Io credo che quello che stava dicendo BesselKn sia che non esista ancora una risposta che sia 0 anche per ovvie difficoltà sperimentali. Quello che si può escludere, visti i vari test svolti nel mondo, è che (di sicuro?) il fotone non ha massa (a riposo) superiore a 1,783*10^(-54). Inoltre anche se il fotone avesse una massa non è assolutamente detto che cada il discorso della relatività: mi spiego, adesso è postulato che C sia la velocità limite ed invariante nei vari sistemi di riferimento e che coincida con la velocità della luce nel vuoto. Di fatto io non sono a conoscenza di rilevazioni di oggetti con velocità di gruppo o propagazione maggiori ci C. Magari se qualcuno lo è lo comunichi. Se il fotone avesse una massa a riposo semplicemente la velocità della luce potrebbe non essere uguale a C! Oppure, vedila come vuoi, il valore della costante C sarebbe maggiore di quello della velocità della luce . E il discorso dell'infinito verrebbe meno, certo di fatto si dovrebbe rimettere mano ad alcuni ragionamenti, giustamente aggiungo!. Aggiungo ancora una mia considerazione che lascia il tempo che trova. Non esistono (ancora) teorie fisiche che siano giuste in assoluto per tutti i fenomeni. Di fatto con la Relatività Generale si son spiegati alcuni fenomeni e non altri ma a livello pratico è servita in alcuni ambiti applicativi. Tutto qui. Non è una religione, la fisica. Certo, e qui do ragione a BesselKn, si dovrebbe contestare qualcosa quando si hanno elementi per farlo. Monti sicuramente non è uno sprovveduto, ho letto quanto postato e a priori non mi sento (io) di dire che certe affermazioni possano essere esatte o sbagliate. Servono esperimenti che, laddove si intraveda un dubbio, smentiscano o confermino la teoria. Cosa che tra le altre cose mi sembra di aver capito che forse il Monti voglia fare. (Pensa al CERN quanti billioni spende per cercare particelle per confermare / smentire il modello standard!) Ora probabilmente esisteranno delle prove schiaccianti sul fatto che Michelson and Morley siano dei farlocconi. Mi sembra però che alcuni ricercatori nel mondo abbiano rifatto esperimenti simili e il loro non nullo arrivava sempre più vicino al nullo (come per la massa del fotone). Il discorso sul non nullo vuol dire tutto e nulla. Quando misuri sei sempre soggetto a degli errori. Poi io non metto in discussione nè il modello di Einstein nè quanto afferma Monti. Chi eventualmente lo può fare è chi dispone di dati e di rilevazioni oggettive e ripetibili che possano smentire l'un o l'altro modello nello specifico ambito di applicazione. Certo il dubbio è meglio che venga, se no saremmo ancora a Tolomeo. Che la relatività non sia una teoria del tutto è argomento noto. Che forse sia stata una forzatura intellettuale (anche se ammetto che il discorso dello spazio tempo sia elegantissimo e intuitivo a differenza della meccanica quantistica) potrebbe anche darsi ma il punto è che ci azzecca parecchio con le previsioni a detta di chi la utilizza in ambito pratico. Per cui ben vengano nuove teorie che servano a studiare, capire e applicare nuovi fenomeni purchè siano di valore aggiunto.
Esiste lo spazio-tempo? E' reale? Ma cosa è reale? Oppure è un immagine mentale che ci serve per capire e giustificare quanto osserviamo? Secondo me è così, ovvero, esiste in quanto è una immagine mentale che ben si adatta alle osservazioni. Ma dire che sia la realtà è un'altra cosa. Tale e quale il discorso per l'etere anche se non conosco per ignoranza mia teorie dallo stesso potere predittivo. Certo le equazioni una volta scritte utilizzano la proprietà della matematica di essere scienza a priori (ovvero che si svolge nella mente). La fisica ha bisogno necessariamente di elementi a posteriori (osservazioni filtrate dai nostri strumenti e dalle le nostre categorie mentali ivi inclusa la matematica) se no si dovrebbe parlare di metafisica dove si trascende appunto l'osservazione di un fenomeno. I termini a posteriori o a priori non devono essere visti con accezione squisitamente temporale nel senso stretto, si riferiscono a procedimenti di acquisizione di conoscenze. Di per se la matematica vive di sè stessa ovvero nella mente, la fisica ha sempre bisogno di appoggiarsi ad un fenomeno (a volte solo predetto e di cui si deve trovare l'impronta fenomenologica, vedasi per esempio, l'Higgs).


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