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  1. #1
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    Salve a tutti, vi seguo più o meno assiduamente da abbastanza e questo è il mio primo post.

    Dato che mi piacerebbe (una volta sistemata la scuola e il lavoro :P ) costruirmi una abitazione basata sul criterio del risparmio energetico (muri termicamente isolati, vetri con vetrocamera ad Argon, ecc. ecc.) ho bisogno di sapere alcune cose:

    1-) volendo costruire la casa un po' fuori dai centri abitati, non potendo accedere alla rete di distribuzione del gas metano, realizzando un impianto a sonde geotermiche accoppiato ad un impianto di riscaldamento idoneo (sotto pavimento), dal punto di vista del riscaldamento potrò essere completamente autonomo e autosufficiente? Vale a dire, dovrò predisporre anche il riscaldamento con caldaia a gas?

    2-)il costo di realizzazione dell'impianto dopo quanto tempo è ammortizzabile? é di molto superiore ad un impianto di riscaldamento tradizionale (se è possibile indicare almeno il costo al metro2?

    3-)se faccio funzionare l'impianto per il raffrescamento, non è che poi sul pavimento si forma della condensa?? Io abito in pianura vicino al PO, e d'estate l'umidità relativa raggiunge livelli molto alti.

    4-) anche dal punto di vista del raffrescamento sarei autosufficiente o dovrei installare cmq un condizionatore d'aria?

    5-) dato che mi piacciono gli acquari e che ne vorrei costruire uno decisamente grande (si parla di migliaia di litri) , considerando che cmq la massima temperatura necessaria in vasca si aggira sui 28-30° per biotopi tropicali, è possibile realizzare un piccolo scambiatore termostatato per la vasca senza sovradimensionare troppo le sonde? (In base alla superficie di scambio della vasca calcolo la resistenza elettrica equivalente, e con la legge di Ohm termica calcolo la potenza termica necessaria nelle due condizioni estreme: inverno ed estate considerando però il riscaldamento e il raffrescamento inseriti)

    Ripeto, per la progettazione dell' abitazione vorrei rivolgermi ad un tecnico esperto in modo da raggiungere efficienze dell' ordine A o A+ quindi dal punto di vista dell'isolamento termico non dovrei avere problemi.

    In attesa di risposta, grazie in anticipo. ;)

  2. #2
    Ospite

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    ciao,

    1) non avrai bisogno di caldaia a gas anche se l'impianto geotermico non sarà autosufficiente nel senso che questo funziona associato ad una pompa di calore che in genere è a corrente...

    2) costa di più, magari con la nuova finanziaria riesci però a detrarre una buona parte dei costi (55% ??)

    3) puoi anche raffrescare, per evitare la condensa devi però mettere un deumidificatore adiabatico

    4) il tutto funziona sempre associato alla pompa di calore che va ad elettricità

    5) credo tu possa fare anche questo.....


    l'unico vero problema sono i soldi, ovvero cercare di definire quali sono concretamente i tempi di ammortamento dell'impianto

    o almeno questo è il mio problema...

  3. #3
    Ospite

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    CITAZIONE (gio) @ 12/1/2007, 16:52)
    ciao,

    1) non avrai bisogno di caldaia a gas anche se l'impianto geotermico non sarà autosufficiente nel senso che questo funziona associato ad una pompa di calore che in genere è a corrente...

    2) costa di più, magari con la nuova finanziaria riesci però a detrarre una buona parte dei costi (55% ??)

    3) puoi anche raffrescare, per evitare la condensa devi però mettere un deumidificatore adiabatico

    4) il tutto funziona sempre associato alla pompa di calore che va ad elettricità

    5) credo tu possa fare anche questo.....


    l'unico vero problema sono i soldi, ovvero cercare di definire quali sono concretamente i tempi di ammortamento dell'impianto

    o almeno questo è il mio problema...

    Vedi avevo intenzione di alimentare la pompa di calore con pannelli fotovoltaici....


    Per il costo non è un problema nel senso che, da quello che ho letto, le sonde sono soggette ad un usura minima se non inesistente, mentre per la pompa di calore, l'unica parte soggetta ad usura è la pompa che cmq non credo si rompa dopo poco tempo.

    Ma il costo vero è proprio dove sta:

    nel materiale delle sonde?? Nell scavo e nella trivellazione??

    Non riesco a capire, sembra una tecnologia che non richieda grandi sforzi economici, eppure da quello che sento sembra un vero e proprio salasso: come mai??

    Grazie per la risposta.

  4. #4
    Ospite

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    i maggiori costi economici sono dovuti a:

    - pompa di calore che costa di più di una caldaia a gas;
    - perforazioni per le sonde geotermiche, si tratta di 1 o 2 fori (a seconda della potenza necessaria) a profondità di un centinaio di metri l'uno;
    - perizie per ottenere i permessi (sono geologo e, almeno dove lavoro io, sono da fare, auspicabile è che lo sia anche nelle altre regioni)

    complessivamente sono diverse migliaia di euro che possono eventualmente ridursi con detrazioni indicate nella nuova finanziaria

    se sotto i tuoi piedi hai una discreta falda i costi possono abbassarsi in quanto invece della sonda puoi fare un pozzo geotermico meno approfondito e puoi ottenere rendimenti della pompa di calore ancora migliori.

    attenzione poi a tutte le autorizzazioni del caso, in alcune aree non è proprio possibile installare queste sonde, normative comunque variabili da regione a regione.

    non ti voglio comunque scoraggiare, io sto cercando di raccogliere info e farmi una idea non ascoltando solamente le ditte che propongono il geotermico.

    anche perchè pure io sono interessato, sia per me che per alcuni miei clienti...

    e per prima cosa è importante avere le idee chiare!!

  5. #5
    Ospite

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    CITAZIONE (gio) @ 12/1/2007, 22:54)
    i maggiori costi economici sono dovuti a:

    - pompa di calore che costa di più di una caldaia a gas;
    - perforazioni per le sonde geotermiche, si tratta di 1 o 2 fori (a seconda della potenza necessaria) a profondità di un centinaio di metri l'uno;
    - perizie per ottenere i permessi (sono geologo e, almeno dove lavoro io, sono da fare, auspicabile è che lo sia anche nelle altre regioni)

    complessivamente sono diverse migliaia di euro che possono eventualmente ridursi con detrazioni indicate nella nuova finanziaria

    se sotto i tuoi piedi hai una discreta falda i costi possono abbassarsi in quanto invece della sonda puoi fare un pozzo geotermico meno approfondito e puoi ottenere rendimenti della pompa di calore ancora migliori.

    attenzione poi a tutte le autorizzazioni del caso, in alcune aree non è proprio possibile installare queste sonde, normative comunque variabili da regione a regione.

    non ti voglio comunque scoraggiare, io sto cercando di raccogliere info e farmi una idea non ascoltando solamente le ditte che propongono il geotermico.

    anche perchè pure io sono interessato, sia per me che per alcuni miei clienti...

    e per prima cosa è importante avere le idee chiare!!

    Proprio per avere le idee chiare scrivo qui...

    Sai i venditori devono vendere e quindi per loro tutto è bello e tutto si può fare, ma dato che io ci devo fare sopra una casa e che voglio che duri abbastanza, voglio essere sicuro....

    ripeto se davvero funziona tutto e bene, il costo diventa secondario perchè una volta fatta la spesa, dura per molti molti anni: piuttosto che spendere quei soldi per una auto, mi faccio una casa seria e indipendente così se in russia chiudono i rubinetti, massimo mangio roba surgelata scaldata al microonde, ma al freddo non ci sto ;)

  6. #6
    Ospite

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    ciao,

    e concordo, io poi che devo consigliare anche altri prima voglio essere strasicuro!!, almeno per la parte che mi compete, per la pompa di calore sono affari del termotecnico!!

    a breve dovrei avere tra le mani un preventivo per un pozzo geotermico di una ditta che lavora anche nella bassa (pianura padana), appena ho qualche notizia ti giro l'ordine di grandezza di spesa

  7. #7
    Ospite

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    CITAZIONE (gio) @ 12/1/2007, 23:20)
    ciao,

    e concordo, io poi che devo consigliare anche altri prima voglio essere strasicuro!!, almeno per la parte che mi compete, per la pompa di calore sono affari del termotecnico!!

    a breve dovrei avere tra le mani un preventivo per un pozzo geotermico di una ditta che lavora anche nella bassa (pianura padana), appena ho qualche notizia ti giro l'ordine di grandezza di spesa

    ma nel paese vicino al mio c'è una ditta che trivella per realizzare pozzi ardesiani: sono amici di mio padre e mi sembrano avere prezzi buoni nonostante facciano buchi più grandi per i tubi...

    Poi mio padre è muratore quindi l'eventuale colata con il cemento la può fare lui....

    Se puoi fammi sapere (se ce la fai) se nella mia zona (basso mantovano al confine col modenese) sono permesse le sonde geotermiche.

    Grazie.

  8. #8
    Ospite

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    si ma è anche importantissimo non fare casini con le falde,
    se perfori a 130 metri e non sigilli bene il foro metti in comunicazione le falde superficiali inquinate con quelle più profonde, inquinando anche queste.

    quindi va bene il geotermico per risparmiare energia ma attenzione a non rovinare tutto il resto...

  9. #9
    Ospite

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    CITAZIONE (gio) @ 12/1/2007, 23:28)
    si ma è anche importantissimo non fare casini con le falde,
    se perfori a 130 metri e non sigilli bene il foro metti in comunicazione le falde superficiali inquinate con quelle più profonde, inquinando anche queste.

    quindi va bene il geotermico per risparmiare energia ma attenzione a non rovinare tutto il resto...

    Beh certo io sto parlando della trivellazione: per tutto il resto, di sicurò chiederò a chi di dovere.

    Non preoccuparti, di solito per queste cose sono davvero uno "scorticapalle" (scusami il termine ;) )

  10. #10
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    Nell'analisi costi, non avete considerato quanto vi viene a costare la bolletta di un inverno con il GPL o il gasolio.
    Abitando vicino al Po , credo sia auspicabile utilizzare anche il raffrescamento.
    Il paragone non va fatto quindi fra l'impianto geotermico e la caldaia, ma fra l'impianto geotermico e tutto cio' che sostituisce, ovvero:
    - caldaia,
    - canna fumaria,
    - regolazioni,
    - accessori e sicurezze,
    - eventuale locale dedicato,
    - serbatoio di GPL (fuori terra - orrendo , o interrato),
    - tubazioni di collegamento,
    - gruppo frigo per il raffrescamento.

    In queste condizioni si puo' ammortizzare l'extra costo dell'impianto in 2 o 3 anni.

    Altri vantaggi:
    manutenzioni, presocchè nulle nel caso dell'impianto geotermico, più onerose per gli impianti tradizionali
    sicurezza, non hai gas che ti gira per casa
    durata degli impianti.

    Quanto ai lavori artigianali, visto che si tratta di impianti la cui durata supera quella della casa, valuta bene se e quanto possa essere remunerativo il "fai da te" rispetto a rivolgersi ad una ditta specializzata.

    Saluti

    SB

  11. #11
    Ospite

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    CITAZIONE (savinobasta @ 13/1/2007, 02:09)
    Nell'analisi costi, non avete considerato quanto vi viene a costare la bolletta di un inverno con il GPL o il gasolio.
    Abitando vicino al Po , credo sia auspicabile utilizzare anche il raffrescamento.
    Il paragone non va fatto quindi fra l'impianto geotermico e la caldaia, ma fra l'impianto geotermico e tutto cio' che sostituisce, ovvero:
    - caldaia,
    - canna fumaria,
    - regolazioni,
    - accessori e sicurezze,
    - eventuale locale dedicato,
    - serbatoio di GPL (fuori terra - orrendo , o interrato),
    - tubazioni di collegamento,
    - gruppo frigo per il raffrescamento.

    In queste condizioni si puo' ammortizzare l'extra costo dell'impianto in 2 o 3 anni.

    Altri vantaggi:
    manutenzioni, presocchè nulle nel caso dell'impianto geotermico, più onerose per gli impianti tradizionali
    sicurezza, non hai gas che ti gira per casa
    durata degli impianti.

    Quanto ai lavori artigianali, visto che si tratta di impianti la cui durata supera quella della casa, valuta bene se e quanto possa essere remunerativo il "fai da te" rispetto a rivolgersi ad una ditta specializzata.

    Saluti

    SB

    Grazie mille per la risposta: più chiarificatrice di così non si può.

    L'unica cosa che mi resta un po' in ombra è la pompa di calore: ho letto (e mi ha detto anche gio) che per funzionare necessità di en. elettrica, ma non è che poi quello che risparmio sul gas lo consumo in en.elttrica per fare andare sta benedetta pompa?!?!?

    In genere, se ho una pompa da X KW di potenza calorifera in uscita, quanti Y KW di potenza elettrica servono per farla funzionare?? Tale quantità può cambiare se la pompa è montata su terreni diversi: ci sono cioè zone che a parità di potenza erogata permettono alla pompa un consumo minore di en. elettrica?

    Grazie. :)

  12. #12
    MetS
    Ospite

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    Sono d'accordo con Savino, solo mi lascia perplesso quel "fai da te" di Arvin.
    Essere muratore e saper fare le "colate" non e' sufficiente per un pozzo profondo 130 m. Ci vogliono equippaggiamenti adeguati e conoscenze specifiche e non si puo' improvvisare pena danni seri all'ambiente.
    Pensaci bene Arvin perche' poi li ci devi vivere tu!

    M

    PS La pompa di calore e' una OU (OverUnity) cioe' rende piu' energia di quanta ne consuma.

    Sei in una botte di ferro.

    M

  13. #13
    Ospite

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    CITAZIONE (MetS-Energie @ 13/1/2007, 10:56)
    Sono d'accordo con Savino, solo mi lascia perplesso quel "fai da te" di Arvin.
    Essere muratore e saper fare le "colate" non e' sufficiente per un pozzo profondo 130 m. Ci vogliono equippaggiamenti adeguati e conoscenze specifiche e non si puo' improvvisare pena danni seri all'ambiente.
    Pensaci bene Arvin perche' poi li ci devi vivere tu!

    M

    PS La pompa di calore e' una OU (OverUnity) cioe' rende piu' energia di quanta ne consuma.

    Sei in una botte di ferro.

    M

    "rende più energia di quella che consuma" perchè una parte è in calore proveniente dal sottosuolo.

    la mia domanda però era un'altra: se ad esempio voglio 5kw in uscita dalla pompa, devo dare 0.5 kw in en.el e 4.5 kw in en. termica, oppure 4 e 1, cioè voglio sapere quanto consuma sta pompa per ogni kw di potenza erogata perchè questa potenza è quella che poi pago all'enel per fare andare il macchinario. Lo so pure io che il rendimento è maggiore di uno ma questo perchè la parte di calore che viene dal sottosuolo non viene considerata come potenza entrante nella pompa, cosa che invece deve essere considerata se voglio ottenere un rendimento con un significato fisico corretto.
    Ripeto però che non mi interessa il rendimento della pompa di calore, ma solo il consumo di en. el per ogni kw in uscita.


  14. #14
    Ospite

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    inquinare la falda non significa inquinare solo il sito dove stai tu ma tutto un largo intorno, questi sono lavori delicati ed è necessario prendere tutte le precauzioni del caso, l'acqua rimane la risorsa prima più importante, già ne abbiamo inquinata abbastanza.

    concordo con il fatto di poter fare il condizionamento estivo, e quindi risparmiare l'impianto, occorre comunque un deumidificatore.


    il consumo della pompa di calore dipende dal COP della pompa stessa, in condizioni ottimali questo può arrivare a 4 (sonda geotermica) o 5 (pozzo geotermico) il che significa che con 1 KW elettrico produce 4 o 5 KW termici...


  15. #15
    Ospite

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    per questo la mia idea è che, anche per evitare inquinamenti, ove possibile (in pianura padana sicuramente) sia opportuno realizzare un geotermico con prelievo di acqua da pozzo. Questo non deve essere di acqua potabile per cui è probabilmente sufficiente la falda più superficiale, già fortemente inquinata.

    In questo caso è poi necessario un ulteriore pozzo per la reimmissione delle acque. Per questo è inoltre da definire il cono di variazione di temperatura che si introduce nella falda.

    e non voglio essere frainteso e sottolineo il fatto che sono certamente favorevole allo sfruttamento dell'energia geotermica ma con attenzione, non roviniamo tutto il delicato sistema degli acquiferi per risparmiare 3KW !!

  16. #16
    Ospite

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    Insomma più di ripetervelo non so più cosa fare (meledetta la mia lingua quando ho detto che lo poteva fare mio padre): se mai lo farò, è ovvio che mi rivolgerò a chi di dovere per farlo, non posso di certo improvvisarmi geologo o termotecnico.

    finalmnte ho avuto la risposta: il consumo elettrico dipende dal cop.

    P.S: non è che nei prossimi giorni mi si presenta a casa la lega ambiente perchè ho detto che mi facevo la trivellazione da solo??? Capisco l'importanza della cosa, ma praticamente è dall'inizio che mi richiamate su sta cosa: vabbè non sarò esperto, ma non sono mica un cretino; l'italiano scritto lo capisco.

  17. #17
    Ospite

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    e dai, non ti offendere,
    scusa se sono stato pesante, visto che poi questo è un forum e la discussione è andata su questo argomento ne ho approfittato per esporre la cosa anche un poco più esaurientemente sperando possa essere letta e compresa da diverse persone, non solo da te...

  18. #18
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    QUOTE (Arvin Sloane @ 12/1/2007, 15:02)
    Dato che mi piacerebbe (una volta sistemata la scuola e il lavoro :P ) costruirmi una abitazione basata sul criterio del risparmio energetico (muri termicamente isolati, vetri con vetrocamera ad Argon, ecc. ecc.) ho bisogno di sapere alcune cose:

    1-) volendo costruire la casa un po' fuori dai centri abitati, non potendo accedere alla rete di distribuzione del gas metano, realizzando un impianto a sonde geotermiche accoppiato ad un impianto di riscaldamento idoneo (sotto pavimento), dal punto di vista del riscaldamento potrò essere completamente autonomo e autosufficiente? Vale a dire, dovrò predisporre anche il riscaldamento con caldaia a gas?

    2-)il costo di realizzazione dell'impianto dopo quanto tempo è ammortizzabile? é di molto superiore ad un impianto di riscaldamento tradizionale (se è possibile indicare almeno il costo al metro2?

    3-)se faccio funzionare l'impianto per il raffrescamento, non è che poi sul pavimento si forma della condensa?? Io abito in pianura vicino al PO, e d'estate l'umidità relativa raggiunge livelli molto alti.

    4-) anche dal punto di vista del raffrescamento sarei autosufficiente o dovrei installare cmq un condizionatore d'aria?

    5-) dato che mi piacciono gli acquari e che ne vorrei costruire uno decisamente grande (si parla di migliaia di litri) , considerando che cmq la massima temperatura necessaria in vasca si aggira sui 28-30° per biotopi tropicali, è possibile realizzare un piccolo scambiatore termostatato per la vasca senza sovradimensionare troppo le sonde? (In base alla superficie di scambio della vasca calcolo la resistenza elettrica equivalente, e con la legge di Ohm termica calcolo la potenza termica necessaria nelle due condizioni estreme: inverno ed estate considerando però il riscaldamento e il raffrescamento inseriti)

    Ripeto, per la progettazione dell' abitazione vorrei rivolgermi ad un tecnico esperto in modo da raggiungere efficienze dell' ordine A o A+ quindi dal punto di vista dell'isolamento termico non dovrei avere problemi.

    Un'abitazione basata sul criterio del risparmio energetico te la può progettare solo un termotecnico abilitato, lo stesso che per legge ti deve firmare l'impianto di riscaldamento, che DEVI depositare nel tuo Comune.
    Partecipando a questo forum potrai chiarirti le idee su quelle che possono essere le soluzioni tecniche disponibili ed i loro costi, poi per il "fai da te", una volta che hai il progetto dell'impianto e tuo padre dici che è muratore, alcuni lavori edili puoi farli in casa, mentre ti faccio presente che per avere l'abitabilità gli impianti idraulici,gas ed elettrici vanno fatti fare da Ditte certificate.
    Una precisazione, perchè mi sembra che anche qualcuno degli intervenuti abbia le idee confuse, quando si afferma che il costo della manutenzione dell'impianto geotermico è pressocchè nullo.
    L'impianto geotermico è un sistema costituito da sonde geotermiche e da una pompa di calore elettrica.
    Le pompe di calore prelevano il calore da una sorgente che può essere: aria, acqua o salamoia.
    Aria e acqua sono intuitive, la salamoia è una miscela di acqua e sali che ogni costruttore di pompe di calore cosidette geotermiche sceglie di usare sulle proprie pompe.
    Le pompe di calore sono caratterizzate da un rendimento COP Coefficente di prestazione che è il rapporto fra l'energia erogata e l'energia assorbita.
    Le PDC sono normalmente alimentate elettricamente ed il loro COP dipende dalla temperatura della sorgente calda e dalla temperatura a cui si vuol far arrivare l'acqua, a parità di temperature le PDC aria-acqua hanno un COP di 4, acqua-acqua 4,5 e salamoia-acqua 5.
    Il grande vantaggio degli impianti a pavimento è che è sufficente portare l'acqua a 30-35°, contro i 40-45° dei ventilconvettori e 60-65° dei radiatori.
    Le PDC possono portare l'acqua fino a 50-55° reali.
    A parità di potenza le PDC aria-acqua costano 1, le PDC acqua-acqua costano 2, le PDC salamoia-acqua costano 10, sono trenta anni che installo PDC.
    Di salamoia-acqua ne ho installato una tempo fa e mi è bastata, oltre al costo un casino per le autorizzazioni, adesso non c'è problema: da noi sono vietate e basta.
    Per quanto riguarda il raffrescamento con impianti a pavimento sussiste effettivamente il problema della condensa e i sistemi anticondensa molte volte intervengono in ritardo.
    Io dopo un paio di esperienze negative, li sconsiglio vivamente.
    Per quanto riguarda i costi degli impianti a pavimento, dai un'occhiata qua:
    http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=4861192
    Un'ultima cosa la PDC può costituire la sola fonte di produzione di calore per la casa, naturalmente se progettata dal famoso termotecnico.
    saluti

  19. #19
    MetS
    Ospite

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    CITAZIONE (Arvin Sloane @ 13/1/2007, 11:39)
    "rende più energia di quella che consuma" perchè una parte è in calore proveniente dal sottosuolo.

    la mia domanda però era un'altra: se ad esempio voglio 5kw in uscita dalla pompa, devo dare 0.5 kw in en.el e 4.5 kw in en. termica, oppure 4 e 1, cioè voglio sapere quanto consuma sta pompa per ogni kw di potenza erogata perchè questa potenza è quella che poi pago all'enel per fare andare il macchinario. Lo so pure io che il rendimento è maggiore di uno ma questo perchè la parte di calore che viene dal sottosuolo non viene considerata come potenza entrante nella pompa, cosa che invece deve essere considerata se voglio ottenere un rendimento con un significato fisico corretto.
    Ripeto però che non mi interessa il rendimento della pompa di calore, ma solo il consumo di en. el per ogni kw in uscita.

    Chiariamo una cosa anche perche' mi sembra che ci siano un po' di idee confuse.
    La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire calore da un fluido a temperatura più bassa ad un altro a temperatura più alta.
    La pompa di calore deve il suo nome al fatto che essa provvede a trasportare del calore da un livello inferiore a un livello superiore di temperatura, invertendo il flusso naturale del calore che in natura fluisce da un livello (temperatura) più alto ad uno più basso. La funzione della pompa di calore può quindi essere paragonata a quella di una pompa per l'acqua posta tra due bacini collegati tra loro ma posizionati a quote diverse: l'acqua scorrerà dal bacino più alto a quello più basso. È però possibile riportare l'acqua nel bacino più alto utilizzando una pompa che preleva l'acqua dal bacino più basso. Il vantaggio nell'uso della pompa di calore deriva dalla sua capacità di fornire più energia (calore) di quella impiegata per il suo funzionamento in quanto estrae calore dall'ambiente esterno (aria o acqua). L'efficienza di una pompa di calore elettrica è misurata dal coefficiente di prestazione "C.O.P." che è il rapporto tra energia fornita (calore ceduto al mezzo da riscaldare) ed energia elettrica consumata. Il C.O.P. è variabile a seconda del tipo di pompa di calore e delle condizioni di funzionamento ed ha, in genere, valori intorno a 2,5. Questo vuol dire che per 1 kWh di energia elettrica consumato, fornirà 2,5 kWh di calore al mezzo da riscaldare.
    L'efficienza sarà tanto maggiore quanto più bassa è la temperatura a cui il calore viene ceduto (nel condensatore) e quanto più alta quella della sorgente da cui viene assorbito (nell'evaporatore).
    Devi anche tener conto che la potenza termica resa dalla pompa di calore dipende dalla temperatura a cui la stessa assorbe calore quindi quando la temperatura della sorgente fredda (aria) è compresa tra -2°C e 2°C la pompa di calore si disattiva in quanto le sue prestazioni si ridurrebbero significativamente.

    M

  20. #20
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    CITAZIONE (Arvin Sloane @ 13/1/2007, 11:39)
    la mia domanda però era un'altra: se ad esempio voglio 5kw in uscita dalla pompa, devo dare 0.5 kw in en.el e 4.5 kw in en. termica, oppure 4 e 1, cioè voglio sapere quanto consuma sta pompa per ogni kw di potenza erogata perchè questa potenza è quella che poi pago all'enel per fare andare il macchinario. Lo so pure io che il rendimento è maggiore di uno ma questo perchè la parte di calore che viene dal sottosuolo non viene considerata come potenza entrante nella pompa, cosa che invece deve essere considerata se voglio ottenere un rendimento con un significato fisico corretto.
    Ripeto però che non mi interessa il rendimento della pompa di calore, ma solo il consumo di en. el per ogni kw in uscita.

    Ciao Arvin Sloane.

    Anch'io ho scelto di costruire casa con i tuoi stessi criteri.
    Nel mio caso ho deciso per una costruzione prefabbricata, totalmente in legno, ma di alta qualità e su progetto personale, quindi nulla di "standard" tipo casa da catalogo per intenderci. In questo modo mi hanno garantito una classe A, che credo difficile e costoso comunque da raggiungere con metodi tradizionali.
    Per il riscaldamento niente gas, impianto a pavimento misto solare-elettrico con predisposizione per pompa di calore geotermica. Il consumo elettrico sarà coperto per la maggior parte o in toto da fotovoltaico. L'idea è quella di costruire una casa energeticamente indipendente insomma.
    Per una casa di questo tipo di 150 mq circa mi è stato calcolato un fabbisogno di circa 5Kw, la PdC dovrebbe (nulla di ancora certificato) avere un consumo tra 1,5 e 2 Kw elettrici.
    Mi sono interessato abbastanza a questa soluzione della pompa geotermica e confermo in gran parte cosa ti è stato detto. Provo però a integrare con quanto mi è stato riferito.
    Per le perforazioni verticali c'è in effetti necessità del parere favorevole del genio civile, ma non mi risulta affatto che siano vietate. Comunque si possono fare 4 perforazioni da 60 metri se 2 da 120 raggiungono quote pericolose per le faglie. Ovviamente se hai una faglia sfruttabile la resa è migliore. Le perforazioni comunque sono la parte più costosa del progetto.
    Esiste anche la possibilità di sfruttare una disposizione di sonde geotermiche orizzontale, in pratica una ragnatela di tubo viene posata a 60 cm - 1 metro di profondità su una superficie grossolanamente doppia della superficie da riscaldare. Costa molto meno, specie se puoi effettuare il movimento terra da te. Esistono ditte (tipo la Sofath francese, ma con agenti in Italia) che sono specializzati in questa tipologia di installazione. Il terreno con le sonde deve ricevere una buona insolazione e non essere alberato.
    Se non c'è disponibilità di terreno sufficiente sono disponibili anche delle sonde "a pettine" che vengono inserite per circa 4 metri di profondità. Una via di mezzo insomma. Qui : http://www.geotherm.it/ qualche esempio.

    La soluzione delle PdC geotermiche è molto adottata in Svizzera, Germania e Francia. Ne ho visto di persona una realizzazione in basso piemonte a sonde orizzontali, con disposizione delle sonde in proprio. La cosa funziona perfettamente ed è costata molto meno del costo preventivato da un'azienda specializzata.
    Non mi pare per nulla un "pacco", ma certo affidarsi a installatori professionali aumenta la sicurezza di resa. L'unico vero ostacolo è il costo, ma associandolo a un sistema di produzione fotovoltaica si ammortizza in 6 o 7 anni rispetto a un sistema a gas. Rispetto al Gpl credo anche prima ma non ho approfondito dato che scartavo da subito l'ipotesi del Gpl.

  21. #21
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    QUOTE (BrightingEyes @ 14/1/2007, 01:17)
    In questo modo mi hanno garantito una classe A, che credo difficile e costoso comunque da raggiungere con metodi tradizionali.

    Con i metodi tradizionali utilizzando soluzioni moderne ed innovative si riesce a raggiungere classi di efficenza energetica di classe A con costi più bassi, fino al 30%, rispetto a qualunque costruzione prefabbricata esistente oggi in commercio.
    Sperimentato di persona in più di una costruzione, monofamiliare ed a schiera.

  22. #22
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    CITAZIONE (dotting @ 14/1/2007, 12:01)
    Con i metodi tradizionali utilizzando soluzioni moderne ed innovative si riesce a raggiungere classi di efficenza energetica di classe A con costi più bassi, fino al 30%, rispetto a qualunque costruzione prefabbricata esistente oggi in commercio.
    Sperimentato di persona in più di una costruzione, monofamiliare ed a schiera.

    Non sono un esperto del settore e quindi non metto in dubbio. Nel mio caso per la costruzione tradizionale (senza alcuna attenzione ad isolamenti particolari insomma) avevo un paio di preventivi. La costruzione in prefabbricato alla fine ha un costo inferiore di poco (circa il 10% dei preventivi). Non ho approfondito granchè il costo del tradizionale in classe A perchè penso che sia comunque superiore a un tradizionale non isolato.
    Penso che molto dipenda dal tipo di prefabbricato. Le proposte classiche austriache e tedesche sono di altissima qualità, ma anche molto, molto care a mio modo di vedere. Io ho scelto una ditta slovena che mi ha dato ampie garanzie, ma con costi ben più abbordabili. :)

  23. #23
    MetS
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    CITAZIONE (BrightingEyes @ 14/1/2007, 12:40)
    Io ho scelto una ditta slovena che mi ha dato ampie garanzie, ma con costi ben più abbordabili. :)

    QUale ditta?
    Hai indirizzi?
    Metti un link!
    Grazie
    M

  24. #24
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    Questa ditta: http://www.kager-haus.com/
    Comunque li ho trovati proprio grazie a questo forum, già altri si sono serviti da loro. :)

  25. #25
    Ospite

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    Ma allora con l'attuale contratto di fornitura Enel a 3.5 KW formali come si fa?!?!?

    Non è che per fare andare la pompa di calore non posso nemmeno attaccare un rasoio elettrico??

    E se poi d'estate l'impianto non funziona con il raffrescamento, le sonde non fanno niente?? Non è che si deve farlo funzionare a "un minimo tecnico" altrimenti si rovina???

    Dopo le ultime delucidazioni mi sa che ritorno sui miei passi:

    -elevato assrobimento di potenza elettrica da parte della pompa di calore;
    -impossibilità di raffrescamento senza condensa;
    -impossibilità di alimentare la pompa con pannellis solari: io in inverno ho la nebbia da ottobre ad aprile, e i pannelli dubito che mi diano quei 2-3KW che servono.....

    Il risparmio energetico è bello se è davvero risparmio e soprattutto se fa bene all'ambiente: per fare andare la mia pompa di calore, ci deve cmq essere una centrale elettrica.....

    Mah....


 

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