Ciao Dae, i magneti di ITER sono superconduttori ed hanno la funzione di:
1) Contenere il plasma tramite un effetto a 'bottiglia magnetica'
2) Dar un movimento rotazionale al plasma.
Almeno questo so. Ora, bisogna capire le differenze che ci sono fra ITER ed il nostro caso. Il fatto che il plasma si formi intorno al catodo non vuol dire che possa essere allontanato.
Siamo sicuri che non ci siano interazioni? Non mi svenire ora...

Ci sono eh?

La foto si riferisce alla generazione di campi magnetici tramite manipolazioni del plasma.
Torniamo alla cella. Secondo il mio modello mentale della cella, è la termoionica che provoca la continua formazione di ioni che arricchiscono il plasma, fino ad una condizione di equilibrio quantitativo di queste specie. Unc ampo magnetico di un Tesla ad esempio, non è detto che dia effetti di allontanamento, anzi probabilmente non è possibile allontanare il plasma dal catodo cosi' tanto come speriamo di fare noi. Il motivo è proprio il fatto che la termoionica è alla base del fenomeno. Almeno questo credo. Quindi bisogna trovare un modo per ionizzare l'idrogeno a sufficiente distanza da catodo. Ma anche in questo caso non sappiamo se si darebbe luogo alle caratteristiche fenomenologie della cella.
Il punto è cosa vogliamo fare con la cella...trasmutazioni? Energia? Onde EM? Luce?
Per ciascuna di queste cose abbiamo che tipo di rendimenti? E' conveniente rispetto altri metodi?
Tante domande...
Ma toniamo al campo magnetico, il plasm di per se genera un campo magnetico. Gli ioni diventano dei dipoli che se orientati generano un campo magnetico. Nel plasma in cella non sappiamo se tali ioni sono orientati. Ora, immergere il tutto in un flusso magnetico provoca sicuramente un orientamento degli ioni, che si muovono lungo una ben precisa direzione. Noi questo dall'esterno non lo vediamo, e quindi pensiamo che il campo non interagisca direttamente, o lo faccia solo in maniera molto debole...
Sai che il plasma è stato usato per generare fortissimi campi magnetici? Capiamo perchè...
Un effetto fisico, di nome effetto Hall, prevede che un sistema conduttore in cui scorra una quantità di corrente, se immerso in un campo magnetico statico sufficientemente intenso, presenta della ddp sulle facce opposte, perpendicolari al verso della corrente. Ora, questo principio, che con varianti si usa nei sistemi MHD, in effetti è sfruttabile nella cella.
Immaginiamo questo catodo...riuscendo a far si che tutti gli ioni, per fattori elettrostatici, si muovano nella stessa direzione, scopriremmo che si forma un campo magnetico sufficientemente forte da essere misurabile.