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Discussione: Tentativi di teorizzazione dell'utente Camillo

  1. #201
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    Predefinito magia e scienza (e considerazioni economiche)

    Ciao a tutti.
    Sono iscritto da tempo, ma il tempo che ho per leggere è poco, per scrivere anche meno... Che volete, mi piace il mio lavoro..
    Comunque, ho seguito con interesse gli argomenti da tempo affrontati in questo lungo post da Camillo, e mi dichiaro solidale con lui per molti, probabilmente tutti i suoi punti di vista.
    Vorrei intervenire per dire la mia riguardo all'argomento degli interventi di qualche giorno fa, relativi alla relazione tra scienza e magia.
    Un po' per gioco, mi permetto di citare Arthur J. Clarke, che possiamo certamente definire lungimirante più che visionario, perlomeno per quanto riguarda i satelliti artificiali...
    "Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia".
    A parte le citazioni, vorrei rammentare che quella che oggi definiamo scienza è il risultato della selezione a scopo prevalentemente economico delle scoperte e osservazioni fatte negli ultimi secoli.
    Ci siamo lasciati alle spalle alcune esperienze pratiche che, seppure funzionanti, non hanno una spiegazione nella teoria accademica.
    Ogni teoria è la rappresentazione matematica di un evento naturale, e come ogni rappresentazione è anche approssimazione, e adattamento per renderla appetibile e comprensibile al pubblico.

    Alcuni rami della ricerca scientifica del passato sono appassiti, perchè le risorse economiche per la ricerca sono finite in altri rami,
    magari meno interessanti ma di certo più remunerativi, e spesso più controllabili da parte degli investitori.
    Il generatore omopolare di Faraday ha funzionato egregiamente per produrre corrente continua sul posto per la galvanotecnica, fino a quando è stato soppiantato da sistemi con maggiore rendimento. Ma al momento, ed è passato un secolo, nessuno ha una valida teoria per spiegare il funzionamento di questo generatore.
    Una postuma indagine più approfondita in questi rami non porterebbe certamente allo stravolgimento delle teorie esistenti.
    La teoria eliocentrica, confutando la teoria geocentrica non ha impedito che si potessero calcolare e prevedere le posizioni dei corpi celesti osservabili seguendo le vecchie teorie, semplicemente le ha rese meno approssimate.
    Galileo è stato tuttavia incarcerato ed esiliato per questa sua convinzione. Preso per pazzo ed eretico.
    Einstein, quando ha elaborato la sua famosa relatività, non ha invalidato le teorie della fisica classica, le ha sempolicemente rese meno approssimate, aggiungendo un fattore di calcolo valido solo per velocità e masse molto più elevate di quelle osservabili dai precedenti sperimentatori.

    In sintesi, è mia opinione che qualunque atteggiamento eccessivamente rigido di fronte alle novità sia deleterio quanto un atteggiamento eccessivamente fantasioso.
    Per quanto valga per me la regola che qualunque cosa l'uomo può immaginare, l'uomo può costruire, è un fatto innegabile che alcune visioni di uomini particolarmente lungimiranti si possono realizzare solo quando i tempi sono maturi, e a volte questa maturazione richiede anni o secoli.

    Per quanto concerne invece gli effetti che questa tecnologia di FF produrrà sulla società (do per scontato che funziona, perchè mi piace crederci ma anche perchè ho fatto qualche domanda in giro nell'ambiente accademico..), credo che il futuro non sia ancora stato scritto.
    Anche qui mi trovo d'accordo con Camillo, la disponibilità di energia potrebbe produrre un'età dell'oro dove finalmente nessuno dovrà essere sfruttato da altri per vivere. Ma sono anche cosciente che quell'uno per cento di sfruttatori può fare molto danno al 99 rimanente. L'ipotesi più probabile, quella del governo che decide delle imposte e delle restrizioni sulla produzione di energia, potrebbe essere il motivo per cui la gente deciderà di ribellarsi, ed appropriarsi di qualcosa che è suo di diritto.
    Temo che il primo passo, purtroppo, sarà proprio l'aumento indiscriminato del costo dei materiali necessari per la costruzione dei reattori. Le stime economiche di Rossi e Focardi si basano immagino sui costi attuali del nickel. Fortunatamente, sembra che il reattore possa funzionare anche con altri materiali, seppure con rendimenti inferiori.
    Quello che ci tengo a sottolineare, tanto per mettere la pulce nell'orecchio, è che la proprietà dell'energia attinta dal reattore è ancora sconosciuta.
    Chi può dichiararsi a proprietario? Chi può ragionevolmente dichiarare diritti di disporre dell'energia attinta?
    Nemmeno sappiamo da dove arriva, per ora..
    Ma sembra proprio arrivare dal vuoto, sembra in tutto simile all'aria che respiriamo, che nessun governo si sognerebbe mai di gravare di imposte senza rischiare di diventare concime per le rose per mano dei cittadini.

    Scusate se non risponderò prontamente alle obiezioni che spero di aver sollevato, e ringrazio anticipatamente chi le solleverà, perchè sono quello che ci aiuta a crescere e a scoprire.

  2. #202
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    Predefinito

    ciao lostdog
    Condivido pienamente quanto da te detto.
    Il tuo scritto mi incoraggia a pubblicare le mie prossime esternazioni.
    Ho chiamato la mia futura enunciazione col nome "teoria della superaffinità", sai sarà piuttosto fuori schema.
    Ciao

  3. #203
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    Predefinito

    Ma al momento, ed è passato un secolo, nessuno ha una valida teoria per spiegare il funzionamento di questo generatore.
    Il generatore unipolare di Faraday sarebbe il disco di Faraday? La teoria di funzionamento del disco è nota da quando è stato scoperto l'elettrone.

    La teoria eliocentrica, confutando la teoria geocentrica non ha impedito che si potessero calcolare e prevedere le posizioni dei corpi celesti osservabili seguendo le vecchie teorie, semplicemente le ha rese meno approssimate.
    La teoria eliocentrica ha solo proposto un cambiamento del sistema di riferimento. Dal punto di vista cinematico le due teorie sono equivalenti, il cambiamento del sistema ha semplificato le equazioni del moto, tutto qui, non si parla di approssimazione o altro. Il sistema tolemaico, con i suoi epicicli e deferenti, era solo più complicato. Le implicazioni religiose e filosofiche invece sono state devastanti, ma dal punto di vista scientifico poco avevano a che fare con la teoria in sè.

  4. #204
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    Predefinito Risposta a tersite3 nell'altro blog N° 806

    Ciao tersite3
    Ho pensato lungamente a quello che hai scritto nell'altro blog e provo a dirti la mia opinione.
    Citazione:
    Se sei un fisico saprai certamente che se si vuole presentare un lavoro ai propri colleghi bisogna fare in modo che i colleghi possano verificare e replicare il tuo esperimento.
    Se presenti una scatola chiusa, senza neanche una piccola spiegazione, non devi stupirti se ottieni solo sorrisini di circostanza.
    Se devi vendere un oggetto funzionante non devi spiegare nulla, basta che l'oggetto funzioni.
    Esempio se tu mi vuoi vendere un apparecchio radio, basta che mi provi che la radiolina funziona che mi comunichi il prezzo ed eventualmente le garanzie di durata.
    Se vuoi diffondere una tua teoria sulle onde radio tutto ciò non basta, o meglio non interessa, quel che interessa è che ci sia una teoria che consenta a chiunque di costruirsi un impianto radio.

    E' evidente che Focardi e Rossi hanno presentato un oggetto ad uso vendita. L'unico dovere che hanno è di venderlo ad un prezzo adeguato e garantire che funzioni secondo le norme di sicurezza vigenti.


    Risposta.
    Da come scrivi e dalle competenze che hai dimostrato, ho l'impressione che sei anche tu nel giro. Tengo sempre in gran cura quello che dici.
    Tuttavia, dopo averci pensato lungamente, mi sorgono alcune riflessioni.
    A mio parere personale, "esperimento scientifico" equivale ad "esperimento verificabile".
    Non è detto però che l'esperimento sia spiegabile, nè consono alle conoscenze attuali.

    Il fatto della ripetibilità fatta da altri ricercatori indipendenti è sicuramente necessaria quando si formula una teoria e l'esperimento la deve dimostrare.
    Nel nostro caso non mi pare che abbiano formulato una teoria, semplicemente hanno detto guardate quanta energia esce.
    Fanno osservare che alle attuali conoscenze la cosa sfugge, per cui non può che essere di derivazione della trasformazione della materia.
    Al di fuori dell'enorme eccesso energetico NON pretendono di dimostrare niemte altro.

    Non dovevano agire così? Sai che la pubblicazione delle esperienze fatte è stata rifiutata dalle varie riviste specializzate, perchè non supportata da adeguata teoria.
    Allora, io dico, Guglielmo Marconi ha fatto lo stesso, come ben sai contro tutte le previsioni fatte dalle equazioni di Maxwell che prevedevano che la propagazione non potesse sorpassare la curvatura della terra, ebbene Marconi vide in varie cicostanze che, se pur casualmente, a volte c'erano fenomeni "strani".
    Con una determinazione encomiabile alla fine fece l'esperimento pubblico di trasmettere dalle due parti dell'oceano.
    Se avesse dovuto pubblicare prima sulla rivista come è ora Science glielo avrebbero rifiutato, perchè privo di argomentazioni teoriche.
    Solo dopo si scoprì che c'erano le riflessini ... Quella di Marconi fu solo una dimostrazione che la cosa si potevafare contro tutto e tutti.

    Io vedo la stessa cosa qui, si dimostra che c'è un tale eccesso di calore ...al di sopra di ogni ragionevole dubbio, contro tutto e tutti. Al massimo uno potrebbe dire che il calore emesso non è sufficiente e poteva essere generato con altra tecnica o nascondendo batterie. Stupidaggini come questa delle batterie sono dette da persone inqualificabili e dimostrano un'ignoranza abissale del mondo scientifico.
    Mi vergogno solo a prenderle in considerazione.
    Concludo dicendo questo:
    Scopo dichiarato dell'esperimento era solo quello di dimostrare che c'è un enorme ed inspiegabile eccesso di calore.
    Questo eccesso è stato dimostrato punto.
    Concordo con te che tutto il resto è una questione commerciale, che lascia supporre che forse basta pericolosamente poco per carpire e ripetere l'esperimento in barba a tutti i brevetti.

    Se i colleghi Fisici fossero veramente ricercatori non prevenuti, coglierebbero la palla al balzo e andrebbero ad indagare meglio sul fenomeno.
    Vedrai che niente si muoverà se non dopo che l'industria avrà commercializzato il prodotto.
    Hai visto cosa succede nel filmato di rai 3 Nonostante la relazione incoraggiante hanno tolto la ricerca... Se poi leggi il libro di Roberto Germano ti convincerai che c'è qualcosa che non va proprio in alcuni scienziati. Personalmente ti assicuro che ho visto la loro reazione quando si cerca di accennare a FF. Se tu la vedessi non avresti dubbi.
    Sono vittime di un forte condizionamento inspiegabile per delle menti creative ed aperte.
    Ciao
    Ultima modifica di Camillo; 26-01-2011 a 20:19

  5. #205
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    Predefinito

    Vorrei ringraziare Daniele per sua gradita intervista a Rossi.
    (Vedi altro blog)
    Ventidue passi d'amore e dintorni : Verso l'energia infinita e oltre
    Nell'intervista si chiariscono alcuni punti.

    "ROSSI. Con l'Università di Bologna abbiamo fatto un contratto di ricerca che verrà esteso, per studiare le radiazioni e per ricerca e sviluppo concernente alcuni particolari."

    "Chiarimenti su chi ha guadagnato dal fallimento della ditta trasfomatrice rifiuiti-petrolio."

    A questo proposito vorrei raccontare una favola.

    Supponiamo che una conceria lavori le pelli e abbia una partita diciamo di un milione di Eu. Il cattivo di turno una notte mette qualcosa tipo " diossina" in alcune di queste pelli in lavorazione. Arriva "casualmente" l'ispezione ed il magistrato di turno, indaga. Dato che non capisce giustamente niente, chiama il tecnico per le analisi. questo trova "tracce di diossina".
    Al processo stranamente veloce, che scavalca tutte le indagini di altro tipo in corso, (che diamine! si tratta di salute pubblica, c'è la prima pagina sui giornali). Al giudicante, che nulla capisce, di chimica, matematica, fisica...interessano però le definizioni. Tutto si riduce quindi alla seguente domanda rivolta al tecnico di turno:
    "A suo giudizzio questa partita di pelli può definirsi RIFIUTO TOSSICO?"
    Il tecnico imbarazzato (ammesso che sia super parte) ... dirà "per quanto riguarda i 5 capi che ho analizzato direi di sì essi contengono diossina, però bisogna vedere come è entrata, se dal cibo, se tutti gli animali derivano dalla stessa partita.."
    Il giudicante non ha tempo da perdere con quisquiglie, ha bisogno di chiarezza, e dice "Lei può escludere che i gli altri capi siano inquinati, risponda con un sì o con un no". Insomma avrete visto certi processi no?
    Si decide per la sicurezza della salute pubblica e per l'eroismo del giudice salvatore dei poveri lavoratori. Tutta la partita è dichiarata rifiuti tossici con necessità di smaltimento "particolare" molto, molto costoso... La ditta perderà il milione dei capi di pelle che in realtà sono buoni, svariati milioni per lo smaltimento, più il pagamento delle spese processuali, più una condanna...
    Tranquilli è solo una favola.

  6. #206
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    Predefinito

    Quote Originariamente inviata da Camillo Visualizza il messaggio
    Tranquilli è solo una favola.[/COLOR]
    Da quel che si è visto in occasione dello smaltimento di materiali veri o presunti pericolosi non si tratta affatto di una favola.
    Si potrebbe addirittura continuare la storia con le pelli che vengono spedite a carissimo prezzo ad una ditta specializzata (magari cinese) che promette di distruggerle con raggi laser alla kriptonite.
    Le pelli ritorneranno in zona travestite da giacche o scarpe magari anche griffate.
    E noi, ogni tanto, a stupirci.

    Ciao
    Tersite

  7. #207
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    Predefinito Dichiarazioni di Antonio Zoccoli

    A conferma di quanto detto nel post N° 204 vi allego link in cui
    Antonio Zoccoli, direttore dell’ Infn di Bologna, uno dei testimoni dell’evento fa alcune considerazioni.

    NClabs Blog - Il meglio del web dai nostri laboratori: Fusione fredda realizzata a Bologna. Sarà vero?

    Ovviamente le considerazioni sono sempre le stesse, quelle che da anni accompagnano la fusione fredda; a volte c'è calore ma mancano le emissioni di particelle correlate. Per quanto concerne le conoscenze ufficiali non si può parlare di fusione nucleare.
    La questione è che finchè si parlava di pochi Watt era facile buttare tutto all'aria, magari accusando mancanza di precisione nelle misurazioni. Con valori di questo livello l'obiezione cade, potete continuare a dire che il tale strumento è imperfetto, che quella misurazione andava fatta megilo, togliete pure il 5% o 10% o 50% dovuto a chissa quali errori, ebbene rimane sempre troppa inspiegabile energia.
    A questo punto il Fisico classico è spiazzato e, sotto certi punti di vista, poco competente, a meno che non ci abbia lavorato sopra; solo ìn tal caso acquista un po' di competenza ricavata dalla nuova esperienza.

    Mi piace quello che ha detto Focardi in questa intervista:
    Gran parte dei colleghi hanno ignorato l’articolo”, commenta in proposito Focardi: “ i giovani invece si sono dimostrati più inclini ad accettarlo. Il fatto è che nell’opinione generale queste cose succedono nelle stelle e non in laboratorio. Ma la fisica è una scienza sperimentale, e se uno le cose le fa”, conclude il fisico, “ allora accadono”.

  8. #208
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    Predefinito 1 Teoria della superaffinità

    una nuova visione

    Quando l'umanità passò dalla teoria geocentrica (la Terra al centro) alla teoria eliocentrica (il Sole al centro), la cosa non fu ne istantanea ne indolore, avvenne per gradi e con molte diatribe.
    Il discorso che farò si presterà subito a mille polemiche e contestazioni, purtroppo i principi che verranno esposti sono "scientifici" (verificabili) solo in parte.
    Intendo dire che NON posso portare esperimenti assolutamente ripetibili e verificabili, al massimo potrò piano, piano, con pazienza far vedere che, un grandissimo insieme di fenomeni emarginati dalla fisica, trovano qui una loro collocazione.


    Ricordo qui i vari principi di relatività (Estratto da enciclopedia delle scienze Garzanti)
    Princìpio di relatività galileiana
    Principio di relatività einsteiniana
    Teoria della relatività ristretta
    Teoria della relatività generale


    Il concetto di relatività ha subito una radicale trasformazione dai tempi di Galileo ai nostri giorni essendo fondato su principi che sono andati via, via modificandosi.

    Principio di relatività galileiana. Enunciato da Galileo nel Dialogo dei massimi sistemi (1630), afferma l'assoluta identità delle leggi della meccanica dedotte sperimentalmente da due osservatori che assumano come sistemi di riferimento spaziali due sistemi inerziali (cioè il sistema solidale con le stelle fìsse o un qualunque sistema in moto traslatorio uniforme, con velocità qualsiasi, rispetto a quello delle stelle fìsse; per questi sistemi di riferimento valgono le leggi della dinamica enunciate da I. Newton e, in particolare,quella d'inerzia, da ciò il nome). Ciò implica che non esiste alcun metodo per stabilire con esperienze di meccanica quale dei due sistemi meriti la qualifica di fisso e quale quella di mobile; ne consegue inoltre che, da un punto di vista meccanico, ha solo senso parlare di moto relativo dei due sistemi, mentre non ha alcun senso ipotizzare resistenza di un sistema assolutamente fisso, giacché esso non si distinguerebbe in nulla dagli altri. Come aveva fatto notare Galileo, l'osservatore che fa esperimenti su una nave non può stabilire, solo in base agli esperimenti, se la nave è ferma o in moto uniforme. Utilizzando il formalismo matematico…


    Principio di relatività einsteiniana. Assunto da A. Einstein come punto di partenza della sua teoria della relatività ristretta (1905), questo principio asserisce l'assoluta identità di tutte le leggi di natura dedotte sperimentalmente da osservatori che utilizzano sistemi di riferimento diversi, purché inerziali. Questo principio appare dunque una generalizzazione, un'estensione del principio di relatività galileiana a tutte le leggi naturali e non solo a quelle meccaniche; ne consegue che perde senso nel modo più generale il concetto di sistema di riferimento assoluto. La velocità della luce (o, più in generale, di un'onda elettromagnetica) nel vuoto è, secondo le equazioni di Maxwell, una costante fisica generale, indipendente da qualsiasi parametro (è cioè una costante naturale)', in base al principio di relatività deve pertanto avere lo stesso valore in ogni sistema di riferimento. Questa conseguenza del principio di relatività è l'elemento determinante di tutta la teoria. Il principio einsteiniano viene completato aggiungendo al principio galileiano generalizzato l'ipotesi che in natura nessun segnale (e quindi anche nessun corpo) possa muoversi a velocità superiore a quella della luce. Utilizzando il formalismo matematico…


    La fisica ammette la possibilità di isolare una certa parte dello spazio entro la quale non agiscono forze esterne, questa zona viene definita "sistema isolato"
    Prima delle teorie einsteiniane vediamo come veniva descritto il bilancio energetico all'interno di un "sistema isolato."

    Energia (totale) = E1 + E2 + E3 +…

    Dove E1 E2 E3…erano date dalle varie forme di energie, cinetica, potenziale, elastica,calore, elettromagnetica…
    Con l'avvento della relatività ci si accorse che era stato trascurato un termine il cui valore energetico era di gran lunga superiore alle altre forme di energia, si trattava dell'energia di massa E=mc2
    Quindi la formula andava ampliata

    Energia (totale) = mc2 + E1 + E2 + E3 +…

    Come era possibile che fosse stato trascurato un addendo di tale grandezza?
    Semplice, l'energia espressa dalla massa era costante per il tipo di esperimenti che facevano allora. Quindi le variazioni di energia dovute ad un fenomeno analizzato risultavano esatte in quanto a ciascun termine della sottrazione era aggiunto esattamente sempre la stessa quantità.
    Mi spiego con un esempio.
    Se in un sistema isolato all'inizio dell'esperimento l'energia era 77 J (joule) e dopo era 50 J
    Il differenziale era 77 J - 50 J = 27 J
    Tenendo conto della massa l'energia aumentava supponiamo di 100.000.000 J Quindi sia il minuendo che il sottraendo sarebbero dovuto essere aumentati, la differenza risultante però non cambiava.

    (77 + 100.000.000)J - (50 + 100.000.000)J = 27 J


    La storia spesso si ripete soprattutto a livello simbolico.
    Nella nuova fisica/magia che sto ipotizzando le cose cambiano.

  9. #209
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    Predefinito 2 Teoria della superaffinità parte seconda

    I fenomeni della nuova frontiera


    Quanto segue è tratto dal libro "Il segreto dell'universo" (F. Coppola)


    Il problema delle due fessure.
    Partiamo da un esperimento di importanza fondamentale.
    Consideriamo una sorgente di particelle "classiche" che vengono inviate su un bersaglio: per esempio una mitragliatrice che spara verso di un muro distante 10 metri (non in una direzione fissa, ma in modo da coprire tutto il muro). Quindi frapponiamo una "maschera" tra la sorgente ed il bersaglio, ovvero uno schermo forato, a circa 2 metri dal bersaglio: la maschera può essere una lastra di metallo con due fori rettangolari stretti e lunghi.


    È evidente che sul bersaglio (sul muro) giungeranno solo i proiettili in corrispondenza dei due fori, mentre gli altri verranno fermati dalla maschera. In definitiva, i proiettili che colpiranno il bersaglio formeranno due rettangoli stretti e lunghi che saranno la "proiezione" sul bersaglio dei due fori della maschera . Siamo nell'ambito della fisica classica ed è tutto chiaro e comprensibile.

    Ora ripetiamo l'esperimento con delle onde al posto dei proiettili, per esempio delle onde sonore. In tal caso le onde colpiranno il bersaglio non soltanto in corrispondenza dei due fori, ma anche in altre parti del muro; se si potessero visualizzare le parti colpite con maggiore e minore intensità, vedremmo una tipica figura a frange detta figura di interferenza, che si estende ben oltre la proiezione delle fenditure. Ciò è dovuto ad un fenomeno ondulatorio detto interferenza: grazie a tale fenomeno, le onde possono colpire regioni del bersaglio che sarebbero irraggiungibili per i proiettili.

    Va aggiunto che se si tappa una delle due fenditure, l'interferenza non può più avere luogo, e la distribuzione delle onde sul bersaglio diventerà simile a quella dei proiettili, ovvero sullo schermo si vedrà la proiezione dell'altra fenditura, quella aperta (in realtà apparirà un po' dispersa a causa di un fenomeno ondulatorio chiamato diffrazione, ma questo non cambia il nocciolo della questione). Si usa dire che in tal caso la figura di interferenza viene "distrutta". Anche questo è perfettamente comprensibile in termini di fisica classica.

    Passiamo adesso al caso quantistico: consideriamo degli elettroni e ripetiamo un esperimento simile, ovviamente su scale molto più piccole.
    La sorgente emette elettroni distinti, cioè particelle e non onde, e quindi ci aspettiamo di avere la stessa situazione che si presentava nel caso dei proiettili: gli elettroni dovrebbero colpire solo due zone rettangolari in corrispondenza delle fenditure. Invece otteniamo una figura di interferenza come nel caso delle onde!

    Eppure non si tratta di onde, ma di particelle distinte.
    Proviamo a rallentare il processo ed inviare un singolo elettrone alla volta: ovvero aspettiamo che un elettrone giunga sul bersaglio prima di far partire il successivo. Esso viene emesso come una particella singola; supera la maschera; e raggiunge il bersaglio come particella singola. Esso però può colpire zone del bersaglio irraggiungibili ad una particella, come se fosse un'onda! Continuando ad inviare singoli elettroni, uno alla volta, alla fine essi ricostruiscono la figura di interferenza tipica delle onde! Sebbene si tratti di particelle singole, nell'attraversare la maschera ciascuna di esse si comporta come un'onda estesa che produce interferenza.
    Ma com'è possibile che un singolo elettrone si comporti come un'onda e faccia interferenza con se stesso?! E da quale dei due fori passa il singolo elettrone? Per poter produrre l'interferenza, esso deve essere un'onda e passare contemporaneamente dai due fori, il che secondo noi non è possibile per una particella singola. In questo ragionamento chiaramente applichiamo all'elettrone il concetto di "particella classica", ma esso non è più valido in meccanica quantistica.
    In realtà, finché l'elettrone non viene rivelato sul bersaglio, esso non esiste in uno stato definito (cioè in un autostato), ma esiste in uno stato potenziale astratto descritto da una funzione d'onda, e che si propaga appunto come un'onda.
    De Broglie e Schrödinger tentarono di descrivere tutto il mondo quantistico in termini di onde, abolendo il concetto di particella. Bohr ed altri fisici però obiettarono che all'atto della rivelazione l'elettrone si comporta come una particella e non un'onda (la funzione d'onda collassa in un punto) e fecero notare altri aspetti tecnici che rendono vana la spiegazione puramente ondulatoria.
    Inizialmente fra l'altro si opereva con particelle piccole come l'elettrone, pertanto era spontaneo considerarle più onde che particelle, ma ora abbiamo situazioni in cui usiamo come proiettili non solo neutroni, ma particelle ben più grandi come per esempio il fullerene si tratta di una molecola di 60 atomi di carbonio. (vedi il già più volte citato Amton Zeilinger Il velo di Einstein ed. Einaudi)

    A questo punto possiamo immaginare di "smascherare il trucco" andando a vedere che cosa fa realmente l'elettrone nell'attimo in cui attraversa la maschera. Nella nostra convinzione infatti l'elettrone deve oggettivamente passare da uno dei due fori e non dall'altro (questo è il cosiddetto "realismo" di Einstein), e noi vogliamo "coglierlo" in quell'attimo per scoprire il suo segreto: sarebbe come osservare attentamente un prestigiatore e riuscire a scoprire l'attimo in cui effettua il suo trucco.

    Ma per cogliere l'elettrone sul fatto, dobbiamo rivelarlo. Per far ciò, possiamo inviare sull'elettrone una debole luce e verificare se viene riflessa da esso o proietta un'ombra. Quindi poniamo una debole sorgente luminosa dietro uno dei due fori, e vediamo se riusciamo a cogliere l'elettrone.
    Questo è sperimentalmente possibile, ma così facendo la figura di interferenza scompare! Infatti: o l'elettrone passa dal nostro foro, quindi viene rivelato dalla nostra luce, e in quell'attimo diventa "particella reale"; oppure passa dall'altro foro, ma quando passa da un foro solo - sia esso onda o particella - non può produrre interferenza!
    La meccanica quantistica non ci permette di avere contemporaneamente la figura di interferenza e la conoscenza del singolo foro da cui l'elettrone è passato. O l'uno o l'altro: o l'elettrone viene rivelato come particella oggettiva, e quindi non produce interferenza, o è un'onda estesa, ed in tal caso non passa da un solo foro, bensì da tutte e due (ma anche quest'ultima affermazione ha delle limitazioni e dovremmo dire: "è come se fosse passata da tutte e due").
    Ultima modifica di Camillo; 11-02-2011 a 05:47

  10. #210
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    Predefinito 3 teoria della superaffinità parte terza

    Alcuni fisici in passato tendevano a sottovalutare tale fenomeno e preferivano dare una spiegazione "operativa" di quello che succede: per vedere l'elettrone mentre passa da un foro, dobbiamo osservarlo, quindi inevitabilmente dobbiamo perturbare il sistema e la figura di interferenza scompare. I fisici "realisti" quindi non si meravigliavano più di tanto: abbiamo perturbato il sistema con una misura "invasiva", ed esso si è adeguato: che cosa c'è di tanto strano?
    In realtà questa spiegazione, pur essendo parzialmente valida, ignora alcune implicazioni molto più profonde, rivelabili solo con altri esperimenti. Infatti è possibile fare scomparire la figura di interferenza con un'azione molto più "evanescente" di quella considerata finora, ovvero senza una misura invasiva. In pratica basta solo la "minaccia" di una misura a far cambiare stato al sistema! A tal proposito vedi gli strabilianti esperimenti del gruppo di L.Mandel e di altri gruppi.

    Rimaniamo sull'esperimento dei due fori per notare un aspetto incredibile previsto da Wheeler, che smentisce l'apparente "ragionevolezza" della spiegazione "operativa" dell'esperimento (basata sul fatto che la misura è "invasiva").
    Gli esperimenti in questione possono essere effettuati indifferentemente su elettroni o su "fotoni"; i fotoni sono "quanti di luce". Infatti a livello quantistico le particelle che noi chiamiamo "materiali" si comportano in un modo che per molti versi è simile a quello in cui si comportano i "campi di forze", come per esempio i campi elettromagnetici (la luce è appunto un campo elettromagnetico che si propaga come un'onda).
    Ovviamente vi sono varie differenze tra cosiddette "particelle materiali" e "campi di forze" (per esempio i primi sono "fermioni" e i secondi "bosoni", il che crea delle differenza nel loro comportamento collettivo): tali differenze però non sono determinanti negli esperimenti che stiamo analizzando. In definitiva l'esperienza dei due fori si può effettuare anche con dei fotoni (quanti di luce), ed anzi risulta molto più semplice che con gli elettroni (è sufficiente utilizzare un laser).
    Ed ora analizziamo l'esperimento proposto da Wheeler.

    L'esperimento 'a scelta ritardata' di Wheeler.
    Immaginiamo un fotone che passa attraverso i due fori, come un'onda, e fa interferenza con se stesso. Come abbiamo visto, per distruggere la figura di interferenza, è sufficiente osservarlo "subito dopo" che è passato da un foro: in tal caso esso non è più un'onda ma una particella e quindi non può passare anche dall'altro foro. E poiché non può passare dall'altro foro la figura di interferenza scompare.
    Perciò noi possiamo "decidere" se osservare il fotone come particella o se permettergli di fare la figura di interferenza come un'onda. Benissimo.
    Abbiamo detto che riveliamo il fotone "subito dopo" che è transitato dal primo foro. "Subito dopo" significa che è passato pochissimo tempo dal transito nel foro. Ma per quanto piccolo sia il tempo trascorso, il fotone comunque ha già oltrepassato il foro; inoltre fino a questo momento esso è rimasto un'onda perché non l'abbiamo ancora rivelato. Perciò nel frattempo l'onda ha già imboccato anche l'altro foro e lo ha oltrepassato. E allora come fa il fotone ad essere rivelato "tutto intero" vicino al primo foro?
    Che fine fa il fronte d'onda che aveva appena oltrepassato il secondo foro? Scompare nel nulla?
    Sembra proprio di sì, ma com'è possibile?

    Per chiarire questo punto, Wheeler propose di fare così: lasciamo che il fotone passi attraverso la maschera, come un'onda, passando da entrambi i fori. A questo punto, dopo che il fronte d'onda ha superato la maschera, inseriamo un rivelatore non lontano dal primo foro, ma neanche tanto vicino (cioè quanto basta per essere sicuri che nel frattempo tutto il fronte d'onda sia già sicuramente transitato dalla maschera).
    In pratica vogliamo effettuare la scelta di osservare il fotone come particella, però dopo che esso è transitato da entrambi i fori come un'onda. Infatti l'esperimento è chiamato "a scelta ritardata".


    L'esperimento è stato realmente effettuato da alcuni scienziati dell'Università del Maryland. Ebbene, inserendo il rivelatore dopo che l'onda è transitata dalla maschera, esso individua il fotone come particella e perciò la figura di interferenza non si crea. Ma allora che fine fa la parte dell'onda già transitata dal secondo foro?!
    Scompare nel nulla, poiché il fotone viene rivelato interamente vicino al primo foro!
    Eppure, diciamo noi, l'onda era transitata sicuramente anche dal secondo foro: infatti, se non si inserisce il rivelatore (lasciando inalterato tutto il resto), si forma la figura di interferenza (che può formarsi solo se l'onda transita da entrambi i fori). E allora com'è possibile?!

    La realtà è che anche stavolta cerchiamo di fornire un'immagine oggettiva di ciò che accade: ma un'immagine oggettiva non è adeguata. Non ha senso dire che "l'onda è già passata", perché solo all'atto della misura possiamo dire che qualcosa è avvenuto: prima della misura il fotone rimane in uno stato indefinito di potenzialità o di non-oggettività (qualcuno preferisce dire perfino di irrealtà). Quando poi inseriamo il rivelatore, allora possiamo dire con certezza che il fotone era passato solo dal primo foro e non dal secondo foro, e infatti non c'è interferenza. Quando invece non inseriamo il rivelatore, e riveliamo dei fotoni sul bersaglio (con figura di interferenza), allora possiamo dire che ciascun fotone ha fatto interferenza come se fosse un'onda transitata da entrambi i fori; ma questo lo possiamo dire solo dopo che il fotone viene rivelato sul bersaglio (in un punto raggiungibile solo da un'onda ma non da una particella), cioè dopo la misura.

    La cosa che a noi appare incredibile è che ciò che il fotone ha deciso di fare sulla maschera (passare da un foro solo o entrambi) dipende da una scelta successiva al transito stesso!
    Infatti il rivelatore viene inserito dopo che il fronte d'onda è transitato dalla maschera. Come dice Wheeler, la "scelta" di far passare il fotone da un solo foro o da entrambi è "ritardata", cioè avviene dopo che il fotone è passato!
    Affinché la cosa non risulti incredibile, dobbiamo ammettere che ciò che è successo prima non è definito. Occorre specificare che l'esperimento condotto nell'Università del Maryland non è stato impiegato uno schermo con due fori ma un'apparecchiatura concettualmente equivalente: un fascio laser è stato diviso in due fasci separati, uno dei quali attraversava un rivelatore (che poteva essere "acceso" o "spento"), ed infine i due fasci venivano fatti convergere nel rivelatore finale, dove si poteva verificare l'eventuale interferenza.

    L'esperimento di Wheeler aprì la strada a molti altri esperimenti simili, l'elemento che gli accomuna è sempre lo stesso e cioè: quando un osservatore cerca di cogliere la posizione di una particella che teoricamente sta procedendo come onda, essa si trasforma sempre nell'apparenza di particella solida.
    Ultima modifica di Camillo; 11-02-2011 a 05:57

  11. #211
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    Predefinito 4 Teoria della superaffinità parte quarta

    Una nuova visione del "sistema isolato"


    Per spiegare questi fenomeni occorre una nuova visione , vediamo alcuni postulati di base.

    a) Non è possibile avere un "sistema isolato" che prescinda dall'osservatore.

    b) L'osservatore di un "sistema isolato" è parte integrante del fenomeno.

    c) L'osservatore con la sua consapevolezza è in grado di interagire all'interno del "sistema isolato" con una forza Fx indeterminata e variabile.

    d) Un secondo osservatore che controlli il primo osservatore diviene parte integrante del "sistema isolato" che in tal caso comprenderà anche i due osservatori.

    e) Il fenomeno Fx si evidenzia sempre più man mano che diminuiscono le dimensioni delle particelle in esame.

    f) Il fenomeno Fx cresce con l'aumentare della coscienza/volontà media dell'umanità.


    Il punto difficile da ammettere è questa faccenda della forza Fx, brutto rospo da digerire per chi crede che l'universo sia sostanzialmente materiale.
    Facile invece da capire per chi ha capito che l'universo è mentale. (Darò ampie delucidazioni in merito.)
    Per i materialisti che giustamente sono la stragrande maggioranza dei fisici o scienziati in genere, occorre ben altro che un postulato buttato lì per convincerli a cambiare idea.

    Vediamo di confondere un po' la loro mentalità con alcune argomentazioni logiche preliminari; passerò poi pian piano ad analizzare molti fenomeni fisici ufficiali, tipo il fenomeno delll'entanglement, e ad inquadrarli in quest'ottica.

    Una buona definizione di forza è:
    "Dicesi forza una causa in grado di produrre un cambiamento nell'universo."
    L'affermazione è reversibile?
    Certamente sì!
    Quindi possiamo dire che: "Una causa in grado di produrre un cambiamento nell'universo è sostanzialmente una forza."


    A scuola si insegna che esiste una distinzione tra le "grandezze fisiche" e quelle NON fisiche tipo le emozioni o i pensieri che non si possono possibile misurare. Le grandezze fisiche sono tutte quelle per le quali è possibile definire un'unità di misura e quindi si possono misurare.
    La fisica scegliendo la ripetibilità e la misurazione rigorosa si è dedicata solo ai fenomeni con grandezze fisiche ben misurabili. Questo è successo subito con Galileo ed è stata la scelta vincente che ha dato il benessere (e l'inquinamento) attuale.

    Questo atteggiamento mentale io lo chiamo "mamma scienza", la mamma è necessaria nell'infanzia ma arriva il momento in cui dobbiamo abbandonare il nido e volare.
    Arriva il distacco dal rigoroso, dal certo, da ciò che ci ha nutrito, da ciò che in una certa misura siamo. E' un po' un salto nel buio dell'ignoto, nella palude dell'incertezza, è dura!!!!

    Secondo voi le emozioni possono essere considerate come forze?
    Vediamo se corrispondono alla definizione.
    Sono in grado di produrre cambiamenti?
    Si certamente, però hanno bisogno di essere vivificate da un corpo fisico, che le rivela e le amplifica. Tutta la catena della vita si basa su forze emozionali interne del tipo dolore e piacere. Possiamo sostituirle con pensieri istintivi o, se volete, affermazioni interne del tipo sopravvivi e riproduciti ma il senso del discorso non cambia.
    Ultima modifica di Camillo; 11-02-2011 a 06:10

  12. #212
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    Predefinito 5 Teoria della superaffinità parte quinta

    Riprendiamo ora il discorso sul "sistema isolato"
    Dato un sistema isolato, per la fisica classica, possiamo definire la forza risultante come la sommatoria di tutte le forze agenti all'interno del sistema.

    F(totale) = F1 + F2 + F3 +…


    Nel modello da me prospettato l'equazione è incompleta e va corretta così:

    F(totale) =Fx + F1 + F2 + F3 +…


    Si potrebbe ipotizzare che questa Fx sia "l'influenza" che gli osservatori hanno sul fenomeno stesso.
    Finora si pensava che fosse possibile osservare senza interagire, questo è vero solo se il fenomeno è macroscopico e li osservatori hanno poche capacità di generare il Fx.

    Ma cosa sarebbe questa Fx?
    Ho postulato sia una forza.
    Essa avrà tutte le caratteristiche della forza, ma c'è un punto debole che ne squalifica l'aspetto scientifico, NON è misurabile, manca la sua unità di misura e mancano strumenti per misurarla in modo ripetibile. Però qualcosa c'è in quanto si vedono gli effetti.
    Ricordo che le caratteristiche di una forza sono espresse da un ente geometrico chiamato vettore che ha: direzione, verso, intensità, punto di applicazione.

    Continuando il volo pindarico, consideriamo l'emozione dell'innamoramento.
    La direzione e il verso di una tale emozione potrebbero essere assimilati al desiderio di ricercare la compagnia e l'unione con l'amato/a
    L'intensità è il grado di innamoramento, che va da leggera attrazione fino a passione incontrollabile, certo non misurabile quantitativamente, ma esiste.
    Quanto mi ami?
    Se c'è una domanda di quantità è perché pensiamo ad una risposta quantitativa.
    Spesso per i maschi vale il discorso:
    "Ti amo al 100% " ( poco prima di…)
    "Non so esattamente quanto ti amo, ma ora ho sonno" (dopo di…)
    Quindi la quantità di amore è indefinibile ed incostante nel tempo di per se! Figuratevi se può essere misurata.
    Se si potesse misurare il Fx con un qualche strumento, tutto avrebbe un'altra valenza.
    A dire il vero c'è un fenomeno (lo trovate su internet, vendono anche l'apparato) che sfrutta una misura statistica per rivelare il Fx. E' possibile elettronicamente sfruttare la generazione casuale di valori binari tipo 0 1.
    Un apparato opportuno genera milioni di eventi casuali al secondo, ponendo un osservatore di fronte al generatore casuale si influenza l'uscita dello 0 o del 1 in maniera predeterminata, usando la sola forza del deiderio!

  13. #213
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    Predefinito 6 teoria della superaffinità parte sesta

    Un altro postulato di base inerente al nuovo "sistema isolato" potrebbe essere questo:
    anche se nell'interno del "sistema isolato" non c'è niente NON possiamo parlare di vuoto.

    Lo spazio appare vuoto solo perché il processo incessante di creazione e distruzione si verifica su intervalli temporali e distanze brevissimi. (Pagels fisico)

    La "durezza" dell'atomo ci fa pensare ad un oggetto "pieno" di materia "dura", così come già inteso da Democrito e da Newton, ma di fatto essa è generata da giochi di forze repulsive. Per capire ciò, possiamo immaginare due calamite potentissime che si respingono: oltre un certo limite non riusciamo ad avvicinarle.
    Se non potessimo osservare direttamente ciò che avviene, penseremmo che vi è una barriera, un "muro", o in ogni modo un ostacolo materiale "duro" che impedisce l'avvicinamento delle due calamite. Invece il tutto è creato da un gioco di forze di natura magnetica.
    In certi esperimenti che si conducono al CERN si fanno collidere due particelle subnucleari, le quali si attraversavano come fossero dei fantasmi e riemergono dall'altra parte, senza quasi interagire!

    Questo meraviglia molto, le due particelle avrebbero dovuto "scontrarsi" secondo il classico modello materialistico, a livello quantistico però le particelle sono descritte da funzioni d'onda che interagiscono in modo particolare, ben diverso dal modo "materiale" e "grossolano" al quale siamo abituati nel mondo macroscopico descritto dalla fisica classica.

    La fisica contemporanea considera ogni particella materiale come un campo fisico ed è noto che campi diversi possono coesistere in una stessa regione di spazio. Ad esempio il lettore in questo momento è immerso nel campo di gravità terrestre ed anche nel campo magnetico terrestre: una bussola tenderà sia a cadere verso il basso che ad allineare il suo ago verso il nord. Inoltre lo spazio intorno a lui sarà attraversato da vari campi elettromagnetici che trasportano i segnali di diverse stazioni radio e televisive, ed anche di segnali di telefonia mobile.

    In definitiva, la fisica contemporanea non distingue più tra campi e particelle, e considera tutte le manifestazioni della natura, ai livelli subnucleari, come campi.
    Qualsiasi particella materiale o qualsiasi forza è in realtà un campo che permea lo spazio vuoto. Più precisamente, si tratta di uno stato eccitato del vuoto.

    Ricordiamo le parole di Gamow a riguardo della funzione d'onda quantistica: "che cosa vibrasse rimase un mistero".
    L'interpretazione probabilistica di Born sembrò superare temporaneamente tale dilemma, interpretando la funzione d'onda come una funzione di probabilità, ma la fisica successiva fu costretta a adottare un modello in cui lo spazio vuoto è quantizzato.

    Procedendo verso scale spazio-temporali sempre più piccole, le fluttuazioni energetiche dovute alle particelle virtuali diventano sempre più grandi! Il fisico Pagels (nel libro Il codice cosmico, Bollati Boringhieri, cap. 21, pag. 257) afferma:

    "Il vuoto, lo spazio sono fatti in realtà di particelle ed antiparticelle [virtuali] che spontaneamente si creano e si annichilano. Lo spazio appare vuoto solo perché il processo incessante di creazione e distruzione si verifica su intervalli temporali e distanze brevissimi. Il vuoto sembra tranquillo e calmo su scala macroscopica, non diversamente dall'oceano che, visto da un aereo ad alta quota, appare privo di qualsiasi increspatura.
    Se però ci troviamo sulla superficie delle acque a bordo di una barchetta, l'oceano ci appare ben diverso, con onde gigantesche che fluttuano e ci sovrastano". Soltanto le particelle dotate di energia sufficiente riescono a "sopravvivere" e ad apparire come "particelle reali".


    Ciascuna vibrazione diversa dà origine a campi/particelle diverse, in un modo vagamente analogo a ciò che avviene in acustica: vibrazioni diverse nell'aria danno origine a suoni diversi (si pensi ad esempio alle diverse vocali).

    Tutto è riconducibile ad un'unica classe di fenomeni, la vibrazione del vuoto quantistico.

    Anche la luce è un fenomeno ondulatorio, e quindi ciclico: le sue vibrazioni sono di natura elettromagnetica e la sua frequenza è elevatissima, circa mezzo milione di miliardi di Hertz. Le onde elettromagnetiche, come la luce, sono costituite da campi elettrici e magnetici concatenati che oscillano e si propagano Anche le onde radio e televisive sono onde elettromagnetiche ma la loro frequenza è nettamente inferiore a quella della luce visibile.

    Una radio ad onde medie (o modulazione di ampiezza, AM) funziona a frequenze tra i 500.000 ed 1.600.000 cicli al secondo, ovvero tra i 500 e i 1600 kiloHertz (un kiloHertz o kHz è uguale a 1000 Hz). Una radio in modulazione di frequenza (FM) funziona a frequenze intorno ai 100 milioni di cicli al secondo, ovvero 100 MegaHertz (1 MegaHertz o MHz è uguale a 1.000.000 Hz).
    Il quarzo è un minerale che in certe condizioni può creare una piccola corrente oscillante con una frequenza ben definita e quindi risulta utile per misurare il tempo con un'ottima precisione. I moderni orologi al quarzo sfruttano una frequenza caratteristica di 32 MHz.
    Le frequenze usate nei Personal Computer sono diverse, ma sfruttano lo stesso principio.
    La televisione funziona a frequenze di qualche centinaia di MegaHertz. I telefoni cellulari trasmettono a 900 MHz o a 1800 MHz: quest'ultima è una frequenza superiore ad un GigaHertz (GHz), poiché 1 GHz è uguale a 1000 MHz, ovvero un miliardo di cicli al secondo: siamo ormai nel regno delle cosiddette "microonde".
    Un forno a microonde emette onde elettromagnetiche con frequenza di 2,45 GHz. A frequenze ancora più elevate troviamo poi i raggi infrarossi, la luce visibile, i raggi ultravioletti, i raggi X ed infine i raggi gamma, che sono pericolose radiazioni emesse dai materiali radioattivi.

    In definitiva le particelle elementari, sebbene possano formare strutture stabili e "solide" come l'atomo, devono essere considerate come particolari vibrazioni nella struttura dello spazio-tempo.

    Molte persone non sono ancora al corrente di queste conoscenze, che hanno rivoluzionato la concezione dell'universo materiale, ed altre persone stentano a credervi.
    Eppure è così.
    Non è azzardato sostenere che tutto, nell'universo fisico, presenta una natura ciclica.

    Se non fossimo uomini occidentali del ventunesimo secolo, pratici e con i piedi per terra, prenderemmo in seria considerazione ciò che affermano i saggi orientali, che da millenni dichiarano che tutto (cioè qualsiasi manifestazione materiale o spirituale) è costituito da vibrazioni. Nelle loro tradizioni, la vibrazione fondamentale dell'universo è simboleggiata dal suono "om" o "aum".

    Ma torniamo alla realtà quotidiana ed esaminiamo qualcosa di più semplice e verificabile: i ritmi biologici.
    In conclusione la risposta alla domanda:
    Quali sono le cose che oscillano?
    La risposta è:
    Nel microcosmo delle particelle elementari TUTTO OSCILLA.

  14. #214
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    Predefinito 7 teoria della superaffinità parte settima

    Il fenomeno della risonanza è alla base di ogni fenomeno nel microcosmo



    Se tutto oscilla allora possiamo dire che: la risonanza è la madre di ogni fenomeno.


    Le forze che agiscono sulla materia si comportano in modo differente a seconda se l'oggetto che subisce la forza è libero di muoversi, o e vincolato ad oscillare.
    Se vogliamo muovere un oggetto non vincolato il più velocemente possibile, basterà aumentare la forza agente. Più grande è la forza più velocemente parte l'oggetto.

    Questo non è vero per un corpo oscillante, se vogliamo muovere un'altalena, ci accorgiamo che non serve aumentare a dismisura la spinta iniziale, anzi esiste un limite alla spinta, oltre al quale l'altalena ruoterà e non oscillerà.

    Per avere la massima oscillazione dell'altalena abbiamo due modalità d'azione:

    a) Un solo colpo con una forza limite che porti il seggiolino in cima ma non lo faccia ruotare; certo è che l'eventuale persona sul seggiolino si prenderà un bello scossone soprattutto se la forza è di tipo impulsivo (tipo martellata secca).

    b) Un modo meno traumatico è quello di dare il colpo giusto al momento giusto. Si chiama risonanza. Possiamo dare 3 o 4 colpi ma anche moltissimi piccoli colpi. Anche un bambino di 2-3 anni, se dà il colpo giusto al momento giusto, può mettere in oscillazione un uomo grosso, certo occorrono moltissimi colpi. I cellulari hanno sfruttato proprio questo principio, emettono poca energia ma danno miliardi di colpi il secondo ad un oscillatore ricevente.

    Questo discorso è sicuramente chiaro agli esperti ma l'ho ricordato per tutti.

  15. #215
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    Predefinito 8 teoria della superaffinità parte ottava

    Ora è arrivato il momento di affrontare il discorso fusione fredda.


    Vediamo di collegare quanto teorizzato fin qui al fenomeno reale chiamato fusione fredda.
    Armiamoci delle informazioni disponibili.

    Nel 1989 Con grande clamore incominciò la storia della fusione fredda.
    Mi ricordo con quanta impazienza aspettavo notizie da Ginevra dove Fleischmann e Pons avevano predisposto una conferenza alla presenza delle massime autorità. A quel tempo il direttore del CERN era Rubia. Una delle cose che mi preoccupavano fin da allora era la ripetibilità del fenomeno.

    Nel mio ricordo c'è una dichiarazione di Fleischmann che alle richieste dei giornalisti se era sempre ripetibile, disse:
    " In verità con le ultime celle elettrolitiche abbiamo avuto qualche problema di accensione, non volevano saperne di partire. Però ora mi sono impegnato di persona e tutto è risolto".
    Voci di corridoio dicevano che c'era un qualche segreto conosciuto solo ai due ricercatori, essi non volevano divulgarlo per ragioni ovvie di brevetto.

    Si parlò di corrente pulsante anziché continua o altro. Lessi tutto quello che potevo sull'argomento.
    Dai centri di ricerca sulla fusione nucleare classica cominciarono ad arrivare voci di disperazione, i finanziamenti costosissimi tardavano a venire, esperimenti in corso rischiavano di essere tagliati ecc. A gran voce si cominciò a richiedere giustamente una ripetibilità esterna, cioè fatta da altri ricercatori indipendenti.

    Ma questa ripetibilità non arrivò, o almeno non arrivò nella misura dichiarata dai due autori. Gli ordini di grandezza differivano notevolmente da quanto dichiarato da Fleischmann e Pons. Tanto che il tutto poteva ricondursi a possibili errori di misura.

    Vi ricordo che Fleischmann e Pons dichiararono che nel loro primo esperimento fatto con una ex bottiglia di liquore, dopo giorni di elettrolisi trovarono il recipiente esploso.
    Ma dai vari laboratori continuarono ad arrivare notizie di non riproducibilità. A poco a poco le cose cambiarono; anche quelle poche verifiche positive vennero classificate "volutamente" come possibili errori di metodo. I nuclearisti soffiarono violentemente sul fuoco dell'ironia, e fecero in modo (lo stanno facendo ancora) che la cosa fosse bandita come assurda stupidaggine dei creduloni.

    Però il dado era ormai tratto. Altri ricercatori, cercarono in quella direzione, e cominciarono ad arrivare relazioni di tanti strani modi per avere produzione di calore.
    Tutti i metodi però avevano un minimo comune multiplo, erano poco ripetibili, o meglio con alcune persone si ottenevano grossi successi, ma quando poi altre persone seguivano la stessa procedura non succedeva niente. Questo favorì molto l'atteggiamento ironico dei vecchi nuclearisti che ne approfittarono per uccidere definitivamente la questione.

    I loro grossi finanziamenti erano salvi!

    Va detto che la maggior parte dei ricercatori era in buona fede, ma ci sono alcuni "baroni della scienza" che agiscono con freddo calcolo. I subordinati seguono come pecore innocenti.

    L'aspetto peggiore della questione si ebbe quando, non trovarono di meglio che associare la fusione fredda ad un fenomeno paranormale, d'altra parte questa storia che accade con qualcuno ma non e sostanzialmente ripetibile da altri induce facilmente a pensare a qualcosa di simile al paranormale.

    Il fenomeno paranormale è visto della scienza ufficiale come fumo negli occhi, il satana dell'inquisizione.

    Di questo ne approfittò una associazione chiamata CICAP. Essa si prestò ad una sedicente indagine critica.
    Ora, già il fatto che una tale associazione che si dedica al paranormale e all'illusionismo si interessasse al fenomeno ridicolizzava il tutto.

    Va detto che il CICAP è stato proposto da Piero Angela con lo scopo di smascherare le frequenti truffe fatte da sedicenti maghi che spillavano denaro ai creduloni di turno.

    Al manifesto iniziale, molto rigoroso e scientifico, diedero il proprio assenso molti nomi altisonanti. Io stesso condividevo sostanzialmente le idee rigorosamente scientifiche dello statuto.

    In realtà poi, l'associazione come attività fatta dai nomi altisonanti iscritti non esiste.
    Per quello che mi risulta, nessuno dei grandi nomi firmatari del manifesto iniziale è andato oltre alla semplice adesione, al massimo ha dato qualche scritto.

    Non ci sono particolari laboratori, né collaboratori attivi. Il tutto è in mano a un segretario laureato in psicologia (facoltà nota per i molti esami di matematica e fisica … o no!!), con una infarinatura di giochi di prestigio.

    In realtà quando c'è da fare un sedicente controllo, si riuniscono in tre o quattro autonominatesi esperti, di solito un medico, un prestigiatore e a volte qualche tecnico di passaggio, tutti pronti a farsi pubblicità gratis nei media.

    C'è un loro sito che parla fondamentalmente dell'unica cosa che conoscono l'illusionismo! Guardate… troverete molte cene, moltissime conferenze in cui l'unica cosa che propongono è la ragionevolezza perbenista, ma nessuna ricerca seria.
    Con una tale "Armata Brancaleone" questi signori si permisero di attaccare valenti e preparati fisici come Preparata.

    (Il prof. Preparata, con immensa fatica, ha scritto una teoria sul fenomeno. Era già difficile farla digerire alla comunità scientifica, perchè troppo innovativa. Ora questa stupida diatriba col CICAP ha permesso di prestare il fianco all'ironia superficiale di molti colleghi. Il prof. Preparata poi è morto di tumore; chissà che non abbia contribuito anche questo fatto alla parte psicologica della malatia. E' per questo che nel mio cuore me la prendo così tanto.)

    Se fosse stato per le loro referenze e capacità, sicuramente nessuno se ne sarebbe curato. Ma avevano una buona visibilità nei mass media italiani, data sicuramente dalle ottime trasmissioni di Piero Angela.
    Vedrete non avranno neppure la decenza di chiedere scusa quando fra poco la fusione fredda sarà d'uso comune, si sa, l'ignorante agisce sempre in buona fede, infatti ha ragione… ignorava!.

    Non è certo difficile dimostrare, almeno a livello superficiale, tutto e il contrario di tutto, se si parla di divulgazione scientifica. Facendo leva sull'ignoranza scientifica che contraddistingue la maggior parte della popolazione, sarebbe possibile ancora oggi trovare proseliti se si sostenesse che è la terra a girare intorno al sole.

    Quali prove empiriche, direttamente percepibili da chiunque senza impiego di strumenti e conoscenze per il loro uso, potrebbero dimostrare il contrario?

    L'uomo comune non è diverso da quello di 2000 anni fa, capisce (o crede di capire) direttamente quello che vede, per tutto il resto deve avere fede nei sacerdoti e nelle loro parole. Poco importa se i sacerdoti moderni venerano il metodo scientifico anziché il dio Sole.

    Questa associazione NON merita ulteriori commenti, e va liquidata con la frase "Non ti curar di loro ma guarda e passa".
    Ultima modifica di Camillo; 13-02-2011 a 15:09

  16. #216
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    Predefinito 9 teoria della superaffinità parte nona

    Intanto le ricerche si moltiplicarono e molti ricercatori indipendenti e avanzati intellettualmente continuarono a presentare varianti del fenomeno.
    Ad un certo punto arrivò il prof. Piantelli che aprì la strada ad una particolare fusione fredda, essa aveva due caratteristiche sostanziali: per prima cosa usava materiali poveri come il nichel e idrogeno, poi lavorava a temperature medio alte dai 200° ai 400° o più, questo permetteva una prospettiva di immediato utilizzo nella produzione di vapore soprasaturo utilizzabile immediatamente nelle turbine per la produzione elettrica.
    La cosa più interessante della FF tipo Piantelli era che produsse decine di Watt di potenza e funzionò per mesi. L'errore di misura era quindi da escludere indiscutibilmente.
    Purtroppo però quando si tentò di ripeterla in altri laboratori ci fu il solito insuccesso.

    La facilità di reperimento dei materiali poco costosi e la semplicità della prova, spronò molti a cimentarsi in esperimenti "casalinghi". Come ho già detto, io stesso ci ho lavorato sopra per un po' di tempo. Mi abbonai ad una rivista americana intitolata "infinite energy" (vedi allegato )

    Ad un certo punto dall'America arrivò una notizia strabiliante, ad un congresso fu presentato un apparato che produceva più di un kWatt di potenza. Si trattava ti nichel depositato su delle sferette di supporto in film molto sottile. Il tutto era sottoposto a particolare elettrolisi. Giornalisti poterono verificare di persona il fenomeno. ( C'è anche il filmato proposto da questo forum nella sezione video cella Paterson) Furono fatti filmati Tv in diretta… Pareva fatta!!! La società CETI, detentrice del brevetto, dichiarò la messa in vendita del prodotto industriale entro pochi mesi.
    Ma… Ancora una volta non ci fu ripetibilità. La nuova partita di palline rivestite di nichel non dava i risultati della prima partita. La cosa pareva proprio "stregata". Sicuramente fu una mazzata tremenda per i finanziatori della società CETI, ma soprattutto sorse un immenso punto interrogativo, com'era possibile che la nuova partita differisse così tanto dalla prima? Era il nichel differente o il supporto con cui erano fatte le palline?
    A questo punto tutti dovettero accettare l'idea che in questo tipo d'esperimento c'è qualcosa di misterioso oltre che assolutamente incomprensibile.
    Secondo il feng-shui, non è sufficiente scegliere correttamente il luogo e le forme di ciò che si vuole costruire. E' necessario anche scegliere accuratamente il momento nel tempo nel quale iniziare la costruzione.
    Forse la scarsa ripetibilità degli esperimenti con le palline era generata proprio dalla differenza nel momento del tempo (se seguiamo i dettami del feng-shui, ipotizziamo una differenza di tempo siderale, ovvero nella posizione della terra intorno al sole) nel quale le palline sono state prodotte.


    Il resto è storia recente, il 3/3/2010 nel blog di energeticambiente vidi la discussione lanciata da mgb2 in cui si annunciava che l'ingegnere chimico Andrea Rossi aveva ottenuto ripetibilità e calore.
    Ancora una volta si trattava di nichel e idrogeno. Il resto lo potete vedere sul blog stesso.

    Ora dopo la dimostrazione del 14/1/2011 le cose vanno riconsiderate, tenendo se possibile conto delle nuove informazioni.

    Per prima cosa si è visto usare idrogeno comunissimo e un solo grammo di nichel.

    Si sa che c'è una schermatura in piombo e delle radiazioni minime.

    Si sa che la temperatura di innesco è almeno i 400°, ed è fatta inizialmente con una resistenza. Pare però che a volte il processo si inneschi senza necessità di riscaldamento.

    Sembra assodato che il nichel o è in uno stato di nanopolvere, o e depositato in film ultrasottile su un supporto adeguato, peraltro necessario per asportare l'enorme quantità di calore.

    Sembra certo che ci sia un additivo che catalizza il fenomeno.

    Sembra certo che durante il funzionamento del reattore il nichel si trasformi progressivamente in rame.

    Se crediamo alle dichiarazioni di Rossi pare che non sia tanto un fenomeno di adsorbimento, come ci si aspettava visto la derivazione dall'esperimento Piantelli, in effetti Rossi in alcuni casi dichiara che si arriva alla fusione del nichel, questo convaliderebbe l'idea che non c'entra la cristallizzazione del nichel.

    Personalmente do per scontato che il calore iniziale svolga un certo lavaggio del nichel, la sua ossidazione iniziale deve essere eliminata. Sappiamo bene che un modo per eliminare l'ossigeno dal nichel è quello di scaldarlo ad altissima temperatura in atmosfera di idrogeno.

    Il prof. Focardi ha dichiarato che tutto lo scorso anno egli ha riscaldato il suo appartamento con questo sistema. L'esperimento a Bologna è riuscito a comando, inoltre da un anno continua a ripetersi, pertanto diamo per certa la ripetibilità.
    C'è calore ma manca la radiazione che secondo la fisica conosciuta dovrebbe svilupparsi in queste condizioni. Pertanto NON rientra nei fenomeni finora conosciuti.
    La teoria deve rispecchiare la realtà, non si è mai visto che la realtà si modifichi per ottemperare alle necessità della teoria. Serve qualcosa d'innovativo, una nuova teoria che tenga conto di fenomeni che finora non abbiamo considerato..





    Una stranezza poi mi ha colpito particolarmente, guardando i video avete notato come il raffreddamento non sia costante ma la temperatura ha un grafico a dente di sega, infatti la pompa per la circolazione dell'acqua è di tipo impulsivo. Questo significa che temperatura e pressione all'interno del reattore sono continuamente fluttuanti. In questo assomiglia molto alla fusione tipo Piantelli. Il calore lì si sviluppava improvvisamente quando si spegneva la resistenza riscaldante e la temperatura scendeva. Si notavano improvvisi e strani picchi di calore.

    Riflessione personale.
    Forse la caratteristica impulsiva riesce a 'spazzolare' con le caratteristiche del reattore su un ampio spazio operativo, e uno di questi punti operativi produce il calore. Se questo è vero, allora il calore è prodotto solamente in una fetta di tempo probabilmente piccola di tutto il ciclo operativo. E allora è lecito pensare che se il reattore potesse essere mantenuto costantemente in questo punto operativo, la densità di energia prodotta sarebbe molto superiore. Probabilmente, con le attuali conoscenze non si è ancora in grado fare questo.
    Basandoci su questa ipotesi e sulla semplice osservazione dell'esperimento, possiamo ipotizzare che variando opportunamente il flusso di acqua, restringendo lo 'spazzolamento' sempre più nella zona produttiva, sia possibile raggiungere questo stato di superproduzione. Probabilmente questo stato è talmente instabile da richiedere una regolazione di flusso continua, magari regolata con controllo predittivo.
    Consideriamo anche che l'esperimento di Bologna ha funzionato malgrado il fatto che il riscaldatore si era guastato. Questo ha allungato i tempi di riscaldamento del reattore per l'avviamento, ma non ha impedito il funzionamento. A quanto sembra, il reattore di Rossi/Focardi ha una ripetibilità molto alta.
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    Ultima modifica di Camillo; 15-02-2011 a 06:52

  17. #217
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    Predefinito 10 teoria della superaffinità parte decima

    Teoria della superaffinità


    Quando, nel tentativo di comprendere un fenomeno, il possibile è stato esaurito è sensato dare uno sguardo all'impossibile.

    E se esistessero più tipi di fusione?

    Si potrebbe pensare di dividere tutte le fusioni in due gruppi, fusioni che rispettano la fisica conosciuta, e fusioni che non la rispettano.
    Parto con un paragone.

    Il primo gruppo è dato della fusione conosciuta dalla scienza ufficiale; qui la fusione avviene secondo un paragone simile al Bowling, abbiamo qui una o più sfere che vanno ad urtare i birilli (atomi bersaglio) cambiandone le disposizioni, magari spezzandone qualcuno e creando nuovi pezzettini ecc.

    Ipotizzo ora un secondo gruppo di reazioni che avvengono a causa di una risonanza molto precisa tra due elementi, chiamerò il fenomeno SUPERAFFINITA'
    Entro subito nel merito.
    Immaginate un'orchestra che suoni un brano musicale in un teatro, supponete che nel teatro sia presente un altro suonatore indipendente che suoni con la tromba lo stesso brano.
    Ad un certo punto nell'orchestra succede un turbamento, c'è come una pausa che induce ad un riassestamento. Ebbene poiché il suonatore indipendente eseguiva così bene la musica dell'orchestra, egli è invitato ad entrare e diviene un membro effettivo dell'orchestra. Ovviamente questo produrrà un minimo di trambusto, occorrerà portare una sedia un leggio e lo spazio occupato dall'orchestra crescerà leggermente. Questo trambusto sarà percepito all'esterno come agitazione paragonabile al calore.

    Questo tipo di fenomeno è più probabile quando l'orchestra deve inglobare un solo piccolo suonatore esterno. Se i suonatori esterni sono molti il fenomeno si complica ed è meno probabile.

    Paragonate ora l'atomo di nichel all'orchestra, le particelle che lo formano sono i suoi orchestranti, insieme fanno una musica. L'atomo di idrogeno è il suonatore esterno, ebbene per sua natura la musica suonata dall'idrogeno è molto vicina a quella suonata dal nichel, diciamo che questo corrisponde a quello che in fisica definiamo affinità.
    Finora pensavo che l'affinità fosse dovuta dal reticolo cristallino, favorita dalla particolare disposizione della nuvola elettronica cristallina, qui ipotizzo invece che esista una sorta di risonanza intrinseca tra atomo di nichel e atomo di idrogeno.
    Ultima modifica di Camillo; 13-02-2011 a 17:54

  18. #218
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    Predefinito 11 teoria della superaffinità parte undicesima continuazione

    Per spiegarmi meglio richiamo qui alcune nozioni sulle onde, poi riprendo il discorso.

    Analisi delle onde.

    Un ciclo perfettamente regolare, se visualizzato in funzione del tempo, assume la forma di una "sinusoide", che è la classica onda dall'aspetto "tondeggiante". Gli strumenti musicali producono onde sonora di forma più complessa. Per esempio un violino produce un'onda detta "a dente di sega", proprio per la sua forma.
    La forma d'onda stabilisce il "timbro" dello strumento, cioè il "tipo di suono" che ci permette di distinguere uno strumento da un altro (per esempio un flauto ha un timbro molto diverso da un violino, ed infatti la sua forma d'onda è più simile ad un'onda sinusoidale). La diversità delle forme d'onda ci permette anche di riconoscere le varie vocali e le varie consonanti nel linguaggio parlato, ed anche il timbro di voce delle diverse persone.
    La forma d'onda di un suono può essere visualizzata collegando un microfono ad uno strumento elettronico chiamato "oscilloscopio". Le moderne tastiere elettroniche (o sintetizzatori) possono produrre suoni artificiali, creando forme d'onda che non esistono in natura.

    Qualsiasi forma d'onda, anche complessa, può essere scomposta in onde sinusoidali pure, e può essere ricomposta sommando opportunamente tali onde sinusoidali, secondo il cosiddetto principio di sovrapposizione. Tali onde hanno frequenze pari alla frequenza di un'onda basilare moltiplicata per un numero intero, e vengono chiamate armoniche (nome che deriva dalla teoria musicale). Ad esempio una nota La di un violino avrà la sua armonica fondamentale di 440 Hz, ma poi conterrà anche le armoniche di 880 Hz, 1320 Hz, 1760 Hz, 2200 Hz, ed in generale, di un numero intero per 440 Hz.
    Questa struttura armonica, descritta matematicamente dalla cosiddetta analisi di Fourier, è connessa al fenomeno della quantizzazione tipico della fisica quantistica, in cui certe grandezze fisiche possono assumere soltanto multipli interi di una grandezza base.

    Ritornando all'acustica, chiediamoci perché un CD può riprodurre suoni ed interi brani musicali. Il CD contiene un codice costituito da sequenze di bit che possono assumere il valore 0 o 1, e che esprimono un'informazione su come l'aria deve fatta vibrare dagli altoparlanti per riprodurre i suoni desiderati.
    Il codice è formato da gruppi di 16 bit (pari a 2 byte), come ad esempio 0110011101001101. Ciascun dato di 16 bit rappresenta un numero compreso tra 0 e 65536 (cioè 2 elevato alla 16). Questo numero individua l'ampiezza dell'onda sonora a un dato istante. Ogni secondo di riproduzione contiene 44100 di questi dati (cioè il CD contiene suoni campionati a 44100 Hz). Per riprodurre il segnale in stereofonia, tutto ciò è effettuato due volte, una per il canale sinistro ed una per il destro.
    In definitiva, una sequenza apparentemente casuale di zeri e di uni, genera dei suoni che per noi sono dotati di significato e ci fanno rivivere ricordi ed emozioni.

  19. #219
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    Predefinito 12 teoria della superaffinità parte dodicesima

    Torniamo ora al discorso della superaffinità.


    Consideriamo ora un sistema isolato contenente un atomo di nichel, un atomo d'idrogeno ed un osservatore.
    Già ho premesso che nel microcosmo tutto vibra.
    L'insieme delle forze agenti sarà responsabile di un insieme di spinte vibratorie.

    F(totale) =Fx + F1 + F2 + F3 +…


    Verrà indotta quindi una vibrazione totale V(totale)

    V(totale) =Vx + V1 + V2 + V3 +…Vn


    Possiamo dire che le V1 V2 V3 corrispondono in un certo senso alle armoniche della serie di Fourier.
    Potremmo anche immaginare che:

    V1 sia data dalla vibrazione del campo elettrico,

    V2 sia data dalla vibrazione del campo magnetico,

    V3 sia data dalla vibrazione del campo gravitazionale…

    Vn poi potrebbe essere generato da altri elementi eventualmente presenti; per esempio se introduciamo un atomo di magnesio, questi può, con la musica della sua orchestra, interagire e modificare la vibrazione totale che sta suonando il nichel (qui introduco un concetto diverso di catalizzatore rispetto alla fisica classica)

    Ma la Vx cosa sarebbe? A mio parere essa corrisponde alla vibrazione generata dall'osservatore, L'osservatore è parte integrante del fenomeno (come già detto in precedenza), egli si pone come un direttore d'orchestra la cui abilità più o meno grande sincronizzano i vari fenomeni.
    Ci saranno dei casi in cui l'orchestra ha suonatori scarsi e non sincronizzati, in tal caso, solo l'abilità del direttore d'orchestra permetterà l'avvento della superaffinità.
    Se però i suonatori sono buoni l'influenza Vx dell'osservatore può essere ininfluente. Avremmo in tal caso una ripetibilità ottenibile anche da altri osservatori. Quindi il fenomeno diviene ripetibile ed utilizzabile ai fini pratici.

    Scendendo nel pratico nel caso del nichel bisogna trovare le condizioni ottimali che rendano non necessaria la sincronizzazione prodotta dall'osservatore.
    Cominciamo col vedere il tipo di reazione possibile tra Ni + H = Cu cioè ammettiamo che si trasformi in rame.

    Il nichel esiste in natura sotto vari isotopi
    (il numero tra parentesi rappresenta la somma di protoni e neutroni presenti)
    Ni (58) con 30 neutroni presente in natura al 68 % (trascuro i decimali)
    Ni (60) con 32 neutroni presente in natura al 26 %
    Ni (61) con 33 neutroni presente in natura al 1 %
    Ni (62) con 34 neutroni presente in natura al 4 %
    Ni (64) con 36 neutroni presente in natura al 1 %

    Il rame esiste in natura
    Cu (63) con 34 neutroni presente in natura al 69%
    Cu (65) con 34 neutroni presente in natura al 31 %

    Nella superaffinità ipotizzata ci deve essere un inglobamento con le minime discrepanze possibili sulle masse.
    Consideriamo l'isotopo Ni(62) con 34 neutroni aggiungiamo l'atomo d'idrogeno, ( protone ed elettrone insieme in un sol colpo) possiamo osservare che otterremmo così proprio Cu (63) con 34 neutroni!! Un bell'incastro non vi pare? Sarà un caso? (Magari il secondo tipo di nichel usato da CETI era privo di questo isotopo)

    La massa mancante si trasformerà in energia. Dalle risultanze sperimentali sembra proprio che questa energia non venga emanata sotto forma di radiazione pericolosa, infatti non siamo nella fusione tipo bowling ma siamo nella superaffinità soft, soft, soft . Quindi poco scombussolamento permette all'energia di uscire come vibrazione cinetica e luminosa che si traduce in sostanza in calore.

    Ora se noi semplicemente mettessimo vicini l'isotopo del nichel e idrogeno non è detto che avvenga la fusione per superfainità, questo per due motivi:

    1) E' probabile che le armonie suonate dal nichel e dall'idrogeno siano simili ma NON uguali, è ipotizzabile che esista una certa soglia d'affinità, è indispensabile superarla affinchè il fenomeno possa avvenire. Come dire che se le due frequenze sono uguali al 98% e la soglia minima è del 99% occorre trovare il modo di modificare o l'una o l'altra in modo che il sincronismo superi il 99%.

    2) Anche se la loro affinità supera la soglia non è detto che il fenomeno avvenga. Ricordate? Occorre che nell'orchestra nasca la NECESSITA' di un nuovo riassestamento. E' come un rimpasto del governo, a volte è proprio lì che magari s'introduce un nuovo elemento che dia più stabilità al governo.

    Discutiamo ora i due punti separatamente.

    Ho ipotizzato che nichel e idrogeno avessero frequenze affini ma manchi la superaffinità, occorre superare una certa soglia.
    Facciamo ora un esempio numerico. Supponiamo che il nichel abbia una frequenza di 750 Hz e l'idrogeno vibri con frequenza di 700 non sufficientemente in risonanza.
    Possiamo supporre di riscaldare il sistema, arrivando per esempio a 1000° supponiamo che la frequenza del nichel passi da 750 a 900 Hz per l'idrogeno supponiamo passi da 700 a 1200 Hz.
    Durante il riscaldamento le due curve delle frequenze si intersecano cioè raggiungono la soglia della superaffinità. Questo potrebbe spiegare il perché dell'andamento della temperatura a denti di sega, sia nella fusione Piantelli che in quella di Rossi.

    Proseguendo in queste fantasiose ipotesi, potremmo immaginare che aggiungendo potassio o magnesio o qualsiasi altra mistura andassimo a modificare lo stato vibratorio dello spazio circostante ed andando in definitiva ad influenzare lo stato vibratorio del nichel o dell'idrogeno. Scegliendo opportunamente i catalizzatori otteniamo un avvicinamento all'agognata superaffinità.

    E' chiaro che non ho la minima idea della logica con cui si devono scegliere i catalizzatori, per il momento non si può che procedere per tentativi. ( A questo proposito osservavo le strane misture proposte da Mills come catalizzatori nelle sue fusioni vedi altro post n° 947, chimicamente appaiono veramente prive di nesso logico, e sotto certi aspetti portano acqua al mulino della superaffinità)

    Forse c'è una relazione con la regola pratica secondo la quale la temperatura di fusione di una lega di due metalli è inferiore a quella del metallo con temperatura di fusione più bassa. Ad esempio, la lega Sn-Pb, 63%-37%, usata per la brasatura (Brasatura = processo di collegamento continuo di 2 elementi metallici per infiltrazione di un materiale di apporto) delle lastre di piombo, ha una temperatura di fusione di 183 gradi, a fronte degli originali 232 e 327 gradi dei suoi componenti.
    Questa caratteristica viene utilizzata per unire tra loro le lastre di piombo usando un materiale che è, appunto, affine al piombo stesso. Il brasatore impara ad utilizzare a suo vantaggio questa piccola differenza di temperatura per unire le due lastre senza modificarle strutturalmente.


    Passiamo ora al secondo punto la necessità di riassestamento.
    Una cosa rimane in equilibrio fintanto che può. Ma quando un equilibrio si rompe, si creano nuove prospettive di equilibrio ed è nell'incertezza di queste possibilità che può avvenire la scelta della superaffinità. Magari non sarà la più probabile ma esiste una probabilità non nulla che essa si realizzi, tanto basta affinché, prendendo in considerazione un gran numero di reagenti, il fenomeno accada.
    Ma cosa può rompere l'equilibrio? Un fattore potrebbe essere il calore che dilata, fa vibrare, cambia le cristallizzazioni… Un altro fattore potrebbe essere la pressione, anche questa cambia col calore. Infine si potrebbe supporre di introdurre come agente perturbativo un elemento debolmente radioattivo.
    Ultima modifica di Camillo; 13-02-2011 a 18:00

  20. #220
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    Predefinito Teoria superaffinità

    Geniale Camillo, ancora sorprendente!
    Se tu dovessi avere ragione , il Nobel ....
    Infinite Grazie!

  21. #221
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    Thumbs up

    ciao Camillo
    premetto che sono neofita, devo dire che sei un ottimo divulgatore perche' hai fatto capire il tuo concetto anche a me che non ho le necessarie basi di fisica !
    Per la tua teoria ho solo un aggettivo : Elegante !. grazie per i tuoi sforzi.

  22. #222
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    Ciao Camillo,
    complimenti per il gran lavoro che stai facendo.
    Non ho le basi per poterlo apprezzare a pieno ma il modo nel quale esponi le argomentazioni mi ha permesso di immergermi in questa tematica senza affogare immediatamente, come purtroppo accade spesso con altri testi!
    Ne approfitto per segnalarti che forse è saltato un messaggio in merito al "complessivo fusione fredda": manca Teoria 19.
    Inoltre ti ho lasciato un msg privato in merito a chiarimenti che forse non sono di interesse generale.
    Grazie ancora per la dedizione e la disponibilità.

  23. #223
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    Ciao Camillo, permettimi di aggiungere qualcosa:

    GLOBAL SCALING
    ALTRO GIORNALE: Lo scaling è un fenomeno globale
    ALTRO GIORNALE: David Wilcock: Nebulosa Iperdimensionale - Cubi nello Spazio e il 2012

    E' mia intenzione utilizzare questo metodo per creare un modello predittivo sulle reazioni chimiche indotte da cavitazione e allargarlo in seguito alle nuove reazioni nucleari....il confine tra queste reazioni per esperienza è molto sottile.

    La stessa cosa è aplicabile alla "memoria dell'acqua" e alla nuova medicina.

    Attenzione, applicare un metodo non significa dimostrare una teoria, soprattutto in questo caso in cui si cerca di UNIFICARE con una teoria del TUTTO i fenomeni REALI ai quali mancano ancora del tutto precise spiegazioni, ma dei quali intuitivamente capiamo che esiste un legame.

    Superaffinità, supersimmetria, superconduttività, superrisonanza, etc etc...
    Continuiamo a sfornare nomi e nomignoli, ettichette e titoli senza però andare alla sostanza e alla profonda comprensione di ciò che solo superficialmente cerchiamo di esplorare.

    Una superriflessione:
    Hai citato consapevolmente, immagino, le reazioni nucleari aneutroniche che coinvolgono solo specifici isotopi di un dato elemento...
    -Roberto Monti e la sua nuova tavola periodica e l'atomo Alpha, penso lo conosci...
    -Proff. Santilli del Magnegas e il suo modello di reazioni nucleari aneutroniche..

    Ne potrei citare molti altri partendo da Platone per finire a Dan Winter e Fabio Cardone, ma alla fine emerge solo un dato per me; tutti vogliono il loro nome scritto sulla teoria che dimostra queste nuove reazioni nucleari...andassero d'accordo per una volta..

    Ma una teoria del tutto, per come si prospetta, non dovrebbe unire tutti nella formulazione, dimostrazione, applicazione?


    E per finire, questa continua ricerca di "energia", non è forse che nella dimostrazione teorica si cerca la cosa sbagliata?


  24. #224
    SGF
    SGF non è in linea
    Seguace
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    Anche i miei complimenti a Camillo. Non so se la tua teoria si rivelerà quella giusta (Nobel), ma un cosa è sicura "Suona bene. Il discorso della frequenza e un po come due circuiti risonanti in A.F ( oscillatori) con frequenze quasi uguali, avvicinandoli tra loro, tendono a sintonizzarsi su un frequenza comune. Sara il catalizzatore la mano che avvicina i due oscillatori atomici?!
    Ciao
    __________________________________________________ ___________________________________________
    Stirling

  25. #225
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    kaput
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    la frequenza base non è 432hz ?


 

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