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  1. #1
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    Post Taglia minima impianti a biogas per giustificare pastorizzazione scarti di macellazione

    Buongiorno a tutti.....
    Sono nuovo nel forum anche se seguo le vostre discussioni da un pò.
    Sono fortemente interessato alla produzione di biogas nel mio territorio;a riguardo ho letto decine sue pubblicazioni sulla produzione di Biogas.
    Intenedevo chidervi lumi sulla produzione di biogas mediante co-digestione, che impieghi gli scarti di macellazione.
    Quale/i dovrebbe essere la frazione organica migliore per la co-digestione con gli scarti di macellazione?
    Ho constatato che questo tipo di materia prima richiede un pre-trattamento termico e mi chiedevo se esistevano degli studi di fattibilità per valutare la taglia minima degli impianti, che sostenga anche i costi della pastorizzazione.
    Grazie per le eventuali risposte

  2. #2
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    Secondo me devi avere almeno un impianto da 500 kWh.
    Attenzione se lo fai in ambito agricolo fai diventare il tuo impianto un centro di raccolta rifiuti e non prendi più gli 0,28 ma (se dura) gli 0,22.

  3. #3
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    Un impianto agricolo lo puoi costruire in zona agricola (legge 387), un impianto che lavora con scarti di macellazione resta agricolo? La normativa è molto lacunosa, dipende dalla regione in cui sei.

  4. #4
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    Predefinito Scarti di macellazione/Taglia impianto/autorizzazioni

    Vedo anch' io una taglia minima di 500 kWel per introdurre queste tipologie di sottoprodotti. É da capire quale tipologia di scarti di macellazione, le rese energetiche e il rendiconto economico cosiccome la possibilitá di inserire l' impianto di biogas nel contesto di sito macello per utilizzare eventualmente il calore prodotto per usi termici del macello. Viste le autorizzazioni particolari da richiedere é opportuno tararsi sulla suddetta taglia minima di 500 kWel.
    Attenzione comunque ai carichi di azoto per via delle proteine immesse nel digestore da tamponare con carichi di carbonio (rapporto C/N).

  5. #5
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    Ciao a tutti
    Ma la legislazione che cosa dice a tal riguardo sono sottoprodotti alimentari o sono rifiuti?
    E poi l'impianto è da 18 cent a kW come i rifiuti o a 22 cent a kW?
    Grazie

  6. #6
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    Grazie a tutti per le risposte.
    Non conosco la differenza nella collocazione (ambito agricolo),l'idea è quella di mettere insieme diversi produttori per rendere l'investimento fattibile dal punto di vista economico.Le fonti di biomassa principale sarebbero liquami suini e scarti di macellazione (chiaramente di categoria 3,i quali richiedono una pastorizzazione preliminare come indicato nella normativa europea (CE) n. 1774/2002 e (CE) N. 810/2003 ).In Italia esistono pochissimi impianti che impiegano gli scarti di macellazione anche se hanno un elevato potenziale di produzione del biogas.Il mio problema è capire quanta biomassa e in quale rapporto tra le fonti, devo disporre per far funzionare bene un impianto con una potenza installata di 500KWh.Riguardo all'impiego dell'energia termica è sicuramente più conveniente fornirla al mattatoio rispetto all'allevamento suino.

  7. #7
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    Predefinito Scarti di macellazione

    Ciao Fede81,

    la questione principale nell' esaminare la fattibilitá economica di un impianto é conoscere dal punto di vista analitico questi sottoprodotti. In effetti sapere se é un macello di suini, bovini, avicoli ecc. Poi sapere quali scarti sono a disposizione perché possiedono valori di grassi e proteine e di sali minerali (calcio) molto diversi uno dall' altro. Quando si hanno analisi, quantitativi disponibili e criteri normativi (pastorizzazione, spargimento) ed altri prodotti agricoli a disposizione per rientrare comunque in un ambito agricolo sia per motivi fiscali che di spargimento si mette insieme l' impianto. La particolaritá degli scarti di macellazione stá nell' alto contenuto di proteine (azoto) che pretende particolari attenzioni sia nella corretta miscela di alimentazione dell' impianto di biogas che nella gestione delle temperature del digestore. Ulteriore fatto é la produzione eccessiva di idrogeno solforato che si sviluppa durante il processo anaerobico proprio per la presenza di queste proteine! Qui ti servono sistemi di abbattimento di H2S molto efficaci e non a semplice immissione di ossigeno nei digestori.

    Sulla tariffa definitiva devi attendere ancora un pó che in parlamento/senato esca. Detto fra noi: con dei sottoprodotti anche un 0,22 €/kWh é interessantissimo!!

    La taglia definitiva impianto (300 - 999 kW) é condizionata da:

    quantitá di sottoprodotti
    ettari a disposizione per la tua produzione agricola e spargimento
    capitale finanziario disponibile

    Saluti
    Magister

  8. #8
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    x Magister:
    che sistemi di pulizia biogas conosci altre all'immisione di ossigeno?
    ho visto torri di lavaggio con soda e poi?

  9. #9
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    Predefinito Sistemi di desolforazione

    La desolforazione interna ai digestori comporta vari scompensi:

    - ossigeno in un ambiente anaerobico non é una condizione biologica ideale
    - pericolo di creare un ambiente esplosivo
    - corrosione del cemento armato (anche se protetto) nella zona gas e
    anche dell' acciaio inox
    - con ppm di H2S elevati i punti di contatto dell' ossigeno inserito nel/i
    digestore/i non son sufficenti e anche le superfici di insediamento dei
    batteri sono scarse.


    I sistemi di lavaggio che conosco sono delle torri di desolforazione esterna che agiscono con lo stesso principio di abbattimento biologico aerobico avendo peró un via di flusso biogas ben definita, corpi di insediamento all' interno della colonna per i microorganismi e un flusso di liquido controcorrente per rifornire i microorganismi di elementi nutritici. Lo zolfo che si dilava viene raccolto in un pozzetto e pompato nella vasca di stoccaggio finale. Ulteriore vantaggio é anche l' abbattimento di NH3 che si discioglie in questa acqua/liquido di lavaggio senza creare fastidio al motore di cogenerazione. Essendo in materiale sintetico la torre non risente di corrosione chimica. I gradi di abbattimento sono eccezzionali e portano del biogas con anche 1000 ppm di H2S a livelli intorno a 50 ppm.

    saluti da
    Magister

  10. #10
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    è un sistema che può essere integrato con la desolforizzazione tradizionale quindi.
    Ma come si comporta quando, specie usando gli scarti di macellazione, abbiamo un tenore di oltre 2.000 ppm di H2S??

  11. #11
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    Predefinito Dimensionamento del sistema di desolforazione

    La desolforazione esterna in colonna non é integrativa ma autonoma. Il dimensionamento della colonna di desolforazione é legato alle previsioni di ppm del biogas che produci e con questa procedura si ottengono ancora risultati molto soddisfacenti. Con valori ancora piú elevati bisogna prevedere ricambi di olio di lubrificazione piú frequenti per il motore di cogenerazione.

  12. #12
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    di che marca sono queste torri di lavaggio??

  13. #13
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    Quote Originariamente inviata da Magister Visualizza il messaggio
    La desolforazione interna ai digestori comporta vari scompensi:

    - ossigeno in un ambiente anaerobico non é una condizione biologica ideale
    - pericolo di creare un ambiente esplosivo
    - corrosione del cemento armato (anche se protetto) nella zona gas e
    anche dell' acciaio inox
    - con ppm di H2S elevati i punti di contatto dell' ossigeno inserito nel/i
    digestore/i non son sufficenti e anche le superfici di insediamento dei
    batteri sono scarse.


    I sistemi di lavaggio che conosco sono delle torri di desolforazione esterna che agiscono con lo stesso principio di abbattimento biologico aerobico avendo peró un via di flusso biogas ben definita, corpi di insediamento all' interno della colonna per i microorganismi e un flusso di liquido controcorrente per rifornire i microorganismi di elementi nutritici. Lo zolfo che si dilava viene raccolto in un pozzetto e pompato nella vasca di stoccaggio finale. Ulteriore vantaggio é anche l' abbattimento di NH3 che si discioglie in questa acqua/liquido di lavaggio senza creare fastidio al motore di cogenerazione. Essendo in materiale sintetico la torre non risente di corrosione chimica. I gradi di abbattimento sono eccezzionali e portano del biogas con anche 1000 ppm di H2S a livelli intorno a 50 ppm.

    saluti da
    Magister
    Per Magister
    Per limitare i problemi derivanti dalla produzione di H2S è mia intenzione procedere alla co-digestione con liquami suini, i quali dovrebbero essere la parte prevalente della biomassa. Tu conosci la soglia minima di contenuto proteico entro il quale non devo ricorrere a sistemi di abbattimento di H2S.Ho preso contatto con un'allevamento suino che produce 25 metri cubi di liquame al giorno.Il macello che a breve visiterò ha tre linee di macellazione :una per i suini,una per gli ovini e una terza per i bovini....penso che dovrò analizzare chimicamente le miscele di biomassa in modo che rispondano alle caratteristiche per garantire un ottimale processo di digestione

  14. #14
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    scusate se mi intrometto... sapete che tipo di autorizzazione necessita un impianto di produzione di biogas da pirolisi di scarti di macellazione?
    anche se... non sono sicura che sia un biogas, visto che da Dlgs 152/2006 deve provenire da fermentazione anaerobica metanogenica di sostanze organiche...
    grazie

  15. #15
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    benvenuta!

    infatti non si tratta di biogas ma di gas di sintesi, altresì syngas.

    A presto

  16. #16
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    infatti ho la brochure del mio cliente con tale dicitura.... quindi è il caso che vada a chiedere in un altro forum???
    non sono biomasse, non è biogas... vado in ALTRE ENERGIE?

  17. #17
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    quindi il digestato di scarti di macellazione pastorizzato può essere riutilizzato in agricoltura come concime?
    Terra


 

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