Buonasera a tutti e scusate se mi intrometto niella vostra discussione.
Vorrei sapere come si fa a capire quali sono i materiali piu idonei per la produzione di biogas o se potreste indicarmi cosa puo o meno andare meglio?
Vi ringrazio di tutto
Buonasera a tutti e scusate se mi intrometto niella vostra discussione.
Vorrei sapere come si fa a capire quali sono i materiali piu idonei per la produzione di biogas o se potreste indicarmi cosa puo o meno andare meglio?
Vi ringrazio di tutto
Saluti Francesco , è cio che cerco di capire anchio ma i luminari sono di poche parole ...
Ciao Patrik, in effetti è da un po che seguo questo forum ma ancora non ho le idee chiare su come funziona tutto il processo e sopratutto quali sono le materie giuste da utilizzare.
Se tu ne sai piu di me ti sarei grato se potresti illuminarmi.
Un caluroso saluto a presto![]()
Diversi sono gli indicatori che suggeriscono se un materiale è idoneo o meno per la fermentazione:
1 Presenza di carbonio, deve quindi essere materia organica, sennò non c'è speranza.
2Deve essere degradabile da parte di batteri in tempo breve, quindi materiali che hanno carbonio ma che sono difficilmente degradabili non vanno bene, escludiamo quindi paglia secca, ossa, ecc ecc
3 deve essere economicamente sostenibile, quindi ad esempio il silomais è sostenibile solo grazie agli incentivi, tolti quelli non è più possibile utilizzarlo,
4 Deve essere abbastanza liquido e se non lo è deve essere frantumato o tagliato a pezzetti.
Lo so che non trovate le risposta che cercate, ma non è sempre facile avere risposte preconfezionate, in particolare in questo settore nuovo dove molte persone inventanoi di sana pianta... tanto sono in pochi che ne capiscono!
se avete domande su specifici fermentanti fatele vedrò di rispondere.
Saluti
Il rapporto C/N , in un digestore deve rimanere minore uguale a 35, le biomasse che rendono di più sono di origine vegetale, ma avendo alti contenuti di carbonio, devono essere miscelate a deiezioni o simili(alto tenore di N) , ma avete mai sentito parlare dei digestori ibridi?
HRT di 24-36 ore non è male e le dimensioni del digestore si riducono ad 1/30 ... ne ho solo letto, qualcuno li conosce?
Saluti!
They've
Ciao volevo chiederti che cosa fosse il C/N e se per caso intendi il carico organico del digestore.
Mai sentito parlare di ibridi e un HRT di 24 36 ore non lo ho mai sentito sei sicuro che in così poco tempo possa avvenire la permentazione, di solito si parla di 28 giorni per liquami e 80 per il materiale più difficile.
ciao
Il C/N è il rapporto carbonio/azoto , ovvero del contenuto, dei suddetti elementi, nella biomassa in digestione.Gli ibridi sono digestori in cui i batteri sono sia dispersi nella melma che adesi ad appositi supportiposti nei 2/3 superiori del digestore...l'ingresso è dal basso, man mano che digerisce passa attraverso questa specie di filtro composto da batteri ed esce da sopra digerito... si dovrebbe abbassare parecchio l'hrt, l'ho solo letto e studiato, ma se funziona, per piccoli impianti, è una bomba!!!
Sai dove trovare informazioni su questi ibridi?
Io li ho trovati vagando sul web, mi pare ci sia uno studio che gira in versione pdf... se lo trovo lo posto...
"...dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior..."
Buonasera a tutti.
Solar quindi mi stai dicendo che i materiali vegetali vanno bene ma se accompagnati a liquami o letame è ancora meglio?
allora ti chiedo un composto misto di letame di galline e scarti della lavorazione di cipolle e/o finocchi o comunque altri ortaggi, potrebbe rendere qualcosa?
Ciao Patrik
Mi sono inserito da poco nel forum Ho letto con interesse il procedere della tua esperienza con il tentativo di costruire un bio-digestore casalingo.
Ho visto che vivi a circa 1.000 metri di quota ma non esiste la corrente elettrica da rete lì da te ? Visto che parli di gruppi elettrogeni sempre in funzione ! Trovo la tua esperienza interessante ma è chiaro che usufruendo di energia elettrica e calore prelevati diciamo a sbaffo da uno o più gruppi elettrogeni locali ti poni in una condizione particolare.
Ovvero il tuo piccolo digestore potrebbe anche funzionare ma non ci saremmo con le rese visto che tu puoi sfruttare elettricità e calore che puoi permetterti di non mettere nel conteggio delle energie consumate.
Ma è chiaro che volendo esportare la tua esperienza non potremmo contare su queste condizioni di favore.
Comunque a questo punto sono curioso
Come sta andando avanti il tuo progetto ?
Sbaglio o il tuo ultimo intervento si ferma al 08 09 2009 ?
Hai costruito il nuovo serbatoio in muratora rinforzata ?
Quali problemi stai affrontando ora ?
Si tratta comunque di un'esperienza interessante in particolare per la natura del forum.
Facendo delle buone analisi si potrebbe scoprire che un impianto di biodigestione può dare risultati utili a quantitativi e energie in gioco ben minori di quanto si pensa attualmente e di quanto consigliano gli ingenieri.
Come consigli posso dirti che l'ambiente batterico si crea da sè. Per l'avvio di solito si prende del liquame da biodigestori già funzionanti o si usano resti d'intestino di vitelli. Ci sono dei prodotti confezionati appositamante ma presumo siano costosi La presenza di lignina può ostacolare il processo come la presenza del cloro ( acqua potabilizzata ) ma solitamente il tutto si traduce solo in maggiore tempo per ottenere l'avvio. Certo che per un piccolo impianto, probabilmente questi inquinanti ( lignina, cloro o altri ) possono essere più dannosi perché presenti in maggiore quantità relativa. Si tratta di un'esperienza da fare ! Secondo me però i maggiori problemi che troverai saranno di natura tecnico costruttiva come stai già sperimentando e non tanto biologica.
Se puoi aggiornami sul forum grazie
Ciao ,era un bio-digestore casalingo adesso sto aspettando per un preventivo di progettazione .
Si siamo a 1000 mt e qui disponibile c'è solo 1,5 kw monofase .
Utilizziamo 400kw trifase per la trasformazione pietra / roccia in sabbia / ghiaia e affini + un 20 kw per 3 abitazioni .
Che ci facciamo con 1,5 kw a 3 famiglie ??? Era prevista un modifica alla linea se paghiamo parte della linea , ma non ci conviene , costa meno il carburante che utilizziamo.
I gruppi grandi non lavorano sempre , ad esempio adesso gia c'è neve e lavoriamo molto poco anche se c'è abbondante materiale
lavorato in deposito.Gira sempre solo il gruppo piccolo .
Ho provato a modificarlo per recuperare il calore ma è troppo piccolo per reggere 3 appartamenti specie qui che la notte si tocca gia lo Zero .
Ho reallizato un digestore in muratura rinforzato perchè utilizzando uno in pvc ,non ha tenuto la pressione . Serve per fare delle prove e capire quanto gas esce.
Il risultato è piuttosto deludente ho verificato + volte circa 1,5 mt3 di gas al dì con erba .
Se penso che una caldaia a pieno carico ( 60° ma va oltre) consuma da 3 mt3 di questo gas alla partenza per scendere ad 1 mt3 ad ora al minimo mi vien da piangere ....
Serve un digestore grande con tanto materiale a disposizione allora ho il gas per far andare 3 caldaie in liberta .
Oppure dovrei trovare un giusto equilibrio tra il calore del gruppo e
quello prodotto con il gas.
Anche quest'anno 900 € di gpl ogni 2 mesi , e si a 1000 mt il metano non c'è .
Per l'avvio non avendo del liquame di altri digestori funzionanti o messo intestini di animali vari .
Sono ancora in attesa per ricevere un preventivo di progetto e siccome mi pare di aver capito che il preventivo sarà gratis perchè
è d'interesse comune , chissa in quale secolo lo avrò ...
Interessante invece sarebbe se veritira la gassificazione della legna , visto che di legna qui ne ho tanta ma non la uso , ma è sempre tutto da provare.
Nessuno qui del forum sa spiegare come funziona il processo ???
Salutoni a tutti.....
Ciao Patrik
A mio parere che di fronte alle esigenze concrete, nel tuo caso risparmiare sul riscaldamento; che deduco essere attualmente con radiatori e caldaia alimentata a GPL bisogna essere pratici e guardare a quello ch'è disponibile in commercio ma alla stesso tempo ti permette di risparmiare perchè usufruisci di risorse disponibili localmente.
Non ricordo in che regione o provincia ti trovi ma ha poca importanza.
Mi dici che hai della legna a disposizione e allora la cosa più logica è una moderna caldaia onnivara a fiamma rovesciata con centralina di controllo elettronica, insomma tutta la tecnologia oggi disponibile che ti permette di aumentare la resa della combustione. Onnivara perché se finisci la legna puoi usare altri combustibili tipo il pellet che permette una alimentazione automatica e quindi evita la ricarica della legna manuale ogni 3 4 ore. Ma anche altri combustibili tipo, se disponibili, cippato, cereali. Al limite puoi passare al bruciatore a gpl se ti stanchi della legna. Però le due opzioni si esludono a vicenda per normativa di sicurezza cioè o vai esclusivamante a gas o vai esclusivamente a legna. Ma nulla vieta che la caldaia sia la stessa con le due funzionalità intercambiabili.
Di costruttori di queste caldaie ne trovi diversi sul mercato con varie soluzioni diverse nei dettagli. Solo per fare degli esempi: Tatano, reenergy, riello allargando la ricerca ci sono e validi i costruttori tedeschi e austriaci.
Puntando alla legna, tieni presente che ce ne vuole tanta e bisogna pure lavorarla per tempo. Se devi andare a comperarla già il risparmio si fa meno consistente. Tieni presente che se dovessi comperarla tutta, ad oggi, niente niente il gpl ti costa meno.
Il vero inconveniente della legna è il fatto di doverla caricare ogni 3 4 ore anche se ci sono modelli che mantengono la brace viva e pronta al riavvio fino a 5 8 ore senza ricarica.
Mi risulta non esistano dei caricatori automatici per la legna anche perchè sembra ci siano questioni di sicurezza principalmente sulla chiusura apertura del portello della caldaia ma anche per il rischio incendi in genere.
Infatti, a rigori, la lenga non va accatastata vicino alla caldaia.
Però, per una applicazione casereccia, nulla ti vieta di usare la tua fantasia per autocostruirti un caricatore, infondo bastano fra 3 e 5 ricariche per graantirti una autonomia più che giornaliera.
Produrre gas dalla legna significa sostanzialmente fare una carbonaia per produrre appunto carbone da legna e poi gassificare il carbone. Sono processi complessi e non credo proprio che ci siano delle rese per piccole quantità e le complicazioni tecniche e di conduzione sono molteplici.
Poi se adotti un buon serbatoio a strati per l'accumolo dell'acqua calda ( Brastech ne produce di validi anche se costosi in base ovviamente al numero di strati che scegli ) a strati vuol dire che hai diverse uscite disponibili
2 ma perfino 3 o 4 per prelevare l'acqua calda a diverse temperature secondo le varie esigenze. Nel tuo caso possono bastare due prese.
Puoi crearti un accumolo duraturo ( anche giorni ) di acqua calda.
Fatto questo, ma anche indipendentemente da ciò puoi dotarti di un bel solare termico che non solo produca, ovviamante quando c'è il sole, dal 60 all'80% del'acqua calda di cui hai bisogno ma anche aiuti un poco a scaldare l'acqua del serbatoio ovvero della caldaia risprmiando non poco.
Ovviamante sono investimenti significativi ma non avrai più la spesa continuativa dell'acquisto del gpl e ci sono pure i contributi che si aggirano sul 55%.
Detto tutto questo se poi ti piace pure sperimentare e informare il forum sui tuoi progressi ben venga.
Fammi sapere come pensi di progredire
Ciao , usufriamo gia degli incentivi per il gpl ,ma tutto in italia è predisposto a Doc. Gli incentivi fino al 55% sono applicabili per chi consuma un tot mensilmente. Noi di quel tot ne consumiamo una parte , solo hotel e affini usufruisco di tale incentivi , per noi resta solo lo sconto di alta montagna e quello di zona non metanizzata.
Ho bisogno di gas per non stravolgere o modificare gli impianti esistenti di riscaldamento , 3 caldaie 3 impianti indipendenti .
Una o 3 caldaie a legna non sarebbe molto indicato, anche perchè poi le devo caricare sempre io anche se son 3 . Eppoi non avrei lo spazio per depositare la legna , l'unica è il gas , ho provato con una a gasolio modificata ma quando si spegne poi va in blocco ed è sempre un caos farla ripartire .Va in blocco perchè non va a gasolio come i gruppi questo era ovvio mi pare.
Procurarsi la legna trovandosi a ridosso del bosco non dovrebbe essere difficile,invece il bosco trovandosi all'interno di un parco la cosa diventa abbastanza complessa.
Ho gia abbastanza problemi con l'impianto che è confinante con il parco .
Quando è acceso il 400 con lo scambiatore di calore e il recupero
calore sui fumi, modifiche fatte in casa riesco a reggere 2 abitazioni con l'acqua dei radiatori a 50°.Anche se sembra poco come temperatura ti assicuro che tenendo per + di 8 ore i radiatori a 50° scaldo a sufficienza .
Che io sappia la legna si può gassificare anche senza trasformarla in carbone ma è una teoria descritta anche su questo forum.
Dovrei avere le idee + chiare sulla resa del biogas da prodotto, in modo da realizzare un digestore che possa fornire 90/100 mt3 di gas al dì , ma mi accontento anche con 75/80 mt3 al dì.
E quando avrò la certezza che potrò fornire tutto il materiale necessario riferito alla quantità giornaliera , stavolta il digestore lo interro , così salto l'iter burocratico rispettando la sicurezza .
Basta convertire le caldaie a metano e sono a posto .
Però mi serve il biogas da produrre con letame e scarti vegetali.
Bye...
dovresti cercare dati sui gassogeni che si usavano nel dopo guerra per lavori agricoli e andavano a legna, merce pregiata, e in base alla qualità della legna il motore rendeva meglio, sono racconti di mio padre che li ha usati, se teorizziamo una cinquantina di cavalli vapore, per 10 12 ore di duro lavoro, permè mè arriviamo al tuo fabbisogno, saluti
Ciao Gordini-motori , si ho trovato uno schemino in rete , ma non ci sono misure , andare a tentativi mi sa un pò di insolito , speriamo di trovare qualcosa di + concreto ...
Ciao e grazie ....
ho trovato questo sito
http://www.rotaguido.it/prodotti/recupero-biogas.html
e c' è uno schema con equivalenza tonnellata liquami=mc gas...credevo si ricavasse più gas da una tonnellata di liquame bovino accipicchia...ora capisco perchè la tentazione di mettere il mais è forte
Ultima modifica di themose; 23-10-2009 a 18:38
si non so darti misure ma se pensi che erano istallati sui trattori, vedrai che a spanne non erano più di un 80cm di diametro, per una altezza di metro, e li caricavano dall'alto, poi mi sono ricordato di aver visto in discovery chanel un servizio di due che hanno costrito un gassogeno su un vecchio toyota Pikup, (i mecchanici del pianeta credo),saluti
Si Gordini , ho trovato un pò di foto e posso confermare le tue misure . C'è anche una spiegazione del funzionamento(in tedesco) , da una parte si parla di pezzi di 1 cm per 1 cm max , su un'altro documento invece non parla di misure particolari e dalle immagini si vedono pezzi lunghi . Quale sarà la verità ???? Ciao
In pratica state tentando di realizzare qualcosa del genere???
digestore del biogas-alibaba.com
non so se è la stessa cosa ma anche questo sembra interessante
YouTube - Fertilizer & Biogas systems
in ogni caso complimenti per l'impegno.
Saluti
che non siano le misure della griglia interna per separare il bracere dal gas
Ciao ,salutoni a tutti , si gordini, con la griglia e braciere facciamo una bella grigliata .
1 cm per 1 cm non va bene , ma se lo fai + piccolo tipo segatura funziona , ma non mi soddisfa un granchè .
Devo adesso provare con i pezzi lunghi vediamo che riesco a tirar fuori.
Ciaooooooooooooooo....................
alla fine è un braciere quello che devi fare, dove al suo interno raggiungerai circa 800-1000 gradi, e all'esterno si crea un anello protettivo verso il contenitore ecco perchè non serve il refrettario nei gasogeni, e l'ungello di imissione aria lo devi calcolare bene sia la lungezza il numero e il diametro, ciao buona fortuna
salve a tutti sono nuovo del forum o seguito con molta attenzione tutte le discussioni volevo dare solo un consiglio,per il biogas va bene per chi ha un'azienda agricola e ah la materia prima in casa altrimente e un po faticosa,io ho una caldaia a sansa e mi bastano 500 euro l'anno per riscaldare una casa da 200 mq fate un po i conti voi.![]()