao

  20. #70
    Pietra Miliare
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    Ciao mgb2 grazie per l'informazione cercherò....

    Be è vero se hai i milioni di € è meglio spenderli in strumentazione e fare esperimenti con
    quantità minime, ma se non li hai, forse è meglio fare esperimenti più spartani con strumentazioni con un errore più alto ma meno costose...

    Ciao Ciao

  21. #71
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    Predefinito fusione fredda

    Quote Originariamente inviata da mgb2 Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti,

    vi riporto altre notizie interessantissime:

    Cari Colleghi,

    Ho il grande piacere di ritrasmettterVi un gran bel risultato scientifico
    ottenuto dal, a Noi tutti ben noto, gruppo Tedesco che si occupa, da oltre 8
    anni, degli studi di CMNS usando un "convenzionale" fascio prodotto da
    acceleratori di particelle.
    Il lavoro è stato appena pubblicato da Physical Review C.

    Buona lettura,

    F.C.

    ************************************************** **********************
    ------Messaggio inoltrato
    Da:
    Risposta:
    Data: Wed, 23 Jul 2008 18:21:07 +0200
    A:
    Oggetto: CMNS: New results from German deuteron beam exp's


    Dear all,

    the German LENR group Huke/Czerski/Ruprecht et al.) has just published
    a longer paper in Physical Review C:
    Cookies Required

    As you may know they are bombarding deuterated metal targets with
    deuteron beams of "medium" energy. Fusion reactions are expected
    there, but they measure more than expected. They attribute increased
    fusion rates to electron screening.

    Kasagi et al. and Rolfs et al. have found out that electron screening
    is high for low deuteron densities, contradicting experimental
    experience by LENR researchers that fusion only occurs for high
    deuteron densities.

    In the new paper Huke et al. present new experimental results. They
    show that results of Kasagi et al. and Rolfs et al. are most probably
    due to measurement error and that their results show high screening
    for high deuteron densities.

    Their theory allows to explain LENR using orthodox physics theory. The
    energy produced in a fusion event can be transferred to a 3rd deuteron
    which is then very energetic to participate in further nuclear
    reactions, inclusing transmutations.

    This is my understanding of the work, I hope I didn't get anything
    wrong. To make sure, better check and read the paper. A preprint is
    here: [0805.4538] Enhancement of the Deuteron-Fusion Reactions in Metals and its Experimental Implications

    Best

    Il link su arxiv è leggibile da tutti.
    Se volete l'articolo pubblicato su Physica C lo trovate qui:

    http://mio.discoremoto.alice.it/genni

    si chiama Huke

    Ciao
    Egregio Moderatore, vedo, da molti interventi, che qualcuno pensa , con quattro barilotti, di fare ricerche in casa sulla fusione fredda.
    Sarebbe bene che lei facesse un punto della situazione per chiarire sopratutto alcune cose :
    Pons e Fleischman hanno aperto una nuova porta della fisica delle particelle.
    Dopo qualche anno di ricerche serie è stata superata la prima importante critica : la riprducibilità dell'esperimento.
    Ora però ci si trova davanti ad un grande interrogativo: perchè tutto ciò avviene ?
    Il defunto , nonchè compianto Preparata aveva appena accennato ad una sua ipotesi , ma nel mondo scientifico ne girano all'incirca una decina.
    Randell-Mills ha delineato addirittura uno strumento matematico che, espandendo la Relatività Generale e la Teoria dei Quanti permetterebbe di fare un ulteriore passo avanti.
    Detto strumento è tuttora oggetto di dibattito.
    Dal quadro introduttivo che la invito a fare dovrebbero evidenziarsi :
    -La fusione fredda è una cosa terribilmente seria.
    -Le ricerche sulla FF. sono campo di laboratori iperattrezzati e possono essere fatte solo da scienziati MOLTO ADDENTRO nella fisica delle particelle.
    -Questa nuova svolta è suggestiva , ma il vedere girare gli alternatori di qui a qualche anno è cosa da ingenui, illusi.
    Basti solo ricordare che le ricerche sulla Fusione Calda hanno per obbiettivo, peraltro lontano dall'essere raggiunto, la FATTIBILITA' della FC.
    La saluto.


  22. #72
    Moderatore
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    Quote Originariamente inviata da lucyrrus Visualizza il messaggio
    Egregio Moderatore, ..
    Grazie per l' "egregio",
    Quote Originariamente inviata da lucyrrus Visualizza il messaggio
    Dal quadro introduttivo che la invito a fare dovrebbero evidenziarsi :
    -La fusione fredda è una cosa terribilmente seria.
    -Le ricerche sulla FF. sono campo di laboratori iperattrezzati e possono essere fatte solo da scienziati MOLTO ADDENTRO nella fisica delle particelle.
    -Questa nuova svolta è suggestiva , ma il vedere girare gli alternatori di qui a qualche anno è cosa da ingenui, illusi.
    Basti solo ricordare che le ricerche sulla Fusione Calda hanno per obbiettivo, peraltro lontano dall'essere raggiunto, la FATTIBILITA' della FC.
    La saluto.
    Sono completamente d'accordo con te, soprattutto riguardo i punti che ho riportato. Ci sono alcuni appunti però.
    Se sei un buon sperimentatore, hai a disposizione un buon laboratorio e la ricetta è dettata in modo giusto puoi perfettamente essere in grado di replicare e migliorare risultati sperimentali forniti dai 'più esperti'.
    In fondo, facndo un paragone in campo motoristico, i migliori meccanici non hanno idea dei cicli termodinamici che maneggiano o delle variabili fisiche in gioco, tuttavia, meglio di chiunque altro, sono in grado di far partire un motore.
    Lo stesso è con gli orefici quando eseguono bagni galvanici: non penso che nessuno di loro sia a cono scenza delle leggi che sottendono all'elettrochimica, eppure, grazie alla pratica e a ottime ricette, sono in grado di ottenere risultati comunque.

    Diciamo che questo è il senso del forum e del perchè si trattino questi temi . C'è chi pensa e chi sperimenta... e c'è ci fa entrambe le coe.

    Ci sono anche degenerazioni però. E negli anni ne ho viste tante: teorici della domenica, sperimentatori scriteriati, gente che azzarda teorie su anomaie inesistenti, gente che si fa male perchè incauta.
    Di contro però ci sno anche tante persone serie che sperimentano con sistemi di tutto rispetto,nonostante la mancanza di fondi e di attenzioni e che ottengono anche tanti risultati interessanti.

    Il forum è anche questo caro amico lucyrrus.

    Ed è bello.


  23. #73
    Seguace
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    Caro lucyrrus,

    ti do del tu solo per comodità.
    Hai ragione quando dici che c'è un pò di confusione in quello che leggi, anch'io certe volte ho avuto la stessa impressione.

    Continuo a ripetere che bisogna distinguere nettamente tra fusione fredda e plasma elettrolitico.
    Supponendo che la persona che voglia fare questi due esperimenti sia un "buon sperimentatore" (condizione assolutamente necessaria) possiamo fare un paio di conti e capire in questo forum come ci si muove.

    Per studiare cosa accade al plasma elettrolitico dal punto di vista calorimetrico bastano un migliaio di euro, per fare le cose con criterio.
    Per determinare l'esistenza o meno delle eventuali trasmutazioni te ne servono 300.000 per un XPS oppure paghi un lab chimico che sia capace di risolvere il ppm.

    Ergo, "quasi tutti" (i buoni sperimentatori) qui dentro possono permettersi di studiare la calorimetria della cella al plasma e nessuno (smentitemi se sbaglio) si può permettere lo studio delle trasmutazioni.

    Per quanto riguarda la ff più o meno ci vogliono 5-6000 euro (elettrolitica, gas loading, Huke) per studiare la calorimetria (deuterio e palladio escluso) e 300.000 euro per uno spettrometro di massa se vuoi dimostrare che l'eccesso di energia sia di origine nucleare.

    Non so qui dentro chi abbia mai allestito un tale esperimento, credo nessuno (ma smentitemi se sbaglio).

    Per quanto riguarda la tua domanda sul come avviene il fenomeno invece, "tutti" (senza spese) si possono sbizarrire e speculare all'infinito, solo il tempo (e la comunità scientifica) deciderà.

    Ma bisogna andarci sempre e comunque con i piedi di piombo.
    Ad es. tu mi citi Mills e il suo "strumento matematico" descritto nel libro "The Grand Unified Theory of Classical Quantum Mechanics" dove la formula iniziale di tutto il libro viene commentata con "special relativity applies" mentre e' evidente che l'equazione non e' invariante relativistica.
    Inoltre la teoria è incapace di riprodurre i livelli energetici degli stati eccitati dell'atomo di idrogeno.
    E soprattutto non predice l'esistenza degli stati di idrino!

    Per un approfondimento puoi scaricare il pdf delle critiche alla teoria di Mills qui:

    http://babbage.sissa.it/PS_cache/qua.../0505150v1.pdf

    Ciao
    Ultima modifica di mgb2; 12-11-2008 a 10:27

  24. #74
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    Ciao,

    ho caricato il file di Takahashi2009.pdf del talk che ha tenuto qualche giorno fa alla conferenza di Salt Lake City ACS-2009.

    In pratica è una replica (riuscita) dell'esperimento di Arata.

    Ciao
    I miei file li trovate qui: http://file.webalice.it
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  25. #75
    Seguace
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    Secondo me c'è qualcosa di non perfetto per ciò che rigurda l'elettrolisi di Fleischmann e Pons.
    Se è vero che per schermare la forza coulombiana dei nuclei necessita di tanti elettroni, allora questo significa che il palladio dovrebbe avere un eccesso di elettroni molto elevato; ma eccesso di elettroni elevato significa alta tensione elettrica e di certo io non posso applicare l'alta tensione nell'acqua; se lo facessi otterrei un corto circuito.
    Quindi sono costretto a pensare che l'acqua non va bene e invece va bene un gas.


 

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