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Discussione: Tariffa 2011?

  1. #76
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    Quote Originariamente inviata da iciodebby Visualizza il messaggio
    Ok ...con il mais fra coltivazione raccolta e trasformazione in biogas sicuramente l'immissione in atmosfera di co2 è simile a quella del petrolio ma ricordiamoci i rischi che si corrono per estrarre , trasportare e raffinare il petrolio!!!!!!!!
    Quote Originariamente inviata da agarden Visualizza il messaggio
    Hai detto bene Gordini
    “Alleggerire il costo (o peso) ambientale”
    Non dimentichiamoci che la maggiorparte degli impianti a biogas oggi presenti non alleggerisce il costo ambientale ma anzi lo appesantisce.
    Produrre 1 kW con il petrolio contribuisce ad una emissione di CO2 di 0,72 kg, produrlo biogas ottenuto da mais 0,65 kg circa (quindi non cambia un granchè). Produrlo con reflui zootecnici 0,2 kg (dati università di Torino).
    ...cut...
    La CO2 che immetti bruciando petrolio però è quella che è stata fissata migliaia da anni fa nel sottosuolo e che ad ogni estrazione ne viene immessa di nuova, quella derivante dalle biomasse viene ceduta dopo che è stata assorbita nell'annata di coltivazione, una bella differenza. Nel primo caso vai in positivo di CO2 ogni giorno, nel secondo se non vai a pareggio ci sei molto vicino.

    Quote Originariamente inviata da agarden Visualizza il messaggio
    Anche sfruttare i nostri terreni con queste monoculture sta creando rischi, tra cui l’inesorabile perdita di fertilità e l’incremento di erosione, problemi questi che si acuiranno sempre di più in futuro e che saranno sempre più evidenti. non parliamo poi dei veleni che ci buttiamo.
    Solo che queste problematiche per ora sono difficili da vedere per i non addetti.
    Sarebbe possibile produrre moltissima energia se si utilizzassero i reflui zootecnici, ma tutti.
    Occorrerebbe rendere obbligatorio il trattamento anaerobico di liquame e letame, così come avverrà presto in Danimarca e Svizzera.
    ...cut...

    L’incentivazione è fondamentale, ma andrebbe data per poter raggiungere obbiettivi che mettano le problematiche ambientali al centro della questione e non fare come fanno ora che danno incentivi anche agli speculatori.
    Non c'è bisogno certo di utilizzare reflui per mettersi insieme in cooperative eh, e poi come saprai la resa utilizzando solamente reflui non è certamente elevata, motivo per cui per ammortizzare gli impianti bisogna per forza di cose utilizzare il prodotto che dia la massima resa energetica.
    L'incentivazione c'è, se poi riesci a pagare il tutto utilizzando solo reflui meglio, ma poi il tizio dovrebbe pure spiegare come ha fatto.

    Sul discorso della desertificazione della pianura padana ci andrei cauto, questi parole le ho sentite per la prima volta qualche anno fa da a chi piace fare demagogia, quando sembrava che in ogni azienda dovesse sorgere un impianto a biomasse o biogas, cosa poi rivelatasi (e mi chiedo chi ci abbia creduto) profondamente infondata.
    Piccola conclusione mia sul discorso agricoltore furbo che danneggia l'ambiente col suo operare:
    Sembra quasi che per la totalità della popolazione l'agricoltore debba essere una sorta di filantropo che pensa alla comunità e che vive sostenendosi del soli frutti che gli da la sua terra, indipendente sa tutto e da tutti. L'agricoltore è un imprenditore e come tale cerca il massimo guadagno e siccome al giorno d'oggi (da quasi 20 anni ormai) in Italia gli agricoltori vengono presi costantemente per i fondelli da prezzi da fame, nel momento in cui possono sfruttare la "corsa ecologica" la sfruttano, pensando ai guadagni che possono fare.
    Prima gli si danno le briciole e poi gli si chiede di salvare il mondo...

  2. #77
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    Federico, la CO2 immessa nell’atmosfera non è soltanto quella fissata dalla fotosintesi ma soprattutto quella impiegata per lavorare il mais (trinciatura, trasporto, semina, irrigazione (con tutte le problematiche annesse) lavorazione terreno, fitofarmaci, fertilizzanti chimici ottenuti a loro volta con ingente utilizzo di petrolio, ecc, ecc..).
    Credo che l’incentivo dovrebbe focalizzarsi su impianti a immissioni bassissime. Proprio perché i costi per un tale impianto sono superiori occorrerebbe avere non 0,28€/kw ma almeno 0,33 o 0,35€/kw, mentre occorrerebbe dare molto meno a chi usa il mais perché chi usa mais non da in alcun modo un beneficio per l’ambiente e tanto meno per la comunità.
    Un impianto può funzionare anche soltanto con liquame e letame misto paglia. Ce ne sono anche in Italia, ma in Germania, dove opero prevalentemente ve ne sono parecchi.

    Sulla perdita di fertilità dei nostri suoli è un fenomeno già in atto e condiviso dal 100% degli studiosi. Gli stessi agricoltori se ne stanno accorgendo.

    Anch’io ho una azienda in provincia di Torino. Non si chiede agli agricoltori di salvare il mondo, ma gli amministratori hanno il dovere di guidare l’operato delle imprese. Il finanziamento è uno di questi strumenti in mano agli amministratori. Per questo sarebbe importante regolarne maggiormente l’efficacia. Per ora i finanziamenti così come sono impostati stanno dando palate di soldi agli speculatori.. e pochi agli agricoltori veri. Peraltro i problemi ambientali non sono per nulla risolti con questo approccio di “finanziamento a pioggia”.
    Occorre dare incentivi per kg di CO2 NON emessa. Questo è l’unico approccio che funziona, laddove è già stato adottato.. ma purtroppo in Italia si arriva sempre con qualche decennio di ritardo..

  3. #78
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    Scusa eh, ma di CO2 immessa a seguito della lavorazioni l'avresti comunque, sia che la coltura sia energetica sia che essa venga usata come alimento.
    E poi a ben vedere se cominciamo a chiederci quali siano le sostanze che immettano in atmosfera più o meno C02 non ne veniamo più fuori, perchè mi piacerebbe molto conoscere quella sui liquami zootecnici che sono stati prodotti a partire da animali che, durante la loro vita, hanno immesso in atmosfera CO2 e CH4 non indifferenti, per cui andiamoci piano con le distinzioni che sarebbero tutt'altro che nette.

    Incentivazione: l'incentivo è così alto per un preciso motivo, a tutt'oggi la tecnologia è piuttosto costosa, (diverse migliaia di euro per kilowatt di energia elettrica installata), che fa si che solo con incentivi robusti si possa avere una (minima) sicurezza di partire per costruire un'impiato; bisogna per cui garantire garanzie in modo tale che si possa costituire un volano economico che riesca ad abbassare i prezzi (economie di scala) permettendo poi di abbassare le tariffe.
    Altrimenti succede quello che è successo negli ultimi 30 anni, di impianti di biogas ne esistevano, ma gestiti da industriali della trasformazione che potendoseli permettere avevano deciso di produrre energia a partire dagli scarti di produzione dei loro stabilimenti.

    Speculatori, le regole ci sarebbero anche, accedono ai finanziamenti chi ha il titolo (leggi agricoltore), se poi la norma prevede che si possano creare delle società che abbiano il titolo anche a fronte di una quota "agricola" bassissima e se esiste gente che è disposta a dargliela è solo "merito" di chi ha scritto tale legge e dei furbi.
    Che ingiustizia sarebbe abbassare le tariffe solo perchè ci sono furbi che ne approfittano?

    E per finire discorso fertilità. Se uno si mette nel bussines, dovrebbe almeno avere l'obbligo morale di cercare di capire cosa stia facendo, ciò significa che questo qualcuno informandosi capirebbe che l'alimentazione non è una sola ma varie, non esiste solo l'insilato di mais da dare in pasto, ma anche sorgo, scarti di lavorazione di industrie di surgelazione/trasformazione ecc...

  4. #79
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    ti do ragione per una parte delle cose che hai detto.
    ma ripeto occorre disincentivare gli impianti che usano molto mais dando loro incentivi più bassi (per farne partire il meno possibile).
    mentre occorre alzare gli incentivi per coloro che usano letame e liquame, dando loro anche fondi strutturali.
    in Lussemburgo ci danno sempre almeno il 45% del costo dell'impianto come sovvenzione.. in Germania sostengono anche la costruzione. qui pochissimo.
    questi soldi salterebbero fuori se si facessero distinzioni ovvero dare meno a coloro che producono biogas utilizzando molto mais (e quindi inquinano) e dando tariffe più alte a coloro che vogliono costruire impianti davvero rispettosi dell'ambiente e che danno un beneficio alla comunità.

    Non è vero che l’inquinamento ci sarebbe lo stesso se si coltivassero anche altre colture. il mais per ottenere il silo è la coltura che stressa maggiormente i suoli. come sai già solo il mais per granella (se lo stocco è lasciato in campo) stressa meno il terreno. Inoltre sarebbero da incentivare maggiormente le “rotazioni” per esempio con leguminose, che consentirebbero di far risparmiare fertilizzante, pesticidi e inutili lavorazioni del terreno assai energivore.

    fin'ora con queste regole di incentivazione biogas abbiamo tagliato fuori dal mercato dell’energia la stragrande maggioranza degli agricoltori. In Danimarca quasi tutti gli allevatori (il 95%) sono coinvolti nel mercato dell’energia. Eppure di mais per fini energetici ne coltivano quasi niente. E producono il triplo del biogas che produciamo noi pur essendo grossi come la Lombardia.

  5. #80
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    Quote Originariamente inviata da agarden Visualizza il messaggio
    ...cut...
    Non è vero che l’inquinamento ci sarebbe lo stesso se si coltivassero anche altre colture. il mais per ottenere il silo è la coltura che stressa maggiormente i suoli. come sai già solo il mais per granella (se lo stocco è lasciato in campo) stressa meno il terreno. Inoltre sarebbero da incentivare maggiormente le “rotazioni” per esempio con leguminose, che consentirebbero di far risparmiare fertilizzante, pesticidi e inutili lavorazioni del terreno assai energivore.
    Appunto, per questo ho detto che chi costruisce un impianto del genere dovrebbe informarsi e sapere che esistono differenti metodi di alimentazione che sono sostitutivi all'insilato di mais.
    E comunque intendevo che avresti lo stesso inquinamento sia che l'insilato venga usato per produrre energia sia che venga utilizzato per alimentazione zootecnica, cosa di cui non ci si è mai lamentati.

    fin'ora con queste regole di incentivazione biogas abbiamo tagliato fuori dal mercato dell’energia la stragrande maggioranza degli agricoltori. In Danimarca quasi tutti gli allevatori (il 95%) sono coinvolti nel mercato dell’energia. Eppure di mais per fini energetici ne coltivano quasi niente. E producono il triplo del biogas che produciamo noi pur essendo grossi come la Lombardia.
    Bisogna però vedere come è la situzione negli altri stati, in cui il biogas (e metto dentro anche tutte le altre fonti rinnovabili) vengono magari considerate come integrazione del reddito agricolo, mentre da noi vengono viste (e giustamente direi) come l'ultimo treno dell'agricoltura in Italia. Che può sembrare un paradosso, ma che alla fine si rivela l'unica strada.

  6. #81
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    Icio non fare l'ecologista solo quando senti per due mesi in TV le cretinate dei giornalisti, il disatro in Golfo colpa di un IDIOTA seduto in Uffico ha tremila kilometri di distanza( l'arroganza della tecnologia e speculazione sul personale), sono morti 27 persone A bordo, non cretini, ma parliamo di tariffa, allora nulla di nuovo all'orrizonte che gia non si sapesse speriamo solo che inizino a pagare solo impianti che realmente fanno risparmiare su trutti i fronti,e non momo colture ed affini troppo stupido, e sopratuttto solo trasporti locale ecosostenibili, saluti

  7. #82
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    scusate tanto io non voglio fare l'ecologista a tutti i costi... voi però non fate i moralisti con il portafoglio degli altri. Un agricoltore che quando guadagna (coltivando cereali)porta a casa 200-600 euro a ettaro , perchè è immorale che provi a guadagnare qualche euro in più destinando il PROPRIO raccolta a finalità energetiche?
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  8. #83
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    Eh, questo mi piacerebbe saperlo, mi pare che sia una moda ultimamente...

  9. #84
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    Con i finanziamenti così come sono ora la maggior parte degli agricoltori (soprattutto quelli piccoli) non si farà mai i soldi con il biogas, colture energetiche o non.
    La distruzione dei suoli della pianura padana non è un fatto morale, bensì un dato scientifico.
    È assolutamente sbagliato che si coltivino colture energetiche perché sono un profondo danno per l’ambiente e per l’intera comunità, per le ragioni che ho già spiegato prima.
    E questo approccio alla lunga porta danno all’agricoltore stesso. E credimi, non sono assolutamente un ecologista e non parlo per partito preso. Questi sono dati, non idee, morali ecc..

    Se invece i finanziamenti cambiassero e si rendesse possibile valorizzare le deiezioni animali di tutti (ti rimando ai post precedenti), allora anche il piccolo allevatore potrebbe fare la sua nel mercato dell’energia. E questo avviene già in altri stati.
    Questo consentirebbe di avere una reale integrazione del reddito per l’agricoltore creando un beneficio per la comunità, come l'abbassamento delle emissioni di metano e CO2, energia prodotta in Italia, nuovi posti di lavoro, ecc.. però i nostri amministratori si dovrebbero svegliare a capirle queste cose..

  10. #85
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    Perdonami, ma ancora non riesco a capire perchè con l'attuale sistema incentivante l'agricoltore non riuscirebbe a fare soldi, mentre incentivando di più le deiezioni, che essendo meno energetiche sono anche meno efficenti, dovrebbe riuscire ad avere un integrazione migliore.
    Se intendi la cooperazione la si può fare già con colture energetiche.

    P.s. Voglio ricordarti nuovamente che esiste la rotazione, che tra l'altro l'agricoltore è obbligato a fare, e varie colture energetiche che si possono coltivare. Non c'è solo il mais da insilato.

  11. #86
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    Si ma il mais da insilato è quella utilizzata al 99%..
    Dici bene, le deiezioni sono meno efficienti e proprio per questo occorrerebbe supportarle maggiormente. 0,28€/kW non è sufficiente mentre questa tariffa risulta alta se ci coltivi mais. E infatti, come spiegherò adesso, questo è stato un boccone appetitoso per gli speculatori e non per gli agricoltori veri.
    È vero che la cooperazione si può fare ma non sempre è conveniente utilizzando solo deiezioni con la tariffa attuale. In pochissimi la fanno in questo modo.
    In altri paesi anche i comuni promuovono queste infrastrutture di biogas e garantiscono un servizio di raccolta del liquame (creando anche posti di lavoro ecc..) coinvolgendo tutti gli allevatori.
    Se la rotazione come tu dici è obbligatoria dalle mie parti non viene praticamente fatta, se non da pochi accorti agricoltori.

    Ribadisco il punto che le colture energetiche (e per coltura energetica intendo quella usata maggiormente ovvero il mais da silo) sono un grosso problema, non etico, ne morale, bensì ambientale.

    In Piemonte esiste una legge che dice che almeno il 50% del peso del prodotto immesso negli impianti biogas, deve provenire da deiezioni animali. Però “del peso”, e non della resa. Quindi tu ci puoi mettere acqua, ed è belle che fatto. Infatti c’è un impianto da 1MW in prov di Torino che mette deiezioni per il 50% del peso dentro l’impianto (che fa poca energia) e poi si coltiva 350 ettari di silo mais. Di fatto l’energia gli proviene quasi esclusivamente dal mais. Questo lo sta facendo da 2 anni e continuerà per i prossimi 15-20 anni e sempre sugli stessi terreni.
    Come pensi stiano trasformando le nostre terre se non in un deserto inquinato?

    Se il sistema incentivante avesse svantaggiato il mais, allora questi avrebbero progettato impianti più piccoli ma che funzionano con deiezioni e grazie ad una tariffa più adeguata questo sarebbe stato possibile. Questo avrebbe portato vantaggi reali per la comunità e per l’ambiente e avrebbe portato a cercare sempre di più la materia prima (letame, liquame e biomasse varie di scarto), coinvolgendo il maggior numero di agricoltori.

    Coltivare 350ha di silo mais per 20 anni di fila porta a complicazioni serie per il suolo. E indovina un po’, dietro questo impianto credi che ci siano allevatori o gli agricoltori che guadagnano 200-600€/ha? Niente affatto. I soliti furbetti del quartierino, travestiti da agricoltori, ma i soldi non provengono dall’agricoltura, e nemmeno finiscono li. Con queste tariffe noi stiamo dando i soldi a quella gente li. Mica agli agricoltori..
    Questo caso è diffusissimo. In Piemonte ce ne sono almeno altri 5 simili. Più tutti gli altri impianti più piccoli (circa 50) che comunque usano molto mais. Stiamo parlando di migliaia di ettari.
    agli agricoltori i soldi arriverebbero se ci fosse un altro approccio, di cui ho parlato nei precedenti post.
    grazie, ciao

  12. #87
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    Se il problema sono i furbi, ci sarebbero stati in qualsiasi caso. Secondariamente, se non viene fatta la rotazione non so che dirti, si potrebbe comiciare da li.

  13. #88
    Pietra Miliare
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    non solo in piemente è cosi, anche nella ROSSA Emilia se non fanno di peggio e supportati da entità politiche, ed ora Pure la nostra Super utilily ci si messa in mezzo si salvi chi può, comunque la speranza è l'ultima ha morire

  14. #89
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    caro agarden, le tue considerzioni mi ricordano quando, giovane studente di agraria all'inizio degli anni 80, seguivo un convegno sull'introduzione delle quote latte. Il relatore, illustre politico, spiegava le ragioni del provvedimento con la sovrapproduzione di latte ed esortava i contadini a riconvertire le produzioni da lattiero-casearie ad altre al momento non eccedentarie come ad esempio il mais...Ma venne interrotto da un agricoltore presente che esclamò (ovviamente in dialetto locale) : " se il signor ministro convince gli italiani a mangiare pop-corn al posto della pasta ....." Probabilmente il ministro non sapeva che il principale "sbocco" commerciale del mais era proprio l'alimentazione zootecnica.

    Mi piacerebbe sapere quelle "deiezioni" di cui parli di che cosa sono sottoprodotto. molto probabilmente di silomais; e anche i 350 ettari che adesso vengono coltivati a silomais per fini energetici fino all'anno prima venivano coltivati a silomais per fino zootecnici, ma con quello che pagano adesso il latte....

    Mi incuriosisce molto la storia dei dati di un'università che dice che se uso il silomais per produrre energia i concimi e le lavorazioni immettono tanta co2 mentre se lo stesso lo uso come cibo per vacche e uso le deiezioni per produrre energia la co2 sempre per lavorazione ecc.. sparisce. Non è che ci dai qualche riferimento verificabile?

    Non riesco proprio a capire perchè se il silomais viene mangiato e ca**to da una vacca è "politically correct" mentre tal quale è da aborrire, perchè (concordo) in monocoltura depaupera il suolo.
    In sintesi deiezioni e silomais sono la stessa cosa,anzi il silo mais, senza il passaggio per la vacca, secondo me, è ambientalmente preferibile ( le vacche non sono il massimo per l'ambiente come del resto i polli o gli umani in " allevamento intensivo").

    buona serata!
    Ultima modifica di coletti; 22-07-2010 a 23:36

  15. #90
    Pietra Miliare
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    se vogliamo trovare difetti si trovano, il discorso è che invecie di fare solo cose megagalattiche in stile ITALICO, bisognerebbe trovale la giusta dimensione nella realtà, questo è il vero problema ed in più le associazioni sono governate da uomini di politica altro problema, e la famosa frase l'unione fa la forza viene usata solo per interessi non sempre limpidi, è che qui nessuno si accontenta ed è felicie di ciò che fà, altro problema, se ogniuno di noi facesse un mestiere saremmo messi meglio, invece tutti vogliono solo la solidità economico nera e cruda, saluti

  16. #91
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    Non esiste solo il silo mais.. il silo non deve essere necessariamente la principale fonte di alimentazione per i bovini. Lo so che in tante università italiane si vuole far passare questi concetti, peraltro errati. Tenere le vacche rinchiuse in baracche di cemento e riempirle di silo è una caratteristica di pochi stati nel mondo tra cui l’Italia. E non è la via migliore per produrre latte.. anzi è la più costosa.
    Ma questo è un altro discorso, di cui potremo approfondire in altre discussioni.

    Inoltre un silo con buone caratteristiche di appetibilità e ottimi livelli nutrizionali potrebbe essere ottenuto anche da erba medica e, sebbene le rese siano inferiori, questo consentirebbe per lo meno di avere un approccio che funziona garantendo rotazioni e quindi sostenibilità. molte aziende già lo fanno.
    Oggi abbiamo tutt’altro bisogno che di aumentare le produzioni. Anzi dovremmo diminuirle. E dovremmo anche cercare di diminuire i costi aziendali e spesso produrre silo (con le infrastrutture, l’energia e i macchinari che servono) sta diventando sconveniente per le aziende.
    Non sei obbligato a coltivare solo per dare da mangiare alle vacche. E poi non sei obbligato a dare alle vacche da mangiare il silo, ma si potrebbero (e dovrebbero) stimolare sistemi diversi che consentirebbero tra l’altro un risparmio alle aziende (è sotto gli occhi di tutti che oggi più una stalla è “industrializzata” più è in difficoltà).

    Se torniamo al mio precedente esempio ti assicuro che lo sfruttamento dei 350 ha di cui ho parlato non erano coltivati al 100% a mais, ma vi era tra l’altro grano, prati permanenti polifiti, medicai, pioppeti. Anche questi erano destinati in parte all’alimentazione dei bovini, ma capisci che lo sfruttamento era molto inferiore.
    ricordo (come ho già detto in precedenza) che coltivare mais da granella "stressa" enormemente meno il terreno rispetto al mais da silo poichè lo "stocco" rimane in campo.
    Qualsiasi studioso concorda che mettere il mais per ottenere energia è un controsenso e qualsiasi agricoltore esperto lo capisce, anche senza l’ausilio di dati scientifici e pubblicazioni. Inoltre c’è il problema dell’irrigazione, che oltre ad essere un processo energivoro sta creando non pochi problemi nell’approvvigionamento idrico. E aumentare le superfici di mais non può che fare aumentare anche questo problema.
    Le migliaia di ettari che coltiveremo a fini energetici in monocultura nei prossimi anni contribuiranno al peggioramento del nostro territorio e non porteranno alcun beneficio alla nostra società. Su questo credo possiamo concordare. Molti agricoltori ne sono consapevoli. Parte degli addetti ai lavori anche. Ora occorrerebbe che tutti insieme prendessimo atto che ci vuole un approccio diverso per uno sviluppo delle rinnovabili che davvero funziona.

  17. #92
    Pietra Miliare
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    lo so io sono contrario all uso delle bio masse in quersto contorto sistema e vengo al sodo, pultroppom il settore lo hanno talmente drogato di niente e ipotetici soldi, de tutti invece di cotinuare ha fare il proprio mestiere sono diventati tutti dei Moratti di turno, saluti

  18. #93
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    quote
    ----
    Non esiste solo il silo mais..
    -----

    certamente, e tutti i discorsi che fai si adattano egualmente bene alle vacche come al biogas, anzi i batteri da biogas, o al limite una caldaia, sono meno schizzinosi delle vacche.


    quote
    ----
    Qualsiasi studioso concorda che mettere il mais per ottenere energia è un controsenso e qualsiasi agricoltore esperto lo capisce, anche senza l’ausilio di dati scientifici e pubblicazioni.
    ----

    Trovo difficile controbattere ad argomenti come il buon senso o il controsenso. A mio avviso il grosso dell' agricoltura italiana è un controsenso che scomparirebbe domani senza la PAC e senza dazi restrizioni e quote. Se il discorso del "senso" è puramente energetico concordo ma allora tutta la zootecnia è energeticamente un controsenso, anzi un enorme spreco di calorie per alimentazione. E questo è anche più facile da capire a "buon senso" e senza pubblicazioni ovvero si spreca meno mangiando grano direttamente piuttisto che dare grano alla vacca per poi mangiare la vacca

    quote
    -----
    Le migliaia di ettari che coltiveremo a fini energetici in monocultura nei prossimi anni contribuiranno al peggioramento del nostro territorio e non porteranno alcun beneficio alla nostra società.
    -----
    che dire.... Per fortuna fino ad oggi la zootecnia e il "buon senso" dei contadini ci hanno evitato tutte queste migliaia di ettari di monocoltura, portando un grosso beneficio alla società. ( e io che pensavo che fosse un certo tipo di modello economico a imporre la monocoltura e scopro che sono i "fini energetici". Non si finisce mai di imparare!).

    A scanso di equivoci: non ho nulla contro la zootecnia in generale solo faccio fatica a capire questa crociata "viva le vacche abbasso i batteri" sempre zootecnia in fondo no?

    buona serata!!!!

  19. #94
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    é ormai ufficiale la conferma della tariffa 0.28 per tutto il 2012?
    Terra

  20. #95
    Pietra Miliare
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    apparentementi si perchè non vi nessun rumore al riguardo, se non i soliti disfatisti del caso, il sotto segretario comunque ha parlato che sicuramente metranno mano a tutto il sistema di incentivazione premiando chi realmente produce energia totale, perchè non si puo laschiare fare solo agli speculatori dell'ora,

  21. #96
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    Siamo prmai ad ottobre 2010 e vorrei sapere da chi di Voi è ben informato se alla scadenza del 31/12/2010 l'omnicomprensiva a 0,28 KWe verrà confermata o no.
    Sò che di ufficiale non c'è ancora nulla ma sono gradite anche notizie "ufficiose" se fondate.
    Grazie

  22. #97
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    un rappresentante ancora un mese fà mi ha assicurato di un rinnovo dei 0,28 fino a luglio2012,però non c'è nulla di scritto da nessuna parte!!!
    Terra

  23. #98
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    Se conservassero lo 0,28 sarebbe buona cosa. Sarebbe ottimo se oltre a conservare lo 0,28 arrivasse anche un ulteriore 0,02 per la biomassa raccolta entro 70 km oppure per l'abbattimento del Co2. Purtroppo siamo in Italia e non c'è mai nulla di certo.

  24. #99
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    Toglietemi una curiosità, state discutendo sulla possibilità che venga ritoccata la tariffa o che venga o meno tolta? E in quel caso per gli impianti in funzione da una certa data o tutti?

  25. #100
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    Tolta no e' improbabilissimo, ma ritoccata e' possibile... in su o in giu' non si sa.


 

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