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  1. #101
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    I CR39 sono sensibili solo agli α con un'energia compresa tra i 0.04 MeV e i 4 MeV .
    Mostrano una certa sensibilità anche ai neutroni veloci, ma sono completamente insensibili a beta, gamma, UV.

    Vengono usati per la dosimetria di emissioni da Radon negli ambienti. Ovviamente ciò che ti fa distinguere il Radon da altri inquinamenti è proprio la tipica attività α .

    L'unica attenzione da fare è quella di conservarli in ambiente a 5°C nel loro astuccio originale e di aprirli solo al momento dell'utilizzo.

    diciamo che, per le nostre misure, la convergenza verso i CR39 è praticamente obbligatoria.

  2. #102
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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    ...
    diciamo che, per le nostre misure, la convergenza verso i CR39 è praticamente obbligatoria.
    Capisco. Anche i dosimetri tipo quelli usati da Carpinteri non sono male... E sono già tarati: http://www.radtech.it/BTI/Bubbles_nov-2004_rev3.pdf

    Segnalo questo per eventuali approfondimenti, a chi interessa: http://personalpages.to.infn.it/~gam...FN_09_10_2.pdf

    Ci sentiamo stasera verso le 21,00 ?
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  3. #103
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    Molto interessanti i dosimetri a bolle, anche se difficili da gestire.
    Parlandone con lo stesso Carpinteri, pare che lavorino bene solo in condizioni termicamente controllate. E poi pare che abbiano una 'scadenza' breve. Vanno usati in un certo tempo.

    Però sarebbero il top. Se debitamente conservati possono essere immuni a qualsiasi disturbo.

    Ti ho mandato un MP.

  4. #104
    Nabla
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    Perché, invece, non ipotizzare che avvenga un comportamento più simile alla cella col Pd? Cioè dove il reticolo cristallino del metallo funge da "catalizzatore" per le reazioni p+p o p+D o D+D (o, magari, anche altre coinvolgenti gli elettroliti)?

  5. #105
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    Predefinito Perchè la GDPE non dà energia (almeno nel limite del misurabile)

    Ciao a tutti,
    dopo l'ennesimo scambio con Rabazon in altri lidi, riporto anche qui un discorso fatto con lui ed altri, nato dal commento ai filmati di Iorio pubblicati su youtube.

    inrabazon@... ha scritto:

    Salve a tutti, leggo che (elettrorik) si è ripromesso di evitare gli insulti.
    Dipende solo da te, se riesci a fare come in questo post e restare sui fatti, credo che andremo molto bene in futuro.

    Rispondo solo che il condensatore in serie all’impedenza .cella è un circuito postato da iorio nel suo intervento su youtube, proposto da celani. Ripeto, quel tipo di circuito è sbagliato, il condensatore o condensatori che possono essere variabili e scaricare con andamenti variabili sono in parallelo. all’impedenza cella..
    C'è un equivoco di fondo. Il condensatore che Iorio rappresenta nel suo modello, < E' > la cella, in regime AC.
    Ovviamente nel modello reale c'è sempre una componente resistiva in parallelo (anzi, nemmeno resistiva, direi non lineare, perchè assorbe una corrente quasi costante), che loro hanno chiamato 'banda di reazione', l'area vicino al copricatodo in cui c'è transizione fra comportamento elettrolitico classico e plasma, ma essa è trascurabile ai fini dell'analisi dei segnali in AC. Tale teoria, infatti, prevede che ogni generatore costante debba essere cortocircuitato, e che si debba 'vedere' il circuito equivalente visto dal carico, ipotizzando un generatore virtuale di rumore bianco a banda infinita che ivi immetta il segnale campione. L'analisi del circuito equivalente darà la risposta in frequenza.

    Anche ragionando per logica, tutto torna: un componente che lavora in regime costante, non ci preoccupa ai fini della misura. Sono le parti ad alta frequenza che gli strumenti 'si perdono', generando l'errore.

    Io scometto che se alimentassimo la cella con opportune batterie,sicuramente ad alimentazione continua,(come voleva fare previtera, giustamente) la cella funziona lo stesso continuamente…,mentre secondo lo schema iorio ,anche se il condensatose scaricasse,quindi con un interruttore in parallelo, la corrente dovrebbe interrompersi, andare a zero, e poi tornare …...
    La corrente non va mai a zero.

    Questo è un'osservazione ovvia e sacrosanta, direi perfino banale, ma deriva semplicemente dal fatto che non hai le giuste cognizioni in materia di elettronica e di analisi dei segnali, in cui i circuiti vanno trattati separatamente nelle analisi AC e DC.
    E' chiaro che non puoi simulare la cella nella sua completa funzionalità solo col circuito presentato da Iorio, perchè quello è solo una parte.
    Per farne ul modello più completo, devi aggiungere i componenti in parallelo e, cosa più importante, un interruttore sempre in parallelo che switcha ad alta frequenza. Ma questo poi non ha alcuna utilità ai fini dell'analisi dei segnali, è solo un modello che cerca di rappresentare il comportamento completo della cella.

    Per demolire la prova comparativa, ci si serve di questi ,come dire, dis-misuratori, per non offendere altri che non hanno nessuna colpa e molti meriti.
    Posso solo dire che preferisco dire sempre le cose come stanno, anche se possono rappresentare l'imbeccata giusta per qualche 'demolitore'.
    E' più forte di me, non so che farci.

    Comunque. C'è un altro equivoco che 'vivi' da parecchio tempo, e forse è il caso di sfruttare questo momento di apertura al dialogo per chiarirlo.
    La prova comparativa con resistore alla quale alludi, è in realtà molto diversa da quella che ipotizzavo. Ho parlato con Iorio e Cirillo di una prova in cui si debba alimentare un resistore immesso in cella e fare un confronto fra l'energia immessa ed il calore misurato, giusto per calibrare le perdite del calorimetro, visto che possiamo dire che tutta l'energia dissipata dal resistore dovrebbe essere convertita in calore sul resistore, e ceduta da questi al calorimetro (salvo un po' di trascurabile irraggiamento EM di luce e radiofrequenza). Quindi l'eventuale differenza rappresenta, secca, secca, l'inefficienza del calorimetro. Bene, fin qui nulla di strano; esattamente quello a cui anche tu facevi riferimento parlando di 'comparazione con resistenza'.

    Ma c'è dell'altro. Salvatore lo ricorderà, ne parlammo parecchio tempo addietro. Forse allora è stato l'unico a coglierne il senso, che vado subito a spiegare. Nemmeno Iorio subito lo comprese, anche perchè forse non detti troppe spiegazioni come sto per fare ora.

    Se alimenti il gruppo cella-resistore con un tipico segnale ottenuto con una seconda cella in serie, avrai la possibilità di immettere lo stesso tipo di segnale elettrico (ostico da misurare) dentro un elemento noto (la R). Va da sè che, se ancora gli strumenti ti daranno overunity misurando meno energia di quella indicata dal calorimetro, avrai la certezza matematica che il tuo sistema di acquisizione 'si perde' qualcosa, perchè una R non può dare OU. Semplice, efficace, ed inequivocabile, una volta per tutte.
    Per fare bene ciò occorre lavorare a tensione doppia e scegliere un valore di R circa equivalente al valore ommico d'impedenza della cella gdpe esterna usata per alimentare il sistema R-Cella campionato, in modo da garantire sulla cella campione circa le stesse tensioni di lavoro e quindi potenze medie adoperate.
    E' da questa prova che ho tratto le mie conclusioni sull'assenza di anomalie energetiche misurabili (e ho sempre parlato solo di quelle, perchè solo su quelle ho acquisito info e competenza). Su neutroni, trasmutazioni & co, posso al limite esprimere perplessità, ma nulla più. E' ancora tutto aperto.

    Cordialmente.

    Riccardo.
    Ultima modifica di ElettroRik; 28-11-2009 a 12:27
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
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  6. #106
    Ennio Vocirzio
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    Grandissimmo,....bravo Elettrorik.....

    Quelle che tu dici a proposito di una cella in serie ad un sistema con resistenza fu motivo di discorso con Iorio ma lui mi rispose sorridendo, che non era necessaria questa ulteriore prova.

    Lui aveva chiaramente visto (da elettronico) questi picchi di energia anomali che passavano,...riscaldavano la cella,...ma non venivano conteggiati dai misuratori.

    Poi mi disse una cosa che mi fece letteralmente raddrizzare i peli,....non posso parlarle ora,...sarà lui a parlarne in un prossimo convegno a Napoli.

    In ogni caso quello che lui mi ha assicurato e che mi fa piacere dirti per la stima che nutro per te e che tu sei uno dei pochi che ha capito insieme a lui (e anche a me ...he...he..) che il guadagno della cella è 0.85 non un granello di joule in più.

    Sono inoltre d'accordissimo con te per quanto riguarda il circuito equivalente rappresentato nel filmato. Si tratta infatti della semplificazione del vero circuito equivalente della cella, che certamente è molto più complesso, e che serve come modello per comprendere il modo in cui la cella spilla i picchi di energia dall'alimentatore senza che gli strumenti di misura, ed alcuni ricercatori ....he....he...., se ne accorgano.

    Quel tale,....inrabazon o come diavolo si chiama,...si trova su uno dei primi scalini dell'evoluzione spirituale. Quindi va compiatito. E' sempre stato in antagonismo con gli altri ricercatori, quindi tutto quello che dice non conta. Se notate non comprende una delle più importanti verità della vità,...l'Amore.

    Se amasse veramente, troverebbe molti più amici disponibili ad aiutarlo e a farlo crescere.

    Anche lui ha il problema di altri che conosco,....sono prigionieri del loro ego non si accorgono del saggio che Dio ha messo lungo la loro strada.

    Chi disprezza il giusto e la sapienza, si renderà infelice. Avrà moglie insensata e figli ribelli e maledetti. (Salomone)

    Un grande abbracccio a te Elettrorik e un saluto affettuoso a tutti gli amici della lista.

  7. #107
    Pietra Miliare
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    Carissimo Ennio
    Concordo con te per quanto riguarda la produzione energetica del plasma, il problema per me sono i punti a confine, ovvero quando si innesca il plasma "tipo rottura del granito", una volta innescato non produce più nulla.

    Il sistema da me sperimentato esclude propprio quei picchi energetici in assorbimento "cortocircuiti secchi". che possono ingannare gli strumenti, e quindi le letture sono abbastanza affidabili.

    Ma a quanto pare nessuno ha colto il sugerimento.

    Anche se un problema di fondo c'è se è stata provata la presenza di neutroni, perchè non c'è quella tanto sospirata energia?

    Un cordialissimo saluto Gabri.

  8. #108
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Anche se un problema di fondo c'è se è stata provata la presenza di neutroni, perchè non c'è quella tanto sospirata energia?
    Ciao Gabri,
    forse posso risponderti io, citatndo Antonio Spallone nel 2002 a Marsiglia, se non erro:
    Se fossi investito da un flusso di neutroni che produce 1 Watt di calore, saresti già morto.

    Vale a dire che la teoria vuole che le poche tracce di neutroni termici che sembra aver trovato Domenico, tradotte in energia equivalgono a frazioni infinitesimali di joule, impossibili da rilevare con un calorimetro.

    Questa incongruenza la cella Gdpe se la portava dietro da sempre. Se non altro ora non c'è più.
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  9. #109
    Ennio Vocirzio
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    Caro GabriChan...
    Per favore chiariscimi meglio quanto tu dici.....

    Mi dispiace di non aver colto il tuo suggerimento....

    come fai a non avere nella tua cella i problemi che invece assillano le nostre sperimentazioni ?

    Un grande e affettuoso abbraccio

  10. #110
    Pietra Miliare
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    Ciao Elettrorik,
    Grazie dell'informazione, in effetti io ho smesso di fare le prove con la cella perchè avevo la netta sensazione che emanasse schifezze, e mi sono fermato perchè non avendo strumenti di segnalazione in quel senso, per prudenza ho smesso. In effetti e non sto scherzando fisicamente non stavo benissimo alla fine di ogni esperrimento. Per questo invito alla prudenza tutti quelli che vorranno fare prove di questo tipo.

    Il problema è capire quando c'è emissione di neutroni, e qui rispondo anche all'amico Ennio per me queste emissioni ce le hai nelle tanto vetuperati picchi di tensione, quando si scaricano per me si ha lo stesso fenomeno che hai col granito... ed alimentando la cella in modo impulsivo e togliendo tensione propprio ne momento in cui si ha l'innesco del plasma questo fenomeno c'è l'hai di continuo ed a una frequenza ben precisa.

    Credo che il problema sia riuscire a provarlo, l'idea sarebbe di alimentare la cella in modo impulsivo con un duty cicle del 50% per un tempo tot ,con il cr39 poi alimentare normalmente la cella per il doppio del tempo in modo che il tempo di irraggiamento sia lo stesso e poi mettere a confronto i 2 provini...
    Per me a regime impulsivo avrai più spot....

    Ciao

  11. #111
    Ennio Vocirzio
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    Caro CabriChan,
    Interessante quello che dici. Basterebbe alimentare la cella con un alimentatore elettronico impulsivo con duty cicle al 66%.

    Si può fare......

    Ascolta, sentendo quello che affermavi nel tuo intervento precedente, tieni conto che le emanazioni gassose che produce la cella sono molto pericolose....
    Occhio...

    Un saluto affettuoso

  12. #112
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    Ciao a tutti,

    grazie a elettrorik per aver condiviso gli scambi avuti altrove, ma che rispecchiano il tipo di problematiche che ci coinvolgono.
    Do' una mia opinione: il problema della misura dell'energia della cella è molto complesso. Le analisi relative al comportamento reattivo del plasma, della generazione di altre frequenze e cose analoghe, con questi sistemi di misura possono portare certamente a errori di stima dell'energia in ingresso ma, data l'impossibilità di poter confrontare il plasma con qualcosa di noto, non sappiamo la "dimensione" del nostro errore.

    La soluzione proponibile per risolvere il problema resta la solita: accoppiare un circuito di alimentazione della ben costruito e ben progettato con un sistema di acquisizione ad alto rate di campionamento.

    Modellare sistemi elettrici equivalenti per convincere del problema chi non è convinto, espone, chi spiega, a facili critiche. E' facile trovare pecche nella modellazione, è facile scovare 'forzature' nei valori delle grandezze elettriche del plasma pur di far quadrare la spiegazione.
    E' talmente facile che non mi cimenterò nel fare l'elenco delle incogruenze fra comportamento reale del plasma e 'presunta' modellazione teorica dello stesso.

    Quello che voglio dire è che, allo stato attuale degli studi condotti sul plasma, ancora non abbiamo compreso le reali condizioni in cui il plasma comincia (comincerebbe) a emettere energia. Siamo partiti dalla ipotesi che energia c'è e che dovevamo solo misurarla.

    E se non fosse così?

    Ieri ho incontrato il prof.Widom a Napoli, si trovava all' 'istituto di studi filosofici' per una lectio magistralis. Insieme a lui, a fare da moderatore c'era anche il Dr.Srivastava. Oltre loro c'erano altre dieci persone. Nessuno in più. Al termine della lezione mi sono presentato al prof.Widom che già conosceva il lavoro fatto da me e Iorio nel 2004, e gli ho chiesto quali fossero, secondo il suo modello, le condizioni attraverso cui diventa possibile ottenere neutroni ed energia (Widom non scinde le due cose) dalla reazione:

    p + e --> N + v

    La cosa bella di tutto questo è stato il fatto che il Dr. Srivastava parlava perfettamente l'italiano (ha moglie italiana), quidni c'è stata vera possibilità di scambio.

    Le condizioni che mi ha descritto legano la possibilità di accadimento di quella reazione a particolari condizioni che 'devono' instaurarsi sulla nube di elettroni che agisce sulla superficie metallica, relativa a loro comportamento collettivo e loro energia cinetica media (che conferisce alla nube un comportamento muonico, e quindi più pesante). La condizione è calcolabile ma, mi ha promesso, avrebbe sviluppato i calcoli quanto prima.

    Il fatto particolare è che, secondo Widom, quella reazione, non solo spiega questo tipo di fenomeni che stiamo studiando, ma TUTTE le reazioni nucleari a debole energia (compresa la fusione fredda deuterio-deuterio nel palladio).

    Chiaramente è prematuro trarre delle conclusioni già adesso ma, volendo studiare il fenomeno, piuttosto che concentrarci in analisi elettrologiche da cui desumere se c'è o non c'è una fiammella di energia in eccesso, occorrerebbe focalizzarsi sulla massimizzazione degli effetti della famigerata 'fiammella' in modo da eliminare ogni dubbio.

    Condivido l'approccio di Gabrichan in cui, facendo variare le caratteristiche del plasma, se ne analizzano 'prima' gli effetti sui CR39 e, in base al peso di tali effetti, si decide se perseguire in quella configurazione o meno.

    Scusate la prolissità.

  13. #113
    Ennio Vocirzio
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    Caro Quantum Leap,
    Sai benissimo che se fai il valore medio dei dati in tuo possesso, parlo di tutti i dati di efficienza stimata dal 2003 fino al 2008, questa media non superà l'unità.

    Iorio mi ha dato tutti i dati che voi avete.

    Le reazioni di Fusione fra protoni e elettroni che Alessandro, Iorio e anche te avete ipotizzato nel 2003 sono un altra cosa.

    Forse richiedono energia,...dico forse,......

    O forse si verificano reazioni concomitanti che producono brevi e deboli quantitativi che non sono assolutamente misurabili.

    Quindi, non spostare il discorso su queste tematiche che in fondo in fondo sono più mie che tue,...sembra proprio che tu voglia allontanare il discorso delle stime di energia della vostra cella.

    Qui si sta discutendo un 'altro fatto.

    Si sta discutendo che forse forse, sarebbe ora che il gruppo di Caserta ammettesse i propri errori sulla stima di energia dalla cella GDPE.

    Almeno Iorio, con il suo filmato mostra di essere eticamente più corretto. E probabilmente,...il pover uomo cerca di lavarsi alla meglio dalle sporcizie che il contesto ha prodotto.

    Inoltre sono in molti nel mondo e anche in italia che sostengono la stessa cosa,......lo sai che Iorio ha parlato con la Enerthec via E-mail ?

    Un grande abbraccio sopratutto a te mio caro amico, ricordati che non ho mai smesso di ammirare la tua preparazione, stento solo ad accettare la tua cocciutagine che fa schermo sui tuoi troppo giovani occhi e ti impediscono di apprezzare la conoscenza e la vera amicizia.

    Un abbraccio afettuoso anche a tutti gli altri amici

  14. #114
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    Caro Ennio,

    non c'è mai stato problema da parte mia ad ammettere di aver commesso errori nelle misure di energia in ingresso e in uscita nei sistemi impiegati fino ad ora. Ho dettagliato gà nel post precedente il tipo di errori e il tipo di 'cecità' dei nostri sistemi di misura.

    Questo però non significa ASSENZA di eccessi calorimetrici.
    La verità è che, dati gli errori fatti, occorre ritornare sulle misure, ottimizzarle, capire esattamente il comportamento del plasma.
    Prima di dare una opinione definitiva, personalmente, ho bisogno di dati certi, di misure, di esperimenti che diano un valore ad una affermazione. Se l'esperimento non c'è si resta nel campo delle ipotesi.
    Al momento, dagli esperimenti fatti sia a Caserta, sia a Napoli, sia nel laboratorio attuale, non posso dire nulla sull'assenza o sulla presenza di eccessi calorimetrici. Ci sono condizioni in cui il plasma presenta comportamenti calorimetrici interessanti, ma visti i limiti degli strumenti impiegati, poco posso aggiungere. Ho avuto esperienza diretta con episodi in cui il plasma generava eccessi di energia in uscita tali da non potersi confondere nell'errore. Queste condizioni però non sono riuscito a riprodurle in modo sistematico, quindi poco posso dimostrare o aggiungere altro sull'argomento. Le mie analisi e i miei studi continuano.
    L'ultima pubblicazione del gruppo dello CNAM (Favarque, Clauzone et al.) presentata all'ICCF15 di Roma, mi incoraggia. Eccessi di energia, seppur fortemente ridimensionati, permangono.
    Ci sono anche altre ultimissime evidenze sperimentali attualmente in fase di studio che mi incoraggiano in questa direzione, .

    I discorsi energia-neutroni, secondo le mie attuali idee, non sono disuniti.

    Ma per ora sono solo idee.

    Al momento posso solo ammettere che:
    - Le misure voltamperometriche/calorimetriche vanno riviste causa limiti degli strumenti impiegati.
    - Le specie chimiche provenienti da eventuali trasmutazioni vanno analizzate in maniera sistematica su ogni elettrodo. Misure a 'spot' non danno certezze.
    - Il sistema di misura neutroni con Boro e CR39 recentemente approntato ha rilevato presenza di neutroni termici in prossimità del plasma.

    Che Dio benedica te, la tua voglia di studiare e di comprendere la natura.

    -

  15. #115
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    Caro Quantum,

    premetto che ammiro la tua perseveranza nel voler comunque andare fino in fondo. Lo trovo giusto e comprensibile.

    Però ci sono alcuni punti che vorrei mi chiarissi.

    Questo però non significa ASSENZA di eccessi calorimetrici.
    Sulla base dell'ordine di grandezza che eventualmente avrai stimato dai primi esiti delle ricerche di neutroni, ti sarai fatto una almeno vaga idea di quanta energia essi debbano produrre (sempre che la reazione non sia addirittura endoenergetica).

    Bene, secondo tali stime, sei sicuro di poter allestire un calorimetro sufficientemente preciso per rilevarla?

    Ho avuto esperienza diretta con episodi in cui il plasma generava eccessi di energia in uscita tali da non potersi confondere nell'errore.
    Questo in base a quali elementi?

    L'ultima pubblicazione del gruppo dello CNAM (Favarque, Clauzone et al.) presentata all'ICCF15 di Roma, mi incoraggia. Eccessi di energia, seppur fortemente ridimensionati, permangono.
    Attento. L'errore è dovuto all'insufficiente banda passante degli strumenti usati, e sappiamo che la cella produce un rumore EM molto esteso, non ne abbiamo mai visto la fine... Tutti gli strumenti usati hanno mostrato che essa arriva al loro limite.
    Quindi il CNAM potrà anche aver migliorato i suoi strumenti, ma non può asserire che è riuscito ad eliminare l'errore. Può soilo dire di aver ampliato la banda del suo sistema di acquisizione, che però sarà comunque insufficiente. Quindi le differenze è normale che ci siano ancora. Si è ridotto l'errore ma non è stato azzerato.
    purtroppo devono ancora inventare uno strumento ADC che acquisica le decine di Ghz senza attenuazione (ammesso che basti). Quindi non farti troppo condizionare dalle affermazioni del CNAM, che oltremodo ha tutto il comprensibile umano interesse a non parlare di cantonata totale, anche se se in cuor suo potrebbe esserne già più che convinto. Te lo dice chi, allora, portò a conoscenza questo forum del loro lavoro, e ci credeva davvero.

    Vai avanti con la ricerca delle tracce, continua pure le tue misure calorimetriche, già che ci sei, ma non dare troppo peso alla parte energetica, perché non ce l'ha.

    Riccardo
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  16. #116
    Pietra Miliare
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    Ciao amici.

    Corsi e ricosi storici, mi sembra di rivedere la disputa col mondo
    tra Fisherman & Pons e il resto della comunità scinetifica....
    Ventanni fa 2 bravi ed onesti scienziati dissero che era possibile ottenere della fusione fredda in
    una cella elettrolitica.... La storia come finiscie la sapete meglio di me....

    La cosa buffa è che qui si stà ripetendo la stessa cosa, le misure sono state fatte da molti,
    me compreso, con i miei modesti mezzi, in affetti sono molto, molto difficili da fare.
    Ma devo dare ragione sia a Iorio: ha volte ci sono stati eccessi palesi di energia,
    che a Ennio e Riccardo con risultati molto più modesti e nella norma.

    E in effetti mi sembra molto strano che Tu Ennio e Riccardo non vi sia mai capitato di notare questi
    eccessi, e non vi sorga neanche il dubbio che Iorio possa avere ragione.
    Ci sono delle condizioni di contorno che sicuramente influiscono in modo massiccio sull' esito
    dell' esperimento che sono difficili da quantizzare... come la tensione di rete che tutti ipotizzano perfetta
    ma non è assolutamente vero, gli effetti delle induttanze nel circuito di alimentazione,
    gli elettrodi, anche qui non c'è ne uno ugguale all'altro, percentuale di elettrolita, ecc.
    Le variabili in gioco sono decisamente tante e per quanto uno cerchi di lavorare sempre nelle stesse
    condizioni i risultati possonoi essere diversi tutte la volte.

    Ma torniamo a noi:

    p + (e-) + W = n + v

    Una semplice riflessione, guardando il grafico postato da mgb2 e gentilmente offerto da Iorio si
    deduce una cosa abbastanza ovia, ovvero che il punto dove ci sono più [ p + (e-)] è sull'apice della cresta
    prima che si inneschi il plasma, é il punto dove c'è la probabilità più alta che avvenga la reazione di fusione.

    In effetti stò rivalutando l'effeto del variak sull'alimentazione, le scariche elettriche tra elettrolita ed elettrodo
    generano delle variazioni di assorbimento molto rapide e di conseguenza l'induttanza reagisce in un modo
    strano, da un impulso di tensione molto forte creando anche qui delle creste e quindi una probabilità più
    alta di fusione.

    Ecco perchè continuo a sostenere che la cella debba essere alimentata in modo impulsivo, propprio per
    aumentare le probabilita di fusione, fenomeno verificabile usando il CR39.
    Ammetto che la cosa e fuori dalla mia portata, ma è la cosa più logica e quindi spero che qualcuno colga
    il suggerimento e qualche prova di questi tipo la faccia,
    In fondo è molto semplice basta togliere i condensatori.

    Un cordialissimo saluto Gabriele, scusate se sono stato un po lungo.

  17. #117
    Seguace
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    Quote Originariamente inviata da Quantum Leap Visualizza il messaggio
    p + e --> N + v
    Non si deve dimenticare che cariche si segno uguali si respingono e cariche di segno diverso si attraggono.

    Sulla base di questo principio: è possibile stabilire che protoni e d elettroni non avrebbero dovuto neanche esistere in nessuna parte dell'universo, perchè immediatamente gli elettroni avrebbero dovuto cadere nei nuclei e formare un universo fatto solo di neutroni.

    ma sappiamo bene che non è cosi.

    Forse non è vero che cariche di segno diverso si attraggono ?

    In realtà è proprio vero che si attraggono, ma esiste un'altra forza che contrasta la forza elettrica.

    Quale mai sarà questa forza misteriosa ?

    e la forza che deriva dal principio di indeterminazione Heisemberg
    Principio di indeterminazione di Heisenberg - Wikipedia

    il famoso principio stabilisce che è impossibile individuare la posizione esatta dell'elettrone e allora il nucleo, (nonostante attrae l'elettrone), non riesce mai a trovarlo.

    NON è la forza coulombiana che impedisce p+e, e anzi! i due si attraggono con grande forza.

    Vi sono però delle eccezzioni: per esempio nel dentro di una stella di neutroni, il nucleo riesce a trovare l'elettrone, però li' c'è un affollamento di particelle estremo causato dalla grande forza gravitazionale.
    ----------------------------------------
    Nonostante 2 nuclei di deuterio si respingono, è più probabile D+D piuttosto che p+e perchè in D+D il principio di indeterminazione non si oppone.
    ----------------------------------------
    Come mai un elettrone trova immediatamente un positrone, questo non lo so, e per me è un mistero.
    Nel caso di materia e antimateria, il principio di indeterminazione non si oppone affatto, ma si oppone quando tentiamo di fare p+e.
    ----------------------------------------
    Se invece interessebbe trasmutare il tungsteno, allora batsa prendere polvere di berillio mescolata con radio: il miscuglio genera neutroni e questi ultimi provocherebbero la tramutazione del tungsteno o qualsiasi altro materiale.

  18. #118
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    Ciao amici....
    Ma devo dare ragione sia a Iorio: ha volte ci sono stati eccessi palesi di energia,
    che a Ennio e Riccardo con risultati molto più modesti e nella norma.

    E in effetti mi sembra molto strano che Tu Ennio e Riccardo non vi sia mai capitato di notare questi
    eccessi, e non vi sorga neanche il dubbio che Iorio possa avere ragione.
    Ciao Gabri, solo un appunto: Iorio ed Ennio sono amici di vecchia data, e la loro opinione credo sia piuttosto concorde...
    Dovresti sostituire Iorio con Cirillo (che è colui che hai conosciuto alla conferenza), e allora tutto torna... ;-)

    P.S. Io gli eccessi di calore li ho notati eccome, dal 2005 a tutto il 2007 ne ero convinto! Voglio dire, gli eccessi c'erano realmente, ma (detto col senno di poi) solo perchè gli strumenti mi indicavano che avevo immesso meno energia del reale.
    Poi, nel 2008 un setup più efficiente, mi ha aperto gli occhi. Ho cercato la spiegazione, facendo ricorso alle nozioni di elettronica, e da semplice sospetto è diventata certezza, secondo quanto spiegato nei post precedenti.
    "Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
    www.overunity.it - <Fusione Fredda> - <Wiki:FF> - <L'idea comune>

  19. #119
    Pietra Miliare
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    Ciao Elettrorik si scusa è Cirillo te lo detto che faccio sempre confusione con i nomi.
    Sicuramente le misure che hai affinato col tempo ti hanno convinto che il plasma non generi energia in eccesso, e su questo posso pienamente darti ragione, in fatti nel plasma la probabilita di avere [p + (e-)] è molto bassa. Quindi per sperare di ottenere dell'energia in eccesso come crede Cirillo ed anche io è nel variare le condizioni di lavoro cercando il setup migliore. La condizione standard si è verificato che non funziona. Un cordialissimo saluto Gabri.

  20. #120
    Nabla
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    nel plasma la probabilita di avere [p + (e-)] è molto bassa.
    La reazione p+e è un'interazione debole. Non conosco alcuna interazione debole che sia più probabile di un'interazione forte né di una elettromagnetica nucleare... Se voi sì, fatemi un esempio.
    Certo, nel plasma può avvenire di tutto... Anche che il fattore di miglioramento di un'interazione debole la renda addirittura più probabile di un'interazione forte??

  21. #121
    Pietra Miliare
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    Ciao Nabla
    piu probabile nel senso che in quella condizione c'è il n° più alto di elettroni e protoni.

  22. #122
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    Predefinito puntini sulle i

    Salve a tutti,

    dalle varie risposte vedo che c'è grande interesse, ma anche grande confusione provocata da poca chiarezza da parte mia.
    Provo a rimediare.

    Eccessi calorimetrici: visti gli evidenti problemi riscontrati da noi e da elettrorik relativi alla bassa precisione delle misure voltamperometriche a causa di limiti nella frequenza di campinamento e acquisizione degli strumenti (banda passante limitata) NON è possibile dare una risposta definitiva sulla presenza o meno di eccessi calorimetrici precedentemente misurati.
    Per alcuni questo significa assenza di eccessi calorimetrici, per altri (me compreso) significa che bisogna ancora studiare e indagare prima di gettare la spugna.
    Dico questo soprattutto alla luce di alcuni fatti episodici che mi sono accaduti durante le mie sperimentazioni, sia alla luce di nuove evidenze, per ora solo teoriche, che mi portano a pensare che lo studio del fenomeno va focalizzato nella 'finestra di funzionamento' in cui accadono le cose più interessanti. Se si continua a misurare dall'innesco del plasma fino a salire di tensione, senza aver ben chiara l'idea di cosa si vuole ottenere, ma sperando di 'beccare' il fenomeno esplorandolo casualmente, allora diviene difficile separare il rumore dal fenomeno vero e proprio.

    Ovviamente queste sono convinzioni mie personali, ma mi bastano a proseguire nei miei studi.

    Non ho ancora chiarissima la condizione e l'ordine di grandezza dell'energia che siamo in grado di stimolare con queste celle, ma sto imbroccando un approccio diverso (neutroni con CR39 e suggerimenti da fisici teorici) nella speranza di poter capire in quali condizioni stimolo fenomeni nucleari e in quali condizioni faccio solo 'fuoco e fiamme'.

    Per Nabla: si, la reazione p + e --> N + v è una interazione debole. Secondo Widom e Srivastava, è proprio attraverso questo tipo di interazioni deboli (weak interactions) che si possono avere queste reazioni nucleari a debole energia apparentemente prive di emissioni pericolose (gamma, neutroni veloci ecc.)
    In un precedente allegato che ho condiviso in questa stessa discussione, troverai un articolo di un anno fa (2008-Widom-Srivastava-Larsen-A_Primer_for_Electro-Weak_Induced_Low_Energy_Nuclear_Reactions.pdf) attraverso il quale si comprende come, attraverso attività collettive che si generano nel plasma, sia possibile realizzare quella interazione (p + e --> N + v) in maniera più agevole che con atomi singoli o nel vuoto.

    E' straordinario.

  23. #123
    Ennio Vocirzio
    Ospite

    Predefinito

    Mio caro Quantum Leap,
    La tua bocca parla del grano il tuo cervello (o forse il tuo cuore) parla del vino. Le due vibrazioni sono sconnesse fra loro e se tu ti trovassi in Egitto 3000 anni fa i saggi direbbero che non sei un giusto di voce.

    non c'è mai stato problema da parte mia ad ammettere di aver commesso errori nelle misure di energia in ingresso e in uscita nei sistemi impiegati fino ad ora. Ho dettagliato gà nel post precedente il tipo di errori e il tipo di 'cecità' dei nostri sistemi di misura.

    Questo non è vero, in ogni caso le slide che mostri e le parole che proferisci nei due seminari recentemente tenuti non comunicano quello che tu ora stai dicendo.

    Prima di dare una opinione definitiva, personalmente, ho bisogno di dati certi, di misure, di esperimenti che diano un valore ad una affermazione. Se l'esperimento non c'è si resta nel campo delle ipotesi.

    Quali sono i dati certi che ti hanno fatto esprimere con estrema sicurezza prima, qualche anno fa, quando avete dichiarato 1,5 - 1,8 o addirittura 2 ???????

    Perché in queste occasioni precedenti non sono catalogate, in base a quanto tu stesso dici, nel campo delle ipotesi ?

    Scusami Quantum Leap,…ma voglio spronarti a diventare uomo. Uomo non si diventa a causa di pochi peli che compaiono improvvisamente sul corpo, ma, ci si diventa per tante altre ragioni. Devi parlare chiaro e non devi rifugiarti alle spalle dei potenti e di li buttare di tanto in tanto un sassolino nella folla. Prenditi le tue responsabilità.

    Modellare sistemi elettrici equivalenti per convincere del problema chi non è convinto, espone, chi spiega, a facili critiche. E' facile trovare pecche nella modellazione, è facile scovare 'forzature' nei valori delle grandezze elettriche del plasma pur di far quadrare la spiegazione.
    E' talmente facile che non mi cimenterò nel fare l'elenco delle incogruenze fra comportamento reale del plasma e 'presunta' modellazione teorica dello stesso.

    Questo è molto sbagliato……parlare male di un collega e per di più far restare vaga la sua appartenenza o non appartenenza al tuo gruppo quando si parla tra la folla è molto brutto.

    Chiarisci che il tuo pensiero si discosta ed è un altro …. Chiarisci che quello che dici e che affermi, lo affermi tu da solo. Può darsi che tu abbia ragione ma, indifferentemente da questo quello che conta è la fermezza, la coerenza e la responsabilità.

    Impara a distinguere la Scienza del cervello dalla Sapienza dell’Anima, la dottrina dell’Occhio da quella del Cuore, solo allora potrai essere definito un saggio.

    Se sei sicuro di quanto dici, dillo a gran voce, dillo urlando,….dillo in tutte le lingue e non aver paura delle critiche che ti faranno.

    Se però non sei sicuro……hai solo due possibilità, chiedere scusa o Tacere per sempre.

    Io voglio veramente sperare che un giorno il tuo cuore sarà illuminato d’amore e solo in quel caso sarai un vero scienziato,…non prima.

    Ti saluto con grande affetto, poichè non ho mai smesso di provare questo sentimento per te.

    auguri nei tuoi studi

  24. #124
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    Note di Moderazione:
    Uforobot NON fare post che non c'entrano con l'argomento di cui si discute!!! Per questa volta te l'ho spostato nell'altra discussione dei neutroni dal berillio alla prossima cancello e basta.

    Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
    -
    Essere realisti e fare l'impossibile - http://www.progettomeg.it

  25. #125
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    Ciao Ennio capisco il rigore scientifico ma non ti sembra di essere stato un po troppo duro con Cirillo, soppratutto valutando un fenomeno come il plasma, che non è ancora stato chiarito del tutto, e che più dare ancora delle interessanti risposte, come valutare le emissioni elettromagnetiche, che ci sono anche dopo...

    Ad esempio provare a far arroventare l'elettrodo in tungsteno con un torcia a HHO quindi con un plasma simile a quello elettrolitico e con il CR39 valutare eventuali emissioni di neutroni.

    Ciao
    Ultima modifica di GabriChan; 02-12-2009 a 20:02


 

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