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  1. #1
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    Ciao a tutti,
    per chi come me si occupa anche della vendita dei certificati verdi si sarà accorto del brusco calo dei prezzi di vendita a valori vicini a 76/72 euro/MWh con tendenze a ulteriore discese.
    Questo mette in crisi chi come me prudentemente ha inserito nel piano di investimento un valore di 80/85 euro/MWh ma soprattutto chi ha inserito, secondo me incautamente, valori prossimi ai valori pubblicati del GSE come "ingannevolmente si potrebbe intendere" Valore di riferimento anno 2007.
    Se purtroppo i dati che avevo inserito mi danno ragione dall'altra mi chiedo che fine faranno i CV .
    Una riflessione ulteriore che posso fare è anche che si tornerà a realizzare impianti dove si punta alla massima efficienza, massima produzione e il fattore determinante per la sostenibilità sono i kWh prodotti e non gli incentivi.
    A chi ha già in mente di obiettare che le nuove tariffe omnicomprensive della finanziaria 2008 (dove sono i decreti attuativi?) valgono 0,22 euro/kWh rispondono che salveranno i piccoli impianti ma i medio/grandi con potenze superiore al MW dovranno puntare all'efficienza.
    A voi la parola!
    Ciao
    Rem

  2. #2
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    Ciao,
    concordo sul discorso relativo all'efficienza. Il certificato verde o la tariffa omnicomprensiva da soli nn devono giustificare la realizzazione di un impianto.
    Questo deve "stare in piedi" ed avere una sua validita' economica senza bisogno degli incentivi.
    Chiaramente questo discorso nn consentira' la realizzazione di tutti gli impianti ma fara' senz'altro una bella scrematura.
    Aggiungerei, a difesa del prezzo globale di cessione, che l'abbassammento del prezzo del CV e', e sara', parzialmente mitigato ed integrato con il maggior prezzo di vendita dell'energia prodotta.
    ciao
    car.boni

  3. #3
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    Quoto in pieno ! é un incentivo per farla...

  4. #4
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    Sono d'accordo sulla massima efficienza,
    Ma per poter introdurre una tecnologia e far decollare un sistema, in certi casi servono gli incentivi, almeno nelle fasi iniziali.
    Il conto energia ed i certificati verdi hanno dato una mano a far partire una serie di attivita' che forse sarebbero ancora in stand-by se non ci fossero stati gli incentivi.

    Ciao
    Mario


  5. #5
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    Bhe' , io penso che difficilmente gli impianti medio - piccoli possano "stare a galla" in specialmodo negli investimenti iniziali senza incentivi.
    E' giusto che un'impianto debba reggersi senza incentivi , ma teniamo anche presente che il prezzo di cessione "potrebbe" essere anche migliore degli attuali 0,95 centesimi.

    Quindi addio mini-hydro e tutte le altre forme di enegia "mini" , senza incentivi.

    -SE- il nuovo governo proseguira' sull'energia distribuita (come sarebbe logico supporre) e' necessario senza alcuna riserva , che attui una politica che incentivi tale sistema di produzione .

    Concludo , dicendo che come previsto dalla finanziaria i CV sono "di Fatto" riservati a centrali medio-grandi , ( e quindi con altri rendimenti)
    mentre le quote omnicompresive , sono riservate a piccoli impianti.

    Domani si vota , speriamo che si RIESCA a fare un governo e che sia un governo STABILE , in modo da dare un po' di certezze al paese ( ed alle fonti rinnovabili :) )

    Ciao

  6. #6
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    Volevo aspettare il "dopo elezioni".

    Sono gia' stati ultimati i progetti esecutivi per due centrali nucleari italiane da 5000 Mw, e quindi individuati i siti.
    Si sta aspettando solo il momento buono ( ed e' arrivato ) per inziare i lavori !
    Ecco spiegato il motivo delle affermazioni di Berlusconi in campagna elettorale.
    Nei prossimi mesi ci sara' un "indrottinamento" massiccio da parte dei media sull'utilita' di queste centrali.
    Il termine ultimo per l'inizio dei lavori e' il 2010.

    Cosa centra questro con l'idroelettrico ed i CV ... bhe'... e' stato bello , breve , ma intenso.

    Ciao :(

  7. #7
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    CITAZIONE (illo41100 @ 14/4/2008, 19:33)
    Sono gia' stati ultimati i progetti esecutivi per due centrali nucleari italiane da 5000 Mw, e quindi individuati i siti.
    Si sta aspettando solo il momento buono ( ed e' arrivato ) per inziare i lavori !
    Ecco spiegato il motivo delle affermazioni di Berlusconi in campagna elettorale.
    Nei prossimi mesi ci sara' un "indrottinamento" massiccio da parte dei media sull'utilita' di queste centrali.
    Il termine ultimo per l'inizio dei lavori e' il 2010.

    Ciao Illo,
    nn conosco le Tue fonti d'informazione ma, aldila' di capire come, dove e, soprattutto, quando questo programma nucleare prendera' il via, credo che il Tuo sia una preoccupazione eccessiva.
    Ritengo che gli impianti idroelettrici si faranno ancora anche se, ma lo sapevamo anche prima, che con le nuove centrali idro nn si potra' certamente risolvere i problemi energetici del nostro Paese.
    Questo discorso l' allargherei a tutte le FER.
    ciao
    car.boni

  8. #8
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    Certamente , non ho mai pensato ne detto che le FER potranno essere la soluzione energetica per il paese.

    Tuttavia , difronte alla crisi economica in cui versiamo ed ai vari tagli che il governo effettuera' , penso che un nucleare costera' molto meno di un'incentivazione FER, ottenendo maggiori risultati.

    Ovviamente le centrali IDRO si faranno ancora , pero' come negli anni passati si guardera' a grossi impianti . ( scusa, non l'ho detto ma il mio discorso era riferito al mini-hydro)

    Spero di sbagliarmi , la conferma saranno i decreti attuativi.

    Ciao

  9. #9
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    Visto che sappiamo tutti come è andata a finire con le elezioni voglio vedere se nel 2010 cominiciano a costruire delle centrali nucleari come ha detto qualche illustre esponente politico.
    In ogni caso il Fotovoltaico sta sfiorando quota 100 MW così per scherzo e sull'idro , sarà una mia impressione, c'è un ritorno.
    Che sia a causa del petrolio a 118 dollari/barile?
    Ciao Illo e stammi bene
    Rem
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  10. #10
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    A mio avviso il prezzo del greggio non pilota le FER.
    Come tutti sappiamo sono gli incentivi che pilotano questo grande "ritorno".

    Teniamo presente che noi acquistiamo l'80% dell'energia dalla francia e svizzera , e teniamo presente che Francia e svizzera ce la vende come SURPLUS. ( se un giorno ne ha bisogno , stacca la spina.)

    Vedremo se ci riusciranno , ma pur essendo contrario al nucleare, il paese ha bisogno di energia a basso costo E SEMPRE ,grosso limite che hanno tutte le FER , perche' produci solo se c'e' acqua - sole- vento .
    Il discorso cambia leggermente per le biomasse , ma anche qui non si possono ottenere grosse potenze...

    I 100 Mw raggiunti dal fotovoltaico , sei vuoi possono essere un'inizio, ma ce ne vuole per arrivare ai 47.000 Mw della punta massima di oggi che il "Sistema Italia" ha avuto bisogno. ( ed i climatizzatori sono spenti...)


    Siamo quasi a maggio....il mese della verita' , il mese degli attuativi......
    Ultima modifica di illo41100; 24-04-2008 a 20:33
    Ciao,


    -Illo41100-

  11. #11
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    Ma con la nuova finanziaria il GSE non ha l'obbligo di comprare i CV non venduti al prezzo prefissato di riferimento 120EUR?

  12. #12
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    Mi sembra di aver visto prezzi intorno ai 65 euro al megawatt.
    Pensate a chi ha investito per produrre elettricità con olio vegetale.....crollo degli incentivi,aumento della materia prima....

  13. #13
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    08.04.2008
    Crollano i Certificati Verdi
    L'effetto del correttivo apportato nell'ultima Finanziaria al sistema dei certificati verdi si sta facendo sentire pesantemente sui prezzi, ormai prossimi a scendere sotto il livello dei 70 euro/MWh, ben lontano quindi dal prezzo di riferimento (112) (QE 26/3). Ma il crollo è destinato a proseguire nel prossimo futuro, avendo alla base una causa strutturale.

    Questo l'allarme lanciato da Luigi De Paoli (Iefe-Bocconi), nel corso del seminario dedicato agli strumenti di mercato per incentivare gli investimenti e l'innovazione in relazione agli obiettivi europei organizzato
    dal Gme a Milano, presso la sede di Assolombarda.

    L'obbligo di ritiro dei certificati verdi scaduti da parte del Gse, per il quale l'ultima Finanziaria ha modificato il prezzo di ritiro, stabilendo che dovrà corrispondere al valore medio dei certificati registrato l'anno precedente, non sembra dunque più in grado di garantire la copertura del rischio di
    investimento nelle fonti rinnovabili. "Il punto di equilibrio – ha avvertito De Paoli – è in casi come questo lo zero". Parlando dei possibili correttivi, De Paoli ha segnalato che, in generale, i sistemi di incentivazione basati sulle quote (in questo caso di energia elettrica da produrre con fonti rinnovabili),
    risultano meno efficienti dei sistemi basati su una tariffa di acquisto fissata dal decisore pubblico, come nei casi del CIP6 e più recentemente del "Conto energia".

    Non va trascurata, nell'analisi di De Paoli, anche la terza via, costituita dalla possibilità di fissare
    un monte incentivi a tutte le rinnovabili, da ripartire in seguito attraverso una competizione regolata delle varie fonti.


    a questo punto mi sorge un dubbio sulla sostenibilità del "conto energia" e delle tariffe che tanto ci hanno lusingato con la nuova finanziaria.
    Ciao,


    -Illo41100-

  14. #14
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    Secondo quanto reso noto dal GSE-Gestore dei Servizi Elettrici, l'importo di riferimento dei CV per l’anno 2008 è pari a 112,88 € per MWh, al netto di IVA. Circa il 18% in meno rispetto al prezzo di riferimento individuato per l'anno 2007, che era stato fissato a 137,49 €/MWh. Mentre assistiamo ad un crollo significativo dei titoli sulla borsa dei CV che desta preoccupazione nel comparto dei piccoli produttori di energia elettrica da fonte rinnovabile. In particolar modo per le aziende agroenergetiche, sui cui bilanci incidono gli alti costi per la gestione delle filiere corte per l’approvvigionamento della biomassa.
    Per i nuovi CV, come prevede la Finanziaria 2008, il prezzo di riferimento offerto dal GSE, riferito al MWh per l'anno 2008, è calcolato come differenza tra il valore di riferimento di 180,00 € per MWh ( fissato in Finanziaria) e il valore medio annuo registrato nel 2007 del prezzo di cessione dell'energia elettrica pari a 67,12 € per MWh, definito dalla AEEG. Così è calcolato il prezzo di riferimento dei CV, pari quindi a 112,88 € per MWh.
    Da febbraio 2008 però il prezzo dei nuovi CV ( con valore di negoziazione pari ad 1 MWh ) scambiati sul mercato continua a scendere. Oggi pari a 103,3 €MWh IVA inclusa, per quei titoli con prezzo di riferimento al 2007, e 100 €MWh per quelli con prezzo di riferimento al 2006. Rispettivamente, il 10,8% in meno rispetto al prezzo medio cumulato dello scorso anno, oltre il 30% in meno rispetto al 2006. Negli ultimi anni infatti il prezzo medio cumulato riconosciuto sul mercato dei Certificati Verdi, registrato dal Gestore del Mercato Elettrico, è passato dai 144,23 €/MWh (comprensivo di IVA) del 2006 a 115,78 €/MWh del 2007. Circa il 20% in meno.
    Significativo inoltre il crollo del numero dei titoli negoziati in borsa dell’87%, passando da un volume totale di CV scambiati nel 2006 pari a 9.813 a solamente 1.255 nel 2007, con un corrispettivo controvalore economico che da oltre 70,5 milioni di euro si è contratto a 7,2 milioni. Basti pensare che a gennaio sul Mercato dei Certificati Verdi (CV) sono stati scambiati solamente 828 CV ( 120 quelli scambiati nel mese di dicembre 2007) di cui 769 CV con anno di riferimento 2007, e 59 CV con anno di riferimento 2006. L’incremento dei volumi negli ultimi mesi è invece condizionato dall’approssimarsi della scadenza dell’obbligo prevista per il 31 marzo 2008.
    Sicuramente il sistema di revisione del CV introdotto dalla recente Finanziaria, che vede ridimensionato il valore del CV, sta creado un momento di incertezza tra gli operatori di settore. A partire infatti dal 31 gennaio 2008 il GSE, in applicazione delle disposizioni riportate all'art. 26 comma 4-bis della legge n. 222 del 29/11/07 e dell'art. 2 comma 147 della legge 244 del 24/12/07, ha aggiornato da 50 MWh a 1 MWh la taglia dei certificati verdi emessi ai sensi del decreto legislativo 16/03/99 n.79. A seguito di tale aggiornamento il numero dei CV presenti sui "conti" aperti dal GSE a favore dei produttori è risultato 50 volte superiore.
    Questa situazione transitoria non è però sufficiente a giustificare la bolla speculativa sul mercato dei titoli a cui assistiamo. Innanzitutto, rispetto al 2006, il numero dei certificati verdi scambiati sul mercato risulta essersi contratto del 90%. Un segnale questo che accentua i dubbi sull’efficacia e la trasparenza del sistema di incentivazione italiano per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Se consideriamo infine che ad oggi non sono stati ancora applicati i coefficienti ( differenziati in funzione della tipologia di fonte rinnovabile ) che moltiplicano il numero dei CV, è probabile che l’aumento dell’offerta di titoli andrà oltremodo ad incidere negativamente sul prezzo dei CV se non si interverrà tempestivamente per regolamentare al meglio gli obblighi dei produttori e importatori nell’immettere annualmente una quota percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili rispetto a quella prodotta e/o importata da fonti convenzionali. Di fatti la possibilità data alle società elettriche di poter rispettare l’obbligo imposto dal Decreto Bersani ( D.Lgs 16/3/1999 n.79 ) con energia importata potrebbe portare rapidamente al collasso del mercato dei CV.
    La Finanziaria impone infatti una crescita del solo 0,75 % anno della quota d’obbligo di immissione di energia elettrica da fonte rinnovabile fino al 2012. Tale obiettivo è di fatto insufficiente a garantire una reale valorizzazione del certificato verde, allineato con i prezzi indicati dal GSE, se non verrà istituito un sistema di certificazione che garantisca l’origine dell’energia importata e riconosciuta una priorità di utilizzo al mercato dei certificati verdi nazionali.
    Ciao,


    -Illo41100-

  15. #15
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    Predefinito Ti do ragione Illo

    Ciao Illo,
    concordo con te sulla questione dei CV, molta speculazione e forse troppe aspettative e piani industriali erano stati basati sulla solo incentivazione dei titoli.
    Per quanto riguardo lo scorso anno molto è cambiato a discapito dei più per la gioia dei soliti noti: tutta l'energia importata e considerata rinnovabile e quindi verde.
    Non sto qui a dire se la cosa è corretta o no ma di certo è arrivata una mazzata a chi aveva qualche centinaio o decina di CV con l'arrivo di decine di migliaia di CV che di fatto hanno abbattuto il prezzo.
    Per quanto rigurda le transazioni però devi tenere conto solo del mese di Marzo nel sito del GME non degli altri mesi che sono mesi transitori (per chi non avesse il link http:\\www.mercatoelettrico.org) e di sanatoria di certe situazioni limite che non "fanno mercato".
    Sulle vecchie pagine di post di due anni mi ricordo che si discuteva animatamente del prezzo dei CV e io avevo posto, come scrivevo nelle relazioni dell'epoca, 85 Euro/MWh e mi ricordo che c'erano opinioni discordanti , non con te ovviamente, perchè tale valore veniva giudicato troppo basso.
    Già all'epoca avevo il sentore che il mercato dei CV stava franando perchè i tre "campioni nazionali"stavano avvicinandosi pericolosamente alla soglie dell'autosufficienza dei CV e anzi vendevano le eccedenze. In un convegno a Milano di 2005 avevo potuto vedere i piani di investimento dell'ENEL per il triennio successivo e se da un lato ero contento per l'enorme investimento nel rinnovabile dall'altro avevo capito che tutto quello che veniva realizzato andava a pesare nel giovane mercato dei CV di allora in cui tanti ponevano grandi aspettative. Con l'autosufficienza dei big nazionale e degli importatori esteri il pasticcio è fatto.
    Speriamo che arrivino in fretta almeno i Decreti attuativi della finanziaria 2008 che comunque salverebbero i nuovi impianti realizzati ma non quelli in corso di esercizio.
    Cosa possiamo fare? Poco, speriamo che ognuno riesco a farsi sentire a livello associazionistico almeno per esprimere i problemi dovuti all'esecizio degli impianti perchè se il punto di pareggio da molti eminenti personaggi in vari convegni (a pagamento) dicevano che era nel 2012 0 2015 adesso che siamo all'inizio del 2008 non so come andarà a finire.Io l'ho già fatto con le due associazioni a cui faccio riferimento che questo serva non lo so ...
    Io che avevo scritto 85 sono già in difficoltà mentre chi aveva scritto 100 o 110 non so cosa potrà dire.
    Ciao a tutti
    Rem
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  16. #16
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    Predefinito Riguardo ai certificati verdi.

    Molto interessante la discussione in corso. Al di là delle cifre la filosofia generale che ha ben spiegato rem è che i soliti noti hanno trovato il sistema per fare le grandi economie di scala e mettere in crisi il valore dei certificati verdi dei piccoli impiantini.
    Purtroppo mi sono un po' perso con questi numeri e chiederei se qualcuno a questo punto mi sa dire a quale prezzo viene di fatto venduto il kwh.
    Grazie

  17. #17
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    Quote Originariamente inviata da remtechnology Visualizza il messaggio
    Ciao Illo,
    concordo con te sulla questione dei CV, molta speculazione e forse troppe aspettative e piani industriali erano stati basati sulla solo incentivazione dei titoli.
    Per quanto riguardo lo scorso anno molto è cambiato a discapito dei più per la gioia dei soliti noti: tutta l'energia importata e considerata rinnovabile e quindi verde.
    ...
    ...
    ...

    Cosa possiamo fare? Poco, speriamo che ognuno riesco a farsi sentire a livello associazionistico almeno per esprimere i problemi dovuti all'esecizio degli impianti perchè se il punto di pareggio da molti eminenti personaggi in vari convegni (a pagamento) dicevano che era nel 2012 0 2015 adesso che siamo all'inizio del 2008 non so come andarà a finire.Io l'ho già fatto con le due associazioni a cui faccio riferimento che questo serva non lo so ...
    Io che avevo scritto 85 sono già in difficoltà mentre chi aveva scritto 100 o 110 non so cosa potrà dire.
    Ciao a tutti
    Rem

    Ciao remtechnology,
    chiedo aiuto a te o ad altri esperti quì dentro riguardo all'argomento Certificati Verdi.
    Premessa: nell'azienda per cui lavoro si era stabilito di fare un cogeneratore ad olio vegetale perchè necessitiamo di energia elettrica ed energia termica ad alta temperatura. Il motore in grado di fornirci tutta l'energia termica aveva una potenza di 3 MW elettrici, quindi niente tariffa omnicomprensiva.
    Ora, con il crollo dei CV (crollo reale basta vedere le ultime giornate di contrattazione al GME), siamo a metà del guado e non siamo sicuri di come procedere.

    L'intermediario per il motore cerca di tranquillizarci riguardo il mercato dei CV sostenendo che il crollo è ANCHE dovuto all'incertezza delle "pene" per le aziende produttrici di energia da fonte non rinnovabile.
    Questa incertezza dovrebbe concludersi a Giugno quando saranno comminate le prime multe verso quelle aziende che non hanno acquistato i CV dovuti.

    A te (o a voi) risulta qualcosa in merito? Io al momento nutro forti dubbi.

    Grazie e ciao a tutti

  18. #18
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    Predefinito Ciao..

    Ciao,
    purtroppo il crollo dei CV è dovuto all'eccesso di CV rispetto alla richiesta e adesso chi è pratico della composizione della tariffa dell'energia sa che all'interno della formula c'è spesso anche CV e quota Emission CO2, quindi i costi, e le pene, sono ribaltate al cliente finale.
    I CV scenderanno sempre? No non mi sento di dire che sono "carta straccia" come vogliono far passare il messaggio certi operatori e non possono andare a 35 o 25 Euro/MWh come dice qualcuno. E' altrettanto evidente che i prezzi indicati dal GSE come "price cap" non sono raggiungibili e immagino che si stabilizzeranno su 1/2 del prezzo di riferimento. Valore che è comunque molto basso.La cosa grave è che si doveva andare in pareggio nel 2012 e come puoi vedere nella stringa sotto indicato non so se l'aumento delle percentuali obbligatorie per i grossisti che commercializzano più di 100 GWh riuscirà a tenere a lungo


    Anno 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
    % 2,00 2,00 2,00 2,35 2,70 3,05 3,80 4,55 5,30 6,05 6,80



    Nel tuo caso non so valuatare quanto e come è aumentato il costo dell'olio vegetale, io gestisco biogas e non cogeratori ad olio, e quindi non so dirti se il gioco vale la candela.
    Nel mio caso avendo un impianto con potenza superiore a 2 MW ho venduto l'energia nei primi mesi a 72 euro/MWh, molto meno delle prime due fasce del RID, che sommato alla caduta dei CV mi ha dato qualche problema di bilancio.
    Vediamo che cosa viene scritto nei famosi decreti attutivi perchè siamo a Maggio e non si vede ancora nulla di concreto.
    Ciao
    Rem
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  19. #19
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    Quote Originariamente inviata da remtechnology Visualizza il messaggio
    Ciao,
    purtroppo il crollo dei CV è dovuto all'eccesso di CV rispetto alla richiesta e
    ...
    ...
    Rem

    Grazie per la risposta.
    Oltre a quello che dici tu (offerta di CV superiore alla domanda) c'è stato un altro fattore determinante per il crollo dei CV stessi, ed è l'articolo 149 dell'ultima finanziaria che quì riporto.

    --------------
    Art 149
    ... il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell'anno, ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere all'obbligo della quota minima dell'anno precedente di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 16 Marzo 1999, n 79, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell'anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno.
    --------------

    Cioè i CV vengono sì ritirati dal GSE, ma non ad un prezzo legato al valore di riferimento, bensì al prezzo medio registrato sul mercato.
    Questo ha stravolto tutto, perchè il ritiro non è più "ancorato" in nessun modo al valore di riferimento e se la domanda rimane inferiore all'offerta il crollo è una logica conseguenza.

    Se invece il prezzo di ritiro fosse ancorato al riferimento, allora sì che il tutto funzionerebbe perchè o monetizzo subito vendendo i CV sul mercato ma ad un prezzo che non può essere di molto inferiore al riferimento, oppure attendo il ritiro.


    Quello che mi (e vi) chiedo è questo: i famosi decreti attuativi possono modificare / alterare quanto scritto nell'art. 149 oppure siamo fregati?
    Le associazioni di categoria (es. Aper) a cui noi non siamo ancora iscritti cosa ne pensano?

    Saluti a tutti

  20. #20
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    Si va bene l'art della finanziaria ma dopo 3 anni...chi è che aspetta 3 anni per portare a casa i soldi???? Sia il piccolo che il grande non aspetta 30.000 o 3.000.000 di euro per 3 anni!Io infatti vadi a preventivo su una quota dei CV a inizio anno e a compensazione nei primi mesi dell'anno dopo.
    Per la questione dei decreti attuativi si stanno già facendo dei corsi ma finchè non vengono pubblicati non mi sbilancio e ...non vado ai corsi dove si danno opinioni, pareri, rumors ma niente che possa scrivere sui bilanci aziedali.
    Ciao
    Rem
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  21. #21
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    ciao a tutti,
    leggendo i vostri post mi viene spontaneo da inesperto un ragionamento piu generale sulla questione:
    visti i rincari del petrolio e i conseguenti aumenti di prezzo dell'energia elettrica dati da esso (..che ahimè si produce ancora troppo con combustibili)
    mi sembrerebbe piu logico che aumentassero i prezzi anche dei certificati verdi...mi sbaglio?

  22. #22
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    Ciao,
    non sbagli ma la questione non è così semplice anche se comunque nel lungo periodo sicuramente chi investe in energia tra la quota di vendita e la quota dei CV per quanto residuali non scenderà più di tanto.Aspettiamo i nuovi decreti per capire come gira la questione.
    Ciao
    Rem
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  23. #23
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    Ciao Rem,
    sei certo che i decreti vedranno mai la luce? hai quanlche notizia in merito?

  24. #24
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    Ciao Energie, no non sono certo!
    Però trovo abbastanza anomalo che un provvedimento comunque inserito nella finanaziaria non prenda forma. Lo so che abbiamo una lunga sfilza di leggi i cui decreti attuativi sono arrivati dopo anni o mai.Ho sentito la mia associazione di riferimento e ,pur non assicurandomi nulla, mi hanno detto che aspetto il nuovo governo.Da ieri si è insediato il nuovo governo e Scajola ha prontamente detto (stamattina su Radio 24) che il suo impegno parte dall'energia per cui usando un detto Veneto "Speremo ben!"
    Se mi chiedi se nei piani di investimento metto 0,22 euro/kWh la risposta è no.
    Giovedì al Solarexpo andrò a sentire che cosa dicono in un mezzo-convegno dell'APER che cosa dicono, ci devo comunque andare e non mi costa tanto.
    Ciao
    Rem
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  25. #25
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    Quale prezzo per i certificati verdi nel nuovo mercato?
    In scenari di eccesso di offerta: (la generazione rinnovabile è superiore all’obbligo) la finanziaria prevede (comma 149 art.2) che: “il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell’anno, ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere all’obbligo…, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell’anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno”.
    Per i certificati in scadenza con la chiusura del mercato del 2007 (ovvero i pochi certificati ancora in circolazione relativi alla produzione del 2005) il prezzo di ritiro del GSE equivale a 120,19€/MWh (netto IVA) quale media delle contrattazioni dei CV sul mercato dei CV predisposto dal GME. Tale valore tuttavia fa ancora riferimento a valori di mercato interamente determinati dalla legislazione precedente.

    La definizione del prezzo dei CV in caso di eccesso di offerta è più complicata di quanto possa sembrare. Infatti in questo caso sono presenti sul mercato CV riferiti a tre anni diversi ciascuno dei quali è attratto da un diverso prezzo di riferimento.
    Nei primi mesi del 2008 ad esempio erano presenti sul mercato:
    - i certificati relativi alla produzione rinnovabile 2005 ancora invenduti e che già sapevano di avere riscattato il proprio CV a 120,19€/MWh, alla scadenza
    - i certificati relativi alla produzione rinnovabile 2006 che in scadenza nel marzo 2009 avranno riconosciuto, se invenduti, la media del prezzo di contrattazione del mercato 2008
    - i certificati verdi relativi alla produzione rinnovabile 2007, che costituiscono il grande blocco di offerta (già di per sé superiore alla domanda), che come prezzo di riferimento avranno le stime delle opportunità di mercato del 2008 e del 2009 essendo in scadenza nel marzo 2010.
    Evidentemente i possessori di CV 2005 non hanno venduto i propri CV su un mercato che esprimeva prezzi inferiori al valore garantito dal GSE.
    I possessori di CV 2006, al contrario, avevano come possibili prezzi di riferimento
    1) il valore del prezzo CV GSE in valutazione di una carenza di offerta nel 2008 (poco probabile)
    2) le attese di formazione del prezzo medio sul mercato stesso dell’anno in corso. I CV 2006 se invenduti sono infatti remunerati al prezzo medio di mercato del 2008.
    Negli anni scorsi nelle sessioni di gennaio-febbraio-marzo sono stati ceduti l’80-90% dei CV venduti sul GME nell’anno. Il prezzo medio nei primi tre mesi del 2008 è stato di 81,1€/MWh è facilmente presumibile che a tale valore saranno rimborsati i CV 2006 invenduti. I possessori di CV 2006 hanno smesso di vendere i propri CV con la sessione del 5 marzo ad un prezzo di
    82€/MWh, avendo intuito che oramai la media dell’anno si sarebbe assestata a quel livello.
    I possessori del CV 2007 avevano un orizzonte temporale di mercato di due anni e l’ottica di ritiro garantito al 2010 sulla media dei prezzi di mercato 2009. La previsione dei prezzi 2009 tuttavia è basata sull’emissione di certificati che saranno validi sino al 2011 e dunque deve includere una stima di domanda ed offerta di lungo periodo, perché a sua volta sul mercato del
    2011 saranno presenti CV il cui prezzo di riferimento è dato dalle previsioni 2013.
    E’ presumibile che il ridimensionamento del prezzo del CV si traduca in un rallentamento del mercato delle rinnovabili per tendere ad una situazione di mercato più sicura. In una stima di lungo periodo il mercato dei CV dunque mira all’equilibrio di domanda ed offerta.
    Nel lungo periodo il prezzo di riferimento pertanto dovrebbe assestarsi a quello di emissione del CV GSE e dunque alla differenza tra 180€/MWh ed il prezzo di cessione dell’energia elettrica scontato per il periodo di attesa. Avere creato un meccanismo di paracadute sino al 25% di contributo delle rinnovabili sul consumo interno lordo per scongiurare un crollo del prezzo dei CV in caso di eccesso di offerta non significa che questo sia l’obiettivo nazionale di sviluppo delle rinnovabili tramite certificati verdi.
    Nel mercato dei certificati verdi lo sviluppo delle rinnovabili converge su volumi corrispondenti alla quota d’obbligo.

    Vanno tuttavia anche in questo caso non sottovalutati altri aspetti del mercato:
    - la quota d’obbligo è definita solo fino al 2012
    - il legislatore ha la possibilità di modificare il valore del prezzo di riferimento ogni tre anni
    - il mercato del GME pur significativo nel determinare il prezzo di riferimento dei certificati in scadenza rappresenta una parte limitata del mondo dei certificati verdi scambiati sulla base di contratti bilaterali
    A fronte di queste osservazioni preliminari emerge l’importanza fondamentale di impadronirsi dei fondamentali che costituiscono il nuovo mercato dei CV. Il comportamento del mercato del 2008 sconta il cambio di regole ed in particolare, eliminando il riferimento alla media dei costi CIP6 come prezzo garantito di ritiro dei CV in scadenza, la repentina interruzione di un periodo
    di sviluppo delle rinnovabili in cui il prezzo dei CV non era definito dalla domanda e dall’offerta.


 
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