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Discussione: COP pdc con T sorgente > T pozzo

  1. #1
    Novizio/a

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    Unhappy COP pdc con T sorgente > T pozzo




    Probabilmente non è la sezione corretta ma non sapevo dove inserire il dubbio sotto riportato frutto di una stressante giornata di lavoro (in ambito completamente diverso da quello in oggetto) e probabilmente da una demenza senile galoppante. Solitamente una pdc assorbe calore da una "sorgente" a temperatura T1 per cederlo ad un "pozzo" ad una temperatura T2 maggiore di T1. Per operare questo trasporto sarà necessario fornire un lavoro che nei casi più comuni è effettuato dal compressore. In funzione della temperature T1 e T2 vengono gerneralmente forniti i COP (>>1). La mia domanda è la seguente: se io avessi una T2 minore di T1, facilitando quindi il naturale passaggio di calore da un corpo caldo ad uno freddo, il COP di una macchina reale che valori potrebbe raggiungere?









    Ultima modifica di Diego67; 19-11-2009 a 08:08 Motivo: Messaggio tagliato

  2. #2
    Appassionato/a

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    Per T1 immagino tu intenda il gas e T2 il pozzo geotermico; se il T1 è più caldo del T2 il gas non riesce più a ripristinare una temperatura(pressione) idonea per permettere al compressore di pompare quantità idonee di gas e più "corse"deve fare il compressore per spostere volumi più diventa meno economico. Il trucco per rendere una pdc economica è quello di cercare di alzare il più possibile laT1 per dare più pressione (peso specifico) al gas in modo che il compressore con meno pompate sposta la stessa quantità(a pari volume più peso specifico). é un po' complicato perchè stiamo "parlando" di astratto sarebbe più facile fare esempi pratici.
    P.S. spero almeno di avere interpretato giusto il quesito altrimenti ignora il post.

  3. #3
    Novizio/a

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    Premetto che inizialmente avevo inserito il messaggio in una diversa sezione del forum e poi mi è stata spostata d’ufficio probabilmente fraintendendo quanto ho inserito come titolo. Il mio voleva essere un discorso teorico e per sorgente e pozzo intendevo 2 corpi aventi 2 differenti temperature da cui rispettivamente estrarre e a cui cedere una certa quantità di calore e non alludevo a nulla di fisico.
    Premesso questo ti ringrazio per la risposta che, per le mie poche conoscenze, non mi risulta del tutto chiara. Probabilmente mi hai già risposto esaurientemente ma vorrei provare ad inserire un esempio pratico per chiarire il mio quesito.
    Supponiamo di avere una cella frigorifera con una capacità termica molto elevata e mantenuta a 0 °C sottraendo calore alla cella (quando necessario) e cedendolo all’ambiente esterno che, sempre per esempio, supponiamo sia a 30°C . Supponiamo ora di dover sbrinare la cella invertendo il ciclo. Il COP, se di COP si può parlare, che valori raggiungerà in questa fase ? Da quel poco che ricordo nelle macchine frigorifere il lavoro “L” per spostare una quantità di calore “Q” da una sorgente a temperatura T1 ad una a temperatura T2>T1 segue la seguente relazione:
    |L| >= |Q| (T2/T1 –1) con le temperature espresse in °K e con il segno “=” che vale solo per le macchine reversibili. Ora, però, con T1>T2 il termine (T2/T1 –1) risulta negativo e quindi…..(???)

  4. #4
    Appassionato/a

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    Quote Originariamente inviata da Diego67 Visualizza il messaggio
    Supponiamo di avere una cella frigorifera con una capacità termica molto elevata e mantenuta a 0 °C sottraendo calore alla cella (quando necessario) e cedendolo all’ambiente esterno che, sempre per esempio, supponiamo sia a 30°C . Supponiamo ora di dover sbrinare la cella invertendo il ciclo. Il COP, se di COP si può parlare, che valori raggiungerà in questa fase ? Da quel poco che ricordo nelle macchine frigorifere il lavoro “L” per spostare una quantità di calore “Q” da una sorgente a temperatura T1 ad una a temperatura T2>T1 segue la seguente relazione:
    |L| >= |Q| (T2/T1 –1) con le temperature espresse in °K e con il segno “=” che vale solo per le macchine reversibili. Ora, però, con T1>T2 il termine (T2/T1 –1) risulta negativo e quindi…..(???)
    Provo a risponderti per quello che so:

    per 30° penso che tu intenda T ambiente (aria). Invertendo il ciclo gas e facendo il processo di sbrinamento hai il cop alle stelle perchè tu rpoduci caldo con aria calda (T 30°). A livello di formule non ti so' rispondere ma è proprio la situazione più favorevole il cop cala se la T fosse 0° e tu devi sbrinare perchè per sbrinare produci caldo internamente e freddo fuori, di conseguenza più le temperature di scambio sono vicine più il cop precipita ( T aria T evaporatore in questo caso).

    Spero di averti detto qualcosa di utile.

  5. #5
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    Quote Originariamente inviata da Diego67 Visualizza il messaggio

    Solitamente una pdc assorbe calore da una "sorgente" a temperatura T1 per cederlo ad un "pozzo" ad una temperatura T2 maggiore di T1.

    Adesso ho capito

    Tu sei un frigorista perciò ragioni al contrario; te lo dico perchè per capire un circuito gas, mi sono dato alla letteratura ed ho frequentato un corso frigoristi; sono impazzito, mi parlavano di produrre freddo e a me interessava il caldo, perciò in tutti gli esempi dovevo riconvertire il discorso.

    Infatti il tuo post è cosi, tu scrvi:Solitamente una pdc assorbe calore da una "sorgente" a temperatura T1 per cederlo ad un "pozzo" ad una temperatura T2 maggiore di T1, invece no, produce caldo e cede il freddo al pozzo, e lo scopo principale oltre a produrre calore è quello di limitare il più possibile l'abbassamento della T del pozzo per non mandare in crisi il sistema.
    Perciò al contrario del gruppo frigo viene sovradimensionato l'evaporatore, perchè non geli, e sottodimensionato il condensatore per recepire il più possibile il calore.
    Al contrario nel caso di una cella l'evaporatore è giusto, e deve gelare mentre il condensatore deve avere la T più bassa possibile perchè viene dissipata come energia negativa.

    Spero comunque che il post di prima sia stato soddisfacente altimenti.............. alla prossima

  6. RAD

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