manutenzione impianti fotovoltaici
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Discussione: celle fotovoltaiche organiche

  1. #21
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    E pare che l Heliatek sia gia andata a produrre: German minister inaugurates Heliatek pilot line
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  2. #22
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    Mah,speriamo,un passettino alla volta :http://www.stampa.cnr.it/DocUfficioS...9_APR_2013.HTM
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  3. #23
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    Chissa se questo ossido di nickel potrà finalmente aiutare a risolvere il problema del degrado.Produzione di idrogeno da energia solare, più facile imitando le foglie | Rinnovabili
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  4. #24
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    Riguardo questo argomento segnalo un progetto di calcolo distribuito volontario cui può partecipare chiunque possieda un PC sufficientemente potente. Si chiama Clean Energy Project ed è condotto all'Università di Harvard a Cambridge, negli USA. Tramite un programma di chimica computazionale per PC chiamato Q-Chem valuta le proprietà elettriche e magnetiche di sostanze sintetiche teorizzate dagli scienziati dell'ateneo e mai realizzate prima d'ora per individuare quelle che si prestano meglio alla creazione di vari dispositivi tra cui celle fotovoltaiche organiche, basate cioè sul carbonio anziché sul silicio, che siano flessibili e che rispetto a quelle al silicio siano più leggere e richiedano un metodo di produzione e smaltimento meno oneroso, risultando dunque più economiche.
    Ad ora le sostanze analizzate e che hanno buone probabilità di essere utili allo scopo sono oltre diecimila e le più promettenti tra queste sono state realizzate e sono in fase di studio nei laboratori dell'Università di Stanford vicino Palo Alto negli USA, che collabora con quella di Harvard. Il progetto continua a ricercare altre sostanze con lo scopo di superare i dieci milioni di sostanze valutate. Tutte le informazioni raccolte sono inserite in un database accessibile da chiunque gratuitamente previa registrazione e dotato di varie funzionalità di ricerca e confronto.
    Il team di scienziati che conduce la ricerca ha acquisito diversi nuovi membri col passare degli anni, in massima parte giovani entro i trent'anni, con competenze nei settori di informatica, chimica, fisica ed ingegneria i quali negli anni hanno realizzato numerose pubblicazioni scientifiche appartennenti a vari ambiti in riviste specializzate, preventivamente valutate da un team di altri scienziati.
    Un'introduzione al progetto, i risultati ottenuti e le relative pubblicazioni è disponibili in questa pagina, per ulteriori approfondimenti poi vi è il forum di supporto che fornnisce anche assistena informatica in merito al progetto.

    Per partecipare come volontari alla ricerca sono necessari un account sulla piattaforma di calcolo distribuito creata da IBM chiamata World Community Grid ed un computer che soddisfi i requisiti minimi richiesti dal progetto Clean Energy Project e sia acceso per diverse ore al giorno, dal momento che le unità di lavoro durano fino ad un massimo di diciotto ora circa (ma meno di dieci sui PC più potenti). I fondatori del calcolo distribuito sconsigliano di lasciare acceso il PC appositamente per partecipare ad un progetto, ma vi sono alcuni che lo fanno comunque, organizzati in gruppi che si sfidano periodicamente per vedere chi contribuisce di più.

    Il calcolo distribuito consiste nella divisione di un complesso problema computazionale in numerosissime parti più piccole brevi e semplici, dette unità di lavoro (work unit in inglese) da eseguire contemporaneamente in tanti calcolatori di modesta potenza, ottenendo nello stesso tempo impiegato da un supercomputer, od in un tempo un po' inferiore, gli stessi risultati ma sfruttando una struttura di calcolo meno costosa, consistente in una rete di semplici personal computer. Volontari sparsi in tutto il mondo costituiscono la rete di elaborazione prestando agli scienziati il proprio PC semplicemente eseguendo un'applicazione aggiuntiva mentre si utilizza il computer per i propri scopi. I fondatori del calcolo distribuito assicurano che un PC che è acceso assorbe una potenza solo di poco inferiore a quella richiesta per eseguire le unità di lavoro (questo non vale per i progetti che utilizzano la scheda grafica in aggiunta o sostituzione al processore centrale) quindi l'aumento dei consumi del proprio PC comporterebbe un costo aggiuntivo molto piccolo e soprattutto si può controllare pienamente quanto contribuire sfruttando impostazioni automtiche per ore e giorni differenti, se si vuole limitare o controllare l'esborso.
    Per chi fosse interessato a dare il proprio piccolo contributo ad altri ambiti di ricerca vi sono numerosissimi altri progetti di calcolo distribuito come Folding@Home, dedicato allo studio di proteine nella ricerca su alcune malattie degenerative, e quelli ospitati dalla piattaforma BOINC che appartengono ai settori di matematica,fisica, chimica, biologia, astronomia, climatologia, informatica e scienze cognitive. Vi è persno un progetto per decriptare i messaggi in codice utilizzati durante la seconda guerra mondiale dalla marina militare tedesca, Enigma@Home.
    Ultima modifica di Curious; 27-01-2016 a 16:44

  5. #25
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    E' tutto nella meccanica dei quanti...ma a capirla!!!

  6. #26
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    Purtroppo la meccanica quantistica è una materia molto ostica e capirla anche solo a grandi linee senza averla studiata è molto arduo. Infatti gli approfondimenti presenti nelle pagine del progetto sono piuttosto generici. Gli articoli leggibili sui siti internet delle varie riviste specializzate entrano molto nello specifico, ma solo addetti ai lavori possono capirci qualcosa.

    Vista la grande difficoltà della materia, il calcolo distribuito risulta un valido aiuto: disponendo di una grande potenza di calcolo si possono condurre numerose simulazioni e nei numeri si possono trovare le risposte che non si sono trovate con la teoria. Di recente il gruppo ha pubblicato un articolo in cui afferma di aver messo a punto un test preliminare da eseguire sulle molecole candidate alla valutazione che dica rapidamente se possano avere o meno proprietà utili: si riduce così il numero di simulazioni da compiere oppure lo si mantiene pur coinvolgendo più molecole, quindi il processo risulta enormemente accelerato.

  7. #27
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    Comè lo stato del arte della produzione industriale di questa tecnologia?
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  8. #28
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    MAH,io non sò ogni giorno leggo di nuove tecnologie per migliorarela resa per l energia fotovoltaica,per accumulare energia,possibile che non si riesca a progredire nel applicazione in questi due campi della scienza...Oggi gli ultimi due. ..https://www.nature.com/articles/s415...w.lescienze.it ...Nel silicio bidimensionale il futuro della fotonica - Le Scienze http://www.lescienze.it/news/2019/01/22/news/conversione_infrarosso_luce_visibile-4264944/?ref=nl-Le-Scienze_25-01-2019 ...
    diezedi,zona Cividale del Friuli.KWp 2,88,totalmente integrato , 20 moduli Unisolar PVL 144W , film sottile amorfi,,2 in parallelo per alimentare 10 microinverter PowerOne da 300W,PDC Templari da 300 lt,2 collettori Kloben CPC da 8 tubi flusso diretto,circolazione forzata.Azimut -90/+90,tilt 18° .Il tutto in funzione dal aprile 2014

  9. RAD
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