CITAZIONE (IIIFurlaIII @ 22/2/2007, 18:49)
io ti rispondo che attualmente sistemi di accumulo ad idrogeno sono poco efficienti, poco sicuri ed economicamente molto sconvenienti, e che di contro esistono già dei sistemi di accumulo che possono servire (in maniera molto più realistica, attualmente) allo scopo di rendere utilizzabile al momento del bisogno l'energia da rinnovabile accumulata. quindi il problema per cui nasce l'idrogeno è già in buona parte risolto, almeno a livello di piccole utenze come nel caso dell'energia elettrica domenstica e delle auto elettriche; l'idrogeno, se e quando sarà una tecnologia matura, lo risolverà meglio. detto questo, io penso che non sia affatto il problema dell'accumulo a rendere le fonti rinnovabili poco appetibili, quanto il fatto che non ci sia ancora un mercato solido e concorrenziale che permetta da un lato l'abbattimento dei prezzi e dall'altro il finanziamento della ricerca allo scopo di industrializzare le tecnologie nascenti.
Non ho alcuna intenzione di polemizzare sulla fondamentale questione di cosa sia fonte e cosa vettore, lo ripeto. Ammetto il mio errore, ho imparato oggi che la benzina è una fonte energetica e ne prendo doveroso atto, ci mancherebbe. Non è il mio campo e non si finisce mai di imparare... ottimo.
Invece sul problema idrogeno, che è di importanza ai miei occhi un pelino più grande, non capisco davvero a cosa si miri.
Nessuno dice che l'idrogeno sia soluzione facile, economica da adottare domani. C'è una lunga strada per raggiungere la convenienza, esattamente come c'è una lunga strada per rendere le batterie adeguate perlomeno al normale traffico cittadino di basso chilometraggio (oggi non sono sufficienti nemmeno a quello).
Però la produzione diffusa non può realizzarsi senza una efficiente forma di accumulo a livello locale. Se ci sono altre soluzioni ben vengano, ma non basta dire "esistono"... quali sono? Non è una domanda retorica. Altri han segnalato che ci sono possibilità di utilizzare sistemi di accumulo chimico, batterie e supervolani. Ottimo se funzionano, non ho alcuna preclusione ideologica pro-idrogeno, se ci sono altre soluzioni intelligenti, me ben vengano.
La paura invece è che ci sia una preclusione ideologica ANTI-idrogeno tipo l'arcinoto e arcisbagliato articolo di Pallante (http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_5828.html) che serve soltanto a rassicurare le illusioni decrescitrici di alcuni. Se per caso fosse questa la posizione non ho alcuna remora a dire che si tratta di pura fantasia e con l'intelligenza a ben poco a che fare.
Ultimo punto: lo sviluppo delle rinnovabili è ovviamente collegato ai costi, ma questi sono in continuo e inarrestabile calo, non sarà questo l'ostacolo. Anzi se per assurdo il costo del FV domani dovesse scendere sotto 1€/Wp e quindi decretarne una diffusione inarrestabile sarebbe proprio il problema dell'alternanza (che diventerebbe molto grave con percentuali superiori al 15% di produzione alternante) a rappresentare un gravissimo ostacolo, al punto che senza una adeguata struttura di accumulo decentralizzato si dovrebbe VIETARE l'immissione di energia da rinnovabile alternante in rete. E non credo sarebbe una bella cosa. 
CITAZIONE (IIIFurlaIII @ 22/2/2007, 18:49)
quindi, sempre a mio parere, l'auto a idrogeno potrebbe essere uno degli ultimi passi della transizione verso un sistema energetico basato esclusivamente su fonti rinnovabili e pulite, ma gli obiettivi a breve termine sono ben altri.
Ok, ma quali sarebbero?