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  1. #1
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    Predefinito Ampliamento concessione ad uso idroelettrico

    Cari utenti del forum, sono nuovo e non vorrei ripetere delle questioni gia poste.

    Il mio dubbio è sulla proprieta' della concessione per uso idropotabile degli acquedotti comunali, con la comparsa degli ato, questa concessione è ancora dei singoli comuni o è passata agli ato? voi ne sapete qualcosa?

    Io vorrei valutare degli impianti idroelettrici su acquedotto, ma non è facile valutare se non so neanche a chi rivolgermi.
    Spero di ricevere delle risposte.

  2. #2
    Seguace
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    Una visura in Provincia?
    Se sei fortunato hanno un database e fai anche subito.

    Nell'ultima Provincia che sono andato non avevano neanche l'elenco, o perlomeno mi hanno detto che non l'avevano per non darmi l'informazione.

    Un augurio
    Spes

  3. #3
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    Quale ufficio è il competente?
    Grazie

  4. #4
    Seguace
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    Ufficio Concessioni idriche o ufficio risorse idriche.

    Spes

  5. #5
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    Grazie Spes

  6. #6
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    Benvenuto nel forum quato,
    l'idea è corretto però mi sto chiedendo che siano degli acquedotti, dei comuni e degli ATO la sostanza è che la concessione idropotabile si può agganciare una concessione di derivazione idropotabile solo dall'intestatario della prima concessione, non da un privato qualsiasi.
    Secondo me gli ATO hanno la distribuzione e spesso la concessione per uso idropotabile è rimasta dei comuni, ma dipende da regione a regione, da provincia a provincia.
    Forse ho capito male ma se pensi di chiedere concessione idroelettrica su risorse idriche la cui concessione idropotabile è di un altro Ente la cosa non è possibile.
    Buona continuazione
    Rem
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  7. #7
    Seguace
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    Di norma l'AATO è il soggetto che definisce le tariffe del servizio idrico integrato e vigila sulla gestione.
    Chi gestisce il SII, oltre ai singoli Comuni, può essere un soggetto terzo (rispetto ai Comuni); spesso è una società partecipata dai Comuni stessi che ha in affidamento la gestione su tutto l'ATO (come prevederebbe la Legge Galli).
    Formalmente però le concessioni per uso idropotabile sono intestate ai singoli Comuni (o Comunità Montane o Consorzi di Comuni).
    Confermo che solamente il titolare della concessione idropotabile può richiedere l'estensione della derivazione anche all'uso idroelettrico.

  8. #8
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    Vi ringrazio per le precisazioni, ho trovato il documento che convenziona i comuni da me interessati con gli ato e confermo che gli Ato sono subconcessionari a 30 anni per parte della gestione idropotabile. Non intendo chiedere un ampliamento a titolo personale o societario, ma capire chi sia il reale intestatario, come era emerso da post precedenti.

    Quato

  9. #9
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    Scusate: ho letto in vari post e adesso anche voi confermate che è solo chi detiene una concessione che puo' ampliarla ad altri usi. Mi sorge un dubbio, quale documento lo dice? forse il regio decreto? purtroppo dovro' formire questo documento quando andro' in comune, dove non sanno nulla.

  10. #10
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da quato Visualizza il messaggio
    ...e confermo che gli Ato sono subconcessionari a 30 anni per parte della gestione idropotabile....
    Buongiorno Quato,
    mi permetto di dubitare dell'affermazione quotata. L'AATO (Autorità d'Ambito Ottimale Territoriale) è un ente di governo, pianificazione e controllo, mentre la gestione operativa del Sistema Idrico Integrato (acquedotti e fognature) è demandata a Gestori (che necessariamente sono soggetto diverso dall'AATO). Di norma sono i gestori che risultano subconcessionari, ma più spesso, almeno da un punto formale, le concessioni ad uso idropotabile restano intestate ai Comuni (o enti locali vari).
    Che l'AATO risulti subconcessionaria mi pare molto strano. Se poi è realmente così e mi sbaglio io, allora chiedo scusa.

  11. #11
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    Non ho approfondito, e non posso replicare con cognizione di causa. Il mio punto di vista era rivolto alla ricerca della concessione, scoprire se era passata agli Ato o se era ancora delle amministrazioni locali. Il mio punto attuale è giustificare l'affermazione che ho letto piu volte in questo forum che dice che solo chi detiene la concessione puo' modificarla o ampliarla. qualcuno mi sa dire da quale decreto deriva?

    grazie.

  12. #12
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    1) Scusate se mi intrometto, ma non condivido l'affermazione secondo la quale solo il titolare della concessione idropotabile possa estendere la stessa anche all'ulteriore uso idroelettrico. Altrimenti un art. come il 47 del TU 1775/1933 non avrebbe ragione di esistere.

    2) Le concessioni sono di norma rilasciate ai Comuni. Nel caso in cui la gestione ad essi demandata sia stata trasferita agli ATO, è molto probabile che le stesse concessioni siano state girate (volturandole o sotto forma di subconcessioni) alla stessa Autorità d'Ambito. Il soggetto privato che svolge il servizio opera invece in funzione di un'autorizzazione rilasciata dall'ATO. E non potrebbe che esser così essendo, di norma, la durata della concessione maggiore rispetto a quella del contratto con il soggetto gestore.

    Ciao!

  13. #13
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    Bentrovato Maurizio,
    personalmente io penso, anche per esperienza diretta ma al Nord d'Italia: la domanda di concessione di derivazione per uso idropotabile su una fonte/canale dove sussiste una concessione idropotabile non è ricevibile in quanto l'utilizzo idropotabile prevale su quello idroelettrica. Tu puoi fare domanda ma non ti viene accettata.

    Secondo te Maurizio, che mi sembra tu sia della sicilia forse, si possono fare richieste anche dove sussiste una concessione per uso idropotabile?
    Ciao
    Rem
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  14. #14
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    Quote Originariamente inviata da remtechnology Visualizza il messaggio
    Bentrovato Maurizio,
    personalmente io penso, anche per esperienza diretta ma al Nord d'Italia: la domanda di concessione di derivazione per uso idropotabile su una fonte/canale dove sussiste una concessione idropotabile non è ricevibile in quanto l'utilizzo idropotabile prevale su quello idroelettrica. Tu puoi fare domanda ma non ti viene accettata.

    Secondo te Maurizio, che mi sembra tu sia della sicilia forse, si possono fare richieste anche dove sussiste una concessione per uso idropotabile?
    Ciao
    Rem

    Ciao Rem,

    so per certo (l'ho fatto anch'io) che in Sicilia sia possibile farlo. Credo che comunque il discorso sia estendibile al resto del Paese, in fondo "dovrebbe" essere naturale dal momento che il TU di riferimento è lo stesso.

    Immagina il caso di un una condotta o di un canale realizzato a scopo idropotabile o irriguo. Per l'acqua che scorre in tale condotta o canale esiste una concessione (idropotabile o irrigua) rilasciata al Soggetto A per addurre l'acqua dalla fonte al luogo di utilizzazione.
    Supponiamo che lungo la condotta o il canale, diciamo a metà, sia presente una disconnessione idraulica (vasca o valvola a fuso o altro dispositivo di smorzamento della pressione) e che il Soggetto B intenda sostituire la disconnessione con una turbina. Evidentemente tale intervento non altera il regime di pressione nel tratto di condotta o di canale a valle e pertanto, qualora il Soggetto B avanzi richiesta di concessione idroelettrica ai sensi del TU, il Soggetto A non può opporsi adducendo come motivazione un nocumento all'utilizzazione idropotabile o irrigua.
    Dal momento che il Soggetto B utilizza opere di presa e di adduzione (fino alla turbina) del Soggetto A e che per tali infrastrutture è sostenuto un costo di esercizio e di manutenzione, è tuttavia necessario che il Soggetto B riconosca degli oneri di "couso" al Soggetto A (art. 47), senza il cui impegno (anche economico) la portata non arriverebbe alla sezione della turbina.

    Mi pare che a parte gli egoismi del Soggetto A (di routine un Ente Pubblico), l'intervento del Soggetto B non possa che essere considerato assolutamente apprezzabile: produce energia pulita, fa girare soldi e sgrava di un pò di costi il Soggetto A.

  15. #15
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    Buonasera Maurizio,
    cio' che Tu sostieni conferma ancora una volta (ma nn ce n'era bisogno) che esistono piu' "Italie" nello stesso Paese.
    Da un certo punto di vista il Tuo ragionamento funziona ma nell'Italia che conosco io (diciamo che e' una bella quota parte dell'intero) nn Ti verrebbe MAI autorizzato.
    Come Ti ha gia' detto l'amico REM (che saluto) SOLO chi detiene la concessione idropotabile/irrigua ecc ecc puo' "allargarla" all'uso idroelettrico.
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.

  16. #16
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    Ciao car.boni!

    Beh, credo che per non autorizzare un progetto sia necessaria una motivazione articolata e che richiama delle norme di Legge. Non mi pare che ne esistano in tal senso. Di contro esiste un articolo della Legge di riferimento del settore che regolamenta specificatamente il caso tipo che ho descritto nel precedente post e che riporto qui per completezza:

    Quote Originariamente inviata da Art. 47, REGIO DECRETO 11 dicembre 1933, n. 1775
    Quando per l'attuazione di una nuova utenza sia necessario, per ragioni tecniche ed economiche, di avvalersi delle opere di presa o di derivazione di altre utenze preesistenti, si può, sentito il Consiglio superiore, accordare la nuova concessione, stabilendo le cautele per la loro coesistenza e il compenso che il nuovo utente deve corrispondere a quelle preesistenti.
    Con le stesse norme e condizioni si può accordare la concessione di derivare e di utilizzare parte di acqua spettante ad altro utente, quando manchi il modo di soddisfare altrimenti il nuovo richiedente e la nuova concessione non alteri l'economia e la finalità di quelle preesistenti.


    Se non si può usare, che l'hanno fatto a fare?
    Ultima modifica di Maurizio78; 08-09-2011 a 20:31

  17. #17
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    Buongiorno Maurizio,
    e' pur vero che in Italia (in una delle tante) coesistono ancora leggi Albertine ....... (per nn andare troppo indietro nel tempo) e seppur il "piu' giovane" Regio Decreto del '33 da Te citato, dice quel che dice (aria fritta per la verita'), ci sono norme ben piu' recenti oppure "usi e consuetudini" che oltre ad intrecciarsi con questi (creando solo confusione), hanno la meglio su vecchie norme.
    A tutto questo devi aggiungere che nella stragrande maggioranza dei casi (almeno per l'Italia che conosco io) gli Enti che hanno in mano le concessioni idropotabili o irrigue sono normalmente dei grossi Enti (consorzi, Comuni ecc ecc) che hanno un forte radicamento sul teritorio ed un notevole potere politico ed economico. Insomma e' come cercare di togliere dalla bocca di un leone (nn quello dello zoo ma della savana) il pezzo di carne che sta mangiando ...............
    In fondo si puo' sempre provare ma consapevoli di buttare via tempo e denaro. Vedi Tu.
    ciao car.boni
    Acqua, sole e vento. La natura per l'energia pulita.

  18. #18
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    Buongiorno a tutti,
    la cosa Maurizio mi stupisce molto ma di certo ti credo, se dici che è così va bene.
    Sul fatto che tu dici che installi una cosa che non altera il flusso dell'acqua potremmo discutere:
    - la turbina e le macchine che installi sono certificate per uso idropotabile , come certe elettropompe che si usa per l'acquedotto?
    - l'olio e i lubrificanti che tu usi per gli organi di manovra e regolazione è certificato alimentare?
    - in caso di blocco della paratoia di by-pass il flusso dell'acqua è assicurato con uno stramazzo meccanico laterale?
    Come dice car.boni (e ricambio i saluti) la questione è oltre che di norma anche di buonsenso.
    Tu fai la tua strada e l'acquedotto fa la sua, installi delle macchine a norma di legge, poi c'è un trafilamento di lubrificante e inquino l'acqua potabile, si blocca una paratoia e si interrompe l'erogazione di 20 paesi...
    Comunque il Regio Decreto non parla di pasaggio idropotabile soltanto e non dice che è automatico ma mi sembra che devi chiedere a qualcuno, forse il Consiglio superiore si intende l'autorià competente che penso sia Provincia/Genio/Regione e devi dare un compenso. Tu sai bene che gli oneri di concessione si danno, almeno da noi, al Genio Civile o Provincia non ad un acquedotto.
    Può succedere l'opposto invece :
    - una ditta ha una concessione idroelettrica in un canale e ne ha tutti i diritti economici che ne deriva;
    - un Ente acquedottistico a monte di quella presa chiede, e spesso gli viene data, una presa per uso idropotabile,
    - questo ente deve dare all'azienda che turbina degli oneri di sottotensione perchè gli toglie l'acqua e quindi mancato guadagno
    Tutte queste cose comunque sono di lana caprina da valutare caso per caso.
    Abbiamo capito che da te si fanno e ti assicuro che da noi non si possono fare a meno di non buttare via soldi.
    Magari quato, che ha posto la domanda, è della Sicilia e quindi gli può andare bene.
    Buona continuazione
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  19. #19
    Novizio/a
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    L'esperienza di Maurizio78 mi sembra molto interessante anche perchè supportata da un chiaro riferimento giuridico, vorrei chiedere a Rem e Car.boni e a chi altro ha esperienza di avvalorare le loro opinioni con un riferimento giuridico perchè mi rendo conto che il Regio decreto è del 33, non proprio recente.

    Vi ringrazio, per la vostra esperienza.

    Quato


 

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