CITAZIONE (glc @ 29/5/2006, 00:54)
Certamente i pannelli per l'acqua sanitaria sono una scelta giusta. Però stavo pensando ad una soluzione a più ampio raggio. Ed è anche vero che la PdC sarebbe utile per le mezze stagioni, forse meno per le punte di freddo massime. Quello che mi tormenta è che non so da dove cominciare per fare due calcoli. In pratica utilizzando come pozzo freddo la mia cisterna, abbasso la temperatura dell'acqua... ma di quanto ? In parole povere come faccio a quantificare in temperatura diminuita, l'energia che tolgo per la PdC, conoscendo la quantià d'acqua e la potenza della PdC.
E poi, di quanto posso aumentare la temperatura dell'acqua utilizzando 2 o 4 pannelli solari ?
Comunque grazie
Ciao Glc.
La soluzione impiantistica a più ampio raggio che si potrebbe adottare nel Tuo caso, se fosse già in commercio, sarebbe quella esposta di seguito; essa mira a minimizzare i costi di opere murarie, di installazione e di gestione, questi ultimi anche tenendo in debita considerazione l'uso discontinuo, nell'arco delle 24 ore, degli spazi abitativi nonchè del rispetto dei canoni ottimali di confort.
Il sistema permette di riconvertire gli impianti di solo riscaldamento esistenti in impianti di climatizzazione a pompa di calore riutilizzando tutte le tubazioni esistenti e la centrale termica, se efficiente, e sostituendo solo i terminali ( radiatori ) con micro pompe d.c. motocondensate ad acqua come XFETTO della ARGO. Nella centrale termica viene integrato un sistema ad accumulo per la gestione, in modo più opportuno, dei flussi dell'acqua dell'impianto.
A grandi linee, in estate le p.d.c. disperdono calore, attraverso il fluido di scambio termico dell'impianto
( acqua), verso acqua di falda, di accumulo o della rete idrica; in inverno acquisiscono calore dalla caldaia tradizionale o dal solare termico; nella mezza stagione queste ultime due fonti possono essere sostituite, se conveniente, da uno scambio con l'aria. Il tutto in modo automatico e mantenendo il COP delle micro p.d.c. al livello massimo ottenibile nelle condizioni climatiche in cui si trovano a funzionare.
Le modalità di distribuzione dell'aria, così trattata, negli spazi abitati, sono essenzialmente tre tipi e rispecchiano ognuno un livello di confort igrotermico:
I quella tipica dei comuni fancoil, che tutti conosciamo, aspirazione dell'aria dall'ambiente a pavimento ed immissione nello stesso dell'aria trattata ( filtrata, umdificata o deum. purificata ecc..) ad un'altezza di circa 80 cm.
II Con immissione dell'aria trattata nell'ambiente a soffitto ottenuta canalizzando l'aria lungo la parete fino a raggiungere tale posizione. Questa situazione permette di ridurre sensibilmente le turbolenze dell'aria, e di ottenere , sia in riscaldamento che in raffrescamento, una stratificazione della stessa che garantisce una più omogenea distribuzione dell'energia termica nell'ambiente.
III Con immissione canalizzata a soffitto, l'aria viene fatta passare in apposite cornici decorative poste negli angoli del soffitto su tutte le pareti; l'ingombro minimo è di cm 10x10murox16soffitto+piano
obliquo decorativo. Tale situazione permette il massimo dell'omogenetà di temperatura nello spazio con moti convettivi, colpevoli di creare condizioni di disconfort, ridotti quasi a zero.
Anche per l'utilizzo di questo sistema è prevista la coibentazione interna delle pareti perimetrali esterne, come nei sistemi radianti a parete e soffitto indicati per ottenere il massimo di confort.
Questo è indispensabile per abbattere, il più possibile, le asimmetrie termiche esistenti tra le superfici su dette e quelle neutre interne.
ciao
ISS