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Discussione: Progetto volontariato Congo - Sud Kivu

  1. #1
    Super_Mod

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    Predefinito Progetto volontariato Congo - Sud Kivu



    Sposto qui l'importante richiesta di Kumis che merita una visibilità maggiore.
    Buona continuazione
    RemTechnology



    Gentili Signori,
    mi chiamo…Kumis (nelle modalità di iscrizione invitano ad usare un nome diverso da quello reale…), navigando in internet in cerca di informazioni ho scoperto questo sito, che trovo non solo stimolante, ma estremamente interessante per il problema che vorrei esporvi.
    Sono un tecnico in pensione e da anni volontario in una piccola associazione di volontariato genovese impegnata direttamente o con altre associazioni, squisitamente tutti volontari non retribuiti, in cooperazione con realtà dove sono carenti le attività che siamo in grado di offrire (indipendentemente da etnie, religione, colore, usi e costumi…)
    Succede che proprio in queste cooperazioni l’associazione “Insieme al Terzo Mondo”(Padre Emilio Ratti –Missioni Francescane Liguri) che ha realizzato un bel ed efficiente ospedale a Luwinja (Sud Kivu-RDCongo) abbia pensato di tentare di utilizzare un rivo per generare energia elettrica. La zona non è servita di rete elettrica e l’unica fonte di energia per l’ospedale è un gruppo elettrogeno diesel da 60 KW.
    Evito tutto quanto si potrebbe dire sulla situazione politica/economica/sociale/diritti
    ecc. ma il risparmio sull’approvvigionemento di gasolio , parti di ricambio e
    manutenzione andrebbe direttamente a beneficio dei pazienti…e sono tanti
    Portata acqua fluente (media stagionale) 1,5 m3/sec: Caduta 3 m:M Kumis
    "E' meglio essere approssimativamente corretti che esattamente sbagliati"
    http://www.remtechnology.net - (v. 4.7 - Gennaio 2017) - RemTechnology 1999 - 2017
    ing.remtechnology@gmail.com
    Leggete il regolamento del Forum EnergeticAmbiente.it

  2. #2
    Monumento

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    Hai ricevuto materiale che spero interessante nella tua casella di posta.
    Buon lavoro!

  3. #3
    Seguace

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    ciao Kumis, la Vs. iniziativa e lodevole.
    Non so se è una cosa fattibile, ma sarebbe interessante poter avere delle fotografie che possano descrivere lo stato dei luoghi.
    Si potrebbero così valutare l'incidenza e le problematiche delle opere civili per l'installazione della coclea o fare delle considerazioni sulla possibilità di installare altre macchine.
    Se non si agisce, non è possibile alcun progresso e non può essere corretto nessun errore... Dalai Lama

  4. #4
    Appassionato/a

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    Predefinito risposta a Pioner 10

    Ciao Pioner e grazie.
    Ho richiesto le foto e spero arrivino presto.
    Mi rivolgo anche agli altri: è proponibile una tipo Michell-Banchi o una tipo Ener Cat? saluti Kumis
    Ultima modifica di kumis; 01-04-2010 a 00:13 Motivo: intendevo Ener Cat ad acqua fluente

  5. #5
    Monumento

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    Ciao Kumis
    Le macchine che elenchi sono molto diverse le une dalle altre.
    A quanto mi risulta, la EnerCat produce essenzialmente Ruote a palette colpite da sotto. Ruote del tipo che un tempo erano in uso nei mulini galleggianti, ma ovviamente aggiornate tecnomogicamente.
    Sono l'ideale per fiumi o canali con una corrente molto veloce, e viceversa non lo sono per la tua situazione.
    Vengono utilizzate quando non è disponibile un salto di qualsiasi entità.
    La tua condizione è di certo più favorevole per ottenere buone rese e potenze con macchine adatte.
    La Banki-Michell è una buona macchina, la cui costruzione è accessibile anche ad una medio-piccola officina meccanica. Ovviamente si trova una vasta gamma di macchine presso ditte specializzate.
    Ci sono in circolazione diverse pubblicazioni per un suo dettagliato e corretto dimensionamento. Te ne allegherò una in posta.
    Ecco un sintetico confronto fra Coclea-turbina e Banki. (le opinioni sono personali)

    COCLEA:
    Portata 0,1-:5 m^3/sec
    Salto 0,5-:10 m
    Rendimento 70-:85%
    Ampia gamma di portate con limitato scadimento delle prestazioni
    Dimensioni considerevoli in relazione alla potenza
    Peso di conseguenza
    Manutenzione limitata
    Il punto forte è la rusticità ed i limitati interventi di periodica pulizia delle griglie grosse. Non sono necessarie griglie fini.
    Idonea per acque torbide e con corpi in sospensione.

    BANKI
    Portata 0,01-:3 m^3/sec
    Salto 2-:100 m
    Rendimento 75-:85%
    Ampia gamma di portate con limitato scadimento delle prestazioni
    Dimensioni compatte
    Peso contenuto
    Manutenzione media
    Richiede griglie più fini ed interventi di pulizia più frequenti
    Il punto di forza è la la documentazione vasta, la compattezza e la costruzione accessibile anche a paesi scarsamente industrializzati.

    Per i costi non mi pronuncio, in quanto sono ormai al di fuori del settore industriale.

  6. #6
    Appassionato/a

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    ffice:smarttags" name="metricconverter">ffice:smarttags" name="PersonName"> Ciao Wilmorel,
    il materiale che mi stai inviando è molto interessante e così stimolante che mi sono montato la testa…
    no…non è proprio così, ma l’attenzione mostrata da tutti voi sul progetto mi incoraggia ad esporre l’ idea che normalmente accompagna la nostra collaborazione con le realtà locali e cioè nessun “dono”, ma piuttosto cooperare al progetto che nasce da esigenze locali e tutt’al più qualche incoraggiamento a programmare nel tempo.
    Sempre a Bukavu operano i Padri Saveriani e tra questi Giovanni Querzani, in Congo da 40 anni e con un’energia vulcanica sempre a favore dei più deboli (www. amici di padre giovanni querzani ).
    Dallo scorso anno è anche impegnato alla costruzione della scuola dei mestieri, quasi ultimata ed abbiamo avuto occasione, parlando, di proiettare nel futuro attività più complesse, che possano utilizzare le competenze che si formeranno nella scuola.
    Passo successivo, che facciamo tra di noi, minigeneratori idraulici che possano essere costruiti in loco, almeno la parte meccanica . Ho qui davanti a me “Costruzione di una turbina Michell-Banki” della collana Energie Alternative a cura del CAST e naturalmente... ersonname productid="la VOSTRA" w:st="on">la VOSTRAersonname> esperienza!
    Molto significativa l’esperienza dei pensionati DePretto, ma qui si tratta di potenze molto inferiori. E poi “l’evoluzione” della ruota idraulica oltre che costituire una valida soluzione credo presenti un impegno economico affrontabile.
    Mi piacerebbe sentire la vostra sincera opinione. Grazie
    Ulteriori informazioni mi dicono che la caduta di 3 metri, in realtà è una pendenza sulla distanza di circa un km…uhm.
    Saluti e a presto Kumis

  7. #7
    Appassionato/a

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    Ciao Kumis,

    prova a inserire in post le coordinate geografiche del punto dove si vorrebbe realizzare il progetto

    Lat
    Long

    che con google hearth diamo un'occhiata...

    Saluti

    Progettista

  8. #8
    Appassionato/a

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    Ciao Progettista e grazie per il contatto.
    Coordinate... è una parola ! provo a chiedere, per il momento posso tentare un2°45' sud & 28°30' est, tra Mwenga e Wafungu e a circa 80 km da Bukavu, capoluogo del Sud Kivu.
    A presto kumis

  9. #9
    Seguace

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    Grande Kumis,
    secondo me se riuscissi quanto meno a postare un po di foto e a dare uno schema di massima di un rilievo penso che qua nel forum potremo farti un bel progettino unendo le competenze che ci sono sia nel campo civile che nel campo meccanico.

  10. #10
    Appassionato/a

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    Ciao ingroberto e grazie
    cercherò di avere, al più presto, quanto possibile
    saluti kumis

  11. #11
    Monumento

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    Ciao Kumis
    Da quanto scrivi nel tuo ultimo post, la situazione del corso d'acqua appare piuttosto diversa dalla prima ipotesi esposta.
    Manca un vero e proprio salto, briglia, traversa, cascatella o rapida che in poche decine di metri di distanza realizzi il salto ipotizzato. Un dislivello di 3 metri su una distanza di 1 km è cosa diversa, sia per le perdite di carico del canale o tubazione di adduzione, ed ancora di più per l'entità e onerosità delle opere necessarie a realizzarlo.
    Per sfruttare questo dislivello, si pongono idealmente due alternative, ma in concreto, per individuare la soluzione corretta, occorrono numerosi dati e notizie sulle caratteristiche del corso d'acqua e dell'area circostante, così come auspicato da Ingroberto e Progettista.

    La prima ipotesi, comporterebbe la costruzione di una traversa per realizzare il salto, ma sarebbe fattibile solo a determinate condizioni plano-altimetriche del corso fluviale.
    Inoltre, la costruzione di una opera di queste dimensioni è una realizzazione di di ingegneria idraulica, impegnativa come costruzione e a rischio di integrità se non si conoscono approfonditamente il regime idraulico del fiume e pluviale del bacino idrografico.
    A mio parere, anche valutando a sentimento i costi minimi della manodopera impegnata, è dubbio il ritorno economico dell'opera.

    La seconda ipotesi, consiste nello scavare il chilometrico canale che collega l'opera di presa posta a monte, al locale turbina posto a valle.
    In concreto, allo scopo di contenere lo scavo e il riporto, occorrerà seguire le curve di livello e di conseguenza la lunghezza del canale risulterà maggiorata del 10-20% rispetto alla ideale congiungente dei punti di inizio-fine.
    Inoltre, per contenere la perdita di carico e limitare erosione e deposizione, la velocità della corrente nel canale dovrà essere compresa fra 0.30 e 0.50 m/sec, per terreni argillo-sabbiosi.

    Ne derivano i seguenti dati approssimativi:
    Portata = 1,5 m3/sec
    Larghezza fondo canale = 2 m
    Profondità acqua = 1 m
    Pareti canale = 45°
    Sezione canale = 3 m2
    Velocità corrente = 0,5 m/sec
    Pendenza = 0,00015 m/m
    Lunghezza = 1200 m
    Volume appross. scavo = 3600 m3
    Ultima modifica di Wilmorel; 08-04-2010 a 18:26

  12. #12
    Appassionato/a

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    Ciao a tutti,

    visto che con l'andare del tempo le notizie sul sito si rivelano molto piu' problematiche rispetto all'inizio.
    Con costi di realizzazione per il momento insostenibili

    Provo a suggerire :

    presumo che ora il consumo energetico sia estremamente limitato e quindi si potrebbero installare pannelli FV con annesso impianto eletrico completo.

    Si potrebbe aggiungere un paio di generatorini eolici " fatti in casa" con generatore a magneti permanenti.

    Per i finanziatori , suggerisco al coordinatore locale e promotore dell'iniziativa di provare a "battere cassa" allo IOR (Istituto Opere Religiose).

    Nonchè alla Fondazione San Paolo di Torino, istituti che hanno sicuramente le " spalle grosse" per questi microscopici (ma estremamente concreti ed efficaci) interventi per portare benessere.

    Sicuramente apriranno le porte per questa nobile causa.

    P.s se lo ritrovo postero un' manuale per costruire generatori eolici a MP con poca spesa (pensato proprio per paesi in via di sviluppo)

    Saluti

    Progettisa

  13. #13
    Appassionato/a

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    Predefinito risposta a Progettista

    Ciao Progettista,
    ...fà anche rima con ottimista !!! o potremmo coniare un nuovo termine "ironista"...
    Lo IOR, le banche??!!! non voglio generalizzare, ma potrei dilungarmi sul cinismo e l'indifferenza di chi ha "spalle larghe"...fino ad oggi, come Time for Peace-Genova (chi siamo) siamo andati avanti con l'aiuto di amici, cittadini ed attività ad hoc per cercare fondi ( concerti, pranzi, regali per compleanni dirottati a noi,ecc) a parte qualche rara eccezione.
    Non voglio però dimenticare chi ci ha aiutato all'inizio del progetto protesi in particolare i lavoratori degli ex laboratori di ricerca poliuretano dell'Enichem Marghera ed oggi quelli della Dow Italia...
    Non vuol essere un piagnisteo, ma è la fotografia di una situazione comune alle piccole associazioni come noi.
    Comunque in questo progetto tentiamo solo di dare un contributo tecnico, cercando le competenze necessarie (... che hanno risposto alla grande!! )all'impegno di Padre Emilio Ratti, come amici e talvolta... complici .
    Anche lui si arrabatta per i fondi, ma considerato cosa riesce a fare... è pur vero, come gli dico scherzando, che "loro" hanno dalla loro parte la Provvidenza...
    Attualmente la potenza installata per le esigenze dell'ospedale è di 60 kw, ma anche piccole risorse da solare o eolico possono essere utilizzate per attività accessorie.
    Ti ringrazio e saluto a presto Kumis

  14. #14
    Appassionato/a

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    Ciao Wilmore, #11
    ho letto.
    La velocità rilevata in superficie (bottiglia plastica mezza piena) è di 0,8 m/sec.
    Rileggerò con attenzione, saluti kumis

  15. #15
    Appassionato/a

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    Ciao Kumis,

    come promesso vi allego un manuale (in Inglese) per la costruzione di un mini generatore eolico (esplicitamente pensato per comunità remote in Paesi in via di Sviluppo)

    Puo' essere un buon inzio nell'attesa di sviluppare in progetto idro (sicuramente da sfruttare)

    A disposizione per ogni chiarimento

    Saluti

    Progettista
    File Allegati File Allegati

  16. #16
    Monumento

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    Quote Originariamente inviata da kumis Visualizza il messaggio
    Ciao Wilmore, #11
    ho letto.
    La velocità rilevata in superficie (bottiglia plastica mezza piena) è di 0,8 m/sec.
    Rileggerò con attenzione, saluti kumis
    Ciao Kumis
    Nelle due foto che mi hai inviato e che allego, il monte è dove sta il fotografo e la valle è davanti a lui, verso il ponte ed oltre.
    Lo scrivo a beneficio degli altri utenti del forum.
    Sono daccordo nel prevedere lo scavo in sponda sinistra del torrente, dove collocherei l'opera di presa, non oltre 30-40 metri oltre il ponte, che però farei seguire da una piccola briglia o traversa che stabilizzi o regolarizzi il livello e quindi la portata.
    Potrebbe essere sufficente una modesta struttura che si elevi di circa mezzo metro dal livello della corrente, realizzata con tronchi d'albero e massi. Ti allegherò in posta alcuni disegni esemplificativi della struttura che ho in mente, e che per la sua limitata dimensione è, a mio parere, idonea ad essere costruita da maestranze locali.
    Osservando le foto mi pare infatti, che la sponda destra, nelle immediate vicinanze del torrente, sia eccessivamente bassa , non adatta per lo scavo di un canale che segua le curve di livello con la necessaria pendenza minima.
    Il terreno rosso che vedo in alcune zone scoperte mi sembra argilloso-limoso, con elevato contenuto in ossidi di ferro, abbastanza adatto a realizzare, con le opportune precauzioni, il canale previsto. Se in zona fosse disponibile del piertisco compatto, si potrebbe migliorare il coefficiente di scabrezza, aumentare la velocità della corrente, e quindi la portata a parita di pendenza e nello stesso tempo stabilizzare il canale stesso nei confronti dei fenomeni erosivi. Ovvero, in alternativa ridurre la sezione del canale con minori oneri di scavo.

    PS
    La velocità della corrente che mi hai segnalato (0.8 m/sec) è evidentemente quella del torrente, quindi necessariamente maggiore di quella che dovrà essere la velocità della corrente nel canale di carico dell'impianto.

    A scopo esemplificativo allego il tracciato di un canale di derivazione di un mulino tuttora esistente nella zona dove abito.
    La presa d'acqua, all'estremo inferiore destro dell'immagine avviene attraverso una briglia, quindi segue un percorso in lieve pendenza di circa 450 metri di lunghezza, fino a sfociare in un bottaccio o laghetto posto all'estremità sinistra in alto nell'immagine, dove è situato il mulino e dove il salto fra il livello del laghetto e lo scarico è di circa 3,5 metri .
    Immagini Allegate Immagini Allegate
    Ultima modifica di Wilmorel; 11-04-2010 a 22:29

  17. #17
    Monumento

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    Ciao Kumis
    Rispetto al mio post più recente debbo fare alcune precisazioni.

    -E' preferibile che la centralina idro sia collocata nelle immediate vicinanze dell'utilizzatore, cioè, in questo caso l'ospedale. Le cadute di tensione e le perdite energetiche sono proporzionali alla distanza fra generatore ed utilizzatore, e sono tanto maggiori quanto più ridotta è la tensione all'uscita della centralina. Sarà necessario, al fine di fare un sommario conteggio, conoscere quale è la tensione (bassa tensione) in uso localmente, e ovviamente se tale tensione coincide con quella del generatore diesel.
    Si dovrà inoltre conoscere la distanza dell'ospedale dal torrente.
    Di conseguenza, se possibile l'opera di presa andrebbe collocata mille o più metri a monte, a seconda del dislivello.
    Sarebbe buona cosa ottenere a prestito o a noleggio un teodolite o una livella a cannochiale coi quali fare una prima valutazione sulla posizione e distanza dell'opera di presa. Una indagine di questo tipo potrebbe riservare sorprese.

    -La centralina dovrebbe essere facilmente accessibile da una strada carrabile, allo scopo di facilitare il trasporto della turbina, generatore, armadio elettrico e quanto necessario, oltre ai materiali da costruzione come sacchi di cemento, sabbia e ghiaia.
    Difatti, per potenze di quell'ordine diventa indispensabile realizzare fondazioni e platea di sostegno in calcestruzzo.
    Il tutto andrà poi protetto da un piccolo fabbricato macchine che potrà essere costruito in lamiera di acciaio zincata ed ondulata.

    Ci sarebbe molto utile conoscere, se non le coordinate del sito, i nomi di una o più località dei dintorni, e quello del torrente se disponibile. Ci consentirebbe di individuare prontamente il luogo con Google Maps per una prima sommaria valutazione.

    Seguiranno altre considerazioni.

  18. #18
    Super_Mod

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    Gentile Kumis,
    non ho fatto in tempo a postare le 2 foto, ho visto che Wil mi ha preceduto, ma se serve massima collaborazione amche da parte mia.
    Buona continuazione di discussione
    Rem
    "E' meglio essere approssimativamente corretti che esattamente sbagliati"
    http://www.remtechnology.net - (v. 4.7 - Gennaio 2017) - RemTechnology 1999 - 2017
    ing.remtechnology@gmail.com
    Leggete il regolamento del Forum EnergeticAmbiente.it

  19. #19
    Appassionato/a

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    Predefinito Remtechnology #18

    Salve Rem
    senz'altro avrò bisogno della collaborazione di tutti !
    grazie, kumis

  20. #20
    Monumento

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    Smile

    Vediamo se è possibile fare ripartire questo stimolante discorso...
    Non vogliatemene ma queste sono considerazioni per missionari, medici e assistenti laici, non per tecnici idro.
    Per questi ultimi sono delle ovvietà.

    La operazione più importante che deve precedere il progetto e la costruzione di un impianto idro, dopo l'accertamento di diritti e autorizzazioni, è la determinazione del dislivello e delle portate.
    Tralasciamo momentaneamente il primo requisito, peraltro già accennato, ed affrontiamo il secondo.

    PORTATE
    La determinazione della/e portata/e sembra una operazione banale. Se il corso d'acqua in esame avesse una portata fissa ed invariabile per tutto l'anno, l'operazione si ridurrebbe a risolvere sul campo un semplice problema di geometria e di fisica, una sezione per una velocità.
    Viceversa, la stragrande maggioranza di fiumi e torrenti presenta una marcata variabilità stagionale ed anche annuale. Per esempio, i torrenti dell'appennino tosco-emiliano hanno un rapporto fra le portate di piena/magra da 5/1, 10/1 ed anche oltre.
    Quindi, una portata considerata media difficilmente esprimerà un valore utile per una corretta progettazione di un impianto idroelettrico.
    Molti fiumi e torrenti in Europa dispongono di osservazioni di lungo periodo e dati storici attendibili, che possono costituire una base fondamentale per la progettazione.
    Nei paesi emergenti od in alcuni di essi, questi dati non sono disponibili, e perciò sono necessari rilievi e registrazioni che dovrebbero avere una durata almeno annuale. In effetti si dovrebbe conoscere il regime pluviometrico del bacino, ma queste informazioni trascendono un privato od una associazione ONLUS.

    Un metodo ragionevolmente semplice ed accurato per determinare la portata consiste nel rilevare la velocità della corrente e la sezione del corso d'acqua.

    VELOCITA'
    Per ottenere corretti valori di velocità della corrente, in prossimità del previsto punto di presa/derivazione, occorre individuare una porzione di alveo del fiume/torrente lunga almeno 50 metri, con flusso regolare e non disturbato, senza restringimenti o allargamenti, privo di massi emergenti ed altri ostacoli. In prossimità del centro dell'alveo (dando per scontato che la profondità dell'acqua lo consenta) si piantano due paline, una a monte, l'altra a valle, ad una distanza misurata (cordella metrica) di 30 o 40 o 50 metri. Si prende una bottiglia piena di acqua a metà ed un cronometro. Un operatore si pone alla palina a monte con la bottiglia, mentre l'altro operatore si pone alla palina a valle, con cronometro, carta e penna.
    L'operatore a monte rilascia la bottiglia e segnala la partenza al secondo operatore che fa partire il conteggio del cronometro.
    All'arrivo della bottiglia sulla palina a valle, l'operatore arresta il conteggio del cronometro e scrive la lettura.
    Il rapporto fra la distanza delle due paline in metri e il tempo in secondi che la bottiglia impiega a percorrerlo, rappresenta la velocità della corrente in superficie.
    Se il corso d'acqua non è molto profondo, si può assumere la velocità media pari a 4/5 di quella misurata in superficie. In effetti se si intende ottenere una ottima precisione la faccenda si fa un poco più complessa.

    SEZIONE
    Per la misurazione della sezione dell'alveo utile a determinare la portata, occorre procedere nel seguente modo. (esistono varianti più o meno semplici ed efficaci)
    Strumenti:
    Una fune, abbondantemente più lunga della larghezza dell'alveo.
    Una palina o stadia graduata
    Due robusti picchetti appuntiti ad una estremità
    Una mazzetta o mazzuolo
    Un doppio metro, a nastro o a stecche.
    Carta e penna.
    Se la palina o la stadia non sono graduate, occorre contrassegnarle, in modo che sia leggibile il centimetro.
    Nella fune va realizzata una serie di nodi, distanziati l'uno dall'altro di un valore fisso, es. 1 metro.

    Mediante i due picchetti, infissi con il mazzuolo sulle sponde del corso d'acqua, la fune va tesa al di sopra della corrente, in modo tale che risulti all'incirca orizzontale e ortogonale all'asse dell'alveo.
    Uno degli operatori si porta in acqua con la palina graduata tenuta verticale e in corrispondenza di ogni nodo della fune legge il valore dal fondo dell'alveo al filo superiore dell'acqua. L'operatore sulla sponda annota i valori in corrispondenza di ogni nodo e traccia il grafico della sezione.
    Al termine della operazione risulta stabilita la sezione bagnata del fiume/torrente, che può essere quantificata con una semplice formula.
    Se N1, N2, N10 sono i nodi succesivi distanti d = 1 metro e la profondità di ogni nodo è p1, p2, p10, metri, la sezione bagnata Sb sarà data dalla somma delle sezioni parziali, ognuna delle quali costituite da un trapezio Sb=(p1+p2)*d/2+ (p2+p3)*d/2+ (p9+p10)*d/2 .
    Cioè Sb= (p1+2p2+2p3+2p4...+p10)*d/2

    Il prodotto della sezione bagnata in metri quadrati per la velocità prima determinata fornisce la portata in metri cubi al secondo.

    La operazione così completata fornisce però la portata del giorno tale per il mese tal'altro di un certo anno.
    Per ottenere un valore che individui la soluzione dell'impianto idro più idoneo a quel sito/torrente e alle esigenze dello specifico utente, occorre raccogliere dati almeno su base annuale.

    Questo significa che occorre creare un calenderio dei rilevamenti, tale che evidenzi le variazioni di portata. Se per esempio per due mesi la portata rimane costante, senza variazioni apprezzabili, si registrera soltanto la data di inizio e fine della variazione.
    Se la rilevante variazione sarà settimanale, andrà registrata la variazione per questa durata.
    In altre parole, dal giorno A al giorno B portata X dal giorno B al giorno C portata Y e così via.
    Ovviamente la precisione sarà tanto maggiore quanto più frequenti saranno i rilevamenti.
    Per facilitare questa operazione è consigliabile lasciare in alveo una robusta stadia/palina/idrometro che indichi le variazioni rispetto al primo rilevamento e che sia leggibile in ogni momento.
    Occorre ricordare che forti variazioni di portata comportano non solo una variazione della sezione bagnata, ma anche una variazione della velocità della corrente, della quale converrebbe ripetere il rilevamento nelle situazioni estreme.

  21. RAD
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