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  1. #1
    Seguace
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    Predefinito Domande in concorrenza.

    Sono qui a chiedere il vostro contributo per tentare di chiarirmi un po le idee rispetto alle domande in concorrenza.
    Mi spiego.
    Un mio cliente è proprietario di un vecchio mulino al lato del quale vi scorre una roggia demaniale che proprio a metà ingombro del mulino fa un salto di 4 metri. Il mio cliente è proprietario fortunatamente sia e destra che a sinistra del mulino.
    Ebbene ancora tre anni fa il consorzio gestore della roggia irrigua presenta un progetto e non si accorge che la proprietà al lato opposto del mulino risulta non essere in sua disponibilità. Successivamente qualcuno si accorge del fatto e il consorzio va a bussare alla porta del mio cliente per sondare la sua disponibilità a vendere la porzione di terreno. Il mio cliente rifiuta l'offerta ed inizia a valutare la possibilità di partire con una domanda di concessione che però per suoi problemi personali non presenta mai.
    A questo punto il consorzio presenta una nuova domanda di concessione nella quale per superare il problema della proprietà presenta un progetto nel quale anticipa con degli scavi di sbancamento il salto di quota di circa 20 mt in modo tale che lo stesso ricade su un terreno di sua proprietà. Di tale progetto deve ancora essere avviata la VIA.
    A questo punto dato che il cliente vuole presentare una domanda di concessione il mio dubbio è questo: presento una domanda di nuova concessione o una domanda in concorrenza?
    Senza dubbio il progetto migliore sarebbe il mio dato che non vado a fare delle nuove opere ma ho tanti dubbi a proposito....

  2. #2
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    Ciao IngRoberto,
    personalmente farei una bella denuncia alla polizia fluviale e bloccherei i lavori nn autorizzati.
    Nella scelta in concorrenza, tra un progetto ed un altro, si valuta il miglior sfruttamento della risorsa idrica ed il minor danno ma si dovrebbe tenere conto anche delle proprieta' dei terreni in cui si vuole realizzare l'opera.
    Quindi, avendone il titolo, il Tuo Cliente "dovrebbe" risultare avvantaggiato.
    Se disponesse delle vecchie concessioni di derivazioni per il mulino potrebbe essere una prove ulteriore a suo vantaggio.
    Poi dipende anche da altri fattori e dalla "potenza" del Consorzio..........mi fermo qui.
    ciao car.boni
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  3. #3
    Seguace
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    Ciao car.boni. Mi sono spiegato male: allo stato attuale non sono iniziati alcun lavori, è solo stato presentato la domanda di concessione ad opera del Consorzio. Ad ogni modo come mi consigli di procedere con una domanda nuova o con una domanda che va in concorrenza?

  4. #4
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    ciao IngRoberto,
    nn ho, per fortuna, esperienza diretta di concorrenza ma un ragionamento lo posso tentare ugualmente "leggendo" i significati letterali delle parole.
    Quando si parla di concorrenza penso che di intenda che tra i due progetti nn esista una gran differenza.
    Ora, vista la proprieta' certa del mulino, tendenzialmente opterei per una richiesta di nuova concessione, mettendo fuori gioco il Consorzio, in quanto il Tuo Cliente avrebbe sicuramente gia' risolto il problema del fabbricato di centrale.
    Il Consorzio il locale di centrale l'avrebbe?
    ciao car.boni
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  5. #5
    Seguace
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    In effetti come dici tu il Consrozio il locale di centrale non l'avrebbe e dovrebbe farlo ex-novo cosi come le opere necessarie per anticipare il salto. Però penso che se il Consorzio riesce a portare a casa la concessione prima di me io sono fuori gioco, no?
    Tu che ne pensi?
    Ciao roberto

  6. #6
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    Predefinito Ciao

    Ciao a tutti,
    per prima cosa la sola richiesta di concessione non significa che un soggetto abbia la concessione in mano, questo vale per il Consorzio di Bonifica che essendo della mia zona si propongono come " i proprietari dell'acqua" ma in realtà sono dei meri e semplici gestori.
    Altra cosa da stare attenti è il fatto che al Genio Civile di zona chiedono spesso la pubblica utilità che anche se fosse utile (in realtà non lo è) in questo caso NON c'entra perchè il consorzio deve gestire i canali irrigui e non produrre energia.
    Quindi il fatto è questo:
    1 - trovi un accordo con questi signori come fanno tutti, il capitale e la gestione loro mentre una quota al tuo cliente;
    2 - vai avanti per la tua strada solo che devi tenere conto che questi Consorzi sono stati istituiti a fine 1800 e quindi sono dinosauri che hanno il tempo dalla loro parte
    Di solite si intima il caso 2 e si porta a casa il caso 1....
    Non vorrei che si ritenga che abbia qualche pregiudizio con i Consorzi in generale, non conoscendoli non posso parlare di tutti che anzi in alcune regioni italiane fanno un lavoro eccelente.
    Purtroppo alcuni di quelli che conosco fanno tutt'altro che derivare l'acqua e questo è istituzionalmente scorretto.
    Oltre al fatto che negli impianti che ho in gestione dove il Consorzio deriva le acqua mi mancano sempre mc di acqua perchè sono derivate in scarico a monte , invocando non so bene quale sicurezza idraulica!
    Ciao e in bocca al lupo
    Rem

    PS = mai mollare!
    "E' meglio essere approssimativamente corretti che esattamente sbagliati"
    http://www.remtechnology.net - Aggiornamento Website - versione 4.1 - (Gennaio 2012) - RemTechnology 1999 - 2012

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  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da car.boni Visualizza il messaggio
    ciao IngRoberto,
    nn ho, per fortuna, esperienza diretta di concorrenza ma un ragionamento lo posso tentare ugualmente "leggendo" i significati letterali delle parole.
    Quando si parla di concorrenza penso che di intenda che tra i due progetti nn esista una gran differenza.
    Ora, vista la proprieta' certa del mulino, tendenzialmente opterei per una richiesta di nuova concessione, mettendo fuori gioco il Consorzio, in quanto il Tuo Cliente avrebbe sicuramente gia' risolto il problema del fabbricato di centrale.
    Il Consorzio il locale di centrale l'avrebbe?
    ciao car.boni
    le domande concorrenti vengono presentate entro il periodo di pubblicazione dell'avviso di domanda di concessione.

    Se esiste una domanda presentata su un tratto di corso d'acqua, una nuova domanda di concessione si pone obbligatoriamente in concorrenza: è ovvio che non si può procedere con due separate istruttorie per lo sfruttamento dello stesso tratto di corso d'acqua.

    L'unica cosa di cui non sono sicuro è se una domanda presentata prima del tempo canonico previsto per le domande concorrenti (i 30gg di pubblicazione dell'avviso) venga accettata automaticamente come domanda concorrente, oppure ti chiedano di ripresentarla nel periodo di pubblicazione (assurdo ma potrebbe anche essere).

    Quanto alla valutazione delle domande concorrenti, non c'è dubbio che deve vincere il miglior progetto, migliore sfruttamento etc etc; ma occhio a parità di condizioni vince chi ha presentato per primo la domanda! (non il tuo cliente)

    ciao

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da remtechnology Visualizza il messaggio
    Altra cosa da stare attenti è il fatto che al Genio Civile di zona chiedono spesso la pubblica utilità che anche se fosse utile (in realtà non lo è) in questo caso NON c'entra perchè il consorzio deve gestire i canali irrigui e non produrre energia.
    a meno che il consorzio non chieda la derivazione proprio per uso idroelettrico, ed allora la pubblica utilità c'è con il D. Lgs. 387/2003.

  9. #9
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    Buongiorno a tutti. Penso che in tale caso inoltrerò una domanda di nuova concessione e vediamo che cosa potrà succedere nel senso che vediamo come si comporterà chi responsabile del rilascio della concessione di fronte alla presenza di due progetti a distanza di circa 50 metri uno dall'altro. Devo a questo punto fissare un incontro al Genio Civile e capire a che punto è esattamente l'iter del progetto del Consorzio.
    Ciao

  10. #10
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    Quote Originariamente inviata da idraulicambiente Visualizza il messaggio
    a meno che il consorzio non chieda la derivazione proprio per uso idroelettrico, ed allora la pubblica utilità c'è con il D. Lgs. 387/2003.

    Ciao,
    sulla pubblica utilità di un impianto idroelettrico almeno qui nel Veneto ho qualche dubbio che la cosa abbia una certa rilevanza.
    Certo che il decreto legislativo è nazionale e si applica in tutta Italia ma oggettivamente la cosa è poco applicabile (magari lo fosse) motivo per cui ti chiedono la proprietà del terreno prima di avere la concessione altrimenti con la pubblica utilità potresti procedere all'esproprio.
    Ne abbiamo discusso tempo fa sulla questione e magari sentire qualche aggiornamento di colleghi del forum che hanno applicato la pubblica utilità ad un impianto hydro mi farebbe piacere...
    Ciao
    Rem
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  11. #11
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    Quote Originariamente inviata da remtechnology Visualizza il messaggio
    Ciao,
    sulla pubblica utilità di un impianto idroelettrico almeno qui nel Veneto ho qualche dubbio che la cosa abbia una certa rilevanza.
    Certo che il decreto legislativo è nazionale e si applica in tutta Italia ma oggettivamente la cosa è poco applicabile (magari lo fosse) motivo per cui ti chiedono la proprietà del terreno prima di avere la concessione altrimenti con la pubblica utilità potresti procedere all'esproprio.
    Ne abbiamo discusso tempo fa sulla questione e magari sentire qualche aggiornamento di colleghi del forum che hanno applicato la pubblica utilità ad un impianto hydro mi farebbe piacere...
    Ciao
    Rem
    l'orientamento dalle mie parti è quello di rilasciare la concessione, iter che per ovvie ragioni pratiche viene espletato prima della procedura prevista dal D. Lgs 387 (la conferenza di servizi). La concessione viene rilasciata sul progetto definitivo, non esecutivo, quindi è subordinata alla presentazione di un progetto esecutivo ed alla relativa verifica della rispondenza dei lavori al progetto (collaudo); ma anche alla verifica delle questioni relative alla proprietà dei terreni, che vengono sciolte in fase di conferenza di servizi proprio grazie alla "pubblica utilità" per cui si può procedere agli esprori.

    La pubblica utilità riguarda le fonti rinnovabili, ed è disciplinata da una legge nazionale, quindi in teoria dovrebbe valere anche per il veneto

  12. #12
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    Bisognerà invitare al Forum anche i tecnici del Genio Civile locali ...
    Grazie
    Ciao
    Rem

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  13. #13
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    Quote Originariamente inviata da idraulicambiente Visualizza il messaggio
    La pubblica utilità riguarda le fonti rinnovabili, ed è disciplinata da una legge nazionale, quindi in teoria dovrebbe valere anche per il veneto
    dici bene...in teoria...

  14. #14
    Seguace
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    Già concordo ma sul fatto della pubblica utilità qua in Veneto finora non ci hanno mai sentito, di fatto bloccando molte iniziative...

  15. #15
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    Quando un soggetto presenta istanza di concessione di derivazione, dopo il parere dell'Autorità di Bacino, si procede con la pubblicazione su B.U.R.L. e G.U. per la raccolta di domande concorrenti (domande di derivazione delle stesse acque incompatibili con la prima).

    Tutte le domande presentate entro 30 gg dalla pubblicazione della prima se incompatibili e formalmente complete sono ammesse ad un unica istruttoria assieme alla prima.
    Ci sono numerosi elementi che debbono esser valutati, primo tra tutti l'uso delle acque.
    Precedenza al potabile, poi l'idroelettrico segue l'irriguo e poi gli altri.
    A parità di condizioni (stesso utilizzo, uso razionale delle acque, certificazioni EMAS ed Iso delle ditte istanti etc) è prescelta l'istanza presentata prima (sempre che ce ne sia una prescelta, magari nessuna garantuisce il DVM del corso d'acqua e il diniego varrebbe per tutte).

  16. #16
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    ovviamente se la domanda del consorzio è stata pubblicata e sono scaduti i 30 gg non è più possibile per il tuo cliente, come per nessun altro, presentare istanza di derivazione delle stesse acque.
    Al massimo in sede di ammissione ad istruttoria della domanda del consorzio (che avviene con la pubblicazione dell'ordinanza dell'area decentrata della regione o della Provincia se ha le deleghe, all'albo pretoriodel Comune dove ricadono le opere di presa ) , il tuo cliente potrà presentare osservazioni o opposizioni motivate (4 copie di cui una in bollo nei termini previsti dall'ordinanza) che saranno valutate.


 

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