QUOTE (tigno @ 10/9/2007, 14:44)
salve a tutti
sono un geologo calabrese appassionato alla geotermia, e volevo descrivervi la situazione strettamente meridionale delle fonti energetiche, almeno il mio punto, di vista e porvi una domanda:
1) La Calabria, la mia terra, e in particolare la provincia di Cosenza, ha avviato un finanziamento per "Contributi per Produzione di Energia Rinnovabile". La voce geotermia in queste risorse energetiche non compare e i finanziamenti sono destinati soltanto alle "Pompe di Calore centralizzate ad alta efficienza per climatizzazione degli ambienti". Personalmente trovo inadatto sovvenzionare lo strumento e non la risorsa, anche perché esistono altri strumenti di sfruttamento.... Le pompe di calore rappresentano una metodologia di sfruttamento di una particolare fascia di risorsa geotermica, quella a bassa entalpia, ma possono funzionare anche con altre fonti.
Trovate giusto questo Servizio Energia Alternativa.
2) Nel territorio su cui opero vi è una disponibilità di acqua calda, 34°C, ad una profondità di circa 370 mt.
L'acquifero è confinato superiormente da argille, la falda di tipo artesiana ha una pressione notevole e la natura dell'acqua sulfurea. Lo sfruttamento di questa risorsa per scopi serricoli, e non solo, risulta ottimale ma sia i costi degli studi preliminari che di messa in opera non lo sono. Ho chiesto dei preventivi a ditte specializzate ma alla richiesta di 48 megawatt di potenza per alimentare termicamente un impianto serricolo di notevoli dimensioni attualmente riscaldato da caldaie a metano, nessuno mi ha fornito dati.
La mia domanda è se un'alimentazione diretta della falda, magari anche integrata da altre fonti energetiche, sia realizzabile premettendo che nel mio personale progetto è prevista la rimmissione nell'acquifero dell'acqua utilizzata
tramite un apposito pozzo.
Salute a te Tigno e ben trovato.
La questione Geotermia viene di fatto ignorata da molte regioni italiane che ne avrebbero invece pieno diritto.
La questione nasce da uno studio di fattibilita' redatto per conto di ENEl alla fine degli anni 90 nel quale si indicava con forza l'inadeguatezza di un sistema geotermico sul territorio italiano dovuto sia al degrado del territorio sia alla scarsa attendibilita' degli studi sin li realizzati.
Questo studio da molti ignorato perche' ENEL lo ha tenuto volontariamente nascosto dimentica la tradizione geotermica italiana, vedi Larderello, e la situazione del territorio disseminato di sorgenti calde a seguito di aree vulcaniche o termali.
Basandomi pero' sull'esperienza posso anticiparti che un pozzo di 370m e' notevole e puo' bloccare la disponibilita' dim molti dato il cospicuo investimento necessario.
Per quanto riguarda la questione delle PDC sono d'accordo con te, potrebbe essere un tuo scrupolo far notare il macroscopico errore alla tua amministrazione e proporre valide alternative. Sempre la PDC potrebbe essere con successo utilizzata per sfruttare la falda artesiana forse a profondita' inferiori. La PDC e' una macchina in grado di trasferire calore da un fluido a temperatura più bassa ad un altro a temperatura più alta. Non e' quindi necessario che il fluido iniziale sia particolarmente caldo, e' utile ma non indispensabile, tant'e' che e' sufficiente un gradiente termico di 2°C per produrre il calore/freddo necessario. Ricorda che in una PDC l'efficienza sara' tanto maggiore quanto piu' bassa e' la temperatura a cui il calore viene ceduto (nel condensatore) e quanto più alta quella della sorgente da cui viene assorbito (nell'evaporatore).
Prova con un approccio diretto aiutandoti attraverso una corretta ed esaustiva relazione e forse presteranno attenzione a quello che hai da dire, diversamente vedo poco spazio e se vuoi percorrere questa strada dovrai realizzare personalmente validi progetti coinvolgendo privati ed istituzioni diverse che capiscano la bonta' degli impainti proposti.
Potrebbe funzionare, di solito l'erba del vicino e' sempre piu' verde.
SB