Mi Piace! Mi Piace!:  3
NON mi piace! NON mi piace!:  0
Grazie! Grazie!:  1
Pagina 2 di 4 primaprima 1234 ultimoultimo
Visualizzazione dei risultati da 21 a 40 su 76

Discussione: Vecchio mulino...

  1. #21
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito



    Il mulinello Crecca, situato in aperta campagna, in prossimità del borgo di San Protaso (PC), esemplifica un mulino di pianura, sostanzialmente modificato nella destinazione d'uso.
    I fabbricati originari, sulle attuali fondamenta, risalgono uno al 1869, l'altro al 1922, come si può leggere da due targhe in terracotta poste sulle facciate. La ruota ed i meccanismi sono stati demoliti e asportati nel 1963-64.
    L'intero complesso, formato da più edifici è stato poi trasformato in un vasto e frequentato ristorante-pizzeria con annesse strutture sportivo-ricreative.
    L'intervento di ristrutturazione e trasformazione dei fabbricati in ristorante, attuato a partire dal 1970, sembra essere stato eseguito salvaguardando le caratteristiche estetiche degli originali (al netto di patio, gazebo e parcheggio lastricato) e comunque ha consentito la sopravvivenza degli stessi.
    Gli attuali propietari affermano di avere cercato di ripristinare il mulino, con la doppia finalità di immagine promozionale e di generazione elettrica, ma di non essere riusciti nell'intento a causa della alterazione e cancellazione di una parte importante del canale di adduzione, che derivava l'acqua dal torrente Chiavenna con un percorso di circa 1500 m per restituirla al medesimo tramite un profondo fosso di scolo di circa 500 m di lunghezza.
    Non sono reperibili notizie o ricordi sulle caratteristiche tecnologiche del mulino (o quantomeno io non sono riuscito a trovarli), ma da una misurazione di ciò che rimane della canaletta di adduzione e dal suo dislivello rispetto al fosso di scolo, che si aggira sui 3 metri, si può immaginare che fosse installata una ruota a cassetti per di sopra, con diametro attorno ai 2,5 m e portata fra 200 e 300 lt/sec, compatibile con le portate del torrente per 7-8 mesi all'anno. La potenza all'asse ruota avrebbe potuto aggirarsi fra i 3 e 4 kW.
    Queste caratteristiche sarebbero suffragate da una grande immagine del mulino come era, dipinto a tempera su di una parete del ristorante. Purtroppo questo dipinto è inattendibile, in quanto, il propietario ha ammesso che il pittore ha realizzato la ruota lavorando di fantasia.
    Non ho elementi per giudicare le problematiche incontrate dal cortese proprietario nel tentativo di ripristino, del tipo derivazioni irrigue, servitù decadute e vincoli derivanti da altre propietà attraversate, ma anche omettendo queste difficoltà, questo sito, a mio parere, rientra fra quelli che difficilmente, oggi, potrebbero essere riattivati, se non con tempi di rientro economico biblici.
    Se, ragionando per assurdo, fosse disponibile l'acqua, a margine dell'area, la canaletta di adduzione e il fosso di scolo verrebbero a trovarsi in una posizione favorevole per l'inserimento di un diverso impianto, meno oneroso di un recupero storicamente corretto.
    Con i se e con i ma non si fa la storia, afferma un adagio, o più banalmente, frittelle o mulini.

    Foto:
    1 panoramica attuale del mulino
    2 canaletta di adduzione
    3 fosso di scolo/scarico
    4 dipinto del mulino "come era"

    m_Crecca panoramica.JPGm_Crecca adduzione.JPGm_Crecca scarico.jpgm_Crecca dipinto.JPG

  2. #22
    Super_Mod

    User Info Menu

    Predefinito

    Che dire Wil, grazie della nuova descrizione e report fotografico!
    A presto
    RemTechnology
    "E' meglio essere approssimativamente corretti che esattamente sbagliati"
    http://www.remtechnology.net - (v. 4.7 - Gennaio 2017) - RemTechnology 1999 - 2017
    ing.remtechnology@gmail.com
    Leggete il regolamento del Forum EnergeticAmbiente.it

  3. #23
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Complimenti a Wil.. un vero segugio dei mulini!!!! Ne ho trovato uno anche io in provincia di Vicenza che, se possibile, posterò prossimamente.
    Volevo cheidere se, secondo voi, in presenza di condizioni economiche accettabili (buona curva delle portate, presenza di opere di presa e canalizzazioni ancora leggibili e ripristinabili), non sarebbe possibile un recupero di questi immobili ad uso microhydro con contestuale restauro delle opere storiche (macine ecc).

  4. #24
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    La convenienza è possibile. Molto dipende dalle reali condizioni di ogni singolo componente il mulino, ruota inclusa e dalla disponibilità di acqua.

    Un competente tecnico che frequenta il forum ha realizzato, per un cliente un interessante recupero.
    A Dovera, Cremona, un privato ha recuperato l'esistente mulino e ruota ad uso idroelettrico e didattico.
    Lo stesso dicasi della amministrazione locale di Adegliacco? che ha realizzato l'interessante recupero di cui allego il link.
    Ecc. ecc.

    Attendiamo il tuo contributo di descrizioni ed immagini.
    Ciao

    Il mulino di Adegliacco: la ruota finalmente gira!!! - YouTube
    Ultima modifica di Wilmorel; 30-08-2013 a 12:07

  5. #25
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Remtecnology ciao, il quesito che volevo porre a te e a tutti gli altri della comunity è questo.Se acquisto una centralina idroelettrica con una concessione di derivazione dell'acqua per una produzione media di 235 kwh, se gli installo una turbina da 400 kwh la luce immessa in rete eccedente i 235 kwh mi viene pagata o devo richiedere una nuova concessione?Ringraziandovi per l'attenzione saluto.

  6. #26
    Appassionato/a

    User Info Menu

    Predefinito

    La produzione eccedente credo ti venga pagata regolarmente dal GSE ma secondo me potresti avere altri tipi di problemi:
    1. con l'Enel se la potenza immessa in rete eccede di molto quella massima richiesta in fase di connessione
    2. con chi ti ha rilasciato la Concessione (provincia/regione) che ti può fare delle multe in quanto per fare 400 kW anziché 235 dovrai derivera molta più acqua

  7. #27
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Osservando le banali immagini allegate a queso ultimo post, ci si potrebbe chiedere cosa hanno a vedere con il nostro argomento. Occorre spiegare che entrambe mostrano la trasformazione subita da due mulini che alla fine dell'800 erano collocati appena oltre le mura di una cittadina che aveva ed ha conservato più di altre, caratteristiche urbanistiche e architettoniche medievali. Si tratta dei due mulini ora inglobati nella espansione urbanistica avvenuta a partire da allora. Entrambi i fabbricati sono sopravvissuti ma hanno subito radicali cambiamenti funzionali. L'uno (mulino Del Cardinale) è divenuto forno-pasticceria (c'è una certa attinenza), l'altro (mulino Tarzolo), una farmacia. Le ruote ed i meccanismi sono da tempo perduti, smontati o demoliti da decine di anni. Il fabbro che eseguì la operazione, ricorda ruote colpite di fianco, grandi ed in discreto stato di conservazione, una delle quali ebbe una collocazione museale a Piacenza. E' quasi ovvio che gli impianti sono irrecuperabili, come mulini, cioè come macchine idrauliche a ruota per la macinazione di cereali, oppure per la generazione di elettricità. Eppure l'acqua scorre ancora nel canale (tombato...)
    Sul medesimo canale, che in sponda sinistra derivava acqua tramite una traversa dal torrente Arda, era collocata una collana di mulini, 6 o forse 7, in meno di 10 km di percorso, dei quali, questi posti nell'abitato erano i primi due. Altrettanto accadeva nell'equivalente canale in sponda destra. Fra tutti ne è rimasto funzionante uno, che macina per poche decine di ore all'anno. Gli anziani della zona ricordano che durante ed immediatamente dopo il secondo conflitto mondiale, commercianti liguri venivano ad acquistare farina o a molire grano. Viene quindi da chiedersi per quale motivo, dopo le dismissioni avvenute negli anni del petrolio e dell'energia facile, della sostituzione dei micro impianti a macine con impianti industriali a cilindri ed azionamento elettrico, ora che valori quali ecologia e rispetto ambientale sono diventati un patrimonio culturale generalizzato, strutture di questo tipo non possano essere convertite per la generazione elettrica, secondo il principio del recupero delle energie diffuse e fatti salvi sani criteri economici. A volte le motivazioni possono essere meno evidenti e semplici di quanto appare. Il declino di questi specifici impianti e la impossibilità/difficoltà di un recupero odierno è iniziato a mio parere, con la costruzione, a monte, della grande diga di Mignano (15 Mmc), completata attorno al 1934, finalizzata alla produzione di energia elettrica e poi convertita ad invaso ad uso esclusivamente irriguo ed acquedottistico.
    I canali a servizio dei mulini sono stati perciò a loro volta, convertiti ad asta principale di distribuzione dell'acqua ad uso irriguo per la sottostante pianura. In parole semplici, prima della esecuzione della diga, l'acqua era presente nelle stagioni piovose, quindi da Settembre a Maggio, con secca quasi completa nei restanti mesi, mentre ora, nei mesi predetti viene rilasciata la modesta quantità di sopravvivenza del corso d'acqua, mentre portate consistenti vengono rilasciate nel periodo irriguo, cioè Giugno-Agosto. Quindi, microimpianti idro sostitutivi delle vecchie strutture, disporrebbero di poco più di un centinaio di giorni di funzionamento all'anno, vincolati per di più alle esigenze e discrezionalità del consorzio di bonifica.
    Mi pare allora che un riuso civile e museale possa essere il massimo che in queste situazioni si possa sperare.

    FOTO
    1 ex mulino Del Cardinale visto di lato
    2 progetto di edificio di stile eclettico (1930-40) adiacente al detto mulino. Si nota a tratteggio la sagoma del mulino.
    3 ex mulino Tarzolo trasformato in farmacia

    ex mulino Del Cardinale.jpgprogetto di edificio di stile eclettico.jpgex mulino Tarzolo trasformato in farmacia.jpg

  8. #28
    Pietra Miliare

    User Info Menu

    Predefinito

    Una cosa e' la potenza nominale di concessione ed un altra la potenza massima. Una cosa e' l'energia ( kWh) altro e' la potenza ( kW).

  9. #29
    Novizio/a

    User Info Menu

    Predefinito

    Ciao idrotec,Per chiarire le cose io sulla concessione ho letto che e per una produzione media di 235kwh, e poi mi chiedevo se si può eventualmente chiedere un'aumento della concessione, in quanto volevamo realizzare un revamping con una turbina da 400kwh.Ciao e grazieGiovanni

    ....Intendevo la potenzadi concessione....solo che non sono ferrato un cavolo in questo settore!
    Ultima modifica di nll; 02-09-2013 a 00:16 Motivo: Unione messaggi consecutivi dello stesso utente

  10. #30
    Pietra Miliare

    User Info Menu

    Predefinito

    Forse è già possibile con la concessione che hai. 235 e' riferita alla portata media annua al lordo dei rendimenti mentre i 400 sono al netto dei rendimenti legato alla portata massima. Quanto hai di portata Max in concessione?

  11. #31
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Gianfe651 Visualizza il messaggio
    *** Citazione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***
    Francamente non capisco, o forse sono un poco ritardato dall'età, che cosa centra questo post ed alcuni dei seguenti con i mulini.
    Potevi, volendo, con il motore di ricerca, trovare un thread appropriato, (ce ne sono decine), aprire un thread specifico, scrivere un messaggio privato al moderatore a cui ti rivolgi direttamente...
    Ultima modifica di nll; 02-09-2013 a 21:22

  12. #32
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Qualche giorno fa sono stato vicino Basilea, a Münchenstein, in un parco molto bello, Brüglinger Park im Grünen, gestito da alcune fondazioni.
    Lì ho trovato un antico mulino che viene utilizzato due volte al mese per didattica, sfortunatamente non ho le conoscenze di Wilmorel per descriverlo per cui cerco di sopperire con le seguenti foto.
    Il "salto" è molto basso, la ruota con un diametro di un paio di metri è coperta
    ruota coperta.JPG
    qui un dettaglio
    ruota dettaglio.JPG
    lo schema
    schema.JPG
    le macine
    pietre.JPG
    Vista complessiva degli ingranaggi e cinghie che ricalca lo schema.
    interno.JPG
    Ciao a tutti
    Impianto fotovoltaico 2,94 kWp 23° -85 est 1° CE dal 2007....

  13. #33
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Bravo Gigi, ben fatto!
    Temevo che la mia passione fosse un po troppo solitaria...
    Bello il museo, e le foto.
    Può essere che la ruota venisse coperta per ridurre l'impatto sonoro nel centro abitato o come protezione antinfortunistica.
    Oppure sono io che ragiono con la testa e cultura di oggi applicandole al passato.

  14. #34
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    In realtà anche a me affascinano i mulini, quando alcuni mesi fa sono incappato casualmente in questa discussione, che ho letto avidamente, mi ero ripromesso di descrivere e fotografare un mulino nel lazio, sul fiume Simbrivio, affluente dell'Aniene nel paese di origine di mia madre, ho un ricordo di quando ero bambino dove io sul dorso di un mulo con mia zia (lei a piedi) andavamo a macinare il "grano turco" con il quale ci faceva polenta e pizze chiamate "fallò".
    Il mese scorso ci sono stato ma ci sono lavori in corso e aimè colate di cemento per cui ho rinunciato (per il momento) al servizio fotografico, mi sembra di aver capito che vogliono farci una piccola centrale elettrica per alimentare le luci comunali e forse anche li un museo.
    Ulteriori foto del mulino svizzero, il meccanismo da un altro punto di vista
    vista ingranaggi laterale.JPG
    altro punto di vista della ruota
    ruota coperta2.JPG
    c'erano dei cassetti con i vari prodotti macinati con diverse grandezze, il grano
    grano.JPG
    mais e riso, quest'ultimo non ho capito se era macinato...
    mais.JPG
    ed altri tre cassetti con i relativi prodotti a me sconosciuti... poi scritti in tedesco
    ciao
    Impianto fotovoltaico 2,94 kWp 23° -85 est 1° CE dal 2007....

  15. #35
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Alcune cose meritano di essere evidenziate nel bel servizio di Gigi.
    Anzitutto lo schema assonometrico dei meccanismi e la esposizione dei diversi cereali nelle bacheche. Se come sembra lo schema è stato realizzato molti anni dopo la costruzione, va dato atto a questi signori della volontà di conservare la memoria storica delle loro opere, qualunque sorte subiscano.
    Mi è piaciuta molto la evidente qualità ed ordine dei meccanismi, ruote dentate, supporti e altro. In particolare, mi sembra di capire che alcune ruote, le maggiori, strutturalmente fuse in ghisa, hanno denti riportati in legno (che immagino di bosso). Con ciò si otterrebbero minori costi di manutenzione, minore usura delle ruote di diametro inferiore ingranate, migliore lubrificazione con lubrificanti solidi, maggiore silenziosità. Un compromesso fra modernità e tradizione. Ovviamente, spero di non avere detto una sciocchezza, dovuta alla dimensione e definizione contenuta della immagine e ai miei limiti di vista.

  16. #36
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Wil, complimenti per l'occhio!
    In effetti i denti degli ingranaggi sono in legno, questa cosa l'avevo notata e mi aveva fatto riflettere.
    Non posso postare l'immagine ad alta risoluzione perchè questa piattaforma non lo permette, ho però estratto un dettaglio ingrandendolo, dove si vede in fondo l'ingranaggio collegato alla ruota idraulica (part. 5 dello schema), la coppia conica (part. 6) ambedue con i denti in legno e l'ingranaggio (part. 7) con denti in metallo che aziona l'albero principale.
    dettaglio coppia conica.JPG
    Impianto fotovoltaico 2,94 kWp 23° -85 est 1° CE dal 2007....

  17. #37
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Questo mulino, a differenza di quelli descritti in precedenza, non è un rudere ne una ristrutturazione, ma un impianto del tutto nuovo, sorto dove non esistevano ne vecchi fabbricati ne ruote, ma soltanto il canale, datato da secoli e destinato ad uso irriguo ed in alcuni e diversi luoghi, come forza motrice.
    Derivato da un torrente appenninico, in prossimità dello sbocco in pianura, si sviluppa in zona golenare, con il corso caratterizzato da discrete pendenze e corrente veloce, inframezzato di tanto in tanto da piccole briglie e modesti salti (e da derivazioni).
    Il costruttore e progettista, oltre che dalla propria attività professionale (titolare di studio di ingegneria edile ed ambientale), ha tratto spunto e stimolo da un precedente impianto a ruota per di sotto, rusticano e casereccio realizzato dal padre, vivace pensionato, in corrispondenza di uno dei salti presente nella loro proprietà.
    Il salto, in origine non superava 1,5 metri, ma un limitato intervento sulla briglietta, il consolidamento dell'argine e la regolarizzazione del fondo del canale, hanno consentito di elevare il salto a circa 2 metri.
    La portata massima del canale si aggira su 1,4 m3/sec con una forte variabilità stagionale. La installazione di una ruota idraulica, scelta anche per motivazioni estetiche, ambientali e di preferenza personale o simpatia, ha però consentito, data la grande flessibilità e costanza di rendimenti della macchina, di dimensionarla per valori di portata prossimi alla portata massima del canale, mantenendo ottime caratteristiche anche alle portate minori.

    Al culmine del periodo estivo del 2013, nelle poche settimane nel quale il canale è solitamente in secca, il titolare, avvalendosi di fidato personale, ha realizzato tutte le opere in CA; presa, vasca di decantazione, scarico di fondo e sfioratore, corsia e spalle della ruota, raccordo di scarico, oltre al piccolo fabbricato di contenimento dei meccanismi e dell'impianto elettrico.
    Aveva intanto appaltato ad una generica impresa metalmeccanica la costruzione della ruota, delle serrande di regolazione, di intercettazione e dello scarico di fondo e ad altra ditta elettrotecnica la progettazione e realizzazione dell'impianto elettrico, di interfaccia rete, di regolazione e logica.
    Così, all'inizio dell'autunno, all'arrivo delle prime piogge, ha potuto avviare l'impianto, il quale ha dimostrato da subito interessanti prestazioni.
    Purtroppo, un difetto costruttivo da ricondursi alla esecuzione di saldature fredde, ha comportato un fermo macchina e la modifica della parte danneggiata. Il problema è stato comunque risolto in modo soddisfacente e la produzione è ripresa regolarmente. Del resto, alzi la mano chi non ha avuto almeno un problema in un impianto prototipo...
    L'arresto dell'impianto ha inoltre consentito di effettuare una modifica per ottimizzare la regolazione dell'afflusso alla ruota e di automatizzare una serranda in origine a comando manuale.

    Le principali caratteristiche dell'impianto sono:
    Salto netto = 2 metri circa
    Portata di progetto = 1,3 m3/sec
    Ruota a pale ricurve colpita di fianco attraverso luce a battente.
    Diametro esterno ruota = 4,0 m
    Larghezza = 2,5 m
    Giri costanti = 8 circa
    Generatore asincrono trifase 50 Hz, 6 poli, 18,5 kW, collegato direttamente in rete.

    In fase di collaudo, le portate della ruota sono state verificate mediante la misura incrociata sia sullo sfioratore a stramazzo in parete spessa, così come tramite il flusso sotto la serranda a battente di intercettazione del canale di alimentazione.
    A condizione di accettare alcune ipotesi sulla efficenza della catena cinematica, moltiplicatore e generatore, risulta possibile valutare il rendimento idraulico della ruota, .
    Moltiplicatore epicicloidale a 3 stadi e = 0,92
    Generatore asincrono trifase 6 poli 18,5 kW nominali e = 0,91
    Totale trasmissione e generatore e = 0,84

    Questi sono alcuni dei valori rilevati in fase di collaudo ed esercizio:

    1)
    Q = 296 l/s
    q/Qmax = 21 %
    H salto utile = 2,22 m
    P poteza elettrica ai morsetti = 4 kW
    eta e complessivo = 62 %
    eta e ruota = 73 %

    2)
    Q = 617 l/s
    q/Qmax = 44 %
    H salto utile = 2,07 m
    P poteza elettrica ai morsetti = 10 kW
    eta e complessivo = 80 %
    eta e ruota = 94 %

    3)
    Q = 1273 l/s
    q/Qmax = 90 %
    H salto utile = 1,94 m
    P poteza elettrica ai morsetti = 14,8 kW
    eta e complessivo = 61 %
    eta e ruota = 72 %

    Sembra che la ruota riesca a "bere" fino a 1400 l/sec
    Anche volendo introdurre un margine di errore nella determinazione delle portate, specialmente le medie, e una certa variabilità nella efficenza della catena cinematica al variare del carico, i valori dei rendimenti sono coerenti con i migliori risultati sperimentali condotti su modelli da parte dei maggiori ricercatori contemporanei del settore, G. Muller e C. Wolter, e nettamente superiore ai valori ottenuti per ruote storiche equivalenti.
    Foto
    1) Scavo in corso
    2) Costruzione manufatti edili
    3) Montaggio moltiplicatore
    4) Ruota installata

    DSCN0289r.jpgDSCN0501r.jpgDSCN0569r.jpgP5200004r.jpg
    Ultima modifica di Wilmorel; 07-05-2014 a 16:43

  18. #38
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Considerato il vasto interesse e la partecipazione che la descrizione di questa ruota innovativa ha suscitato (ha! Ha! Ha!...) continuo con alcune osservazioni sulle problematiche rilevate in corso d'esercizio.
    Premetto che, superati i descritti problemi di avviamento, la ruota e l'impianto stanno dimostrando una funzionalità più che soddisfacente. I problemi sono viceversa da ricondursi alle caratteristiche del canale e al suo esercizio.
    Anzitutto le caratteristiche della opera di presa sul torrente, che è realizzata in modo approssimativo e priva di dispositivi di sgrigliatura e decantazione efficienti. Ciò comporta che dopo ogni episodio di piena importante, l'imbocco del canale si trovi parzialmente ostruito da ghiaia e sabbia e che per ripristinare la portata di progetto occorra intervenire con un escavatore che rimuova questi materiali dalla presa.
    L'altro problema, che ha attinenza con il precedente, è generato dal deposito di sabbia che periodicamente decanta immediatamente a valle della confluenza e scarico dell'impianto nel canale e provocando un innalzamento del livello dello scarico medesimo, genera un rigurgito e riduce la efficienza della ruota.
    Il primo problema non è di facile soluzione, in quanto il sollecito intervento per la pulizia della presa è, in linea di principio, di competenza del consorzio che gestisce il canale. Se sul canale (assai lungo) verranno realizzati altri impianti miniidro, oltre ai due ora esistenti, è possibile che l'interesse di tutti gli utenti per interventi risolutivi e radicali si concretizzi.
    Viceversa il proprietario intende risolvere il secondo problema nel corso della prossima asciutta estiva, quando potrà intervenire per regolarizzare ed avviare meglio il canale in corrispondenza dello scarico.

    Potete trovare una foto e alcune considerazioni di un visitatore "occasionale"al post n°5 del seguente link:
    http://www.energeticambiente.it/idroelettrico/14758923-cosa-fareste-per-un-salto-di-queste-caratteristiche.html


    Foto:


    1. Opera di presa, serrande e ruota dal retro.
    2. Ruota, nella fase finale della installazione.

    P5200009r.jpgP5200012r.jpg
    Ultima modifica di Wilmorel; 27-05-2014 a 13:07

  19. #39
    Seguace

    User Info Menu

    Predefinito

    Grazie a Wilmorel ho avuto il privilegio e il piacere di vedere questo bellissimo impianto,
    Complimenti a tutti quelli che ci hanno lavorato!
    Bisognerebbe farne molti,
    c'è ancora tant'acqua che passa e vorrebbe macinare !!!

  20. #40
    Monumento

    User Info Menu

    Predefinito

    Si Gino, una bella giornata in buona compagnia.
    Le foto che ho pubblicato in precedenza, mostrano ruota ed impianto in corso di costruzione e montaggio.
    Quelle che allego
    ora, mostrano l'impianto in esercizio, con una portata di circa 1000 lt/sec.
    Amplio anche la forbice dei rilevamenti, con altre due serie di dati.
    Il titolare ha registrato e tabulato le prestazioni con una ampia serie di parametri che per semplicità e chiarezza non inserisco.
    Concordo con te che lungo quel canale, ci sarebbero le condizioni per installare numerose altre macchine. E così, su molti altri canali.
    Concludo riferendo un fatto che mi ha piacevolmente stupito.
    La
    ruota è poco rumorosa, in particolare i moti dell'acqua o la ricaduta a pioggia dal velo aderente alle pale. Di certo meno della cascatella creata dalla briglia originale. La parte prevalente del rumore proviene dal moltiplicatore e dal generatore, peraltro di ottima qualità che può essere ridotto con una opportuna insonorizzazione, sia localizzata che mediante schermi naturali o artificiali a seconda delle condizioni.
    Questa macchina sfata il luogo comune e pregiudizio che vuole le ruote tecnologicamente superate, grossolane e inefficienti, dei residuati folcloristici di epoche passate e le riabilita come macchine idrauliche competitive e funzionali per determinate caratteristiche di salto, portata e condizioni di esercizio.


    Foto:

    1. 1) Canale e presa dal retro.
      2) Ruota in esercizio.

    P1000243r.jpgP1000230r.jpg
    Ultima modifica di Wilmorel; 31-05-2014 a 09:34

  21. RAD
Pagina 2 di 4 primaprima 1234 ultimoultimo

Discussioni simili

  1. elettrificazione di un vecchio mulino
    Da ik3ngu nel forum IDROELETTRICO
    Risposte: 23
    Ultimo messaggio: 03-10-2008, 22:07
  2. UNA PICCOLA TURBINA PER UN VECCHIO MULINO?
    Da Poldinus nel forum IDROELETTRICO
    Risposte: 20
    Ultimo messaggio: 07-03-2008, 12:26
  3. riconversione di un vecchio mulino
    Da scorfanetTO nel forum IDROELETTRICO
    Risposte: 3
    Ultimo messaggio: 08-02-2008, 01:42
  4. Centrale da 160kw in un vecchio mulino
    Da andreafrosi nel forum IDROELETTRICO
    Risposte: 16
    Ultimo messaggio: 09-04-2007, 20:04
  5. vecchio mulino
    Da nel forum IDROELETTRICO
    Risposte: 24
    Ultimo messaggio: 29-11-2006, 09:45

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •