Mumble
D'accordo. Anche se i watt del ragionamento erano 300.
E' proprio questo il punto.
Seguimi nel ragionamento.
La prima cella è alimentata in continuo assorbendo istante per istante 300W che rilascia alla soluzione sotto forma di calore.
La seconda cella NON è alimentata in modo da assorbire 300 W continuamente perchè
in serie alla resistenza ci sono dei condensatori che si caricano. Se analizzi le dinamiche di carica e scarica di un condensatore in un circuito RC ti accorgi che il suo massimo assorbimento lo hai solo negli istanti iniziali della fase di carica del condensatore. Man a mano che il condensatore si carica, l'assorbimento del circuito (in termini di potenza) cala, fino ad arrivare a zero quando il condensatore è completamente carico (infatti il circuito, in queste condizioni, si può considerare APERTO).
Se hai un sistema esterno che, sistematicamente, devia la corrente portandola a scaricare i condensatori sulla cella e, alternativamente, a caricare i condensatori ponendoli in serie alla rersistenza, avrai un sistema che ti automatizza la carica e la scarica di questi.
Il problema è che, volendo rendere confrontabili i due sistemi, NON puoi ragionare considerando le POTENZE elettriche assorbite, in quanto i modi di funzionamento sono completamente differenti.
Il primo sistema lavora con assorbimento di corrente continuo e costante, il secondo ha un assorbimento di tipo intermittente (assorbe quando carica i condensatori, non assorbe quando scarica i condensatori sulla soluzione).
Se proprio vuoi eseguire un confronto, seppur non correttissimo, fra i due sistemi potresti operare lavorando non con le POTENZE ma con le ENERGIE.
Potresti per esempio operare in questo modo:
Nota la capacità C dei condensatori e la tensione a cui alimenti il circuito, si sa dall'elettrotecnica, che l'energia accumulata è pari a :
E=½*C*V^2
questa è l'energia (in Joule) posseduta dal tuo condensatore carico.
Quando scarichi questo condensatore sulla cella rilasci ad essa tutta questa energia.
Se vuoi sapere la potenza che il tuo condensatore rilascia alla cella nella fase di scarica, istante per istante, devi fare un'analisi, non banale ma semplice, dell'andamento della tensione e della corrente in esso.
Per fare tale analisi puoi considerare, in prima approssimazione, la soluzione elettrolitica come un carico ohmico.
Una volta nota la resistenza ohmica R della cella, essendo già nota la capacità dei condensatori C, avrai che la tensione avrà andamento
V(t)=Vo*e^(t/RC)
i(t)=(Vo/R)*e^(t/RC)
Attraverso questa analisi sai quanto tempo dura la scarica e con che modalità l'energia cumulata nel condensatore (E=½*C*V^2) viene rilasciata alla soluzione.
Per confrontare questo comportamento con la cella dotata di solo resistore di 300 ohm, è necessario seguire questa procedura:
- calcolare l'energia che il condensatore ha rilasciato alla soluzione (E=½*C*V^2)
- dividere il valore ottenuto per i 300 W assorbiti dal resistore. In questo modo conosci il tempo, in secondi, in cui devi tenere in funzione il circuito col resistore per far si che anche la cella col solo resistore assorba la medesima energia fornita dal condensatore.
E' tutto chiaro, ma il ragionamento non regge. Non puoi confrontare due circuiti completamente differenti, con assorbimenti differenti, con modalità di funzionamento differenti.
L'unico confronto che puoi fare lo puoi fare attraverso le energie fornite alla soluzione.
Nel primo caso questa deriva da un resistore.
Nel secondo caso questa deriva da un condensatore che scarica sulla soluzione.
Facendo attenzione che entrambi i sistemi siano alimentati con la stessa energia.
Ovviamente ci sarebbero molte altre cose da aggiungere, ma occorre prima capirci sull'approccio.
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