QUOTE (marcomato @ 25/2/2007, 17:22)
Un paio di domande:
Il terreno su cui hai posto vespaio e casa è RADON FREE o il circolo dell' aria che entra in casa è comunque sigillato? c'è pertanto un piccolo "giro d'aria" nel vespaio che sia differente da quello che entra in casa, e che metta al riparo dai rischi del pericoloso gas presente nel sottosuolo?
Casa tua sembrerebbe perfetta per un clima caldo-temperato.
Il tuo schema pertanto si potrebbe ulteriormente complicare con un qualche RICIRCOLO ( in inverno l'aria fredda entra in casa dagli estrattori fermi se ho ben capito) e l'aiuto di un termocamino alle resistenze elettriche.. magari me lo studio meglio.
Il problema del radon è la concentrazione del gas, il vespaio aerato è stato inventato per favorire la diluizione del gas in grosse quantità d'aria, stai tranquillo te lo dice uno che per 17 anni è andato al lavoro con la conchiglia di piombo.
Considera però che l'impianto è complesso nella sua architettura, ma l'utente non deve toccare uno spillo, deve solo in estate modificare l'uscita dell'aria raffreddata dalla canalizzazione che espelle l'aria all'esterno in inverno a quella che la immette all'interno nel vespaio aerato e poi alle stanze.
In inverno l'aria entra dalle bocchette lato Sud, si riscalda nel vespaio aerato (volume 20-30 mc), transita nella pompa di calore e poi viene espulsa.
Temperature invernali: da -2° in su alle bocchette lato sud, la minima (negli ultimi tre inverni) 15° all'ingresso della pompa, in uscita non mi sono mai preoccupato di misurarla.
Temperature estive: 30-36° bocchette lato Nord, la pdc la abbassa di 5-7°, l'aria passando nel vespaio aerato viene raffreddata ancora di 2-3°; in pratica ho misurato che con 30° l'aria arriva nelle stanze a 23°, con 36° mi arriva a 26°.
Hai parlato di termocamino, è ancora più semplice e può valere per i climi rigidi del NordItalia:
presso un cliente a 1000 metri slm l'aria dal vespaio aerato arriva ad una stufa bruciatutto, una parte dell'aria serve per la combustione e viene espulsa l'altra attraverso uno scambiatore fumi/aria viene preriscaldata e alimenta la PDC ricacciata nel vespaio aerato che è diviso a metà da un setto.
Da un altro cliente sto sperimentando un semplice pannello ad aria calda.
Ma di esempi se ne possono fare a decine, quello che è importante e tu lo hai colto che non si tratta di grandi interventi data la "pochezza" dei componenti.
La cosa importante è l'organicità degli interventi che ruotano però su un componente molto semplice ed abbastanza economico come una pdc aria/acqua.
Immagina come forse avrai letto di mettere un piccolo GE a bioetanolo o a olio vegetale, hai chiuso completamente il ciclo in cogenerazione, aggiungi un pannello fotovoltaico da 1 kW e a questo punto la tua casa diventa veramente "attiva".
Un saluto