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  1. #1
    Seguace
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    Predefinito Trasmutare il bismuto in polonio e poi usare seebeck

    Il polonio, se viene termicamente isolato dall'ambiente, può raggiungere rapidamente temperature di circa 500 °C, e sviluppare circa 140 watt/g in energia termica, per una durata di circa 140 giorni.
    Quindi un solo grammo di polonio può produrre 140 watt*140 giorni.
    cioè 12096000 joule, cioè 3,36 kwh.
    Però i diodi seebeck hanno un rendimento di circa il 7% e allora quel 3,36 va diviso per 100 e moltiplicato per 7, che fa 0,2 Kwh.

    Se invece avessimo 1 kg di polonio, allora otterremmo (0,2*1000) cioè 200 kwh direttamente in potenza elettrica utile sotto forma di elettricità.

    Per trasmutare il busmuto in polonio occorre una fonte di neutroni che non possiamo fare mescolando polvere di polonio con polvere di berillio perchè non abbiamo il polonio.

    L'unica via di uscita è fare un generatore di neutroni artificiale come indicato nel mio avatar.

    Non c'è dubbio che il polonio possiede eccesso di calore perchè basta isolarlo termicamente per un paio di minuti e poi toccarlo.
    Toccandolo ci si scotta le mani e sulla pelle bruciata dobbiamo mettere della pomata apposita.

    Questo fatto di bruciare la pelle delle mani è (secondo me) un valido sistema economico per rilevare eventuali eccessi di calore.

    Il bismuto è facilmente reperibile e costa pressapoco come il piombo, invece il polonio è introvabile e costa una marea di soldi.

    C'è qualcuno che ha delle obiezioni da fare su queste cose che ho scritto ?

  2. #2
    Seguace
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    ma se non si riesce a costruire sto benedetto generatore di tensione idoneo, come si fa a far trasmutare un materiale? ufo, lo vedi che nell'altro post non abbiamo alcuna dritta come si deve? ho fatto 3 milioni di prove, senza trovare alcun compromesso decente, ho fatto molte ricerche, gli acceleratori che ci sono in giro lavorano con valvoloni tipo klystron o thyratron, il primo ha 2 tipologie: una è quella in cui il klystron stesso alimentato ad una certa tensione fornisce in uscita una certa tensione con una determinata frequenza(oscilla per i fatti suoi e genera le onde necessarie al funzionamento dell'acceleratore, quindi come fosse un magnetron), la seconda è quando funge da amplificatore, quindi metti una certa tensione e la moduli con un un segnale di piccola intensità(piccola si fa per dire, perchè alla fine non è poi cosi piccola...), poi c'è il thyratron, questo che fa? come fosse un SCR, ma con la differenza che può commutare carichi in alta tensione, e quindi è utile quando si ha bisogno di impulsi di breve durata ad alta tensione e corrente(infatti in un esempio che ho postato nell'altro post veniva utilizzato proprio in questo modo). Il problema dove sta: sia l'uno che l'altro per lavorare a certe tensioni e frequenze devono avere determinate caratteristiche, le quali si fanno pagare moooolto care, infatti hanno dei prezzi che per noi piccoli sperimentatori sono proprio fuori mercato! insomma, realizzare un acceleratore, e senza la pretesa di ottenere un buon rendimento, a conti fatti pare quasi impossibile.

    Purtroppo se nessuno è stato in grado di darci delle dritte realmente valide, forse è perchè in primo luogo ci tengono alla nostra vita, un pò ci schifano perchè siamo piuttosto incompetenti, e poi perchè probabilmente già sanno che è un'impresa complicata, e che forse a conti fatti, per rendere quel metallo idoneo a produrre calore da sè, serve più energia di quella che ti può rendere.

  3. #3
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    Quote Originariamente inviata da uforobot Visualizza il messaggio

    C'è qualcuno che ha delle obiezioni da fare su queste cose che ho scritto ?
    si
    che intendi per "possiede un eccesso di calore" fisicamente parlando?

    ciao

  4. #4
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    che la sua temperatura è maggiore di quella dell'ambiente.

  5. #5
    Nabla
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    Se l'energia ottenuta è minore di quella necessaria per l'attivazione del Bi, allora penso che questo dispositivo avrà utilità limitata.
    D'altra parte, quello che proproni tu non è altro che il generatore termoelettrico a radioisotopi di 210-Po (costruito dagli USA nel 1958).

  6. #6
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    Quote Originariamente inviata da Nabla Visualizza il messaggio
    è minore.
    Perchè dici che è minore ?

    Che metodo avevano usato nel 1958 per produrre neutroni ?

    Ci sono tanti metodi per produrre neutroni...
    1) usare una banale centrale nucleare a fissione
    2) usare polvere di berillio mescolata con polvere di polonio o radio
    3) usare un acceleratore di particelle lungo 50 km
    4) usare un condensatore come indicato nel mio avatar

    Che metodo avevano usato nel 1958 ?

  7. #7
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    Quote Originariamente inviata da uforobot Visualizza il messaggio
    Quindi un solo grammo di polonio può produrre 140 watt*140 giorni.
    cioè 12096000 joule, cioè 3,36 kwh.
    140W*24[h]*140[giorni]=470,4 kWh.
    L'energia di 3,36kWh è quella generata da un grammo di Po in un solo giorno e non in 140.
    Impianto: parzialmente integrato da 2,94kWp
    Pannelli: 14 Sharp ND-210E1F in singola stringa.
    Azimut: . Tilt: 26°
    Inverter: Aurora PVI 3.0 out configurato a singolo ingresso

  8. #8
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    x uforobot
    leggi un po' qui:
    Polonio - Wikipedia

    forse capisci perchè il polonio si riscalda

    ciao

  9. #9
    Nabla
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    Quote Originariamente inviata da uforobot Visualizza il messaggio
    Perché dici che è minore?
    Non dico che sia minore. Ho solo espresso un dubbio...
    Quote Originariamente inviata da uforobot Visualizza il messaggio
    Che metodo avevano usato nel 1958 per produrre neutroni ?
    Questo non lo so.



    Vorrei anche contestare il metodo col quale si è calcolata l'energia liberata dal decadimento del 210-Po.
    Il 210-Po decade alfa in 206-Pb, con un solo "passaggio". Ciò ci permette di esprimere il tasso di decadimenti al tempo t con la semplice equazione:
    R(t) = lambda*N0*exp(-lambda*t)
    dove:
    N0 è il n° di nuclei radioattivi all'istante di tempo iniziale t=0;
    lambda è la costante di decadimento.
    Inoltre, si dimostra che l'emivita è in relazione con lambda:
    emivita = t_1/2 = ln(2)/lambda .
    L'emivita del 210-Po è 138 giorni = 12*10^6 s (circa).
    Da cui si ricava che
    lambda = 5,776*10(-8) 1/s .
    La potenza erogata dal decadimento è proporzionale al tasso di decadimento ovvero è esponenzialmente decrescente (si veda, appunto, l'equazione sopra). Non è costante come invece Uforobot e Atomax hanno ipotizzato nei loro calcoli. Cioè, i 140 W ipotizzati calano in modo esponenziale man mano che passa il tempo! Di conseguenza, anche l'energia non può che decrescere nel tempo.

    Infine, ricordo che il 210-Po è estremamente tossico!
    Su Wikipedia in inglese trovo che esso ha un LD50 per ingestione (da parte di uomini) pari a 50 ng/kg; per inalazione: 10 ng/kg. Per confronto, il cianuro di sodio ha un LD50 per ingestione (da parte di ratti) pari a 6,4 mg/kg.
    Ne approfitto per dire che anche il berillio è tossico per inalazione. Ovviamente poi la tossicità dipende dal tempo d'esposizione, ecc. ...

  10. #10
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    Nulla vieta che il bismuto sia messo dentro un contenitore di acciaio avente un coperchio con filettatura che lo chiude ermeticamente.

    I neutroni facilmente passano attraverso l'acciaio.

    Per quanto riguarda la storia del decrescente c'è una media efficace che è quel valore li' oppure la metà.

  11. #11
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    Quote Originariamente inviata da Nabla Visualizza il messaggio
    ...come invece Uforobot e Atomax hanno ipotizzato nei loro calcoli...
    Io non ho ipotizzato nulla, non avendo una piena conoscenza a riguardo del decadimento radioattivo del Po, ho solo corretto un errore puramente matematico. Se proprio devo ipotizzare dico che quest'argomento è ai limiti della fantascienza...
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  12. #12
    Nabla
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    Atomax,
    i generatori termoelettrici a radioisotopi non sono fantascienza. Guarda qui
    Radioisotope thermoelectric generator - Wikipedia, the free encyclopedia
    e qui
    Générateur thermoélectrique à radioisotope - Wikipédia
    la pagina in francese fa chiaramente vedere come cala la potenza nel tempo. D'altro canto, un generatore a 210-Po offre molta più potenza specifica (espressa in W/kg) rispetto a un generatore a 238-Pu; tuttavia si "scarica" prima.

    Si legge che l'efficienza di conversione termica-elettrica si può incrementare (valori del 20%) impiegando celle termofotovoltaiche.

  13. #13
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    Quote Originariamente inviata da Nabla Visualizza il messaggio
    Atomax,
    i generatori termoelettrici a radioisotopi non sono fantascienza.
    Ho dato un'occhiata ai link. Devo dive che questi dispositivi mi erano del tutto sconosciuti e pensare che sono stati usati anche in diverse missioni spaziali! Vabbè, non si finisce mai di imparare...
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