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  1. #26
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    CITAZIONE (Ricc-71 @ 20/2/2008, 14:53)
    Senza la disponibilità dell'area dove costruisci la centrale, non prendono nemmeno in considerazione la pratica.
    Anche se l'opera è di pubblica utilità,indifferibile ed inderogabile.
    Dopo la concessione magari è cosi.
    Bye!

    Si questo lo so. Nel caso di vare disponibilità per la realizzazione delle opere solo di area di natura demaniale ci sono problemi insormontabili o si riesce ad arrivarte a una conclusione. Nel senso l'interlocutore risulta lo Stato e in teoria lui dovrebbe essere disponibile a cedere le aree per la realizzazione di un impianto che va nella direzione del protocollo di Kyoto..
    La penso bene o male?

  2. #27
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    Per quanto ne so, l'occupazione di aree demaniali dovrebbe presentare solo il problema di far richiesta al Genio. Tipo se passi in alveo con la condotta,se parte della centrale o se usi vecchie derivazioni o rogge che vi ricadono sopra.
    non ho avuto alcun problema con Vicenza.
    Se l'area è di privati, auguri. Se non te la vendono non c'è niente da fare.
    La sensibilità dell'italiano in merito al risparmio energetico a volte è come soffiarsi il naso con la carta vetrata.
    Bye

  3. #28
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    CITAZIONE (Ricc-71 @ 20/2/2008, 16:05)
    Per quanto ne so, l'occupazione di aree demaniali dovrebbe presentare solo il problema di far richiesta al Genio. Tipo se passi in alveo con la condotta,se parte della centrale o se usi vecchie derivazioni o rogge che vi ricadono sopra.
    non ho avuto alcun problema con Vicenza.
    Se l'area è di privati, auguri. Se non te la vendono non c'è niente da fare.
    La sensibilità dell'italiano in merito al risparmio energetico a volte è come soffiarsi il naso con la carta vetrata.
    Bye

    Le aree demaniali nn sono vendute ma date in concessione dietro pagamento di un canone annuale.
    L'alveo lo puoi attraversare con una condotta (facendo un bel sifone) ma nn puoi corrergli parallelamente dentro con una condotta.
    Per i privati l'alternativa all'acquisto e' un affitto che vale a tutti gli effetti per il rilascio della concessione ad uso idroelettrico.
    ciao
    car.boni

  4. #29
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    CITAZIONE (energiecomuni @ 20/2/2008, 14:16)
    Per il Veneto confermo i 200l/s di max come limite sopra il quale è prevista la VIA (LR 10/1999).
    Lo screening andrebbe fatto per quelli sotto tale soglia, ma di fatto viene richiesto raramente (a noi lo hanno richiesto solo in un paio di casi)

    Non so da che parte del Veneto scrivi energiecomuni e beato te che lo chiedono raramente.Nel mio caso Vicenza mi chiede o screening o incidenza anche nel caso di revamping di una centrale del 1926 dove siamo passati da due tubi (della lunghezza di 30 metri) ad un tubo. Dimmi tu in base a cosa me lo chiedono.
    Novità di oggi : canale aperto del 1908 in cemento che perdeva nel settembre 2007, fermiamo l'acqua e facciamo la manutenzione.Oggi dico oggi, ci scrive il Genio chiedendo un progetto sulle manutenzioni effettuate.In base a che cosa ? Secondo te energie ha il Genio tali competenze.
    Ciao
    Rem

    CITAZIONE (car.boni @ 20/2/2008, 16:30)
    CITAZIONE (Ricc-71 @ 20/2/2008, 16:05)
    Per quanto ne so, l'occupazione di aree demaniali dovrebbe presentare solo il problema di far richiesta al Genio. Tipo se passi in alveo con la condotta,se parte della centrale o se usi vecchie derivazioni o rogge che vi ricadono sopra.
    non ho avuto alcun problema con Vicenza.
    Se l'area è di privati, auguri. Se non te la vendono non c'è niente da fare.
    La sensibilità dell'italiano in merito al risparmio energetico a volte è come soffiarsi il naso con la carta vetrata.
    Bye

    Le aree demaniali nn sono vendute ma date in concessione dietro pagamento di un canone annuale.
    L'alveo lo puoi attraversare con una condotta (facendo un bel sifone) ma nn puoi corrergli parallelamente dentro con una condotta.
    Per i privati l'alternativa all'acquisto e' un affitto che vale a tutti gli effetti per il rilascio della concessione ad uso idroelettrico.
    ciao
    car.boni

    Confermo quanto detto dal bravo car.boni per i terreni demaniali.
    Ciao
    Rem

  5. #30
    MaTorre
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    Mi inserisco da non esperto sulla interpretazione delle soglie VIA relativamente alla Regione Veneto.

    Esistono due diverse tipologie di impianti:
    1) utilizzo NON ENERGETICO di acque superficiali con soglia = derivazione pari a 1000 l/s;
    2) derivazioni di acque superficiali (ed opere connesse)

    sul punto due si deve distinguere:
    2.a) soglia pari a 200 l/s per le aree sensibili (cioè tutti i fiumi e torrenti iscritti negli elenchi delle acque pubbliche = TUTTI!)
    2.b) soglia pari a 100 l/s per le aree naturali protette (parchi, riserve naturali, ecc...)

    Da non sottovalutare infine la presenza/interferenza che possono avere le aree cosiddette SIC/ZPS (siti di interesse comunitario oppure zone di protezione speciale) che in generale sono spesso individuate in corrispondenza di zone umide e fiumi...

    Tutto questo per condividere, almeno in parte, quello che dice rem.

    Tuttavia, a mio parere, ci potrebbero essere spiragli per quel che riguarda gli impianti ad acqua fluente in quanto dal punto di vista strettamente tecnico e pratico non sono delle vere e proprie derivazioni. Resta comunque il fatto che dal punto di vista meramente amministrativo le relative pratiche sono a tutti gli effetti considerate delle concessioni "di derivazione", anche se sarebbe più corretto chiamarle "di utilizzazione".
    Se uno riesce a convincere il funzionario di questa tesi forse riesce a bypassare le soglie di cui al punto 2. Forse è più facile a dirlo che a farlo...

    A complicare ulteriormente le cose recentissimamente è entrato in vigore il correttivo del testo unico per l'ambiente (D.Lgs 152/2006) il quale non solo si sovrappone alla legge regionale veneta sul VIA (che dovrà essere rivista al più presto) ma dice espressamente (ahi noi!) che il progetto da sottoporre a valutazione deve essere quello definitivo! Ergo basta con le varianti.

    ciao
    MaTorre

  6. #31
    Seguace
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    CITAZIONE
    A complicare ulteriormente le cose recentissimamente è entrato in vigore il correttivo del testo unico per l'ambiente (D.Lgs 152/2006) il quale non solo si sovrappone alla legge regionale veneta sul VIA (che dovrà essere rivista al più presto) ma dice espressamente (ahi noi!) che il progetto da sottoporre a valutazione deve essere quello definitivo! Ergo basta con le varianti.

    ...azz..non avevo considerato questa cosa ...pero' penso che un po' di elasticita' devono pur averla....riguardo al veneto LEGGE REGIONALE N. 10 DEL 26-03-1999.....i limiti si abbassano anche a 50 l/s nel caso di acque minerali-termali....
    ciao e benvenuto
    Stefano

  7. #32
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    Bell'intervento MaTorre, complimenti.
    E benevenuto sul forum.
    Anche da parte mia il fatto che ti richiedano la "disponibilità" o "proprietà" e un progetto che eviti le varianti presuppone di trascinare concessioni per anni o decenni.
    In un impianto che ho in gestione la pratica è partita nel 1983 e dopo varianti varie e opposizioni varie si è partiti nel 1996.
    Il nuovo assetto dovrebbe evitare prolungamenti a posteriore e responsabilizzare la parte di engineering precendente.
    Buona continuazione
    Rem

  8. #33
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    Salve,

    anche in Friuli la discriminante è; sopra i 200 l/s parere VIA, sotto i 200/ls non serve il VIA, tuttavia, quando si opera appena al di sopra dei 200 l/s si può chiedere lo "scrannig" dell'impianto, che se accettato sostituisce la pratica VIA completa.

    In sostanza è una pratica VIA "ridotta" e sopratutto molto meno costosa.

    Saluti.


 
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