CITAZIONE (daphni78 @ 29/9/2006, 21:05)
Hai ragione quando dici che a Bonna non interessa un fico secco, ma mi spieghi come fa a cristallizzare la soluzione di H_20-LiBr? La temperatura minima che raggiunge la soluzione "forte" del bromuro di litio è nell'assorbitore. In questo componente avviene una reazione esotermica, ossia si sviluppa calore. Per questo motivo è necessario refrigerare l'assorbitore o con una torre evaporativa (soluzione più comune) o con un ventilatore.
Comunque poichè siamo palesamente OUT per me possiamo anche interrompere qui.
Ciao Daphni78, non chiudiamola qui perchè se no i lettori hanno notizie errate in archivio.
Ho rispolverato le tabelle, il problema di cristallizzazione del BrLi si ha nel generatore, perchè man mano che la concentrazione della soluzione sale (evapora il refrigerante = l'acqua) in proporzione alla temperatura si ha una condizione in cui il BrLi forma cristalli. La temperatura massima ammissibile nel generatore dipende quindi da quella dell'assorbitore e dell'evaporatore.
Non sono cristalli formati dal freddo, bensì dall'aumento di concentrazione e calore nel generatore.
Altre domande cucciolo ? 
CITAZIONE (Bonna80 @ 29/9/2006, 12:50)
Per la gestione elettronica la vorrei gestire con la scheda della caldaia controlla le temperature boiler e della serpentina dentro al boiler e posso anche attaccarci la pompa a membrana così parte solo quando serve o anche la valvola di espansione è elettronica??????????
Le pippe di frate Giulio che collegando la pompa a membrana risolvi i tuoi problemi. Se una macchina BrLi è dimensionata perfettamente funziona anche senza corrente per circolazione naturale, una macchina a NH3 non penso proprio che ce la faccia. Uno schema complesso come il tuo ha tanto di elettrovalvole interne che richiedono una gestione in base a termostati sul circuito. Anche la macchina della Robur è gestita elettronicamente. La gestione elettronica serve anche ad azzerare i tempi di attesa che una macchina a circolazione naturale ha per diventare operativa. Il limite delle macchine ad assorbimento solari è proprio l'intermittenza della richiesta di freddo.
CITAZIONE (Bonna80 @ 29/9/2006, 12:24)
1) il piccolo boiler è diviso in tre parti ti mando la foto, al separatore non ci avevo pensato dovrebbe funzionare come un jolly penso.
2) tubo in tubo vuol dire che faccio tipo uno scambiatore mettendo un tubo più grosso e dentro uno più piccolo che esce dalla serpentina bassa del boiler questo per raffreddare di più il vapore prima che raggiunga la valvola di espansione. Il boiler non vi ho spiegato che lo divido in mezzo con una lamiera e ci lascio solo un buco in mezzo o due in pratica sono due boiler i buchi servono solo quando la parte sotto e più calda così il calore sale
3) Il liquido che dall'assorbitore va al rigeneratore passa prima per il boiler all'altezza del ritorno dell'impianto da termo e poi c'è uno scambiatore con il ritorno dell'acqua che scalda il rigeneratore, si dovrebbe raffreddare abbastanza sotto i 40°
1) il separatore è indispensabile, se no quando la condensa ti va con l'ammoniaca nell'evaporatore ti ghiaccia
2) dividere in 2 il boiler da un punto di vista non mi sembra una grande idea, perchè se metti nel boiler l'evaporatore butti freddo nello stesso serbatoio dove butti il caldo che devi prelevare, e ti peggiori la prestazione. Però facendo un bilancio assoluto butti nello stesso serbatoio il calore della caldaia, il calore dei pannelli e il freddo dell'evaporatore, alla fine dovresti ben essere in attivo e la struttura ti consente di funzionare in estate solo coi pannelli, con la macchina ad assorbimento spenta
3) purtroppo coi "dovrebbe" non si fanno le macchine ad assorbimento. Secondo me non ce la fai proprio per una questione di dimensionamento della macchina, ti mancano i conti. Non si costruisce una macchina a naso, si devono fare i bilanci termici
CITAZIONE (Bonna80 @ 29/9/2006, 21:30)
non conosco ne un impianto refrigerante con compressore ne ad assorbimento
brutta storia visto che lo vuoi costruire