Per begonzo
Non me la sono certo presa, piuttosto ti ringrazio perchè ho potuto fare una precisazione su un punto importante.
ciao
Per begonzo
Non me la sono certo presa, piuttosto ti ringrazio perchè ho potuto fare una precisazione su un punto importante.
ciao
Per Camillo:
Intanto complimenti per il modo che hai di esporre la materia: c'è molta passione e sono molto curiosi per gli aneddoti che colleghi agli argomenti... ... il CICAP poi... Mi pare che non corra buon sangue tra voi ...
Dopo la lisciata di pelo, vado di "rasoio in contropelo", ossia precisazioni.
Volevo ricordarti che nel reticolo FCC ci sono siti interstiziali di tipo tetraedrico (8 per cella) e ottaedrico (4 per cella). Ricordando che il reticolo FCC ha 4 atomi, il rapporto H:Ni con i siti tutti occupati tetraedrici è di 2:1, mentre con quello ottaedrico è di 1:1.Negli ultimi anni si parla addirittura di deuterio/palladio = 1
Inoltre dati i raggi atomici (covalenti) del nickel e dell'idrogeno si ricava che sono in rapporto pari a 0.298. Questo vuol dire che si posizioneranno preferenzialemente come atomi interstiziali tetraedrici. Unendo i due concetti mi viene facile dedurre che si può caricare il Nickel veramente tanto...
Questa affermazione è un po' oscura (come un po' tutto il resto di quel passaggio). Ti stai riferendo al moto di un pacchetto d'onda del tipo particella delocalizzata in movimento (eq. di Schrodinger)?Il risultato sembra essere tale per cui la quantità di moto vibrazionale tende a stare su delle linee rette prestabilite.
Ad ognimodo visto che mi sto appassionando a questo argomento vorrei chiederti dei consigli su come iniziare a fare qualcosa di concreto (da scienziato dilettate, si intende). Mi piacerebbe provare a fare il salto dalla teoria alla pratica.
Cordialità
Non il meccanismo ma il mezzo : acqua e la sua memoria programmabile .Prova a immaginare per un attimo (diciamo 10 alla meno 3 secondi), che quello che ho scritto sia vero, qual è il meccanismo che ha fatto cambiare il comportamento di alcune piante, usando solo mente ed emozioni?
Per mannadillo
può essere la memoria dell'acqua, tieni presente che l'acqua era in comune, se per esempio uno metteva una goccia di fertilizzante da una parte sarebbe transitata anche dall'altra.
ciao
Grazie per apprezzamento.
Hai ragione per quel che riguarda il pezzo confuso della teoria mi riferivo proprio al'l'equazione di Schrodinger.
Avrei certamente potuto parlare di direzioni preferenziali dei protoni intesi come palline. Ma volevo insistere sul concetto che, come ben sai, i protoni esistono come onda. Penso che di Schrodinger si sia rigirato nella tomba.
Per il resto riguardante l'adsorbimento, mi rendo conto che ne sai cento volte più di me sulla cristallografia. O.K per quello che hai detto.
Mi chiedi come darti un'idea... Penso che potrebbe andarti bene qualche foto del lavoro che ho fatto io, sai devo togliere la polvere e fotografare quello che rimane. Spero di riuscire a capire come si fa a spedirle. dammi un po' di tempo. Ciao![]()
Load Camillo teorizzazione- press return......
Ferie?.....
Ciao
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Stirling
Ciao QED.
Provo ad inviarti foto dell'apparato casalingo costruito per verificare l'esperimento Piantelli.
L'ho realizzato in collaborazione con mio nipote molti anni fa.
Una sbarretta di nichel è riscaldata in atmosfera rarefatta di idrogeno (0,3 atm); la temperatura misurata all'interno della sbarretta di nichel veniva pilotata da 100° a 400°. Ritornando poi a 100° si notava una variazione di pressione. Poiché la pressione diminuiva si poteva dedurre quanto idrogeno era stato adsorbito.
Ogni ciclo si concludeva sempre a 100°, ad ogni ciclo la pressione residua calava, insomma un po' di idrogeno rimaneva intrappolato entro il nichel.
Dopo moltissimi cicli, il fenomeno cessava e non era più possibile far adsorbire nuovo idrogeno.
Piantelli aveva osservato che nel suo esperimento a questo punto si generavano picchi improvvisi di calore, la temperatura della sbarretta di nichel balzava a 500° o più In genere questo capitava nelle fasi discendenti. In altre parole quando la resistenza era spenta e la temperatura scendeva da 400° a 100°.
Io non ho mai visto il fenomeno, e credo nessuno sia riuscito a vederlo.
Poiché Piantelli avvisava che la sbarretta aveva in precedenza subito un trattamento di "deuterizzazione" senza specificarne il significato, attribuii a questa mancanza l'insuccesso.
Ora credo che occorra eseguire prima un processo elettrolitico di caricamento, e forse qualcos'altro.
Secondo me occorre cercare di capire meglio questo punto, bisogna capire quali sono le strategie per avere il massimo adsorbimento elettrolitico.
Di questo magari ne riparliamo.
Ultima modifica di Camillo; 29-03-2010 a 17:04
La teorizzaione è finita, ora vedo se riesco ad organizzare qualcosa di pratico.
Per quanto riguarda i file di tesla Ho deciso di limitare l'informazione al solo approccio iniziale, questa parte è di dominio pubblico.
Ciao
provo a inviarti questa parte del discorso su Tesla e &
Dimmi se sapevi già tutto.
Fin qui non c'è niente di pericoloso quindi il file può rimanere.
X Camillo
Mi ero illuso di sentire qualcosa sulle stringhe...
Comunque sia ben venga un bel ragionamento sui parametri dell'esperimento...
Grazie per i file...manca la descrizione del teleforce...
Ultima modifica di SGF; 29-03-2010 a 23:25
Ciao
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Stirling
X camillo
Complimenti per l'apparecchiatura: sembra pensata accuratamente. Varrebbe la pena che scrivessi anche come sono stati realizzati i passanti elettrici, visto che c'è interesse al riguardo nel forum. E' quasi un peccato che non ci siano stati buoni risultati.
Per il caricamento di idrogeno per via elettrolitica sono un po' scettico, sarà perchè io non ho esperienza in questo campo. Hai mai fatto qualche esperienza tu al riguardo?
Cordialità
Per via elettrolitica ho fatto poco.
Ho lavorato un po' per fare "l'argento colloidale ionico" di cui trovi ampia letteratura.
Siccome occorre acqua bidistillata ho allestito un apparato distillatore.
Nella foto si vede anche l'elettrolisi fatta con due sbarrette di argento 999% di purezza.
Ho fatto un piccolo circuitino per controllare la corrente circa 5-10 mA .
A proposito dell'apparecchiatura elettronica che ti è parsa complessa, in realtà c'è tanto fumo e poco arrosto. Oggi con pochi euro si acquista un scheda apposita senza tanta fatica.
Piuttosto ti riporto questo messaggio:
ALCUNE ESPERIENZE SULL' OCCLUSIONE DELL'IDROGENO NEL NICHEL
Nota DEL PROF. MANFREDO BELLATI E DEL DOTT. S. LUSSANA.
Immergendo nell'acqua un cubetto di nichel, il quale per circa dodici ore era servito da elettrodo negativo in un voltometro ad acqua, il Raoult osservò che, a poco a poco si svolgeva dell’idrogeno in tale quantità, che dopo due o tre giorni arrivava almeno a 165 volte il volume del nichel.
Lo stesso cubetto gli potè servire anche per ulteriori esperienze, assorbendo sempre quantità considerevoli, e forse ancora maggiori, d’idrogeno; ma dopo 5 operazioni consecutive, il nichel andò in polvere.
Analizzato il metallo, il Raoult si accertò che questo sviluppo d'idrogeno non si poteva attribuire a cause secondarie…
Quando l'ho letto ho pensato a quanto gas idrogeno viene rilasciato e ho voluto vedere praticamente se era vero. Ho provanto a caricare due sbarrette differenti di nichel e poi le ho fatte riposare per giorni con una provetta piena d'acqua rovesciata tipo esperimento di Torricelli.
Io NON ho notato particolare fuoriuscita di gas.
Allego foto.
Mi chiedo se il "degasatore" ad acqua può funzionare come strumento di misura del gas idrogeno adsorbito.
Se funzionasse avremmo in mano un modo semplice per trovare le condizioni di massima carica del nichel.
Invio anche un file sulla teoria dell'adsorbimento.
Ciao
Scusate se mi intrometto in questa fervida discussione ma volevo apportare una mia conoscenza. Penso che quanto sopra riportato coincida con la frase che ho scritto nell'altra discussione.Piantelli aveva osservato che nel suo esperimento a questo punto si generavano picchi improvvisi di calore, la temperatura della sbarretta di nichel balzava a 500° o più In genere questo capitava nelle fasi discendenti. In altre parole quando la resistenza era spenta e la temperatura scendeva da 400° a 100°.
Ovvero quando il nichel non contiene abbondanza di nanostrutture (e penso che all'epoca NON le avevate) gli eccessi sono inconstanti, rari e "post mortem".
Appunto quello che tu riferisci.
Uno dei punti cardini, mi sembra confermato, è avere abbondanti nanoparticelle.
Buona continuazione.
Roy
Fukushima: "In breve nessuno vuole paralizzare l'economia e tutti preferiscono stimolare l'oncologia"
-
Essere realisti e fare l'impossibile - http://www.progettomeg.it
x eroyka
Si è proprio così per quello che ne ho capito io.
Sembra proprio un evento casuale. Quindi aumentando le probabilità con le nano...
ciao
Ho fatto un altro po' di tentativi di adsorbimento elettrolitico per ore. Poi ho visto che mettendo in acqua il nichel per giorni il rilascio del gas rimane modestissimo.
Già nel primo esperimento Piantelli avevo il dubbio che la porosità del nichel fosse molto importante, mentre io ero inizialmente preoccupato della purezza (usavo nichel elettrolitico).
Ora credo di essere certo che bisogna o usare:
1) nanopolveri (sono velenose per inalazione e pericolose per contatto)
2) o nichel raney (ultrapericoloso con schede di avvertimento da far venire i brividi)
3) o usare strati sotilissimi di nichel avvolti a mo di sigaro, bisognerà passarli nel laminatoio raddoppiati, poi ancora e ancora trovare il limite di sottigliezza.
Poi con procedimenti elettrolitici cercare di creare delle fessurazioni ultramicroscopiche. E' probabile che lunghe elettrolisi con soluzioni contenenti carbonati riescano a creare dei "fiordi microscopici" nel nichel rendendolo poroso.
Invio allegato sorprendente, già nel 2008 si parlava di un reattore utilizzante il nichel raney e idrogeno con catalizzatori in grado di produrre grandi quantità di kWh.
Ho la senzazione che i dati stiano convergendo e diano sempre più alta la probabilità che forse sì... è "molto" probabile che ci siamo con la fusione fredda industriale!!!
Ciao a tutti![]()
Ultima modifica di Camillo; 02-04-2010 a 14:26
Ciao Camillo,
anche se la teoria di Mills è totalmente diversa da quella di Focardi e Piantelli, ci sono in effetti molti aspetti in comune.
Solo se sarà dato il giusto spazio d'indagine su questi nuovi aspetti scientifici sapremo quale sarà la giusta interpretazione.
Per ora, per conseguire tali obiettivi, va bene tutto. Anche che si continui lo sviluppo 'alla cieca' e per tentativi, pur di produrre qualcosa di talmente evidente da non poter essere più snobbato.
Un po' di materiale su Mills:
Teoria:
http://www.blacklightpower.com/papers/WFC052708webS.pdf
Brevetti:
Hydrogen-Catalyst Reactor - Patent application - power source and hydride reactor is provided comprising a reaction cell for the catalysis of atomic hydrogen to form novel
(WO/2008/134451) HYDROGEN-CATALYST REACTOR
In generale, sugli idruri:
http://elibrary.ru/keyword_items.asp?keywordid=5394
ma quello più interessante sarebbe:
"B. Baranowski, SM Filipek, 45 Years of nickel hydride-history and perspectives - Journal of Alloys & Compounds - 2005"
"Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Max Planck
www.overunity.it - <Fusione Fredda> - <Wiki:FF> - <L'idea comune>
non ho ancora visto i risultati della scansione della polvere che ho spedito a mgb2, abbiamo novità?
Ho dato uno sguardo veloce, ho visto una grandissima quantità di pagine di descrizione.
Ora se per il brevetto la cosa va bene, in quanto ti devi coprire il più possibile, per articoli teorici, in cui la teoria sostanzialmente non c'è, quando ci si dilunga troppo in genere vuol dire che non si hanno le idee chiare. (anche se non è sempre vero a volte la complessità rende necessaria la lungaggine).
Dal mio punto di vista guardo se chi scrive sta tentando una applicazione industriale.
Per me è assodato che se riusciamo a caricare enormemente il nichel con l'idrogeno e aggiungiamo opportuni accorgimenti e catalizzatori ci ritroviamo un mucchio di calore inaspettato.
Il passo sucessivo però potrebbe invalidare il tutto:
il nichel caricato per quanto produce?
Si avvelena nel tempo?
Una volta caricato con idrogeno, se dobbiamo rinnovare l'idrogeno per rivitalizzarlo quanta energia spendiamo per degasarlo o magari riprocessarlo in nanoparticelle o nichel raney?
A mio parere siamo in questa fase; probabilmente molti stanno lavorandoci sopra, visto che gli interessi in gioco sono altissimi. Io credo che però il tutto venga tenuto nascosto per non trovarsi contro la "casta scientifica baronale"
Quindi io segnalerei soprattutto i file in cui si parla di tentativi di ingegnerizzazione. Oppure metodi pratici per aumentare l'adsorbimento.
Ciao![]()
Non vorrei sbagliare
ma questa storia mi ricorda la questione dell'idrogeno monoatomico H1
che quando si ricombina in idrogeno molecolare H2 sprigiona un'enorme quantità di calore!
L'hydrino dovrebbe essere la stessa cosa.
Probabilmente il Nickel in certe condizioni catalizza la formazione dell'idrogeno monoatomico, con poca spesa di energia
e poi avviene la reazione inversa.
So quasi per certo che molti ambienti lavorano su questo , più o meno segretamente.
Certo è una possibilità.
Ma penso che sia stata vagliata anche da chi investe un sacco di soldi. Poi ci sono i composti di trasmutazione da considerare, che compaiono qua e là. Per un gruppo di ricerca che non li ha trovati ne esistono molti altri che li hanno trovati.
La FF è misteriosa, ripeto quanto ho detto nella teoria12, per me siamo di fronte ad una "nuova categoria di fenomeni" che inducono a pensare ad una nuova chimica.
Il libro di Roberto Germano Fusione Fredda ... alchimia, mi ispira l'idea che storicamente siamo passati dalla Alchimia alla chimica; ebbene forse saremo costretti a fare il percorso inverso dalla chimica all'alchimia.
Non scherzo del tutto, se uno vedesse quanta rivoluzione mentale sta entrando con la quantistica avrebbe sicuramente molto meno certezze da difendere.
ciao
L'adsorbimento dell'idrogeno è tanto maggiore quanto più ampia è la superficie del nichel a contatto dell'idrogeno. La chiamerò "AREA ATTIVA".
Mi è sembrato giusto avere almeno un'idea approssimativa di come essa varia al variare della granulometria della polvere di nichel.
Ho fatto un programmino con Excel che allego.
Spero di non aver commesso errori, comunque sono certo che avrete la bontà di segnalarmeli.
Il programmino calcola "l'area attiva" al variare delle dimensioni del granello. Il granello è immaginato cubico, si deve immettere il valore dello spigolo in nanometri nm (ho scritto lato invece che spigolo... licenza poetica).
Il riferimento di base è dato dal nichel raney (il cui valore medio è 100 m2 per un grammo.)
Do qualche valore:
Particelle di diametro (spigolo) 100 nm danno area attiva= 60 m2
Particelle di diametro 1000 nm danno area attiva= 1 m2
Particelle di diametro 10.000 nm danno area attiva= 0,.. m2
Ciao
Ultima modifica di Camillo; 04-04-2010 a 14:43
Si vorrebbe prendere energia facendo cadere (e poi rotolare) un masso giù dalla montagna.
Generalmente la stupidità del cervello umano è l'ostinazione e non volere capire che conviene tentare di spingere un masso poco stabile (in bilico) anzichè tentare di fare rotolare un masso stabile.
Se si vorrebbe trasmutare un elemento stabile; l'energia necessaria che occorrerebbe per avviare la trasmutazione sarebbe enorme, ci vorrebbe un acceleratore di particelle e l'energia spesa sarebbe maggiore di quella che ottengo.
Generalmente la stupidità del cervello umano è l'ostinazione e non volere capire che conviene tentare di trasmutare un elemento poco stabile, (cioè non stabile, cioè leggermente radioattivo).
L'elemento più abbondante e contemporaneamente poco stabile, è il potassio 40.
Anche il tecnezio ha un nucleo poco stabile, però è rarissimo.
Il potassio 40 è contenuto nel potassio normale nella misura di 0,01 per cento, quantità sufficiente per osservare reazioni nucleari.
Non c'è bisogno di estrarre il potassio 40 dal potassio normale, già quello normale va bene perchè contiene quel 0,01 per cento.
Invece il nichel è stabile, e per trasmutarlo occorrono energie enormi, quelle di un acceleratore di particelle (tanto per intenderci).
Non avendo a disposizione un acceleratore di particelle, conviene lasciare perdere il nichel per guardare invece altri materiali che trasmutano automaticamente senza fare niente.
Uno di questi materiali è il potassio 40.
Poi esiste anche la stupidità dei 500 gradi, cioè per idrurare il nchel devo portarlo alla temperatura di 500 gradi.
Il tungsteno è peggio: per idruralo devo portarlo ad almeno 1000 gradi.
Ma esistono dei materiali che posso essere idrurati anche a temperatura ambiente.
Uno di questi è il potassio 40.
Quindi il potassio 40 ha 2 vantaggi rispetto al nichel o tungsteno:
vantaggio 1) il suo nucleo è poco stabile ed è facile farlo decadere
vantaggio 2) idrura a temperatura ambiente
x ufo
Discorso assolutamente sensato.
Ma... è basato su ciò che sappiamo nella chimica classica.
Se io pensassi che valgono i termini della chimica conosciuta non starai dietro alla ff.
Hai mai sentito parlare del "pensiero laterale"? Sostanzialmente si dice che ci sono due tipi di invenzione:
1) quella che viene realizzata nel cogliere una sotigliezza della teoria generale, (mi sembra che sia quello che proponi);
2) e quella "ex novo" che va contro la logica fin li conosciuta; per esempio siamo abituati a pensare che un razzo debba essere spinto, ebbene il pensiero laterale consiste nell'ipotizzare che possa essere trainato!
Nel nostro caso io personalmente penso che ci sia una "chimica diversa" che non rispetta il conosciuto, lo contiene come sott'insieme ma lo supera. (Avrò i miei motivi per pensarlo)
Quindi prendo atto che si produce calore con un certo meccanismo, costatato che questo va fuori schema, non insisto nel farlo rientrare nello schema (sia o non sia ff non importa).
Piuttosto, se posso, vorrei usufruirne per produrre energia.
ciao
Ciao Camillo hai visto questo filmato?
YouTube - The SuperWave™ Fusion Process
credo he il "trucco" per caricare il nichel, palladio, ecc sia guello di dare anche una "vibrazione" alla struttura, qui nell'elettrolisi usano un' alimentazione impulsiva per sincronizzare il tutto, come credo che il calore faccia lo stesso come nellesperimento di Piantelli.... credo serva tenere conto anche di questo per ottenere qualche risultato. Ciao.