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  1. #26
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    Ciao a tutti,
    concordo con quello che avete scritto un pò tutti , di certo il mondo dell'energia in generale, e quindi dell'idroelettrico, non è per tutti e stiamo parlando di un prodotto di cui difficilmente di sarà difficoltà a venderla. A maggior ragione se è energia rinnovabile che , come si diceva un tempo, ha il "dispacciamento di merito".
    Le guerre del futuro saranno per due prodotti fondamentali : acqua e energia!
    Sulle difficoltà realizzative e procedurali ne abbiamo parlato molte volte ma se si è determinati a realizzare un impianto hydro penso che molti ne possono trarre beneficio in primis l'ambiente oltre che chi investe soldi. I tempi di rientro di 8/9 anni forse sono esagerati ma non possiamo aspettarci di avere un tempo "industriale" di 2/3 anni.Per contro l'industriale che investe in un macchinario dopo 6/8 anni difficilmente lo può ritenere ancora produttivo, io ho visto sganciare impianti in marzo del 2008 installati nel 1926 e 1919 e le turbine continuavano a girare.Certo è un eccesso che l'elettronica di oggi non ti permette di assicurare ma il "core" dell'impianto , la turbina, ha una vista tecnica decennale.
    Per convincere un qualsiasi industriale a fare un investimento basta dirgli che il prodotto che esce dal suo "stabilimento" sarà sempre e comunque comprato. Non a caso molte aziende anche grosse e strutturate investono massicciamente nel rinnovabile non dimentichiamoci anche per motivi di marketing.
    La morale è mai mollare un progetto tecnico se riteniamo che abbia tutte le carte in regola , anche ambiantali , per stare in piedi
    Ciao
    Rem
    Ultima modifica di remtechnology; 02-07-2008 a 11:49
    "E' meglio essere approssimativamente corretti che esattamente sbagliati"
    http://www.remtechnology.net - Aggiornamento Website - versione 4.1 - (Gennaio 2012) - RemTechnology 1999 - 2012

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  2. #27
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    Quote Originariamente inviata da giosp77 Visualizza il messaggio
    si ok certo che va fatto nel rispetto di certe regole per la sopravvivenza dei corsi d'acqua e delle specie che vi vivono, ma il mio non era tanto un discorso di impatto ambientale dove si può dire tutto e il contrario di tutto (all'ora lo stesso vale per l'eolico definirlo a impatto ambientale 0 mi sembra un pò azzardato); io parlo dei rendimenti elettrici 12% contro 60% (stando basso), sbaglio?
    Oh, se spostiamo il discorso sui rendimenti allora possiamo mettere su una bella discussione.
    Mettere degli incentivi in funzione della risorsa che "rende" di più è, secondo me, molto ma molto relativo
    Il rendimento come lo indichi tu è calcolato come:

    Energia elettrica effettivamente recuperata ai morsetti
    ----------------------------------------------------
    Energia primaria disponibile a monte

    Ma il discorso, a questo punto, si può spostare sull'energia primaria a monte. Come sai le energie primarie sono di differenti tipi, chimica, termica, meccanica, irraggiamento del sole ecc. Ma anche di differente pregio, con questo voglio dire che non tutte i tipi di energia sono poi convertibili in altri tipi molto semplicemente. Si può costruire quindi una "scala" di pregio delle energie:

    1° Posto Energia meccanica + Energia Elettrica
    2° Posto Energia termica
    3° Posto Energia solare

    La graduatoria dipende dal rendimento di conversione, quindi passare da energia meccanica a elettrica e viceversa costa poco (0.9-0.99). Passare dal 1° al 2° posto costa ancora poco (0.99%). Quindi passare dai piano alti ai bassi è sempre energeticamente molto conveniente. Il problema è passare dal 2° posto al primo (convertire cioè la termica in meccanica) costa già di più (0.4-0.6). Passare dal 3° al primo costa ancora di più (0.10-0.20).
    Il problema è sia tecnologico ma sia intrinseco nel tipo di energia da convertire.
    Arrivando al succo del discorso, dire "privilegio l'idroelettrico perchè ha maggior rendimenti" significherebbe premiare per diritto di nascita (come i vecchi nobili del 1700) l'enegia più pregiata. Questo, secondo me, non è la direzione corretta, anzi.

    Con questo ribadisco ulteriormente che l'idro DEVE comunque essere sviluppato ancora per migliorare i rendimenti e attivare nuovi siti per produrre di più! Però anche l'FV è corretto che sia incentivato.

    bye
    m.

    Il lavoro è come un fluido, fluisce in maniera naturale verso chi lavora....

  3. #28
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    Complimenti Max,
    bell'intervento premiato con un punto di reputazione!
    Ciao
    Rem
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  4. #29
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da remtechnology Visualizza il messaggio
    Complimenti Max,
    bell'intervento premiato con un punto di reputazione!
    Ciao
    Rem

    Ehehe grazie Rem, troppo buono.

    bye
    m.

    Il lavoro è come un fluido, fluisce in maniera naturale verso chi lavora....

  5. #30
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    Rem e Max,
    io voglio dire che ogni tipo di energia deve avere il posto che merita, mi spiego meglio come ho detto prima io ritengo il fotovoltaico ottimo se messo ad esempio su un bel tetto esposto a sud, e si recuperi energia che andrebbe dissipata, ma io mi agganciavo alle considerazioni di Dcell che diceva che gli conveniva comprare un terreno e adibirlo a fotovoltaico piuttosto che sfruttare un ruscello in una sua proprietà e utilizzare un impianto l'idroelettrico da 1MW!!!
    Se quello che dice Dcell è vero questa è una cosa sbagliata ed assurda.
    Lo stato deve aiutare maggiormente chi fa un uso delle risorse il più razionale possibile e non aiutare chi pensa solo ad intascarsi i certificati verdi, con la scusa del rinnovabile, che ripeto non è che cadono dal cielo questi benedetti certificati verdi.
    Come troverei assurdo e da disincentivare fare condotti opere di presa ecc.... per 10/20 Kw presi chissà dove da un ruscello di alta montagna....
    La mia non vuole essere un'accusa per nessuno sia ben chiaro è solo una considerazione, va bene usare le fonti rinnovabili, ma favoriamo le migliori disponibili in quell'area e in quella situazione. Non può e convenire fare un impianto con rendimento 12% se si ha la possibilità di farne uno con rendimento 60%, impatto ambientale permettendo....ovviamente.
    ciao a tutti

  6. #31
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    Quote Originariamente inviata da giosp77 Visualizza il messaggio
    .........Lo stato deve aiutare maggiormente chi fa un uso delle risorse il più razionale possibile e non aiutare chi pensa solo ad intascarsi i certificati verdi, con la scusa del rinnovabile, che ripeto non è che cadono dal cielo questi benedetti certificati verdi.
    Come troverei assurdo e da disincentivare fare condotti opere di presa ecc.... per 10/20 Kw presi chissà dove da un ruscello di alta montagna....
    ........
    Ciao Giosp,
    scusa se intervengo ancora ma devo fare delle precisazioni.
    Iniziamo dal primo paragrafo "quotato" : lo stato incentiva tutte le FER in modo proporzionato a quelle che sono le prospettive di rientro ma deve essere il singolo a realizzare l'impianto efficiente. Se nn lo fa il problema dell' "intascarsi i certificati verdi" nn esiste in quando avendo un impianto inefficiente questo nn produrra' e considerato che il certificato "vale" una certa quantita' di kWhc il conto economico sara' negativo.
    Veniamo al secondo paragrafo : il concetto da Te espresso puo' essere vero in parte in quanto ci sono situazioni dove, a costi minimi, realizzi impianti e risolvi problemi in altri modi irrisolvibili.
    Concludendo credo che l'unico concetto valido sia quello di avere, per qualsiasi FER, impianti efficienti aldila' della taglia e della tipologia.
    Chi opera in questo settore seriamente nn si avventurera' mai in operazioni "traballanti" ma solo in quelle dove avra' certezza dei ritorni e nei tempi giusti.
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.


 
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