una nuova visione
Quando l'umanità passò dalla teoria geocentrica (la Terra al centro) alla teoria eliocentrica (il Sole al centro), la cosa non fu ne istantanea ne indolore, avvenne per gradi e con molte diatribe.
Il discorso che farò si presterà subito a mille polemiche e contestazioni, purtroppo i principi che verranno esposti sono "scientifici" (verificabili) solo in parte.
Intendo dire che NON posso portare esperimenti assolutamente ripetibili e verificabili, al massimo potrò piano, piano, con pazienza far vedere che, un grandissimo insieme di fenomeni emarginati dalla fisica, trovano qui una loro collocazione.
Ricordo qui i vari principi di relatività (Estratto da enciclopedia delle scienze Garzanti)
Princìpio di relatività galileiana
Principio di relatività einsteiniana
Teoria della relatività ristretta
Teoria della relatività generale
Il concetto di relatività ha subito una radicale trasformazione dai tempi di Galileo ai nostri giorni essendo fondato su principi che sono andati via, via modificandosi.
Principio di relatività galileiana. Enunciato da Galileo nel Dialogo dei massimi sistemi (1630), afferma l'assoluta identità delle leggi della meccanica dedotte sperimentalmente da due osservatori che assumano come sistemi di riferimento spaziali due sistemi inerziali (cioè il sistema solidale con le stelle fìsse o un qualunque sistema in moto traslatorio uniforme, con velocità qualsiasi, rispetto a quello delle stelle fìsse; per questi sistemi di riferimento valgono le leggi della dinamica enunciate da I. Newton e, in particolare,quella d'inerzia, da ciò il nome). Ciò implica che non esiste alcun metodo per stabilire con esperienze di meccanica quale dei due sistemi meriti la qualifica di fisso e quale quella di mobile; ne consegue inoltre che, da un punto di vista meccanico, ha solo senso parlare di moto relativo dei due sistemi, mentre non ha alcun senso ipotizzare resistenza di un sistema assolutamente fisso, giacché esso non si distinguerebbe in nulla dagli altri. Come aveva fatto notare Galileo, l'osservatore che fa esperimenti su una nave non può stabilire, solo in base agli esperimenti, se la nave è ferma o in moto uniforme. Utilizzando il formalismo matematico…
Principio di relatività einsteiniana. Assunto da A. Einstein come punto di partenza della sua teoria della relatività ristretta (1905), questo principio asserisce l'assoluta identità di tutte le leggi di natura dedotte sperimentalmente da osservatori che utilizzano sistemi di riferimento diversi, purché inerziali. Questo principio appare dunque una generalizzazione, un'estensione del principio di relatività galileiana a tutte le leggi naturali e non solo a quelle meccaniche; ne consegue che perde senso nel modo più generale il concetto di sistema di riferimento assoluto. La velocità della luce (o, più in generale, di un'onda elettromagnetica) nel vuoto è, secondo le equazioni di Maxwell, una costante fisica generale, indipendente da qualsiasi parametro (è cioè una costante naturale)', in base al principio di relatività deve pertanto avere lo stesso valore in ogni sistema di riferimento. Questa conseguenza del principio di relatività è l'elemento determinante di tutta la teoria. Il principio einsteiniano viene completato aggiungendo al principio galileiano generalizzato l'ipotesi che in natura nessun segnale (e quindi anche nessun corpo) possa muoversi a velocità superiore a quella della luce. Utilizzando il formalismo matematico…
La fisica ammette la possibilità di isolare una certa parte dello spazio entro la quale non agiscono forze esterne, questa zona viene definita "sistema isolato"
Prima delle teorie einsteiniane vediamo come veniva descritto il bilancio energetico all'interno di un "sistema isolato."
Energia (totale) = E1 + E2 + E3 +…
Dove E1 E2 E3…erano date dalle varie forme di energie, cinetica, potenziale, elastica,calore, elettromagnetica…
Con l'avvento della relatività ci si accorse che era stato trascurato un termine il cui valore energetico era di gran lunga superiore alle altre forme di energia, si trattava dell'energia di massa E=mc2
Quindi la formula andava ampliata
Energia (totale) = mc2 + E1 + E2 + E3 +…
Come era possibile che fosse stato trascurato un addendo di tale grandezza?
Semplice, l'energia espressa dalla massa era costante per il tipo di esperimenti che facevano allora. Quindi le variazioni di energia dovute ad un fenomeno analizzato risultavano esatte in quanto a ciascun termine della sottrazione era aggiunto esattamente sempre la stessa quantità.
Mi spiego con un esempio.
Se in un sistema isolato all'inizio dell'esperimento l'energia era 77 J (joule) e dopo era 50 J
Il differenziale era 77 J - 50 J = 27 J
Tenendo conto della massa l'energia aumentava supponiamo di 100.000.000 J Quindi sia il minuendo che il sottraendo sarebbero dovuto essere aumentati, la differenza risultante però non cambiava.
(77 + 100.000.000)J - (50 + 100.000.000)J = 27 J
La storia spesso si ripete soprattutto a livello simbolico.
Nella nuova fisica/magia che sto ipotizzando le cose cambiano.