CITAZIONE
Nelle vostre sperimentazioni i rendimenti non sono ancora elevati perche' avvengono poche fusioni nucleari per unita' di tempo a causa di materiali scarsamente idonei a favorirne l'elevato numero.
Nella cella non avvengono fusioni nucleari. Bisogna prestare attenzione a questo particolare. La definizione di fusione fredda è fuorviante. La nostra reazione è chiamata GDPE.
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Infatti i primi scopritori della fusione fredda ottennero elevatissimi rendimenti ma utilizzando altri materiali.
Gli scopritori della FF sfruttarono un fenomeno diverso, con materiali e tempistiche diverse e rendimenti diversi. Non mi sembra corretto paragonare le due cose.
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Si potrebbe costruire la cella con un contenitore di metallo (isolato adiabaticamente dall'ambiente) anziche' di vetro ; in tal modo ogni radiazione elettromagnetica rimarrebbe confinata all'interno della cella e viste le proprieta' di evidente rendimento della cella
Molti stanno lavorando in questo senso.
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Immagino che il plasma sia caotico per colpa della temperatura e della forte ebollizione dell'acqua
Il plasma è caotico ( a livello atomico ) proprio perchè è un plasma. Una nube di ioni positivi ( principalmente protoni ) immersa in una tempesta elettronica. Troverai delle ottime informazioni al proposito in queste discussioni: http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2049927, http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2094613.
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Avete accertato se aumentando la tensione di alimentazione oltre quella convenzionale aumenta il rendimento e il numero di fusioni ?
Avete mai provato con tensioni dell'ordine di 400 o 500 volt per vedere se il rendimento aumenta ?
C'è chi sta lavorando in questo senso: http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2195501.
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Avete anche provato a rendere meno caotico il plasma regolarizzandolo con dei campi magnetici ?
è molto difficile ( quasi impossibile ). Inoltre si rischia di inibire la termoionica spegnengo il plasma ( http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=2305988 ).
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Se si cerca di mantenere in maniera controllata la temperatura al di sotto della temperatura di fusione del catodo il fenomeno di fusione fredda sparisce nei vostri esperimenti ?
Raffreddando il catodo si rischia di interferire con l'emissione termoelettronica che è importantissima per il mantenimento del plasma.
Quindi per me la risposta alla domanda è quasi sicuramente sì.
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Se ,come ho detto in precedenza , create una cella a volume costante l'acqua non vaporizza e la relativa energia di vaporizzazione si puo' recuperare come ulteriore contributo termico e/o meccanico ammesso che la cella venga costruita solidamente e sempre ammesso che non si vengano a creare repentini aumenti di pressione (esplosioni) contrastabili se la cella viene ad esempio creata nella profondita' e al centro di un grosso e pesante cubo di metallo con cavita' centrale (Cella).
Si trasformerebbe l'energia di ebollizione in ulteriore energia termica e il sistema sarebbe talmente confinato da essere meno caotico per la minor presenza di spazi di liberta' dovuti all'aumentato vincolo costituito dalle pareti rispetto alle quali si potrebbero intelligentemente manovrare le onde di pressione per essere tutte riflesse e concentrate verso il nocciolo.
Ho il timore pero' che se aumenta troppo la pressione interna il plasma si spegne a parita' di tensione di alimentazione.
Secondo me aumentare la pressione non danneggia il plasma anzi...
Comunque bisogna mettere in conto l'ingente produzione di gas elettrolitici in pressione.