La CO2 che immetti bruciando petrolio però è quella che è stata fissata migliaia da anni fa nel sottosuolo e che ad ogni estrazione ne viene immessa di nuova, quella derivante dalle biomasse viene ceduta dopo che è stata assorbita nell'annata di coltivazione, una bella differenza. Nel primo caso vai in positivo di CO2 ogni giorno, nel secondo se non vai a pareggio ci sei molto vicino.
Non c'è bisogno certo di utilizzare reflui per mettersi insieme in cooperative eh, e poi come saprai la resa utilizzando solamente reflui non è certamente elevata, motivo per cui per ammortizzare gli impianti bisogna per forza di cose utilizzare il prodotto che dia la massima resa energetica.
L'incentivazione c'è, se poi riesci a pagare il tutto utilizzando solo reflui meglio, ma poi il tizio dovrebbe pure spiegare come ha fatto.
Sul discorso della desertificazione della pianura padana ci andrei cauto, questi parole le ho sentite per la prima volta qualche anno fa da a chi piace fare demagogia, quando sembrava che in ogni azienda dovesse sorgere un impianto a biomasse o biogas, cosa poi rivelatasi (e mi chiedo chi ci abbia creduto) profondamente infondata.
Piccola conclusione mia sul discorso agricoltore furbo che danneggia l'ambiente col suo operare:
Sembra quasi che per la totalità della popolazione l'agricoltore debba essere una sorta di filantropo che pensa alla comunità e che vive sostenendosi del soli frutti che gli da la sua terra, indipendente sa tutto e da tutti. L'agricoltore è un imprenditore e come tale cerca il massimo guadagno e siccome al giorno d'oggi (da quasi 20 anni ormai) in Italia gli agricoltori vengono presi costantemente per i fondelli da prezzi da fame, nel momento in cui possono sfruttare la "corsa ecologica" la sfruttano, pensando ai guadagni che possono fare.
Prima gli si danno le briciole e poi gli si chiede di salvare il mondo...


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