Quoto per cambio pagina.
Ecco, caro tecnonick, una realizzazione a 30 MHz con potenza di 100W che utilizza un componente stato solido l' RD100HFF1 Mitsubishi.
Nel pdf linkato vi è un esempio circuitale verso la fine. I numeri a scala che si vedono sotto lo schema indicano la distanza in millimetri alla quale vanno collegati i componenti. Come vedi si tratta di una costruzione di notevole impegno e che richiede tutta la strumentazione del caso.
http://www.mitsubishichips.com/China...=rd100hhf1.pdf
Riporto in uno screenshot il circuito:
Questo per 100W, per averne 500 occorre accoppiare a due a due gli amplificatori fino al raggiungimento della potenza utile. Non è possibile "parallelare" direttamente i FET a causa delle impedenze d'ingresso e d'uscita risultanti, o meglio, è possibile per due FET ma quasi impossibile per 5 o 6.
Condensatori e bobine devono essere per RF e lo stampato in teflon con striplines argentate. Così funziona, fatto in modo diverso .... mah?
Una volta che si abbiano a disposizione i 100 o 500W si tratta di modificare il passa basso (volgarmente pigreco) di adattamento d'uscita, modificando le strip dal drain del MOS fino al connettore d'uscita e relativi condensatori verso massa. In questa applicazione adattiamo i pochi Ohm del FET ai 50 Ohm dell'antenna con solo due salti d'impedenza. Nell'applicazione che ti prefiggi ne servono 3 o 4 (ricordo che lo schema del tweeter a plasma ne adottava forse 3). Sembra fattibile ... sembra .... il vero problema è che qualsiasi errore porta alla distruzione istantanea del MOS (si vede un lampo blu attraverso la ceramica e .... addio) inoltre servono: analizzatore di spettro, analizzatore di reti, carico ad alta impedenza, eccitatore (ci vogliono 12 watt in per averne 100 out) ecc..
Impossibile no, ma mi chiedo se a questo punto non convenga passare ai tubi.
Un solo tubo, magari con anodo esterno tipo le 4CX250 radioamatoriali, fornirebbe in classe C circa 700W senza presentare i problemi connessi ai componenti stato solido. Nel caso del tubo, l'adattamento di impedenza si realizza per rapporto spire. Se l'anodo è alimentato a 2KV, il rapporto spire sarebbe di 1 a 25 (semplificando), quindi diciamo due spire sul volano anodico e una 50ina sul secondario accoppiato, insomma si ricade nel caso "bobina di Tesla". 50 spire risuonano a 30MHz senza troppi accorgimenti, ed è fondamentale per avere la massima tensione sul secondario. Anche il primario deve essere accordato, ma in questo caso è facile portarlo alla risonanza aggiungendo o togliendo condensatori in parallelo alla bobina volano anodico.
Il tubo regge qualsiasi tortura, compreso il disaccordo del volano la mancanza di carico, sovraeccitazione ecc... e alla fine ho anche l'impressione che il tutto costi meno, soprattutto se hai ha disposizione un vecchio forno a microonde dal quale recuperare il trafo per l'anodica a 2KV ...
Tutto cambia se abbassiamo la frequenza, diventano disponibili altri semiconduttori ed altre tecniche circuitali molto più semplici ed affidabili. Pensiamo ai fornelli ad induzione casalinghi, costo basso facile reperibilità (?) e la possibilità di "comprarlo già fatto" se non se ne esce ...


LinkBack URL
About LinkBacks



Rispondi quotando





