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  1. #51
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    le discussioni si stanno facendo molto complete
    ci sono dei contributi veramente chiari

    io sto continuando nel mio lavoro di indagine.
    sono stato fino ad ora a visitare solo 5 impianti (MT, BTS, Ladurner, UTS, Thoni) ma ho notato che ci sono un pò 2 tipologie di impianti

    la prima è di avere un impianto molto grande, con vasche molto capienti per dare un lungo tempo di digestione

    la seconda è di avere un impianto più compatto e frazionato

    ovviamente ogni ditta sostiene che il suo impianto è il migliore.. ma volevo avere anche la vostra opinione. quali sono i pro e contro delle 2 tipologie?

    PS: cosa si intende (lo chiedo ai tecnici) per HRT?

  2. #52
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    ciao a tutti,

    la DA è un processo biologico e per svolgersi completamente deve avere un sacco di parametri a posto. Fra le varie variabili che entrano in gioco troviamo anche la disponibilità dei reagenti alle reazioni ed i tempi tecnici di contatto della biomassa nel digestore.
    Il primo parametro determina quanto materiale reagisce rispetto a quanto se ne è messo, ovvero: se mettiamo un ipotetico granulo di alimento, esso reagirà diversamente rispetto, per esempio, da 5 granuli più piccoli (che assieme fanno la stessa massa del granulo unico).
    Se mi concedete un paragone un pò audace, ma divertente è un pò come quando si fa il gelato fritto...a parità di temperatura dell'olio (che deve essere alta) se metti una cucchiaiata di gelato per qualche secondo nell'olio e tiri fuori in breve, ottieni un alimento croccante fuori ed ancora freddo dentro. Se invece la medesima cucchiata la suddividi in 5 o più cucchiaini di gelato rischi di sciogliere tutto nell'olio bollente e perdere il tuo gelato...
    Quindi una biomassa triturata è maggiormente disponibile alla digestione...non che ce ne sia di più, ma è semplicemente maggiormente pronta a poter essere digerita.
    L'altro parametro citato all0inizio, è il tempo di digestione...il citato HRT, cioè il tempo idraulico di ritenzione della biomassa. Tale valore formalizza quanto tempo (statisticamente) il brodo di digestione staziona nel digestore prima di essere scaricato. Viene calcolato genericamente come il rapporto fra il volume del digestore rispetto alla portata influente e si esprime in giorni o ore.

    Quindi se ho dei panetti di biomassa e li faccio digerire in poche ore e poi scarico è facile che nel mio digestore ho molto poco biogas...se invece ho delle pagliuzze sminuzzate della stessa quantità di biomassa e li faccio stare nel digestore dei giorni (compatibilmente con gli spazi, costi, ecc....altri parametri...) è facile che in questo caso, di biogas, ne avrò prodotto molto di più...certo avrò speso dei soldi per sminuzzare e per costruire un digestore più grosso...ma avrò anche prodotto più gas che nel motore mi genera un rientro economico...
    E' fondamentale farsi diversi calcoli per stabilire i confini...cioè quanta energia consumo per trituratori, pompe, miscelatori, ecc e quanta ne produco grazie all'uso appunto dei trituratori, pompe, miscelatori, ecc...

    Con una corretta caratterizzazione della biomassa in ingresso ed in uscita si possono capire gli estremi reali della produzione di biogas e decidere se una certa operazione è fondamentale o ridondante e se posso farne a meno conscio della perdita di biogas ma del risparmio economico...

    Se per tirare su qualche kW termico dalla mia porcilaia metto un paio di mutande al tetto e convoglio i gas prodotti ad un bruciatore di recupero per fare acqua calda...è evidente che comprare ed installare un trituratore da 20kW (o da quanto assorbe, non lo so...) NON è conveniente anche se magari incremento di qualche m3 la produzione di biogas...

    D'altra parte, se invece ho un impianto di tutto rispetto dove i volumi mi potrebbero permettere HRT di 30-40gg, sfruttare al massimo la propria biomassa ANCHE triturandola nello stadio iniziale, penso sia una valutazione corretta e l'investimento nonchè l'esercizio del trituratore possa essere ragionevolmente giustificato...

    Non si parla certo di scelte assolute...ma di sommatorie di accorgimenti che possono creare delle buone rese di produzione...anche se qualche soldo va utilizzato...

    Gli investimenti ragionati e giustificati con prove (magari teoriche ma documentabili) in genere trovano riscontro poi in fase di esercizio...anche se l'inconveniente di aver speso qualche euro in più è sempre presente...

    che ne dite?

    Saluti,

    L.


 
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