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Discussione: neutroni

  1. #126
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    Mi dispiace, che peccato
    comunque appena ho un po' di tempo ti scannerizzo qualche pagina utile sui generatori HF
    Ciao
    Alessio
    Qualche video dei miei esperimenti li trovate su:
    http://it.youtube.com/user/alessiof76
    aggiornato 10/10/2011

  2. #127
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    Ciao Alessio, mi spiace anche a me, ma d'altra parte si va incontro a costi non indifferenti per ottenere certi risultati, sai se fosse sufficiente una bobina di tesla sarebbe troppo bello per essere vero, purtroppo non è cosi, per molti motivi.

    A prescindere dagli schemi utilizzati, da quanto ho potuto sperimentare vedo che è alta la complessità di un generatore di alta tensione ad alta frequenza molto stabile, ed è inevitabile dover seguire certe regole, regole che comportano l'utilizzo di determinati componenti, i quali in primo luogo non sono facilmente reperibili, ed oltre tutto hanno dei costi veramente alti. Sai sono riuscito ad elevare la tensione stando sui 30MHz, e ad avere anche i 100 watt di uscita, ma però non ho trovato altro modo che mettere in serie più circuiti per ottenere 50kv a questa frequenza, il chè implica altri problemi, oltre al fatto che serve una frequenza molto stabile, infatti se la precisione non è alta le particelle al posto di accelerare frenano ad un certo punto.

    Ho visto alcuni acceleratori di elettroni che utilizzano una tipologia diversa di funzionamento, ma non trovo nulla che spiega in modo detagliato il ruolo dei vari componenti per poter capire e quindi replicare per bene, per esempio alcuni sono costituiti in questo modo:

    c'è una parte iniziale del tubo accelerante(in vetro nei più semplici) che è avvolta esternamente da una spirale di 10-15 spire, questa è l'antenna a cui viene applicata la radiofrequenza, pare che in quella zona di vetro il plasma si concentra e acquista energia, poi in modo impulsivo (con frequenza bassa) vengono estratti gli elettroni tramite una differenza di potenziale molto abordabile(impulsi di 50-100kV facilmente ottenibili) e quindi fatti collidere su bersagli di varia natura. Ma a questo punto mi chiedo: se cosi facendo ottengo una certa energia cinetica per ottenere reazioni nucleari(quindi in modo molto più semplice di quanto ho sperimentato fin ora), chi me lo fa fare di progettare un acceleratore lineare a più tubi con alimentazione a radiofrequenza in alta tensione? e quanta energia acquistano gli elettroni con questa tipologia? quanto spaziare le spire? quale frequenza sulle spire? come avviene tutto il processo? insomma, finchè non ho una manna dal cielo è dura azzeccare sperimentando a casaccio, d'altra parte non ho studiato fisica nucleare, finchè si tratta di realizzare un oscillatore a 30mhz ok ci siamo, e lo si può fare anche da molti kilowatt, ma tutto l'acceleratore è concatenato da formule e calcoli non indifferenti! basta sbagliare una virgola e non funziona un tubo!

  3. #128
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    Ebbene in tutto questo tempo mi sono messo a studiare radiotecnica, e finalmente ho appreso alcuni concetti essenziali per poter realizzare un trasformatore risonante con nucleo ARIA(già fatto test, prove e ne ho realizzato uno di cui pubblicherò a breve un video), praticamente altro non è che una bobina di tesla, la cui tensione in uscita dipende esclusivamente dal rapporto fra l'induttanza primaria e secondaria e non dal numero di spire(ma non ho ancora capito come si calcola), quindi più grande sarà l'induttanza secondaria rispetto alla primaria e più alta sarà la tensione in uscita, che comunque dipende da quella applicata sull'induttanza primaria, la corrente sul secondario dipende dalla corrente che circola sul primario. Però resta di fatto che finchè si lavora in bassa frequenza tutto è semplice, per via del fatto che l'induttanza secondaria può essere grande, mentre se si lavora per ipotesi a 50mhz non c'è molto spazio su cui giocare per moltiplicare la tensione, e tutto diventa molto complicato, a tal punto che anche i moderni acceleratori non utilizzano trasformatori elevatori ma valvole klystron, valvole che sono in grado già di loro di far oscillare una tensione CONTINUA magari di 50kv alla frequenza di 50mhz, quindi in questo caso è sufficiente produrre una tensione di 50kv, applicarla all'ingresso del clystron e modularla con un segnale di ampiezza molto inferiore sempre applicato al klystron. Dalle mie personali conclusioni, per quel poco di istruzione che mi sono fatto, per fare esperimenti nucleari utilizzando un acceleratore lineare, è possibile tramite una scarica di altissima tensione a bassa frequenza, però è necessario conoscere dei parametri:

    - sapendo che sfruttando più CORRENTE posso muovere più particelle, devo sapere ad un determinato livello di vuoto quanta correne ho bisogno per imprimere l'energia necessaria per collidere in modo da creare una reazione alle particelle di gas presenti nel tubo

    - sapendo che più è alta la tensione e più velocità imprimo alle particelle, devo sapere quanta tensione devo avere ai capi dell'acceleratore considerato che il FRONTE DI SALITA ha un tempo proporzionale alla FREQUENZA della SINUSOIDE di alta tensione, che nel caso per ipotesi fosse di 1MV a 1MHz avrei un fronte di salita che per arrivare da 0 a 1MV impiega 0,5uS, per cui in questo lasso di tempo dovendo accelerare le particelle, ho bisogno di sapere quanto deve essere lungo il tubo, e però considerando che il fronte di salita non è netto ma impiega appunto 0,5us, devo sapere quanta spinta avrò imposto alle particelle, quindi quanta energia hanno acquisito, detto questo, conoscendo l'energia che ho bisogno per creare l'urto delle particelle sul bersaglio che porti ad una reazione nucleare, mi devo determinare tutti gli altri parametri..... probabilmente nei vecchi acceleratori venivano usati i GENERATORI DI MARX perchè il fronte di salità è nullo, in pratica ho a disposizione una tensione altissima con un picco istantaneo.

    Avete volglia di fare 2 calcoli?

    facciamo finta che si debba realizzare un acceleratore ELETTROSTATICO, dove non sia richiesta alta tensione in alta frequenza, ma teniamo comunque presente che noi abbiamo alta tensione ALTERNATA in un range di frequenza che potrebbe variare da 100kHz a 500kHz in base alla tipologia di costruzione del generatore, e con una potenza utile che per ragioni di sicurezza preferirei non fosse superiore a 100 watt, però si potrebbe collimare il fascio di particelle in un punto molo piccolo. Quindi diciamo che potremmo avere un acceleratore che offre 100000 impulsi al secondo di 2MV contro il bersaglio, ma che ogni impulso passa da 0 a 2MV in un tempo che dipende dalla frequenza del generatore...

  4. #129
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    Quote Originariamente inviata da tecnonick Visualizza il messaggio
    si potrebbe collimare il fascio di particelle in un punto molo piccolo.
    Hai detto niente! Ci sono interi corsi universitari che trattano degli acceleratori e la maggior parte del corso a cos'è dedicata? Alla stabilità del fascio e a tutti i problemi connessi con la sua focalizzazione...
    Comunque, se volete accelerare una corrente anche solo di 1 mA quando la tensione sarà istantaneamente di 2 MV la potenza istantanea sarà di 2MV*0,001A = 2 kW.

  5. #130
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    bè dai, un passo alla volta.... forse tra 20 anni saremo riusciti ad accelerare una particella, però anni e anni fà, quando gli acceleratori erano alimentati da mastodontici generatori di marx, non avevano tutte le accortezze che hanno oggi, eppure riuscivano a svolgere il loro lavoro o no? qui mica dobbiamo costruire una centrale nucleare.....

  6. #131
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    Ciao tecnonick
    Dopo le problematiche del nichel, credevo che mai più avresti scritto in questo strano forum.
    Ad ogni modo...

    La collimazione o focalizzazione è un problema che non esiste perché le cariche elettriche di segno diverso si attraggono e quelle di segno uguale si respingono, punto e basta.

    Quindi la focalizzazione è già automatica, l'elettrodo attira le particelle e quindi le focalizza.

    Il problema di focalizzare con campi magnetici ce l'ha testacoil che sta litigando per fare la fusione nucleare, e li si dovrebbe avvicinare le particelle fra di loro, li' veramente il problema è impraticabile perchè servono forze magnetiche.

    Ma fortunatamente tu non sei Testacoil, non non devi avvicinare fra di loro particelle che si respingono, quindi non ti interessa collimare niente.

    Quando si ha a che fare con particelle che collidono con un target, la focalizzazione è già fatta dai campi elettrostatici punto e basta, e non ti interessa focalizzare niente.

    Io ti consiglio ti realizzare il mio avatar, il quale impone una frequenza di soli 5 Mhz sinusoidale e una tensione di 1,25 Mv.

    Solito discorso: per alzare la tensione basta prendere piccolissimi trasformatori uguali, collegare i primari in parallelo, e i secondari in serie.

    Immagino che inizialmente non mi darai retta perché 1,25 Mv sono tanti, e allora fai pure altre cose e cosi facendo potrai acquisire esperienza,

    e se tu acquisisci esperienza io sono contento.

  7. #132
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    Quote Originariamente inviata da uforobot Visualizza il messaggio
    La collimazione o focalizzazione è un problema che non esiste perché le cariche elettriche di segno diverso si attraggono e quelle di segno uguale si respingono, punto e basta.

    Quindi la focalizzazione è già automatica, l'elettrodo attira le particelle e quindi le focalizza.

    Quando si ha a che fare con particelle che collidono con un target, la focalizzazione è già fatta dai campi elettrostatici punto e basta
    Certo, certo, Uforobot... Meno male che il forum ha un Nobel come te! Risolviti le equazioni di campo per il tuo acceleratore. Poi fai dei bei grafici. Poi, forse ti accorgerai che il campo elettrico non è diretto come ti pare a te, nel modo ideale che pare a te. Magari ti accorgi anche di quante particelle ti perdi a causa di questo ehm... problemino. E allora le strade sono due: o sparare un fracco di particelle in più (addio 100 W ) o focalizzare (che comunque anch'esso costa in termini energetici).
    Senza contare che il fascio è di per sé intrinsecamente instabile. Non è forse formato da particelle tuttte della stessa carica??? E, di grazia, cosa fanno le particelle aventi stessa carica? Stanno tutte belle unite, sempre insieme?

  8. #133
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    maria...... allora, riprendiamo un attimo un acceleratore elettrostatico di 30 mila anni fà, questo altro non era che un tubo con ai due etremi i due elettrodi, non c'era ne focalizzazione e ne 5Mhz, ma semplicemente una scarica da qualche megavolt ogni tot secondi . Eppure con questo "banale" marchingegno facevano trasmutazione di elementi, ora premesso che non mi importa quel che consumo, dico: è possibile si o no realizzare una cosa simile? è inutile addentrarci in sofisticatezze eccessive, perchè altrimenti entrano in gioco una caterba di parametri, finezze e caratteristiche tecniche che ci portano a realizzare un vero e proprio acceleratore di particelle, che però già sappiamo non si può fare senza soldoni e conoscenze di un certo tipo. Quello che inizialmente mi piacerebbe realizzare è qualcosa di molto semplice, che comunque, anche se consumando 10 volte più energia di quella che realmente servirebbe, mi porti ad ottenere una reazione nucleare con evidente emissione di radiazioni, stop! A questo punto, anche se antieconomica, abbiamo una fonte di radiazioni con la quale si possono fare altri esperimenti, poi al limite poco alla volta si può rendere l'acceleratore sempre più efficiente, ma partiamo dal principio....

    ecco un esempio: http://www.rtftechnologies.org/physics/linac.htm (anche se è di solo 100k)

  9. #134
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    Purtroppo se si ha a disposizione pochi spiccioli conviene lavorare in tensione puramente in continua (niente alternata, niente impulsi).

    Purtroppo se la tensione è continua, l'unica via possibile è quella di lanciare elettroni.

    Gli elettroni hanno la caratteristica di passare attraverso meteriali conduttori senza problemi, cosa invece non possibile usando protoni o le particelle alfa, le quali quando vanno a sbattere contro un target,
    li' si fermano e li rimangno, quindi si ferma tutto.

    A meno che la tensione è alternata, e allora i protoni o particelle alfa possono ritornare indietro e riprendere il ciclo.

    Ma stavamo parlando di tensione continua perchè gli spiccioli sono pochi, quindi dobbiamo escludere nuclei atomici tipo protoni o particelle alfa, o altro.

    La domanda è...
    E' possibile produrre neutroni lanciando semplici elettroni ?
    La risposta è Si se ci sono le seguenti condizioni:
    1. Dentro il contenitore il livello di vuoto deve essere molto alto
    2. Il target deve essere di berillio perchè il berillio quando è bersagliato da elettroni emette raggi gamma.
      Quando i raggi gamma bersagliano il berillio, quest'ultimo emette neutroni da 600 kev.
    3. Al momento della collisione, gli elettroni devono avere una energia di almento 1,7 Mev, e questo significa una tensione di 1,7 Mv.



    La tensione può essere fornita da un generatore Va de Graaff sprovvisto di sfere.

    Le sfere non interessano perché non interessa fare spettacolo mostrando scariche elettriche al pubblico, interessa invece applicare una tensione da 1,7 Mv ad un tubo radiogeno.
    Quindi la sfera è sostituita dal tubo radiogeno.

    In pratica basterebbe procurarsi un tubo radiogeno e applicargli una tensione elettrica da 1,7 Mv fornita da un Van de graaff sprovvisto di sfera.

    Che poi il Van de Graaf è approssimatamente un motorino elettrico che sfrega un cinghia contro qualcosa.

    Di solito; il target di un tubo radiogeno è di alluminio oppure di tungsteno.
    Si dovrebbe in teoria, smontare il tubo radiogeno e sostituire il vecchio target con un target di berillio.
    In mancanza di questa sostituzione è anche possibile non manomettere il tubo radiogeno e posizionare il target di berillio all'esterno del tubo.
    Ma questo posizionamento esterno produce un calo di produttività, cioè l'intensità del flusso neutronico scende, (non so con esattenza di quanto).

    La produttività scente perchè il target di berillio dovrebbe stare il più vicino possibile alla sorgente di raggi gamma.

    Questa vicinanza serve per ottenere la maggiore intensità di flusso e quindi di neutroni prodotti
    .
    Qauale migliore soluzione se la sorgente di raggi gamma è esso stesso ?
    Più vicino di cosi, non si può !


    ------------------------------------

    Riassumento: procurarsi un motorino, una cinghia, un tubo radiogeno, un pezzo di berillio.

  10. #135
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    Allora ufo, la sfera non è che non serve, E' INDISPENSABILE, perchè se no le cariche elettriche dove le accumuli per elevare la tensione? ma prima di buttare uscite senza senso lo vuoi attaccare quel cervelletto alla testolina o no???? prima di scrivere LEGGI come funzionano le macchine di cui intendi parlare!

    Tornando a noi, chiedo agli esperti se potrebbe aver senso fare un qualcosa di simile al SINCROCICLOTRONE, ovvero immaginiamo un tubo vuoto disposto a cerchio e chiuso, all'interno ho il vuoto, alle estremità ho i sue elettrodi cilindrici vuoti(quindi percorribili dalle particelle), e poi lungo tutto il tubo ho dei magneti potenti con cui curvo la traettoria delle particelle per mantenerla il più circolare possibile entro i limiti del campo magnetico. Se io do tensione ai due elettrodi, ipotizziamo inizialmente a sinistra + e a desta -, e immaginiamo un protone che inizia a correre verso il meno, quindi da sinistra verso destra, appena il protone si trova all'interno del tubo inverto la fase, quindi il protone quando esce dal tubo si trova respinto dal + e attratto dal - dell'altro tubo, e questo ciclo va avanti fino a quando il protone ha raggiunto una velocità che non permette più ai magneti di deviarne la traettoria per via dell'eccessiva energia che ha acquisito il protone. Ora per fare il modo che le tensione cambi di polarità quando è il momento giusto si potrebbe fare un circuito che varia la frequenza tenendo conto del tempo che impiega ogni volta il protone ad arrivare in un tubo, tempo che via via è sempe inferiore, per cui la frequenza dovrà aumentare fino a stabilizzarsi quando si ha raggiunto la velocità massima che si riesce a sostenere.

    ecco una banale rappresentazione, i punti rossi sono magneti, quelli neri elettrodi.
    Immagini Allegate

  11. #136
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    Avevo già fatto il progetto di quella cosa li.

    http://www.gencodex.com/ciclotrone.zip


    richiede java che è scaricabile dal sito ufficiale.
    Java SE Downloads - Sun Developer Network (SDN)


    La tensione di 1800 volt è bastevole, ma l'elettromagnete deve avere una massa ferrosa di 6 tonnellate se si usa idrogeno-litio; e 11 tonnellate si usa elio-berillio.

    Un elettromagnete cosi massiccio dovrebbe essere posizionato in un luogo dove sotto non ci sono cantine o altri piani, altrimenti si rompe il pavimento e si va a finire là sotto.


    Tuttavia non è impossibile: acquistando un centinaio di lamiere di ferro quadrate spesse 4 mm col lato di 2 metri, segando opportunemente al fine di creare un elettromagnete....
    Si !
    Segare lamiere per 2 o 3 mesi, è possibile !
    Ultima modifica di uforobot; 19-06-2010 a 16:23

  12. #137
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    UFO quello che ho proposto non è un CICLOTRONE, ma un SINCROCICLOTRONE, funziona più o meno allo stesso modo ma è differente nel pilotaggio. Ad ogni modo il ciclotrone se non fosse per l'enorme magnete di cui necessita sarebbe pure fattibile.

  13. #138
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    Ecco ufo, se mi presti un attimo 12000 dollari prendiamo il magnete per il tuo ciclotrone : Walker HF-12H Research Lab Electromagnet STEAL!! - eBay (item 270374662971 end time Jul-08-10 22:23:22 PDT)

  14. #139
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    Forse esiste un rotamaio che possiede il nucleo di un trasformatore trifase bruciato, è noto che il nucleo di un trasformatore trifase è composto da 3 colonne verticali.

    Se Ipotesi l'avesse, basterebbe:
    1. rimuovere gli avvolgimenti bruciati
    2. segare un canale orizzontale nella colonna centrale
    3. riavvolgere 2 nuovi avvolgimenti ma solo sulla colonna centrale

    e voilà l'elettromagnete c'è.

  15. #140
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    ma secondo te, vuoi trovare dal rottamaio un trasformatore con avvolti 200 chili di rame e del peso di almeno altri 180 chili di ferro? lo tengono li per aspettare te che lo compri? ufo, il ferro e il rame si riciclano....... poi siccome trasformatori cosi grossi li usiamo tutti i giorni sarà facilissimo trovarlo dal rottamaio....
    Ultima modifica di tecnonick; 20-06-2010 a 17:44

  16. #141
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    L'unica strada che si può tentare è quella di produrre scariche da 2MV utilizzando più trasformatori in serie, praticamente se si utilizzasse l'elevatore dei televisori sovralimentato, già di suo produrrebbe una scarica da 100KV, ne metti 20 in serie e teoricamente ai due estremi quando do un impulso ho un picco di differenza di 2MV. Il fatto che uno solo possa tirare anche più di 100KV l'ho già potuto verificare con uno che ho qui (scariche in aria lunghe oltre 6cm = 120KV) e tra l'altro non include l'elevatore diodo condensatore per cui si tratta proprio di un impulso puro che esce dall'avvolgimento secondario. Adesso me ne arrivano 4, metto i secondari in serie e vediamo che accade. Però in questo caso il fronte di salita dell'impulso non è rapidissimo, infatti dipende dall'induttanza del secondario, che purtroppo in questi trasformatori è molto elevata per via delle numerosissime spire avolte. L'ideale sarebbe convogliare la tensione di ogni trasformatore su di un consensatore, fare degli spark-gap che mettono in serie i vari condensatori non appena la tensione supera un certo valore, ed ecco che ho un impulso con fronte di salita immediato.

  17. #142
    Seguace
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    OggettoVolanteIdentificato mi ha fatto notare che la scarica potrebbe cadere sui primari.

    Lui sostiene in pratica che succederebbe questo.
    .
    .


    Potrebbe avere ragione.
    Allora io penso che si potrebbero fare i seguenti accorgimenti:
    1. eliminare il nucleo ferroso e sostituirlo con semplice aria oppure olio
    2. aumentare la distanza tra primario e secondario, fa niente se diminuisce un pò il rendimento
    3. collocare i trasformatori in modo tale da formare un cerchio; il cerchio serve per fare in modo che la distanza minore sta proprio li dove noi vogliamo che scocchi l'arco



    più o meno un cerchio fatto cosi (ne ho disegnati 3 anzichè 20 per mancanza di spazio)

  18. #143
    Nabla
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    Quote Originariamente inviata da uforobot Visualizza il messaggio
    eliminare il nucleo ferroso e sostituirlo con semplice aria oppure olio; aumentare la distanza tra primario e secondario, fa niente se diminuisce un po' il rendimento
    Uforobot,
    secondo me il tuo un po' si rivelerà, all'atto pratico, in un po' tantissimo. Se io dico "flusso concatenato", a te non viene in mente nulla?

  19. #144
    Pietra Miliare
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    Ciao forse questo programmino ti può essere utile...
    http://www.francocesari.it/radio/download/inductor.zip
    serve a calcolare l'induttanza di avvolgimenti in aria....

  20. #145
    Nabla
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    Quote Originariamente inviata da GabriChan Visualizza il messaggio
    calcolare l'induttanza di avvolgimenti in aria
    Sì, ma lui avrà i problemi maggiori nel calcolo della mutua induttanza.

  21. #146
    Seguace
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    Si, mi ero dimenticato del fatto che il primario poteva essere attaccato dall'alta tensione. Bè non ci rimane altro che fare un generatore di marx, con i trasformatori che ho preso tiro su semionde positive da 0 a 250kV, le convoglio nei condensatori (che sarà un impresa farli) e poi i 10 spark-gap fissati a 200kv e agli estremi nel momento in cui chiudono mi trovo un bell'impulso da 2MV. Per accoppiare i condensatori non userò resistenze ma induttanze, in teoria dovrebbe funzionare.

  22. #147
    Seguace
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    La stanchezza alle volte non fa ragionare bene... non è fattibile neanche ottenere 250kv con i trasformatori tv in serie, perchè i poli del secondario sono vicini 8-9mm a quelli del primari, ed inoltre essendoci un diodo in serie al secondario non si può sovralimentarli perchè si rischia di superare la tensione di lavoro del diodo, mannaggia. Io avevo 4 stupende bobine che alimentate a 30 volt mi tiravano 80kv l'una, le ho buttate

    Bè, questi che ho adesso leggermente sovralimentati pare reggono bene, non avendo il duplicatore interno tirano non oltre i 20KV, quindi per arrivare a 2MV servirebbe un marx da 100 elementi ovvero 200 induttanze e 100 consensatori artigianali, ufo hai voglia di farli ?

    scherzi aparte, servirebbe un trasformatore che tiri almeno 100kV in uscita, e poi con 20 elementi marx si arriva a impulsi di 2MV.

  23. #148
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    Ohi ohi, ragazzi guardate che un acceleratore di particelle non è che lo si costuisce cosi' dal nulla eh?
    Oddio in laboratorio, specie i piccoli acceleratori lineari, sono fattibili, ma nulla è semplice nella vita, neanche le banalità.
    Comunque dovreste partire dal valutare intanto le energie di cui avete bisogno. Costruire qualcosa che renda 100Kev o 1 Mev significa far crescere esponenzialmente costi e difficoltà.
    Poi la focalizzazione del fascio in un acceleratore lineare risulta "semplice" (ma di semplice non c'e' nulla) rispetto ad un acceleratore di tipo sincrotrone e similare (traiettoria circolare o spiraliforme). Infatti la focalizzazione NON serve solo a dirigere il fascio sul bersaglio ma serve a collimare e tenere insieme il fascio anche dentro l'acceleratore. Mi spiego meglio. Cariche uguali si respingono, per questo motivo un gruppo di protoni accelerati lungo una retta tenderanno ad allontanarsi allargando il fascio. Questo fa si che il rischio di vedere urtare le particelle contro le pareti è concreto. Ancora, fra accelerare elettroni e protoni c'e' un abisso di differenza per motivi di massa. Vi serve anche del vuoto spinto se volete avere un fascio, all'arrivo sul bersaglio, che non sia formato da un paio di particelle sopravvissute all'impatto contro l'aria. In particolare se vi servono protoni. Questo intervento è davvero riduttivo ragazzi però spero di avervi spiegato alcune (davvero poche) delle problematiche. Altre sono ad esempio la curvatura del fascio, l'allineamento dei magneti, la sincronizzazione delle piastre acceleratrici con il fascio, la schermatura dell'apparato, la calibrazione ecc....

  24. #149
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    Tornando a noi, chiedo agli esperti se potrebbe aver senso fare un qualcosa di simile al SINCROCICLOTRONE, ovvero immaginiamo un tubo vuoto disposto a cerchio e chiuso, all'interno ho il vuoto, alle estremità ho i sue elettrodi cilindrici vuoti(quindi percorribili dalle particelle), e poi lungo tutto il tubo ho dei magneti potenti con cui curvo la traettoria delle particelle per mantenerla il più circolare possibile entro i limiti del campo magnetico.
    No con i magneti ti incasini nel senso che l'allineamento è critico e diventa sempre piu' critico all'aumentare della velocità del fascio. Si potrebbe provare a fare, se le energie che vi servono ci rientrano, un acceleratore di tipo Ciclotrone, dove le cose sono piu' facilotte. Per capirci...



    Fonte: http://www.physics.rutgers.edu/cyclo..._of_oper.shtml

  25. #150
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    Ciao Hellblow, ottimo intervento il tuo, anche se eravamo già al corrente di questi problemi, ma se mai riusciremo a mettere in piedi qualcosa di "semplice" piano piano vedremo di risolvere tutto, non tanto per il vuoto che è fattibile (ho le pompe che servono) ma più per la focalizzazione, e anche per l'urto delle particelle sul tubo, inevitabile vista la stessa polarità. Però mi chiedevo questo, 70 anni fà l'acceleratore non era ne focalizzato e ne con altri accorgimenti, eppure riuscivano a fare trasmutazione di elementi, utilizzando però alta tensione. Vorrei replicare un lineare di 70 anni fà, ma di dimensioni non troppo esagerate. Il ciclotrone necessita di un magnete enorme per riuscire a far stare in orbita le particelle, perchè altrimenti queste dopo 3 giri si allargano verso le pareti del ciclotrone e non combinano niente, certo questo detto a grandi linee e per quanto ne so io, poi non so se per arrivare ad un energia di "solo" 2Mev basta un campo magnetico di potenza inferiore rispetto a quello generato dal mastodontico elettromegnete che si vede nei ciclotroni in rete...


 

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