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Discussione: Petrolio mondiale: produzione ancora in aumento (2014)

  1. #1
    Amministratore

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    Predefinito Petrolio mondiale: produzione ancora in aumento (2014)



    Produzione petrolifera in aumento in quasi tutto il mondo e per i prossimi anni la situazione non sembra destinata a cambiare. Ecco, paese per paese, cosa è successo e cosa succederà.

    La produzione globale di petrolio ha continuato ad aumentare nel corso degli ultimi anni, provocando un eccesso di offerta sul mercato.A sua volta, i prezzi del petrolio sono scesi significativamente, a partire da metà 2014 fino ad oggi.Nel 2014 la produzione mondiale di petrolio era di 93.097.000 barili al giorno (bpd), in crescita rispetto ai 90.904.000 barili del 2013. Anche se i dati del 2015 non sono ancora disponibili, l’accordo nucleare iraniano porterà, con ogni probabilità, ancora più petrolio sul mercato.

    Inoltre, l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), il mese scorso, ha raggiunto il suo livello più alto di produzione degli ultimi 3 anni: 31,5 milioni di barili al giorno.

    In questo quadro particolarmente critico, l’interesse per la produzione globale di petrolio è di grande attualità, soprattutto in visione prospettica. Ecco la graduatoria 2014 dei primi 10 paesi produttori di petrolio.



    1. STATI UNITI (Produzione: 13.973.000 barili al giorno). Gli Stati Uniti sono al primo posto per il secondo anno consecutivo, avendo aumentato la produzione da 12.343.000 barili nel 2013 a 13.973.000 nel 2014. Il paese ha visto il suo più grande aumento di volumi in un solo anno, da oltre 100 anni. Ciò grazie soprattutto allo shale oil ed alle nuove tecnologie di fratturazione idraulica e di perforazione direzionale in Nord Dakota, Texas e Nuovo Mexico. Le previsioni per il 2015 e il 2016 parlano di ulteriori aumenti, con 9,3 milioni di barili al giorno nel 2015 e 9,5 milioni di barili al giorno nel 2016.
    2. ARABIA SAUDITA (Produzione: 11.624.000 barili al giorno). Il paese ha prodotto una quantità di petrolio leggermente inferiore all’anno precedente. L’Arabia Saudita non ridurrà la sua produzione di greggio per fare aumentare i prezzi del petrolio, nonostante le sollecitazioni in tale direzione da parte dei paesi non OPEC.
    3. RUSSIA (Produzione: 10.853.000 barili al giorno). Produzione in leggero aumento per la Russia, la cui produzione è cresciuta costantemente nel corso degli anni.
    4. CINA (Produzione: 4.572.000 barili al giorno). La produzione petrolifera cinese è cresciuta nel 2014 e, nel 2015, aumenterà ulteriormente. Il gigante asiatico ha aumentato anche i propri consumi, diventando il secondo più grande consumatore di petrolio dopo gli Stati Uniti.
    5. CANADA (Produzione: 4.383.000 barili al giorno). Le sabbie bituminose canadesi hanno contribuito alla crescita della produzione petrolifera del paese, che nel 2013 era di 4.073 milioni di barili al giorno.
    6. EMIRATI ARABI UNITI (Produzione: 3.471.000 barili al giorno). È il secondo più grande produttore OPEC e ha uno dei più alti tassi di consumo pro-capite di petrolio nel mondo.
    7. IRAN (Produzione: 3.375.000 barili al giorno). Anche l’Iran ha prodotto più petrolio rispetto al 2013 e, probabilmente, ne produrrà ancora di più dopo l’accordo raggiunto sul nucleare con le potenze mondiali P5+1 e l’allentamento delle sanzioni internazionali. Probabile un rientro del paese nell’OPEC. L’Iran è il secondo più grande consumatore di petrolio del Medio Oriente dopo l’Arabia Saudita.
    8. IRAQ (Produzione: 3.371.000 barili al giorno). L’Iraq ha aumentato la sua produzione di petrolio di circa 300.000 barili al giorno rispetto all’anno precedente. Il paese detiene le quinte più grandi riserve di greggio del mondo, che rappresentano quasi il 18% di tutte le riserve mediorientali e quasi il 9% delle riserve globali.
    9. BRASILE (Produzione: 2.950.000 barili al giorno). Produzione in crescita per il Brasile, in linea con gli obbiettivi a lungo termine del governo che vuole far crescere, anche nei prossimi anni, la sua produzione di petrolio nazionale. Le recenti scoperte di grandi depositi in mare aperto, potrebbero far diventare il Brasile uno dei maggiori produttori di petrolio del mondo.
    10. MESSICO (Produzione: 2.812.000 barili al giorno). Il paese ha registrato una diminuzione della produzione, così come delle esportazioni di petrolio verso gli Stati Uniti. Secondo Reuters, i nuovi giacimenti petroliferi scoperti in acque poco profonde, consentiranno di produrre altri 200.000 barili al giorno entro la metà del 2018.

    Articolo tratto da http://www.metallirari.com/10-produt...lio-del-mondo/
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  2. #2
    Super_Mod

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    a posto siamo...

    Però di fatto i prezzi bassi oltre che per l'offerta elevata sono anche una mossa strategica per mettere fuori mercato le deliranti tecnologie americane e canadesi.
    Molte società estrattive americane mi risultano essere in crisi economica con questi prezzi. Comunque temo che l'andazzo cambierà solo se e quando una alluvione sommergerà i pozzi americani, o magari una nuova e meravigliosa guerra bloccherà la produzione di qualche paese orientale
    Certificatore energetico (ex?) in Lombardia

    FIAT Seicento Elettra 'Eli': http://www.energeticambiente.it/fiat...ia-di-eli.html

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  3. #3
    Paladino del Forum

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    "o magari una nuova e meravigliosa guerra bloccherà la produzione di qualche paese orientale" difatti ogni giorno fanno le prove generali , che si chiami ISIS , IRAQ o LIBIA poco importa, l'obbiettivo è sempre la remunerazione dei petrolieri, guerrafondai e schiavisti.
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  4. #4
    Super_Mod

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    La situazione americana è, a mio parere, molto poco compresa nel resto del mondo.
    Gli USA producono la loro ricchezza utilizzando molta energia. Ed il fatto di riuscire a prodursela in casa ha un valore molto maggiore della possibilità di teorico ricavo. Il fatto che i prezzi restino bassi metterà in crisi moltissime aziende del settore, ma chi spera che possa far uscire dal mercato gli USA temo dovrà ricredersi. E non di poco!
    Gli americani da sempre vedono con molto sospetto la possibilità di essere dipendenti dall'estero come forniture energetiche. E certo non si strappano i capelli se anche il 90% delle piccole e medie aziende ora in difficoltà per i prezzi bassi fallirà.
    L'idea che il mercato cancelli una tecnologia che dà vantaggi evidenti (agli americani) seppure non economici a breve termine a me appare alquanto aleatoria.
    Mentre invece c'è da seguire con attenzione l'evoluzione degli effetti che il crollo dei prezzi può determinare sugli altri paesi produttori.
    L'analisi sopra riportata non ne parla, ma alcuni paesi come il Venezuela sono ormai sull'orlo del fallimento a causa del prezzo del petrolio. Se questo accade in certi paesi è un problema per quei paesi. Se accade all'Arabia Saudita è un guaio per tutto il mondo.
    Trovo sempre più sensato il cercare di affrancarsi il più possibile da queste problematiche.

  5. #5
    Paladino del Forum

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    sicuramente è poco sensato mantenere un eccesso di produzione per fare fallire i concorrenti
    quando ci potrebbero guadagnare tutti,comunque risorse come il petrolio e il gas date in esaurimento,
    mi sa che ce nè per i prossimi 1000 anni,alla faccia dell'ambiente

  6. #6
    Amministratore

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    Ciao Pox,
    veramente ci hanno guadagnato così tanto che non ce ne se ne rende neppure conto... e continuano comunque a buoni ritmi. E' pur vero che ci deve essere un motivo strategico per mantenere alte produzioni a fronte di una domanda inferiore... qualcuno lo vogliono far fuori a costo di guadagnare meno.

    Ed è pur vero che se aspettiamo ad abbandonare i fossili quando saranno quasi finiti... bhe è probabile che saremo prima estinti noi stessi.

    Quindi stop petrolio e carbone subito e con decisione. E' possibile.

    Ciao
    Roy
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  7. #7
    Super_Mod

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    beh ma state negando che possano esistere guerre commerciali e non solo militari?

    Provo a dirlo diversamente...

    Gli USA hanno introdotto una nuova tecnologia che estrae greggio e gas altrimenti indisponibile. Aumentando l'offerta i prezzi sono calati.

    I produttori tradizionali però hanno costi di estrazione più bassi e quindi possono sostenere un prezzo del petrolio più basso. Il fracking non verrà abbandonato per questo, ma diventerebbe troppo costoso e quindi accantonato per qualche anno.

    Sensato? Forse no a lungo termine, ma a breve termine si. E' un po' come il Carrefour aumenta per l'ennesima volta la dimensione dell'iper di Carugate per mettere in difficoltà i piccoli negozi e supermercati nei dintorni. Perchè potrebbero guadagnarci tutti, ma se fai fallire qualche concorrente poi puoi rialzare i prezzi e guadagnare di più.

    Petrolio e gas potrebbero durare ancora decenni, ma a costi sempre maggiori. Questi ribassi sono assurdi, speriamo almeno possano far mettere almeno un po' da parte quelle tecnologie americane inquinanti in maniera allucinante.
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  8. #8
    Paladino del Forum

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    Mah... a me sembra invece che i prezzi del petrolio fossero prima artificiosamente aumentati per pagarsi i nuovi investimenti, ed ora siano semplicemente ridiscesi ai valori normali che hanno avuto fino al 1973, e dal 1986 al 2004.
    "Non date da mangiare ai troll" http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)
    O si pensa, o si crede. (Arthur Schopenhauer)
    Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all'azione (attr. Edmund Burke)

  9. #9
    Super_Mod

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    living ma non esistono valori "normali" di un prodotto come il petrolio...

    Che siano aumentati in maniera esagerata in passato, per vari motivi, è vero ma non è anormale, a meno di voler definire anormale la speculazione o le guerre.

    Però se volessimo parlare di "normalità", cioè di un prezzo legato anche e soprattutto al costo di produzione, il prezzo del petrolio dovrebbe salire progressivamente, visto che se il petrolio non è in esaurimento è solo perchè nuove tecnologie permettono di estrarre petrolio e gas prima indisponibili, ma sono tecnologie più costose del pozzo tradizionale.

    E io ritengo che altri costi ambientali, ancora poco conosciuti e quantificati, li pagheremo tutti prima o poi.
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  10. #10
    Paladino del Forum

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    "Mah… a me sembra invece che i prezzi del petrolio fossero prima artificiosamente aumentati per pagarsi i nuovi investimenti" credo che qui ci sia una parziale chiave di lettura , in realtà , a mio avviso, c'era anche da pagare il costo della guerra in IRAQ, come si sa voluta dai petrolieri per "normalizzare" la regione e ora c'è da "normalizzare " il Venezuela e forse il Brasile ( che correva troppo), di certo la strategia è chiara il prezzo del greggio diventa l'arma politica in sostituzione di quella militare, meglio.

    Non so se farà meno
    vittime.
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  11. #11
    Paladino del Forum

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    Appunto, dolam... il prezzo è andato su, tutti si sono pagati le loro spese (compresi anche gli investimenti per le nuove prospezioni, lo svilippo di nuove tecnologie come il fracking, il decommissioning delle piattaforme obsolete, la costruzione di quelle nuove, le guerre armate e quelle finanziarie), e adesso hanno il parco macchine nuovo, le concessioni per altri cinquant'anni e non hanno tirato fuori una lira... le abbiamo pagate noi.
    Ora il prezzo torna ad essere il solito come da un secolo e mezzo a questa parte (tranne due parentesi di 15 e di 10 anni)... Ora, il mio quesito era un altro: se per il 90 % del tempo il petrolio è stato a 25-30 dollari al barile (vedi nota), è corretto dire che ora si tratta di un "crollo del prezzo"? Semmai , era prima che era sopravvalutato.

    (Nota: i 25-30 dollari al barile sono un dato figurato, in realtà andrebbe depurato dall'inflazione e dalle svalutazioni. I dati aggregati sono comunque disponibili, e mostrano lo stesso un prezzo stabile per più di cento anni)
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  12. #12
    Amministratore

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    Ciao Livin,
    la tua idea non mi dispiace... avresti qualche link con l'andamento (magari depurato da inflazione e co) per avere un idea più chiara?
    Che fino a 2 anni fa fossimo in bolla speculativa non c'era dubbio... però e pur vero che il costo di estrazione aumenta sempre più e tornare a valori (depurati) pari a quelli degli anni 70 mi sembra però un'altra bolla al contrario... non mi sembra proprio possibile visto i costi molto maggiori anche di "pulizia" dei carburanti.

    Quindi se parliamo di solo petrolio ancora ancora, ma sempre un po di più dovrebbe costare. Ma parlando di carburanti alla pompa il valore deve salire ancor di più.

    Ciao!
    Roy
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  13. #13
    Paladino del Forum

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    Li ho, ma sono salvati e devo ricercare l'URL originale... Per il maggior costo di estrazione, la maggior parte consiste nella realizzazione di costose infrastrutture iniziali, mente i costi di esercizio sono simili a quelli tradizionali, quindi basta trovarsi le infrastrutture pagate grazie ai maggiori introiti e tutto viene fuori senza investire un soldo dei propri capitali. Idem, per le nuove tecnologie e gli esperimenti.
    I costi di pulizia dei carburanti sono invece un illusione, perchè si tratta invece di grossi guadagni. Da tempo sono passati dagli impianti pilota a quelli industriali, in cui le molecole di idrocarburi vengono demolite e ricostruite alla bisogna... le vecchie colonne di distillazione frazionata sono un ricordo, ormai, con le frazioni pesanti piene di aromatici e asfalteni. Ormai, fanno la benzina anche con l'asfalto e coi fanghi, se vogliono. In altre parole, quello che erano frazioni di poco valore o scarti costosi da smaltire, oggi diventano carburante con caratteristiche progettate a tavolino, da vendere a caro prezzo.
    Un esempio tutto italiano è l'Eni Slurry teechnology a Sannazzaro, ma Total e molti altri ancora li stanno impiantendo in tutte le raffinerie.

    Poi c'è chi ci guadagna sempre... basso prezzo industriale significa abbassamento (poco) alla pompa, abbastanza da invogliare la gente a fare qualche chilometro in più. Ripresa dei consumi per il trasposto delle famiglie, finalmente si va al mare... tanto la benzina costa poco.
    Ma le accise rimangono uguali, e se aumentano i litri consumati, lo Stato ci guadagnerà parecchio più di prima.
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  14. #14
    Super_Mod

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    che io sappia invece i pozzi di fracking, per esempio, durano pochi anni, poi bisogna spostarsi e ricominciare. L'EROI è bassissimo...

    Ed è confermato dalle sofferenze economiche di cui ha parlato anche Brightingeyes....

    Quindi proprio non vedo come si possa pensare che il prezzo "vero" è quello anni 80 o 70, allora col petrolio si arricchivano tutti, ora per la prima volta (almeno io) sento parlare di società o addirittura paesi produttori in difficoltà economica.

    Comunque oltre alle devastazioni in superficie (naufragi di petroliere, emissioni da combustioni ecc) ora si comincia a devastare in profondità, mi sembra che dovremmo interrogarci un po' più profondamente che non solo ragionando di guadagni e margini.

    Il costo ambientale e sociale del petrolio diventerà sempre più elevato, io sarò malato ma spero che il prezzo risalga e in fretta, per spingere la ricerca e gli investimenti verso nuove fonti meno devastanti.
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  15. #15
    Paladino del Forum

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    Quote Originariamente inviata da riccardo urciuoli Visualizza il messaggio
    che io sappia invece i pozzi di fracking, per esempio, durano pochi anni, poi bisogna spostarsi e ricominciare. L'EROI è bassissimo... Ed è confermato dalle sofferenze economiche di cui ha parlato anche Brightingeyes....

    Quindi proprio non vedo come si possa pensare che il prezzo "vero" è quello anni 80 o 70, allora col petrolio si arricchivano tutti, ora per la prima volta (almeno io) sento parlare di società o addirittura paesi produttori in difficoltà economica.
    ...
    Il costo ambientale e sociale del petrolio diventerà sempre più elevato, io sarò malato ma spero che il prezzo risalga e in fretta, per spingere la ricerca e gli investimenti verso nuove fonti meno devastanti.
    Certo, il fracking e lo shale gas hanno così tanti problemi che hanno portato gli USA in cinque anni da quarto a primo produttore al mondo di petrolio... Qualcosa non quadra, direi.
    Il fatto è che il prezzo del petrolio non dipende solo dall'EROEI, ma anche dal dumping che si fanno fra concorrenti... chi spinge al ribasso cerca di mettere fuori gioco il più debole (quello che ha meno riserve), che non può sopportare un basso prezzo per lungo tempo. E se la company entra in sofferenza, passa di mano e cambia padrone, diventando improvvisamente produttiva. Non dirmi che non conosci il sistema, hanno deindustrializzato tutta l'Italia in quel modo.
    E' ovvio che a questo punto vadano in sofferenza quei Paesi che hanno pensato veramente che il petrolio a 100 dollari al barile potesse durare, come l'Alaska che aveva appena abolito le tasse (sic) ed ora le ha dovute rimettere... o come la Russia, che aveva un piano di sviluppo interamente basato sul petrolio tanto da farne la base della sua programmazione economica. A questo punto, se si volesse davvero far risalire il prezzo subito, basterebbe che il cartello dell'OPEC intervenisse... così aiuterebbe i concorrenti! E figuriamoci se lo faranno...
    Mi sembra evidente la guerra economica che è in corso, con l'alleato Arabia che invece tanto amico degli USA non sembra e che vuole anche il controllo politico della regione del Golfo, con gli USA che non sono più dipendenti dall'OPEC e hanno riaperto alle esportazioni dopo quarant'anni, con l'ISIS che aveva il compito di destabilizzare la regione che non era sotto il controllo degli States e indebolire l'Europa e che adesso invece devono far finta di combattere e con soltanto l'avversario storico Russia che non accetta di farsi soffiare le zone in cui era consolidato, mentre gli altri si stanno facendo comprare tutte le società, i brevetti e le idee... in modo da riportare tutto al dopoguerra, quando se volevi anche solo un aereo, una pompa per il petrolio o un rullo compressore, l'unico fornitore erano gli States e nessun altro poteva averli.
    I nodi sono tanti, non si parla MAI soltanto di EROEI: il fatto è che si può guadagnare sia col prezzo alto che col prezzo basso, ma con sistemi molto diversi. Prima si arricchiscono, e poi con quei soldi fanno fallire gli altri.
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  16. #16
    Super_Mod

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    ma per quanto tempo?

    Qui si prevedeva il crollo, ma parla anche di un picco di produzione americano nel 2020..
    Rivoluzione fracking: la nuova era del petrolio Crisi e guerre non infiammano l'oro nero - l'Espresso

    ma si parla anche di costi elevati, di estrazione e ambientali, anche in questo
    Europa, Usa e Russia alla guerra del gas Se il fracking cambia gli equilibri mondiali - l'Espresso

    e qui parla delle prime chiusure di trivelle, ma magari il nome con la k indica un sito poco obiettivo, cerchiamone altri
    Trivelle ferme, il petrolio in calo colpisce gli Usa - Linkiesta.it

    però conoscendo a grandi linee la tecnologia, ipotizzare che il petrolio possa restare basso a lungo mi sembra azzardato. E' in atto una guerra economica, e come tutte le guerre ci saranno vittime, e poi il prezzo tornerà a crescere.

    Scommettiamo?
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  17. #17
    Paladino del Forum

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    Io scommetto che ci saranno mille opininioni contrastanti e mille rapporti che diranno uno il contrario dell'altro, come oggi, e intanto il mondo sarà come sempre dominato dai grossi capitali posseduti dai soliti noti. Trivelle ferme? Appena gli conviene, devono solo riaccendere l'interruttore: l'importante sono le concessioni, che sono saldamente in mano loro. Il prezzo crescerà quando gli conviene che cresca, non per il costo delle attrezzature (che hanno già), o delle concessioni di sfruttamento dei campi (idem).
    In Texas saranno cent'anni che ogni tanto fermano le trivelle e parlano giacimenti esausti, e poi regolarmente le riattivano ed estraggono altro petrolio dai famosi pozzi esauriti...

    Un esempio di documenti che servono a gettare fumo negli occhi:
    Rapporto OPEC shock: il petrolio potrebbe non tornare più a 100 dollari al barile.Parrebbe, dal documento rilasciato dall’OPEC, che il petrolio non tornerebbe più a 100 dollari al barile. Dicono, i documenti “rubati”, che al massimo si arriverà a 76$ nel 2025
    Ultima modifica di livingreen; 16-01-2016 a 05:57
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  18. #18
    Paladino del Forum

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    Quote Originariamente inviata da eroyka Visualizza il messaggio

    1. STATI UNITI (Produzione: 13.973.000 barili al giorno). Gli Stati Uniti sono al primo posto per il secondo anno consecutivo, avendo aumentato la produzione da 12.343.000 barili nel 2013 a 13.973.000 nel 2014.Le previsioni per il 2015 e il 2016 parlano di ulteriori aumenti, con 9,3 milioni di barili al giorno nel 2015 e 9,5 milioni di barili al giorno nel 2016.

    se erano a 12,34 e poi salfono a 13,97..come fanno ad "aumentare" se poi si dice 9,3 e 9,5?
    CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

  19. #19
    Paladino del Forum

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    Uhmmm... il link da cui è presa la frase del post di Eroyka sembrerebbe questa:

    I primi 10 produttori di petrolio del mondo

    La frase è effetivamente sibillina... Comunque, le cifre non sono certe, perchè si tratta comunque di stime, e poi di come sono aggregati i dati per paese (totale, solo oil, solo gas) e per gruppo (OPEC o OECD, o per paesi e per aree). La società di estimazione più affidabile e famosa è Platts, ma è di difficile consultazione. Personalmente consiglierei i dati della EIA in questa pagina, che potete aggregare come volete e anche scaricare.
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  20. #20
    Paladino del Forum

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    Si può pensare a barili equivalenti di petrolio e solo petrolio estratto oppure tradizionale e tradizionale e fracking oil.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  21. RAD
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