inrabazon@... ha scritto:
Salve a tutti, leggo che (elettrorik) si è ripromesso di evitare gli insulti.
Dipende solo da te, se riesci a fare come in questo post e restare sui fatti, credo che andremo molto bene in futuro.
Rispondo solo che il condensatore in serie all’impedenza .cella è un circuito postato da iorio nel suo intervento su youtube, proposto da celani. Ripeto, quel tipo di circuito è sbagliato, il condensatore o condensatori che possono essere variabili e scaricare con andamenti variabili sono in parallelo. all’impedenza cella..
C'è un equivoco di fondo. Il condensatore che Iorio rappresenta nel suo modello, < E' > la cella, in regime AC.
Ovviamente nel modello reale c'è sempre una componente resistiva in parallelo (anzi, nemmeno resistiva, direi non lineare, perchè assorbe una corrente quasi costante), che loro hanno chiamato 'banda di reazione', l'area vicino al copricatodo in cui c'è transizione fra comportamento elettrolitico classico e plasma, ma essa è trascurabile ai fini dell'analisi dei segnali in AC. Tale teoria, infatti, prevede che ogni generatore costante debba essere cortocircuitato, e che si debba 'vedere' il circuito equivalente visto dal carico, ipotizzando un generatore virtuale di rumore bianco a banda infinita che ivi immetta il segnale campione. L'analisi del circuito equivalente darà la risposta in frequenza.
Anche ragionando per logica, tutto torna: un componente che lavora in regime costante, non ci preoccupa ai fini della misura. Sono le parti ad alta frequenza che gli strumenti 'si perdono', generando l'errore.
Io scometto che se alimentassimo la cella con opportune batterie,sicuramente ad alimentazione continua,(come voleva fare previtera, giustamente) la cella funziona lo stesso continuamente…,mentre secondo lo schema iorio ,anche se il condensatose scaricasse,quindi con un interruttore in parallelo, la corrente dovrebbe interrompersi, andare a zero, e poi tornare …...
La corrente non va mai a zero.
Questo è un'osservazione ovvia e sacrosanta, direi perfino banale, ma deriva semplicemente dal fatto che non hai le giuste cognizioni in materia di elettronica e di analisi dei segnali, in cui i circuiti vanno trattati separatamente nelle analisi AC e DC.
E' chiaro che non puoi simulare la cella nella sua completa funzionalità solo col circuito presentato da Iorio, perchè quello è solo una parte.
Per farne ul modello più completo, devi aggiungere i componenti in parallelo e, cosa più importante, un interruttore sempre in parallelo che switcha ad alta frequenza. Ma questo poi non ha alcuna utilità ai fini dell'analisi dei segnali, è solo un modello che cerca di rappresentare il comportamento completo della cella.
Per demolire la prova comparativa, ci si serve di questi ,come dire, dis-misuratori, per non offendere altri che non hanno nessuna colpa e molti meriti.
Posso solo dire che preferisco dire sempre le cose come stanno, anche se possono rappresentare l'imbeccata giusta per qualche 'demolitore'.
E' più forte di me, non so che farci.
Comunque. C'è un altro equivoco che 'vivi' da parecchio tempo, e forse è il caso di sfruttare questo momento di apertura al dialogo per chiarirlo.
La prova comparativa con resistore alla quale alludi, è in realtà molto diversa da quella che ipotizzavo. Ho parlato con Iorio e Cirillo di una prova in cui si debba alimentare un resistore immesso in cella e fare un confronto fra l'energia immessa ed il calore misurato, giusto per calibrare le perdite del calorimetro, visto che possiamo dire che tutta l'energia dissipata dal resistore dovrebbe essere convertita in calore sul resistore, e ceduta da questi al calorimetro (salvo un po' di trascurabile irraggiamento EM di luce e radiofrequenza). Quindi l'eventuale differenza rappresenta, secca, secca, l'inefficienza del calorimetro. Bene, fin qui nulla di strano; esattamente quello a cui anche tu facevi riferimento parlando di 'comparazione con resistenza'.
Ma c'è dell'altro. Salvatore lo ricorderà, ne parlammo parecchio tempo addietro. Forse allora è stato l'unico a coglierne il senso, che vado subito a spiegare. Nemmeno Iorio subito lo comprese, anche perchè forse non detti troppe spiegazioni come sto per fare ora.
Se alimenti il gruppo cella-resistore con un tipico segnale ottenuto con una seconda cella in serie, avrai la possibilità di immettere lo stesso tipo di segnale elettrico (ostico da misurare) dentro un elemento noto (la R). Va da sè che, se ancora gli strumenti ti daranno overunity misurando meno energia di quella indicata dal calorimetro, avrai la certezza matematica che il tuo sistema di acquisizione 'si perde' qualcosa, perchè una R non può dare OU. Semplice, efficace, ed inequivocabile, una volta per tutte.
Per fare bene ciò occorre lavorare a tensione doppia e scegliere un valore di R circa equivalente al valore ommico d'impedenza della cella gdpe esterna usata per alimentare il sistema R-Cella campionato, in modo da garantire sulla cella campione circa le stesse tensioni di lavoro e quindi potenze medie adoperate.
E' da questa prova che ho tratto le mie conclusioni sull'assenza di anomalie energetiche misurabili (e ho sempre parlato solo di quelle, perchè solo su quelle ho acquisito info e competenza). Su neutroni, trasmutazioni & co, posso al limite esprimere perplessità, ma nulla più. E' ancora tutto aperto.
Cordialmente.
Riccardo.