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  1. #76
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Carissimo Nabla,
    Ogni elettronico è in grado di capire molto bene la direzione di un impulso, sopratutto quando questo impulso viene rilevato su una resistenza quasi ideale come quella di uno shunt......

    Un grande abbraccio affettuoso a te e a tutti gli amici

  2. #77
    Nabla
    Ospite

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    Ciao Ennio!
    Quote Originariamente inviata da Ennio Vocirzio Visualizza il messaggio
    L'impulso è la prova incontrovertibile che la cella è fondamentalmente un carico capacitivo
    Questo punto sarà approfondito e giustificato nello studio che pubblicherete?
    Quote Originariamente inviata da Ennio Vocirzio Visualizza il messaggio
    Dalla teoria dei sistemi un sistema generico può essere esaminato applicando all'ingresso di quest'ultimo vari tipi di segnali e studiare il comportamento della sua funzione di trasferimento.
    Quest'è vero limitatamente ai sistemi lineari (o in un intorno "sufficientemente piccolo" di un punto d'equilibrio di un sistema non lineare). Il modello che avete identificato è a tempo-continuo o a tempo-discreto? Quanti ingressi avete considerato? E quali sono? Quante e quali uscite? Avete validato il modello?
    Quote Originariamente inviata da Ennio Vocirzio Visualizza il messaggio
    La cella GDPE è stata analizzata a regime statico, a rampa e anche all'impulso.
    Non in regime sinusoidale (variando poi la frequenza)? O usando un ingresso che simula un rumore bianco?
    Quote Originariamente inviata da Ennio Vocirzio Visualizza il messaggio
    condivido Elettrorik che propone esperimenti nel vuoto... è un campo ancora per certi versi inesplorato.
    Effettivamente le condizioni dell'esperimento si semplificano sensibilmente.
    Quote Originariamente inviata da Ennio Vocirzio;
    Ogni elettronico è in grado di capire molto bene la direzione di un impulso, soprattutto quando questo impulso viene rilevato su una resistenza quasi ideale come quella di uno shunt.
    Sì, questo non lo metto in dubbio. Io speculavo sul fatto che individuare la direzione dell'impulso magari non implica, di conseguenza, stabilire rapporti di causa-effetto.

    Comunque, se le risposte alle mie domande saranno presenti nello studio che pubblicherete, allora non perdere tempo a rispondermi: aspetto la pubblicazione!
    Ciao e grazie.

  3. #78
    Pietra Miliare
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    Carissimo Ennio aspetterò con ansia la pubblicazione....
    continuo a darti ragione per quanto riguarda l'emissione di energia nel plasma non c'è. Rimango della mia idea che se c'è emissione c'è all'innesco o addirittura prima. Cosa che poresti rilevare cercando li i neutroni... è solo un'ipotesi ovviamente.
    Per il vuoto, i generatori di raggi X non lavorano gia cosi?
    per me la direzione rimane l'acqua bisogna strecciarla e deformarla in modo che le presioni interne generino fenomeni di fusione.
    Secondo te come si può fare a vedere come si deforma la pressione dell'acqua al passaggio della corrente?
    Un cordialissimo saluto Gabri. Ha per parcondicio io ne ho un po più di due di cili di saros
    Ultima modifica di GabriChan; 08-11-2009 a 11:50

  4. #79
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Innanzitutto una buona Domenica a tutti.
    Rispondo a Nabla:

    Si certamente,…per il primo punto quello che si sta preparando riguarda appunto questo problema.

    Per quanto riguarda il secondo punto, sono molto contento della domanda. Effettivamente carissimo Nabla il sistema cella è molto complesso da questo punto di vista. E ci sono molte condizioni operative per le quali certamente la GDPE lavora a regime non lineare. Lo studio deve necessariamente essere approssimato. Quello che conta è rispondere con una certa sicurezza ad alcune domande basilari, che sono, come converrai, quelle più importanti che tutti noi ci chiediamo. Quindi, quello che in concreto è stato effettuato e viene tuttora monitorato è una misura elettrica e calorimetria fatta nel miglior modo possibile e tenendo conto di come il sistema risponde alle sollecitazioni.
    L’input è sempre lo stesso e cioè la tensione applicata, per l’output invece sono stati controllati vari parametri; la corrente, la temperatura, le calorie.

    Per il terzo punto, ti rispondo molto direttamente. No,….nessuno studio è stato effettuato a regime sinusoidale. Sono state fatte delle semplici osservazioni nel 2004 che ricordo ancora, e che come ovviamente si può comprendere hanno dato esiti molto curiosi. Alimentando la cella a regime sinusoidale sia l’anodo che il catodo subivano il fenomeno dell’elettroluminescenza e l’efficienza energetica ( se si poteva definire tale ) misurata in quegli anni risultò bassa.

    Ho capito quello che intendevi per quanto riguarda l’impulso. Comunque è ovvio che l’impulso di corrente è assorbito dalla cella GDPE quindi è un effetto che riguarda la cella stessa e che dipende dal regime di alimentazione.

    Rispondo a GabriChan:

    Si,….i generatori a raggi X funzionano così,….infatti, lo studio andrebbe effettuato prendendo delle misure precauzionali. Innanzitutto mai elettroni sparati direttamente su metalli ad alto peso atomico, i raggi X si produrrebbero con più facilità (stiamo parlando nel vuoto ovviamente). In ogni caso quello che andrebbero ricercato in questo tipo di esperimenti sarebbero eventuali nuclidi trasmutati. E invece degli elettroni andrebbero usati ioni di idrogeno.

    Per quanto riguarda la tua domanda sull’acqua mi mette veramente fuori gioco. Non saprei risponderti. Quello che tu dici è molto interessante poichè devi sapere che l’acqua per me ha un ruolo considerevole per questi curiosi processi della materia condensata. Ma, non ho ben capito cosa intendi.
    Il passaggio della corrente elettrica in un elettrolita risulta avere ancora dei lati oscuri. Se proviamo ad analizzare il processo in base alla teoria attuale delle soluzioni acquose tutto sembra molto chiaro, ma, probabilmente non è così.
    Forse ti riferisci ai fenomeni di cavitazione ?

    Comunque sono molto contento di sapere che hai qualche ciclo Saros più di mè,…e mi piace leggere persone con il cervello cosi attivo. Complimenti !
    Ti auguro almeno altri 10 saros di buona salute……(non dico 100 perché sarebbe esagerato )
    Un grande abbraccio a te a Nabla e ovviamente a tutti gli altri.

  5. #80
    Pietra Miliare
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    Ciao Ennio credo di essermi spiegato male: 2 cicli saros + 4 anni.....
    comunque grazzie per l'augurio...

    Si lo so la domanda sull'acqua e davvero difficlie, e credo come te che il punto focale sia li, io pensavo di usare la luce... far passare tra gli elettrodi un fascio luminoso poi alimentare e vedere come veniva deformato dalla diversa densità dell'acqua per trovare i livelli di tensione e corrente che innescano fenomeni di fusione.....

    Tornando un attimo al filtro Dirac non credi che sia comunque un'energia da raccogliere e
    misurare se arriva dalla celle e al limite sottrarre all'energia data per calcolarne il rendimento. Sempre per le mie prove ho notato che con il trasformatore la forma d'onda in ingresso di questo si deformava in concomitanza all'impulso indice che la cella stava
    assorbendo un sacco di corrente, tolto questo l'onda rimaneva perfetta.

    Quindo non nel vuoto ma in un recipiente pieno di hidrogeno ionizzato e sparato tramite un campo magnetico contro un materiale ricettivo?

    Un caro saluto a tutti. Gabri
    Ultima modifica di GabriChan; 08-11-2009 a 18:00

  6. #81
    Ennio Vocirzio
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    Carissimi amici,
    Una prima parte di un documento relativamente alla cella Mizuno-Cirillo-Iorio-ecc è pronto da oggi su youtube.

    La cella Elettrolitica GDPE e le anomalie energetiche
    Prima Parte
    http://www.youtube.com/watch?v=WoSdjzETVGo
    Seconda Parte
    http://www.youtube.com/watch?v=bT2BCdFKvJk

    Buona Visione
    Un grande abbraccione a tutti

  7. #82
    Pietra Miliare
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    Ciao Ennio ho dato un'occhiata ai filmati, abbastanza deludenti.... sopprattuto perchè se hanno alimentato la cella cosi "in fatti nel filmato viene detto che la semionda impulsiva negativa viene eliminata dal ponte a diodi " tutte le Lenz del variak si scaricano sulla cella.... sfalsando sicuramente i risultati.
    però almeno hanno tenuto aperto uno spiraglio sull probabile eccesso di energia al momento dell'innesco....
    Anche se sono convinto anche io che il plasma di per se non da eccessi energetici.

    Fai una prova molto semplice sempre se ti va di provare... alimenta la cella solo con un impulso tale da innescare il plasma e poi guarda 'con l'oscilloscopio oviamente' cosa succede e tensione 0 per i successivi 10-20 mSec e poi ne discutiamo.

    Ciao.
    Ultima modifica di GabriChan; 16-11-2009 a 19:00

  8. #83
    Pietra Miliare
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    Ciao a tutti, Venerdi 20 Novembre sono andato, come credo molti di voi, alla conferenza "Eppur si fonde" ed è stato un piacere conosciere di persona alcune entità del forum.... che finalmente hanno un nome e una faccia.
    Ho ascoltato con piacere e interesse i vari interventi, purtroppo non tutti per questioni di orari di treni... e spero verranno pubblicati i filmati al più presto.
    Ma torniamo all'argomento della discussione, la relazione di quantum leap è stata molto intressante, finalmente sono stati trovati dei neutroni usando la tecnica del CR39 , e anche gli eccessi energetici sono stati verificati da altri gruppi di studio, e quindi i filmati postati in precedenza non sono più validi????

    Comunque finalmente le cose comiciano a girare, anche la relazione del Prof. Carpinteri del politecnico di torino è stata davvero ineressante. E credo che la spiegazione tra i 2 fenomeni cioè plasma elettrolitico e compressione dei corpi solidi sia la stessa.

    Un' ultima nota per Quntum Leap per fare la controprova tara il variak come un trasformatore 1:1 e guarda come si comporta il plasma e poi provi senza. Semplice e indolore se il risultato è uguale vuol dire che lo stadio di alimentazione è stato dimensionato nel modo corretto, se è diverso prova a fare anche le misure calorimetriche...

    Ciao

  9. #84
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao a tutti, Venerdi 20 Novembre sono andato, come credo molti di voi, alla conferenza "Eppur si fonde" ed è stato un piacere conosciere di persona alcune entità del forum....
    Ciao,
    volevo parlarti a fine convegno, ma non mi sono accorto che sei andato via prima!

    Comunque, scrivo qui la mia opinione sulla GDPE, alla luce di quanto sentito ad "Eppur si fonde".

    Auguro al mio amico Domenico tanta fortuna, e di trovare presto quel che si aspetta dalla cella GDPE. Ma resto più propenso all'idea di Ennio.

    Domenico è una persona corretta, e credo non avrà difficoltà ad ammettere che quelli che ha presentato al convegno sono solo vaghi indizi. Poche tracce di CR39 dicono molto poco, dato che esiste sempre il fondo. Occorre una calibrazione sistematica, ed un'analisi statistica fatta su molti campioni. Non credo che sia un modo efficiente di trovare 'pochi' neutroni. Funziona bene se c'è un 'burst' massivo, ma non è questo il caso. inoltre il Boro piazzato così è poco efficiente. A proposito, io avrei 'spalmato' il CR-39 con un sottile strato di sali di boro, ed avrei racchiuso il cr39 in una provetta metallica, sia per avere un filtro alle EMI (non si sa mai), sia perchè ferma meglio le alfa di fondo, mentre la 'trasparenza' ai neutroni credo sia la stessa.

    Altro punto, le trasmutazioni. Gli elettronici sanno bene che c'è un procedimento fisico di purificazione degli elementi metallici, che si usa molto col silicio, basato sull'elettromigrazione spontanea delle impurità quando il metallo è tenuto ad alta temperatura. Siccome questo accade al catodo della cella, le sue impurezze intrinseche (il 98,5% di un elettrodo tig non è poi granchè) vengono 'spostate' in superficie, dove l'analisi al SEM le rileva. Questo porta a pensare ad elementi trasmutati, in realtà erano 'dentro' il catodo, impurezze tipiche della metallurgia del tungsteno.

    Ultimo punto, le misure. Ritengo che le nuove misure, fatte ( si presume ) in maniera corretta ma comunque con un certo margine d'errore, portino a ridimensionare talmente tanto l'eccesso di energia da avere grossissime difficoltà a misurarla, anche con strumenti molto più sofisticati.

    In merito alle critiche sull'alimentatore, mi trovo invece d'accordo con Domenico. Un generatore ideale può essere equiparato ad un generatore reale con un C in parallelo di capacità infinita. Se questa C è molto alta, l'alimentatore non si 'siede' affatto, anche se il carico (cella) 'tira' di brutto. Casomai, non vanno affatto ignorate le impedenze rappresentate dai cablaggi, che ai regimi di HF tipici della gdpe, sono impedenze piuttosto alte. Ecco allora che la cella può 'ballare' liberamente, perchè tra sé ed il generatore (che può essere reso molto stabile da una grande C in parallelo) c'é un'impedenza piuttosto alta, che le consente le oscillazioni ed i 'picchi' che sappiamo.

    Certo, per non sbagliare l'ideale è fare misure A MONTE del condensatore (e del ponte diodi, ancor meglio). Così facendo, guardando il circuito al contrario, dove la cella è il generatore d'impulsi e l'alimentatore è il carico (un cortocircuito), si vede un bel circuito RC passabasso, che tiene i disturbi sulla cella, senza che essi possano arrivare al generatore (dove invece c'è solo la componente continua).

    Il problema è che così facendo, di overunity non c'è nemmeno l'ombra....

    Scusate il 'peso' del lungo post.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  10. #85
    Pietra Miliare
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    Ciao ElettroRik in effetti la conferenza ha sforato abbastanza coi tempi...
    anche se spero vengano pubblicati i filmati.
    Avevo il treno per tornare a casa... anche io avrei fatto volentieri 2 chiacchiere con te comunque possiamo continuare qui Concordo con te al'80% di quello che hai detto.

    Per il CR39 credo tu abbia ragione non è di sicuro la prova definitiva dell'avvenuta fusione, l'ideale sarebbe riuscire a rilevare dell'elio4, ma è una cosa ancora più difficile.
    Perchè dico cosi.... perchè la scarica elettrica che parte dalla bariera degli ioni positivi formati da H+ e K+ al catodo in teoria dovrebbe essere sufficente a fondere gli atomi di H in elio o comunque generare particelle velovi che fanno trasmutare il K in Ti che poi ossida.

    Anche se devo notare una cosa strana, si parla sempre degli elettrodi ma dell'elettrolita mai.... un'analisi dell'elettrolita non l'ho mai vista, in teoria si dovrebbero trovare tracce almeno di titanio.
    Sicuramente le impurità del catodo danno dei falsi positivi.
    Quindi a logica un modo per risolvere questi problemi è evitare che il catodo fonda, e ho indicato come fare per evitare questo problema, usando una alimentazione impulsiva e interrotta proprio quando scocca la scintilla.

    Be per le misure elettriche oltre all'errore degli strumenti qualche errore di misura può sicuramente esserci, il problema è la natura veramente turbolenta del fonomeno, e per l'alimentazione come ben sai inserisci un'induttanza quindi un trasformatore o un variak è come sommare la derivata negativa alla forma d'onda generata dalla cella che è gia di per se un insieme di spike, cosa che sfalsa ancora di più le letture. Be sicuramente il gruppo RC è un filtro passa basso passivo, ma considerato l'ordine di grandezza, l'estensione e le frequenze in gioco anche qualche farad di condensatori non penso bastino.

    Mi stò lentamente convincendo che per avere qualsiasi tipo di trasmutazione o emissione di particelle è fondamentale avere un gran numero di elettroni accumulati nel materiale che abbassano la bariera coulombiana "cosa detta anche dal Dot.Preparata nella sua piacevolissima introduzione".
    Prendi ad esempio lo studio sul marmo e il granito, il marmo è formato da carbonato di calcio per il 98% e quando lo comprimi non succede nulla si rompe e basta. Il granito è invece formato per il 75% di ossido di silicio "quarzo"che gurada caso è un materiale piezzoelettrico lo comprimi e questo per effetto della deformazione crea delle fortissime d.d.p nelle zone del granito formate dagli altri materiali che lo compongono e alla fine quando si rompe tutta l'energia elettrica accumulata si scarica generando emissioni di particelle.

    Credo sinceramente che questo tipo di esperimento possa dare ancora un saccodi informazioni interessanti, ovviamente bisogna cambiare geometria e punto di vista.

    Un Cordialissimo saluto GabriChan.

  11. #86
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    l'ideale sarebbe riuscire a rilevare dell'elio4, ma è una cosa ancora più difficile.
    Purtroppo questo genere di equivoci è figlio di un atteggiamento di scarsa chiarezza che in tanto tempo è stata perpetrata in questo forum, ed è la ragione per cui avevo chiesto in altri post ad alcuni 'veterani' del forum di usare terminologie differenti, purtroppo suscitando reazioni violente e nulla più.

    Vedi, un conto è la reazione :
    D +D = 4He, dove due deuteri 2 x (protone + neutrone) danno origine ad un nucleo di elio 4 (2 protoni e 2 neutroni)

    Ed un altro è quella di cattura elettronica beta- che si ipotizza nella GDPE, dove un neutrone viene 'sintetizzato' da elettrone + protone + antineutrino.

    Nel primo caso, cerchi 4He. Nel secondo, devi cercare neutroni termici (come ha esposto Cirillo).

    Be sicuramente il gruppo RC è un filtro passa basso passivo, ma considerato l'ordine di grandezza, l'estensione e le frequenze in gioco anche qualche farad di condensatori non penso bastino.
    Okkio! Più ti alzi in frequenza, e più ti basta una piccola capaticà.
    Quindi alcune decine di migliaia di microF possono bastare per 'fermare' le pulsazioni più basse, come il pulsare della 'bolla' al catodo, che sta sopra la decina di Hz.

    Mi stò lentamente convincendo che per avere qualsiasi tipo di trasmutazione o emissione di particelle è fondamentale avere un gran numero di elettroni accumulati nel materiale che abbassano la bariera coulombiana "cosa detta anche dal Dot.Preparata nella sua piacevolissima introduzione".
    Anche qui c'è un equivoco. Del Giudice, grande amico del defunto Giuliano Prepatara, parlava delle reazioni nella materia condensata, ovvero del deuterio assorbito dentro il reticolo metallico del Palladio. Nel caso Gdpe, abbiamo condizioni sicuramente più 'libere', in cui valgono i diagrammi di Feynman classici di interazione tra singole particelle.

    Prendi ad esempio lo studio sul marmo e il granito, il marmo è formato da carbonato di calcio per il 98% e quando lo comprimi non succede nulla si rompe e basta. Il granito è invece formato per il 75% di ossido di silicio "quarzo"che gurada caso è un materiale piezzoelettrico lo comprimi e questo per effetto della deformazione crea delle fortissime d.d.p nelle zone del granito formate dagli altri materiali che lo compongono e alla fine quando si rompe tutta l'energia elettrica accumulata si scarica generando emissioni di particelle.
    Interessantissima osservazione!
    Concordo.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  12. #87
    Pietra Miliare
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    Ciao Elettrorik replico...
    Quote Originariamente inviata da ElettroRik Visualizza il messaggio
    Purtroppo questo genere di equivoci è figlio di un atteggiamento di scarsa chiarezza che in tanto tempo è stata perpetrata in questo forum, ed è la ragione per cui avevo chiesto in altri post ad alcuni 'veterani' del forum di usare terminologie differenti, purtroppo suscitando reazioni violente e nulla più.

    Vedi, un conto è la reazione :
    D +D = 4He, dove due deuteri 2 x (protone + neutrone) danno origine ad un nucleo di elio 4 (2 protoni e 2 neutroni)

    Ed un altro è quella di cattura elettronica beta- che si ipotizza nella GDPE, dove un neutrone viene 'sintetizzato' da elettrone + protone + antineutrino.

    Nel primo caso, cerchi 4He. Nel secondo, devi cercare neutroni termici (come ha esposto Cirillo).
    Credo che stia qui il punto... nella cella vicino al catodo, causa l'alto campo magnetico che si forma col passaggio della corrente, si forma una zonna altamente densa che si possa considerare matria condensata con tutti nessi e connessi, quindi un'analisi dei gas prodotti sarebbe davvero interessante da fare.


    Quote Originariamente inviata da ElettroRik Visualizza il messaggio
    Okkio! Più ti alzi in frequenza, e più ti basta una piccola capaticà.
    Quindi alcune decine di migliaia di microF possono bastare per 'fermare' le pulsazioni più basse, come il pulsare della 'bolla' al catodo, che sta sopra la decina di Hz.
    é vero però bisogna sempre trovare un compromesso fra banda passante in frequenza e linearizzazione della tensione, be oviamnte non di co che non servano, ma fare una prova con variak e senza e vedere come si comporta la cella è una prova molto facile.

    Quote Originariamente inviata da ElettroRik Visualizza il messaggio
    Anche qui c'è un equivoco. Del Giudice, grande amico del defunto Giuliano Prepatara, parlava delle reazioni nella materia condensata, ovvero del deuterio assorbito dentro il reticolo metallico del Palladio. Nel caso Gdpe, abbiamo condizioni sicuramente più 'libere', in cui valgono i diagrammi di Feynman classici di interazione tra singole particelle.
    Scusami è uno dei pochi difetti che ho sbaglio e non ricordo i nomi. Su questo non sono del tutto d'accordo l'acqua e un bipolo quindi è soggetto alle variazioni elettromagnetiche e se nell'elettrolisi ci fai passare correnti molto alte alche le molecole si comportano di consegnuenza e credo vadano a formarsi strutture anche molto dense dove possono esserci dei fenomeni di fusione. Avvalora questa mia ipotesi il fatto che le superfici tra anodo e catodo devono essere sbilanciate propprio per avere queste densità diverse.

    Quote Originariamente inviata da ElettroRik Visualizza il messaggio
    Interessantissima osservazione!
    Concordo.
    Grazie Ciao
    Ultima modifica di GabriChan; 22-11-2009 a 15:16

  13. #88
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    Ciao,
    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    ...nella cella vicino al catodo, causa l'alto campo magnetico che si forma col passaggio della corrente, si forma una zonna altamente densa che si possa considerare matria condensata ..
    Beh, mancherebbe comunque la struttura reticolare dei metalli che rendono valida la teoria di Preparata. E poi, l'idrogeno è una cosa, il deuterio è un'altra. E verò che c'è 1/6000 parti di deuterio in acqua 'normale', ma... La vedo un po' una forzatura.
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  14. #89
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    Salve a tutti,
    è un piacere ritrovarci qui dopo uno splendido pomeriggio dedicato al tema passato a stretto contatto ritrovando i vecchi amici e conoscendo di persona i recenti.

    In effetti i problemi delle misure delle energie in ingresso e in uscita permangono. E sono perfettamente in linea con elettrorik sulla necessità di migliorare le misure, con tutti i problemi conseguenti:
    - se si vuole analizzare l'energia acquisendo i valori a monte della cella (quindi inglobando nella misura gli assorbimenti del trasformatore di isolamento, del variac e del ponte raddrizzatore), come dice elettrorik, non si misura più nulla di ineterssante. Fino a che non si riesca a caratterizzare tali assorbimenti (impresa ardua), non si può dire nulla sulla cella.
    - se si vuole analizzare l'energia di alimentazione in maniera precisa misurando tensione e corrente sulla cella,diviene necessario l'utilizzo di circuiterie e sistemi di acquisizione dedicati e delicati. Cio' significa di disporre di circuito adeguatamente allestito e strumentazione con frequenza di acquisizione elevata (ordine dei MHz).
    Se si ricorre a questi ultimi accorgimenti si ha un notevole ridimensionamento degli eccessi energetici. Gli ultimi risultati dati dal gruppo di Favarque hanno dimostrato proprio questo, ma ciò non ha comportato la sparizione di tali eccessi.
    Per ora.
    La scienza è fatta così, risultati che si inseguono e si correggono man mano che le misure migliorano.
    Personalmente credo che una volta che siano inquadrati i giusti parametri che innescano il giusto tipo di reazioni non ci sarà più il problema della misura 'sporca e disturbata' che si ha oggi. Fino ad allora dobbiamo continuare a ricercare l'errore, inseguire la precisione, studiare e 'smontare' il fenomeno analizzando quello che c'è.

    Riguardo il CR39 i campioni che ho utilizzato si rifanno alla metodologia inventata dal prof. Fabio Cardone. Tale metodologia prevede l'impiego di acido borico 'granulare' (granulometria media : 0,5 mm) introdotto in contenitore di dimensioni opportune, al centro del quale viene inserito il campione di CR39.

    Prima di fare il test con il plasma ho inviato 4 campioni presso il laboratorio di 'metrologia delle radiazioni ionizzanti' dell'ENEA Casaccia, dove i campioni sono stati esposti a un flusso di neutroni termici di 0,1 μS/s nel seguente modo:

    - il primo è stato esposto per 1 minuto
    - il secondo per 5 minuti
    - il terzo per 30 minuti
    - il quarto NON è stato esposto (facendo così da riferimento)

    Dopo che mi sono stati rispediti i campioni ho preso altri due campioni ed ho agito così:

    - il primo è stato esposto a 505 sec di plasma
    - il secondo è stato tenuto in laboratorio a 4 metri dalla cella, protetto in una struttura in legno

    Alla fine ho 'sviluppato' i 6 campioni insieme e ne ho analizzato la superficie.
    I bianchi (ovvero i campioni NON esposti) presentavano un numero pressocchè nullo di tracce, i campioni esposti al flusso calibrato presentavano una densità di tracce crescente col tempo di esposizione.
    Il campione sottoposto ai 505 secondi di plasma presentava una densità di tracce assimilabile a quella del campione irradiato da flusso tarato per 5 minuti.

    La differenza fra le tracce presenti nel campione sottoposto al plasma e il campione tenuto a 4 metri da esso è immediatamente visibile. Nel primo vi sono tracce, nel secondo no.
    Ingrandendo le singole tracce a 1200X ho visto (e fotografato) tracce assimilabili a quelle presenti in letteratura (Roussetski, Mosier, Boss...) definite come segni lasciati dalle alfa.

    Quindi, a prescindere dall'imprecisione del metodo che certamente c'è, una differenza fra tipologia di eventi balza subito agli occhi quando si confrontano i campioni non irradiati con quelli irradiati al plasma o ai neutroni noti.
    E i campioni irradiati al plasma 'somigliano' a quelli sottoposti a neutroni.
    Ovviamente, ci tengo a precisare, il metodo va affinato e aggiustato in ogni sua parte e c'è ancora tanto da fare nel rendere sistematici i test.
    In questi giorni sto sviluppando un sistema statistico di analisi delle immagini dei campioni in modo da poter fornire dati più precisi sulle densità di tracce presenti nei miei campioni.

    Però qualcosa c'era.

  15. #90
    Pietra Miliare
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    Ciao,

    Beh, mancherebbe comunque la struttura reticolare dei metalli che rendono valida la teoria di Preparata. E poi, l'idrogeno è una cosa, il deuterio è un'altra. E verò che c'è 1/6000 parti di deuterio in acqua 'normale'...
    Ciao la struttura reticolare è data dall'acqua addensata dal campo elettromagnetico, e alcuni atomi di idrogeno declassano per effetto degli elettroni in (p = n + mesone) quindi hai dei neutroni sparati via, che comunque sono stati rilevati da quantum leap, che possono collidere sia con l'idrogeno formando deuterio e sia col potassio formando un'isotopo.
    Anche se non so le probabilita e le sezione d'urto.
    In effetti i neutroni rilevati potrebbero esserre molto pochi perchè tutti gli altri vengono assorbiti dagli altri materiali o avere velocità troppo basse.

    Sarebbe interessante fare delle analisi dell'elettrolita e cercare il deuterio in particolare per vedere se c'è ne una percentuale più alta o più bassa del normale. Ovviamente queste sono tutte analisi che un obbista come me non può certo fare.

    Ciao Quantum Leap ti rinnovo i complimenti per il lavoro fatto....

    Comunque la critica di fondo su questi esperimenti rimane e credo sia per questo che è un po snobbata... ed è la bassa produzione di energia in eccesso, se si vuole sviluppare questa tecnologia da punto di vista energetico bisogna trovare qualche altro modo per migliorare la produzione di energia, credo modificando la geometria della cella e tipo di alimentazione. Vedi studi fatti dagli isdraeliani sulla cella classica palladio, deuterio che modificando l'alimentazione della cella vedi SuperWave riescono a caricare il palladio in tempi molto brevi.

    ciao.


    Ciao.
    Ultima modifica di GabriChan; 23-11-2009 a 14:24

  16. #91
    Nabla
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao la struttura reticolare è data dall'acqua addensata dal campo elettromagnetico e alcuni atomi di idrogeno declassano per effetto degli elettroni in (p = n + mesone) quindi hai dei neutroni sparati via, che comunque sono stati rilevati da quantum leap, che possono collidere sia con l'idrogeno formando deuterio e sia col potassio formando un'isotopo.
    Anche se non so le probabilita e le sezione d'urto.
    In effetti i neutroni rilevati potrebbero esserre molto pochi perchè tutti gli altri vengono assorbiti dagli altri materiali o avere velocità troppo basse.
    GabriChan,
    quanto detto è frutto di una tua ipotesi soggettiva o è detto con cognizione da una persona che abbia studiato durante almeno un corso universitario di Fisica della Materia Condensata o anche Fisica dello Stato Solido?

  17. #92
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Comunque la critica di fondo su questi esperimenti rimane e credo sia per questo che è un po snobbata... ed è la bassa produzione di energia in eccesso...
    Ciao, esatto. Questo per me è un punto cardine. Avevo scelto di 'cimentarmi' nella gdpe per 3 motivi:
    a) setup semplice
    b) energia facilmente misurabile
    c) riscontri apparentemente convergenti di diversi gruppi indipendenti

    Ora, in pratica, il c) viene meno, il b) pure, almeno per le mie capacità di misura, ed il punto a) viene ridimensionato. Ecco perchè non penso di poter avere mezzi per continuare. Ma rispetto Domenico ed altri che, potendo, continuano. Cercherò di contribuire come posso, magari con critiche costruttive.

    Per Nabla:
    a pagina 20 di: http://bats.unical.it/Srivastava.pdf
    C'è forse un tentativo di risposta, ma siamo a livello di speculazioni, s'intende.
    Ultima modifica di ElettroRik; 23-11-2009 a 17:20
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  18. #93
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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    Salve a tutti,
    è un piacere ritrovarci qui dopo uno splendido pomeriggio dedicato al tema ...
    Ciao Domenico,
    dobbiamo sentirci perchè devo illustrarti il materiale che ti ho lasciato.

    In merito alle tue misure col CR39, ti rimando al post precedente, per sapere che ne pensi delle considerazioni che facevo sopra, e che riporto:
    Poche tracce di CR39 dicono molto poco, dato che esiste sempre il fondo. Occorre una calibrazione sistematica, ed un'analisi statistica fatta su molti campioni. Non credo che sia un modo molto efficiente di trovare 'pochi' neutroni. Funziona bene se c'è un 'burst' massivo, ma non è questo il caso.

    Inoltre forse il Boro piazzato così è poco efficiente: io avrei 'spalmato' il CR-39 con un sottile strato di sali di boro, ed avrei racchiuso il CR39 in una provetta metallica, sia per avere un filtro alle EMI (non si sa mai), sia perchè ferma meglio le alfa di fondo, mentre la 'trasparenza' ai neutroni credo sia la stessa.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  19. #94
    Pietra Miliare
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    Ciao Nabla
    Quello che dico è solo una mia ipotesi e quidi vanno prese con le dovute cautele , purtroppo non ho gli strumenti necessari per avvalorare queste mie ipotesi, be non sono ne un fisico ne un ingengere nucleare, ma come appasionato ho letto e studiato molto, e accetto volentieri suggerimenti e critiche.
    a pag. 19 del file che ti segnalato elettrorik si legge che:
    1 elettrone + 1 protone = 1 neutrone + 1 neutrino.
    Ultima modifica di GabriChan; 23-11-2009 a 18:51

  20. #95
    Nabla
    Ospite

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    La reazione di cattura elettronica
    (e-) + p = n + ni_e
    è, al momento, solo un'ipotesi. O sbaglio?

    Anche perché mi pare di ricordare che:
    1) la cattura elettronica è una modalità di decadimento radioattivo che avviene quando ci sono troppi protoni nel nucleo e insufficiente energia per emettere un positrone. Pertanto, se tutte le speci nucleari - presenti all'inizio dell'esperimento - sono stabili non mi pare che ci sia alcun valido motivo tale da indurre un decadimento in un nucleo che è stabile. È un'assurdità a livello logico.
    2) Solitamente, la cattura elettronica - sempre che io sappia - non si verifica per i radioisotopi più piccoli. Mi risulta che il più piccolo che decada per cattura elettronica sia il Be7.
    3) Un protone libero non decade per cattura elettronica. Ciò è pure conseguenza sia della 1) sia della 2).
    4) Non è detto che il neutrone venga espulso dal nucleo. Infatti, per diverse reazioni di cattura elettronica il protone si trasforma in un neutrone ma non viene espulso dal nucleo. Ad es.
    Al26 + (e-) = Mg26 + ni_e
    5) Se anche ammettessimo che si verificasse una qualche reazione di cattura elettronica, allora perché non rilevo raggi X? Dal momento che il protone nel radioisotopo cattura un elettrone (solitamente dai gusci più interni K o L) poi l'atomo ritornerà nel suo stato precedente, no? Emettendo un fotone avente energia, ovvero frequenza, secondo la legge di Moseley (grosso modo); quindi ad una qualche frequanza nella banda dei raggi X. Ma i raggi X non ci sono... O sbaglio?

  21. #96
    Pietra Miliare
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    Quote Originariamente inviata da Nabla Visualizza il messaggio
    La reazione di cattura elettronica
    (e-) + p = n + ni_e
    è, al momento, solo un'ipotesi. O sbaglio?
    Si è vero è solo un'ipotesi, ma comunque non devi ragionare nel modo classico, tieni sempre in considerazione che sei in condizioni molto particolare, da un lato hai atomi di idrogeno ionizzati e con molta energia e dall'altro un numero e una densità di elettroni molto alta che vengono a contatto, e può succedere di tutto, e tra le tante cose una probabilità che si uniscano c'è.
    Per i raggi X, che io sappia, non credo nessuno li abbia mai misurati, nel senso che nessuno ha mai fatto delle misure altra cosa da provare...


    Ciao.
    Ultima modifica di GabriChan; 23-11-2009 a 21:42

  22. #97
    Ennio Vocirzio
    Ospite

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    Caro Gabrichan
    Sono state fatte verifiche sulla cella GDPE per individuare eventuali raggi X, ma non è stato mai rilevato niente.

    E' ovvio che si tratta di un ipotesi, la cattura elettronica e quindi Nabla ha ragione.

    Ma,....forse Gabrichan non ha tutti i torti. Quello che accade alla cella è piuttosto insolito, e il processo è descritto da quello che lui ha espresso nella sua risposta.

    Forse,...ma, dico forse,....ci troviamo di fronte ad un processo nuovo. E chiaramente gli elettroni catturati non sono quelli del guscio K ma, si parla (leggo dalle relazioni) di elettroni presenti nella nube termoelettronica.

    Un saluto a tutti

  23. #98
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    Salve a tutti

    Quote Originariamente inviata da ElettroRik Visualizza il messaggio
    Ciao Domenico,
    dobbiamo sentirci perchè devo illustrarti il materiale che ti ho lasciato.
    Ok, ti chiamo quanto prima

    Quote Originariamente inviata da ElettroRik
    Poche tracce di CR39 dicono molto poco, dato che esiste sempre il fondo. Occorre una calibrazione sistematica, ed un'analisi statistica fatta su molti campioni. Non credo che sia un modo molto efficiente di trovare 'pochi' neutroni. Funziona bene se c'è un 'burst' massivo, ma non è questo il caso.
    Poche tracce di CR39 possono dire qualcosa di interessante se confrontate con quelle misurate su uno stesso campione posto a distanza dal plasma. E questo ti libera dal problema del fondo. Il fondo è lo stesso per entrambi i campioni, ma in quello esposto al plasma ci sono più tracce.

    Inoltre, poichè i CR39 sono sensibili agli alfa e poichè i campioni sono chiusi ermeticamente in ampolline debitamente dimensionate, l'incidenza del fondo alfa sulle misure non la vedo un problema, in quanto il fondo alfa è praticamente nullo nel mio laboratorio.

    Sono però completamente d'accordo sul fatto che SOLO un'analisi statistica fatta su molti campioni (considerando anche in quali condizioni stia lavorando il plasma di volta in volta) possa dare una misura mediata e quindi più precisa di quanto si rileva.

    Quote Originariamente inviata da ElettroRik
    Inoltre forse il Boro piazzato così è poco efficiente: io avrei 'spalmato' il CR-39 con un sottile strato di sali di boro, ed avrei racchiuso il CR39 in una provetta metallica, sia per avere un filtro alle EMI (non si sa mai), sia perchè ferma meglio le alfa di fondo, mentre la 'trasparenza' ai neutroni credo sia la stessa.
    Certamente il sistema che ho utilizzato per misurare i neutroni (boro + CR39) è assolutamente perfettibile. Potrei utilizzare direttamente il boro10, dimensionandone adeguatamente gli spessori. Anzi, questa è la direzione che ho intenzione di intraprendere nel prossimo futuro.
    Al momento ricorrerò ancora al metodo attuale, inventato dal prof. Cardone e dal suo gruppo, in quanto è su di esso che ho le calibrazioni eseguite su un flusso di neutroni di energia nota. Altre tarature sono in corso d'opera e non mi conviene cambiare adesso il sistema: dovrei ricominciare da capo tutte le calibrazioni, e ti assicuro non è agevole.

    Riguardo la provetta metallica per il fondo alfa non penso sia necessaria. Gli alfa del fondo sono tranquilamente schermati dal contenitore dell'attuale provetta. I veri problemi di schermatura li avrei se gestissi delle emissioni γ oppure se avessi a che fare con i β (misurati con sonda β+γ). In questo caso la schermatura diventerebbe veramente ostica. Il bello degli alfa è che portano molti meno problemi.

    Quote Originariamente inviata da Nabla
    La reazione di cattura elettronica
    (e-) + p = n + ni_e
    è, al momento, solo un'ipotesi. O sbaglio?
    Ciao Nabla.
    No, non sbagli. Date le condizioni del plasma, la reazione

    (e-) + p + 0.784 MeV => n + ni_e

    è un'ipotesi, ma come ipotesi e come risultati che porta con se' è molto incoraggiante.
    Ci sono molti elementi che ci hanno fatto focalizzare l'attenzione sul ruolo dei neutroni nelle fenomenologie riscontrate.
    In un recente lavoro si Widom-Srivastava-Larsen (che ho allegato) vi è anche una giustificazione teorica sulla possibilità di questa reazione proprio in un ambiente di plasma di elettroni sulle superfici metalliche.
    E poi ci sono le ultime misure eseguite col CR39 alla ricerca di neutroni termici che hanno fornito risultati incoraggianti, anche se non definitivi, sulla presenza di neutroni termici emessi dalla cella.

    Stiamo studiando e i risultati, se ci devono essere, arrivano. Un po' alla volta, ma arrivano.

    -

  24. #99
    Pietra Miliare
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    Ciao Ennio grazie
    Almeno non ho la sensazione di aver sparato solo str....ate.
    hai consigli per rilevare questo fenomeno?
    La domanda è semplice: il deuterio è cosi perchè ha acquistato un neutrone o è elio che si è diviso in due?
    io propenderei per la prima ipotesi... ma forse mi sbaglio, comunque gli atomo piccoli tendono a accresciersi e quelli grandi a separarsi almeno è quello che si deduce dai valori medi di frequenza degli elementi in natura.
    Ciao.

  25. #100
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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    Riguardo la provetta metallica per il fondo alfa non penso sia necessaria. Gli alfa del fondo sono tranquilamente schermati dal contenitore dell'attuale provetta. I veri problemi di schermatura li avrei se gestissi delle emissioni γ oppure se avessi a che fare con i β (misurati con sonda β+γ). In questo caso la schermatura diventerebbe veramente ostica. Il bello degli alfa è che portano molti meno problemi.
    Ma... i CR-39 sono davvero così selettivi, anche se 'beccano' dei beta o dei gamma particolarmente energetici ? E se sì (per pura curiosità), pekkè?
    E riguardo eventuale fotosensibilità, magari a lunghezze d'onda UV, o addirittura visibile e/o infrarosso ?

    Scusami, se faccio l'uccellaccio, ma credo di poterti essere d'aiuto anche in questo modo. ;-)
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